a) un cliente richiede al precedente commercialista i propri documenti
contabili e iva vista la cessazione del rapporto di consulenza;
b) il cliente si rivolge al sottoscritto per assistenza contabile e fà
notare che il precedente consulente ha commesso errori (rettificabili) nell
dichiarazione dei redditi Unico 2002 e quindi chiede di inviare una nuova
dichiarazione rettificativa entro i termini di legge;
c) il sottoscritto chiede ripetutamente la collaborazione del precedente
commercialista per la fornitura del file relativo alla dichiarazione errata
di cui sopra e in ultimo richiede copia del file telematico inviato
all'amministrazione finanziaria tramite Entratel. Non riceve nulla poichè, a
detta del precedente consulente, tutto è stato cancellato visto che il
cliente non è + cliente dello studio.
Ora mi domando e domando a questo rispettabile NG..ma è possibile che, a
parte lo spirito di collaborazione che dovrebbe esserci tra professionisti,
il cliente non abbia diritto, su espressa richiesta, di ricevere copia del
file della propria dichiarazione dei redditi, inviato telematicamente anche
se in possesso di copia cartacea di tutto??
Lo studio si può rifiutare?
Speriamo che qualcuno mi risponda
Saluti
i commercialisti sono la categoria più individualista che c'è !
> il cliente non abbia diritto, su espressa richiesta, di ricevere copia del
> file della propria dichiarazione dei redditi, inviato telematicamente anche
> se in possesso di copia cartacea di tutto??
> Lo studio si può rifiutare?
mandagli una copia della deontologia professionale.................cmq vedrai che dovrai fare tutto
tu ..........altrimenti a rimetterci sarà il cliente.
(eventualmente inviare una rr a nome del cliente che si ritiene - o verrà - danneggiato per un tale
comportamento)
;-P
> Ora mi domando e domando a questo rispettabile NG..ma è possibile
che, a
> parte lo spirito di collaborazione che dovrebbe esserci tra
professionisti,
da come la descrivi è assai probabile che la frattura NON sia
stata indolore.
Il cliente ha saldato TUTTO al precedente commercialista ?
Mi pare che fra le norme di deontologia professionale ci sia
anche qualcosa relativo a ciò nell'assumere nuovi incarichi (
prima bisogna pagare il vecchio ... o qualcosa del genere)
> il cliente non abbia diritto, su espressa richiesta, di ricevere
copia del
> file della propria dichiarazione dei redditi, inviato
telematicamente anche
> se in possesso di copia cartacea di tutto??
NO ... non ha diritto . Il cartaceo rappresenta il file .
> Lo studio si può rifiutare?
Lo studio è tenuto a rilasciare il cartaceo completo di firme
e ricevuta di trasmissione .
Ovvio che, nel restituire "tutto " ,ci sarà anche la
documentazione relativa alla dichiarazione , ma non certo il file .
> Speriamo che qualcuno mi risponda
ecco..
--
Luisa Avetta -
dottore commercialista in Torino .
"Marc Bloch" <gilbert...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:%MWQa.35571$it4.9...@news1.tin.it...
>
> >
> > NO ... non ha diritto . Il cartaceo rappresenta il file .
> >
> >
> > > Lo studio si può rifiutare?
> >
> > Lo studio è tenuto a rilasciare il cartaceo completo di firme
> > e ricevuta di trasmissione .
> >
> > Ovvio che, nel restituire "tutto " ,ci sarà anche la
> > documentazione relativa alla dichiarazione , ma non certo il file .
> >
> > > Speriamo che qualcuno mi risponda
> >
> Concordo con il parere dell'Avetta; l'obbligo di conservazione triennale,
> delle docuementazione di un cleinte, a mio aprere è relativo alla sola
> docuementazione cartacea, non è estendibile ai supporti informatici-
>
>
concordo su tutto!!!!!
Vorrei aggiungere che se il commercialista uscente ha commesso errori a lui
imputabili, lui risponderà. Se invece la dichiarazione va rettificata perchè
il cliente ha portato in ritardo dei documenti, ritengo che potrebbe essere
il vecchio commercialista (previo pagamento del compenso) a redigere la
dichiarazione rettificativa (peraltro nei termini), ma mi pare di capire che
i rapporti non sono idilliaci (ergo sto dalla parte di Avetta). Diversamente
dovrai organizzarti tu stesso reinserendo i dati a mano nel tuo pc.
Personalmente mi è capitato alcune volte di comportarmi non
deontologicamente con cliente e collega:
- il cliente non pagava, (compreso mancato preavviso, ne dato ne pagato)
- il collega ISCRITTO ALL'ALBO/ABUSIVO/ASSOCIAZIONE mi ha spudoratamente
rubato il cliente.
ciao
stefania
> Vorrei invece dire a chi pensa che sia giusto restituire i documenti solo
> dopo che si č stati saldati di non dormire sonni tranquilli.
nessuno ha detto questo :-)
ciao
stefania
Personalmente se un cliente va via, non cancello immediatamente i file, ma
non ne do certo copia per diversi motivi:
Anzitutto il file del computer è uno strumento interno del professionista
che niente ha a che fare con il cliente. Nel senso che posso fare un
bilancio con excell o con un programma specifico; al cliente deve
interessare solo se il bilancio e corretto o no.
Il cliente può andare via anche perchè ad es. non gli vanno bene le mie
tariffe: perchè agevolare il lavoro di chi applica tariffe più basse,
considerando che proprio l'immisione dei dati fatti da altri possono
portarlo a fare tariffe più bassei?
Il file spesso viene archiviato in formato compresso con altri file. Chi mi
paga il tempo che passi a estrapolare il file considerando il fatto che non
hai più il cliente?
Il file telematico comprende diverse dichiarazioni. Personalmente li
ragruppo in gruppi di 10. La consegna del file quindi comprenderebbe anche
le altre nove sui quali invece devo mantenere il segreto per motivi
deontologici e di privacy.
può bastare o ne vuoi altri?
Ciao
secondo me non ha diritto ad alcun file. ha invece diritto alla
documentazione "fisica" in possesso del vacchio comm. quindi credo che
lo studio si possa rifiutare. personalmente, non vedrei ragione di
fornire il file se non per buoni rapporti con il collega subentratomi
saluti
sntf -> stefano fontani
"sntf" <ci...@lippa.lp> ha scritto nel messaggio
news:1so9hvke1e4m9s6b0...@4ax.com...
> >Ora mi domando e domando a questo rispettabile NG..ma è possibile che, a
> >parte lo spirito di collaborazione che dovrebbe esserci tra
professionisti,
> >il cliente non abbia diritto, su espressa richiesta, di ricevere copia
del
> >file della propria dichiarazione dei redditi, inviato telematicamente
anche
> >se in possesso di copia cartacea di tutto??
> >Lo studio si può rifiutare?
>c) il sottoscritto chiede ripetutamente la collaborazione del precedente
>commercialista per la fornitura del file relativo alla dichiarazione errata
>di cui sopra e in ultimo richiede copia del file telematico inviato
>all'amministrazione finanziaria tramite Entratel. Non riceve nulla poichè, a
>detta del precedente consulente, tutto è stato cancellato visto che il
>cliente non è + cliente dello studio.
Premesso che il file assolutamente te lo scordi (anche perchè, giustamente,
spesso UN file non contiene SOLO UNA dichiarazione ma magari ne contiene altre
10, 30 o 150).
Per quanto riguarda la collaborazione da prestare, personalmente uso delle
graduazioni ben precise.
Il cliente se ne è andato di sua spontanea volontà e per motivi validi? (e non
perchè magari secondo lui ero troppo caro o perchè il nuovo consulente ha
lavorato per portarsi via il cliente)
Il nuovo consulente mi ha telefonato (come le norme deontologiche prevedono) per
chiedermi se è tutto a posto?
Ho riscosso tutto?
Negli eventuali precedenti a parti invertite o comunque in altri incontri
professionali, il nuovo consulente si è comportato correttamente con me?
Il nuovo è un collega regolarmente iscritto all'albo?
Ho la coscienza pulita riguardo al lavoro che ho fatto per il cliente?
Dal numero di "sì" alle precedenti domande dipende il mio grado di
collaborazione col subentrante.
Ciao
Conte Oliver
(togli le scarpe per scrivermi in e-mail)
Il nuovo consulente mi ha telefonato (come le norme deontologiche
prevedono) per
> chiedermi se è tutto a posto?
> Ho riscosso tutto?
> Negli eventuali precedenti a parti invertite o comunque in altri incontri
> professionali, il nuovo consulente si è comportato correttamente con me?
> Il nuovo è un collega regolarmente iscritto all'albo?
> Ho la coscienza pulita riguardo al lavoro che ho fatto per il cliente?
>
> Dal numero di "sì" alle precedenti domande dipende il mio grado di
> collaborazione col subentrante.
Caro Conte Oliver, forse viviamo, in realtà profondamente diverse: in Milano
"la cannibalizzazione" dei rapporti tra colleghi è all'ordine del giorno.
Roberto Cattivelli
>Caro Conte Oliver, forse viviamo, in realtà profondamente diverse: in Milano
>"la cannibalizzazione" dei rapporti tra colleghi è all'ordine del giorno.
Anche qui la cannibalizzazione è frequente (specie da parte di abusivi
e associazioni di categoria); ma non è un buon motivo per mettersi a
pecorina e dire agli scorretti "chiedete e vi sarà dato"!!!
Ciao
Conte Oliver
(Togli le scarpe per scrivermi una e-mail)
> >Caro Conte Oliver, forse viviamo, in realtà profondamente diverse: in
Milano
> >"la cannibalizzazione" dei rapporti tra colleghi è all'ordine del giorno.
>
> Anche qui la cannibalizzazione è frequente (specie da parte di abusivi
> e associazioni di categoria); ma non è un buon motivo per mettersi a
> pecorina e dire agli scorretti "chiedete e vi sarà dato"!!!
Ma smettiamola di attribuire tutto il ben da una parte e tutto il male
dall'altra (è un atteggiamento manicheo): ho conosciuto professionisti
iscritti ad albi professionali sia corretti sia scorretti.
E altrettanto posso dire per i c.d "abusivi" (che per la Suprema Corte non
sono tali): persone per bene e persone scorrette.
Comunque visto che si discute di abusivi: che mi sa indicare un attività
professionale oggetto d'esclusiva, che consenta di definire tali soggetti
abusivi.
Insomma qual'è l'interesse pubblico da tutelare?
Roberto Cattivelli
> - il cliente non pagava, (compreso mancato preavviso, ne dato ne
> pagato) - il collega ISCRITTO ALL'ALBO/ABUSIVO/ASSOCIAZIONE mi ha
> spudoratamente rubato il cliente.
Stefy, non si possono rubare i clienti, a parte forse il caso di
minacce o rapimenti.
I clienti se ne vanno per due motivi, o non sono contenti o hanno
trovato chi gli fa il lavoro a meno (difficilmente cercano la pari o
migliore qualita', specialmente i piccoli).
Del secondo caso me ne sono capitati, e mi e' anche capitato che siano
tornati indietro dopo qualche anno con grande soddisfazione.
P.S. -Mi ha minacciato, ho dovuto cedere!
-E con cosa ti ha minacciato?
-Con un biglietto da cinquantamila!
vincenzo
> ho conosciuto professionisti
>iscritti ad albi professionali sia corretti sia scorretti.
>E altrettanto posso dire per i c.d "abusivi" (che per la Suprema Corte non
>sono tali): persone per bene e persone scorrette.
E su questo non ci piove.
>Comunque visto che si discute di abusivi: che mi sa indicare un attività
>professionale oggetto d'esclusiva, che consenta di definire tali soggetti
>abusivi.
>Insomma qual'è l'interesse pubblico da tutelare?
Ahimè nessuna esclusiva! Quanto all'interesse pubblico... non mi
sembra che ci sia meno interesse pubblico nel redigere un bilancio e
nel garantire al contribuente una tassazione equa e corretta o una
gestione aziendale sana rispetto a quanto non ne esista in un ricorso
per decreto ingiuntivo per una fattura non pagata.
E ancora, per fare altri esempi ormai triti e ritriti, l'interesse
pubblico in una autentica di firma per la vendita di una 500 FIAT,
nella redazione di un verbale di assemblea straordinaria per cambiare
sede ad una srl, nel vendere una scatola di aspirina o di supposte per
la tosse ecc. ecc... è forse un interesse bisognoso di maggior tutela
rispetto a quello di un cittadino che vuole avere una contabilità
aziendale ben tenuta ed una dichiarazione dei redditi corrispondente
alle normative vigenti?
Vero è che le nostre competenze riguardano tutte attività che il
comune cittadino può fare comodamente da solo, ma non dovrebbe essere
automatico che chi chiede a terzi di svolgere queste attività per suo
conto non abbia il diritto di essere assistito da soggetti con un
MINIMO di preparazione acclarata e certificata da un organismo
pubblico.
L'interesse pubblico deve essere riconosciuto in qualsiasi settore
dove esistano quelle "asimmetrie informative" (tanto care
all'antitrust) tra il prestatore del servizio ed il fruitore.
Anche perchè qui il "libero mercato" non può essere portato a
scusante; il nostro cliente non potrà MAI sapere se quei tre fogli che
gli vengono consegnati sono "giusti" o se invece, con un consulente
più preparato avrebbe potuto pagare qualche euro in meno o evitare di
rischiare sanzioni; il risultato tangibile del nostro lavoro il
cliente potrebbe non vederlo mai oppure vederlo quando è troppo tardi
per rimediare.
Che poi queste prerogative non ci vengano riconosciute per via di
altri interessi di tipo lobbistico è un altro discorso; ma non si può
non riconoscere che nelle nostre attività l'interesse pubblico
tutelato DOVREBBE essere quanto meno pari a quello di altre categorie
professionali che non vengono MAI minimamente messe in discussione.
Quindi, va bene prendere atto che non abbiamo diritti di esclusiva
legalmente riconosciuti, ma da lì ad accettare supinamente che le
nostre attività (delle quali ben conosciamo la complessità e la
delicatezza) vengano svolte placidamente da dei signori venuti da
chissà dove e con una preparazione assolutamente non verificata ce ne
corre eccome! Soprattutto perchè poi, alla fine, anche il CED,
l'associazione di categoria o il bancario che tiene qualche
contabilità e fa le dichiarazioni dei redditi la sera dopo cena a casa
vengono etichettati comunemente come "commercialisti" (e non solo
dall'uomo della strada).
Permettimi quindi di sottolineare certe differenze tra noi ed altri
soggetti che con noi hanno poco a che vedere. E voglio essere libero
di chiamarli "abusivi" finchè voglio, ancorchè la Cassazione sia di
diverso parere, perchè tutti noi che questo lavoro lo facciamo con
passione e con criterio sappiamo benissimo che le cose non stanno
così.
[cut]
Da incorniciare (e, di questo passo, da utilizzare come epitaffio per le
nostre categorie)
--
Paolo Locati
DC BG
Pecuniae Publicae Coactor
Non voglio negarti il diritto di chiamarli abusivi (quando un abusivo si
prende un cliente dello studio non sprizzo di gioia): ma la realtà è da un
punto di vista penale non sono perseguibili.
Se lo fossero non dovremmo fari i conti con questi soggetti i quali:
- operano part-time presso un'azienda e svolgono a casa il loro lavoro
"professionale";
- svolgono il loro lavoro "professionale" a casa a tempo pieno: entrambe le
situazioni con costi nettamente inferiori ai nostri che abbiamo una casa ed
uno studio.
Per non parlare della concorrenza dei funziona dell'AF che svolgono la loro
attività nel pomeriggio presso molti studi, perlomeno, nella città in cui
opero; il titolare dello studio, sapientemente, fa sapere di avere in studio
un o due di questi soggetti, facendo intuire che in caso di "rogne" abbiamo
gli appoggi giusti per sistemarle.
Ciao
Roberto Malvax
> - svolgono il loro lavoro "professionale" a casa a tempo pieno: entrambe
le
> situazioni con costi nettamente inferiori ai nostri che abbiamo una casa
ed
> uno studio.
E questo cosa c'entrerebbe con la professionalità della persona?
Anche tu puoi decidere di svolgere la professione a casa invece che in uno
studio.
Io attualmente mi trovo in questa situazione .... sono meno professionista
di te per questo? Le mie "consulenze" hanno meno valore perchè non ho lo
studio in centro Milano?
Mah? certe volte fate delle considerazioni a cazzo e mi piacerebbe che ci
pensaste un po' meglio prima di dire certe cose.
Senza cattiveria Roberto.
Ciao
Ermanno
Per prima cosa se ti ci metti anche a tu ad usare questo linguaggio, nei
miei confronti, vuol dire che sono proprio messo male.
Le situazioni sopra descritte erano riferite a soggetti cosiddetti
"abusivi": anch'io quando ho iniziato la professione ho seguito (dopo la
pratica e dopo l'isrcizione) però ero iscritto all'albo.
O forse, senza volere, ho urtato la tua suscettibilità? Se è così mi
dispiace.
In qualsiasi caso ti pregherei di usare nei mie confronti un linguaggio più
civile: si può, ovviamente, sempre dissentire sulle opinioni altrui, però in
modo civile.
Il post del Conte Oliver era molto chiaro e se vogliamo "duro" ma non
"villano".
Non è neanche passato un anno da uno scontro antipatico, brutale e cafonesco
(anche per colpa mia, sia chiaro): non vorrei che la situazione si
ripetesse.
Senza rancore e, tantomeno, cattiveria: sono solo amareggiato per il
linguaggio che hai usato, anche se capisco che ti possa essere sentito
toccato direttamente.
Per rispondere alla tua domanda: le tue consulenze non valgono meno delle
mie.
Non sei meno professionista di me.
Con affetto Malvax
Per il fatto di aver usato il termine "considerazioni a cazzo"??
Avrei dovuto metterci la faccina e comunque probabilmente si è trattato di
un eccesso di confidenza .... come farei se avessi di fronte un amico che
che stesse dicendo una cazzata e in maniera non cattiva gli dovessi dire ...
ciò ... ma che caxxo sito drio dire? .... spero di averti dato l'idea.
> Le situazioni sopra descritte erano riferite a soggetti cosiddetti
> "abusivi":
> anch'io quando ho iniziato la professione ho seguito (dopo la
> pratica e dopo l'isrcizione) però ero iscritto all'albo.
> O forse, senza volere, ho urtato la tua suscettibilità? Se è così mi
> dispiace.
Diciamo che come l'avevi messa giù sembrava che non fosse professionale
lavorare in casa (proprio perchè legato ad un modus operandi degli abusivi)
e che fosse un modo di "concorrere" sleale rispetto a professionisti che
invece "devono" utilizzare un'altra struttura con i costi che ne derivano e
con le conseguenze anche a livello di maggiori tariffe applicate.
Non era questo il senso dell'affermazione in fondo?
Visto che però in tal modo possono trovarsi ad operare anche altri soggetti
"legittimati" a svolgere la professione magari sarebbe stato opportuna una
maggiore riflessione, non credi?
> In qualsiasi caso ti pregherei di usare nei mie confronti un linguaggio
più
> civile: si può, ovviamente, sempre dissentire sulle opinioni altrui, però
in
> modo civile.
In futuro starò più attento e sarò meno impulsivo.
Sempre senza rancori eh? ;-)
Ciao
Ermanno
No, non era questo il senso da attribuire alla mia frase.
> Visto che perň in tal modo possono trovarsi ad operare anche altri
soggetti
> "legittimati" a svolgere la professione magari sarebbe stato opportuna una
> maggiore riflessione, non credi?
No, perchč l'argomento era gli abusivi.
>
>
> > In qualsiasi caso ti pregherei di usare nei mie confronti un linguaggio
> piů
> > civile: si puň, ovviamente, sempre dissentire sulle opinioni altrui,
perň
> in
> > modo civile.
>
> In futuro starň piů attento e sarň meno impulsivo.
>
> Sempre senza rancori eh? ;-)
Naturalmente, con affetto e senza rancore
Ciao e buon lavoro
Roberto