Io penso che il problema stia nella inesistenza di alcuna prerogativa
professionale; nessuna delle due professioni contabili ha alcuna "esclusiva"
ed entrambe soffrono da sempre della concorrenza di abusivi di ogni tipo.-
Basta vedere la questione del 730 di appannaggio esclusivo ( bella
questa )
dei sindacati, patronati o CAF che dir si voglia.
In fondo il geometra può firmare un progetto, e solo lui o qualcuno con
titolo superiore al suo.
Una ostetrica può levare un bambino e solo lei, o qualcuno con titolo
superiore al suo.
Noi ( ragionieri o dottori ) no.- Non abbiamo esclusiva alcuna e ci
perdiamo da sempre
a condizionarci vicendevolmente in campo politico gelosi ciascuno in senso
negativo
verso i " parenti poveri " o "parenti ricchi " dell'altra professione.-
Oramai è legge e questa diatriba ulteriore anche in NG significa che siamo
tutti
ancora attaccati a presunte prerogative che nessuna delle due professioni
ha.
E fra poco perderemo anche la " curatela " che almeno un briciolo di "
distinguo" la conferisce a chi ne fa parte.-
Forse aveva ragione bob con il quale litigai tempo fa nel dire che
proponeva l'abolizione dell'ordine professionale
visto che l'ordine professionale non garantisce nulla a suoi appartenenti
tranne che far pagare loro la quota iscrittiva annuale,
organizzare corsi di aggiornamento obbligatori solo per gli iscritti e la
cena annuale.
A che serve studiare e strudiare e studiare se poi qualsiasi associazione
o sindacato può organizzare la assistenza fiscale
e vantare l'esclusiva per la compilazione e trasmissione del modello 730 ?
Nelle menti semplici questa sembra una Superiorità del Sindacato
ed una nostra inferiorità . Non è bene.
A nessuno di noi viene in mente di desiderare compilazioni di modelli 730,
ma quale specializzazione o competenza particolare occorre per compilare un
730 che non possa essere parimenti espletata da un ragioniere o un dottore
commercialista?
A me , se lo chiedono, lo faccio gratis e glielo consegno in mano.
E con queste premesse quale potere possono avere due professioni simili,
operanti nel medesimo settore e che si fanno ( facevano ) la guerra
per tendere ad esclusive che nessuna delle due ha?
Anzi stiamo sempre peggiorando : i notai hanno avuto la cessione delle
aziende ( che prima facevamo noi ) le società di fatto sono state abolite
( e quindi solo snc ) i curatori fallimentari stanno diventando( in
progetto ) appannaggio di dirigenti di azienda ( fallite !) i 730 li fanno
solo i sindacati ( così incamerano anche l'iscrizione del cliente ed il
contributo statale ) .
Nel " nostro " giardino vengono a banchettare tutti e noi stiamo ancora a
guardare le differenze date da titoli di studio e corsi formativi, pur tutti
veri, ma che porteranno alla chiusura degli studi ed il trasferimento armi e
bagagli in massa al " nemico" delle professioni : il presunto "libero "
mercato che non risponde altro che alla logica delle lobby delle banche e
dalle associazioni di categoria per oggettivi interessi convergenti.
L'unificazione la ritengo opportuna per il futuro della professione, sia
di ragioniere che di dottore,e non per fregiarsi di titoli non conseguiti.
Il nostro nemico sono i medesimi : il " libero " mercato che tutto
appiattisce nel nome di una prezzo sempre + basso ( ma per prestazioni
sempre più anonime) e le lobby trasversali che creano le distorsioni
monopolistiche di cui abbiamo già parlato.
Io penso invece che un lavoro ben fatto deve essere tutelato e compensato
adeguatamente anche e perchè non corrisponde assolutamente, per impegno e
fatiche profuse, alla produzione standardizzata che inevitabilmente il
"libero " mercato è destinato a creare.
L'unione delle professioni contabili, pur con tutti i distinguo
all'interno per diversità di corso di studi o di formazione professionale,
ritengo sia un traguardo da raggiungere.
Professionisti contabili : unitevi !
saluti
stunat
di altezza, di formazione ( serve?), di età, ecc.ecc............
luoghi comuni.....
"..........Io ho uno studio avviato (10 dipendenti) con una vasta clientela
."
behh allora a te l'albo unico serve a poco....semmai sono i giovani dottori
che si affacciano alla professione che partono svantaggiati come tempistica
rispetto ai ragionieri ..............
--
Saluti
GV
ai sono i giovani dottori che si affacciano alla professione che partono
svantaggiati come tempistica rispetto ai ragionieri ..............
in che senso svantaggiati come tempistica?
ciao
--
Piccola Parigi
(waz Roberto-)
Quanti uomini, tanti pareri (Terenzio)
--
Saluti
GV
(parlo con riferimento al pregresso)....
ok, ho capito, i giovani dott. comm. sono svantaggiati rispetto ai vecchi
ragionieri nell'accesso alla professione.
saggia riflessione,
grazie
--
Marco
Dottore Commercialista
(LO)
sei sicuro di quello che dici?
a mew risulya che anche i ragionieri devono conseguire un
diplomino di laurea breve, come minimo, ed effettuare il
triennio ( o biennio ?) di tirocinio.
oramai le differenze tra i titoli di studio e i tempi di accesso
alla professione di ragioniere o di dottore commercialista
sono questioni (quasi) di " lana caprina ".-
sono le associazioni di categoria che " portano via " il lavoro
ai giovani ( di fresco esame d'ammissione ) e li asserviscono, o li
condizionano,
nelle proprie organizzazioni di categoria para politiche o para sindacali.
cioè : eliminano progressivamente e scientemente i liberi professionisti.
( un esempio concreto : la CNa (non vorrei sbagliare la definizione) di
Bologna ebbe anni fa un crollo nei risultati di bilancio.Credete abbia
chiuso?
credete abbia alzato i prezzi ? credete abbia avuto soci o lavoratori che
abbiano lavorato gratis per l'IDEA?
niente di tutto questo: la perdita di bilancio fu ripianata immediatamente
dalla CaRisBo con una "donazione"
liberale. La CarisBo è Ente Morale ed ha come scopo non il conseguimento di
un utile, ma la promozione
di "opere meritorie" e simili.- io, se vado in perdita, devo chiudere,il CNA
(credo sia stato proprio il CNA )ottiene un regalo).-
E' dura iniziare, per un giovane.
Tutto qui.
ciao
e perdonate la mia prolissità.-
an - stunat
ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE DI RAGIONIERE E PERITO COMMERCIALE
Decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1953, n. 1068
(GU 11/02/54, n. 34)
Articolo 31 (versione in vigore dal 1991)
Requisiti per l'iscrizione nell'albo o nell'elenco speciale
1. Per ottenere l'iscrizione nell'albo o nell'elenco speciale è necessario:
1.. essere cittadino italiano o di uno Stato membro delle Comunità europee
oppure cittadino di uno Stato con il quale esista trattamento di
reciprocità;
2.. godere dei diritti politici;
3.. essere di condotta irreprensibile;
4.. non avere riportato condanna a pene che, a norma del presente
ordinamento, danno luogo alla radiazione dall'albo;
5.. avere la residenza anagrafica nella circoscrizione del Collegio
Professionale presso il quale l'iscrizione è richiesta
6.. avere conseguito il Diploma di Ragioniere e Perito commerciale ed
essere in possesso di un Diploma Universitario legalmente riconosciuto,
conseguito a seguito di un corso di studi specialistici della durata di tre
anni, oppure della laurea in giurisprudenza o in Economia e Commercio;
7.. avere conseguito l'abilitazione professionale.
2. Con decreto del Ministro dell'Università e della ricerca scientifica e
tecnologica, sentito il Consiglio universitario nazionale, saranno stabilite
le modalità di accesso e le materie di studio per il conseguimento del
diploma al termine dei corsi triennali previsti dalla lettera f) del comma
1.
3. L'abilitazione all'esercizio della libera professione è subordinata al co
mpimento di un periodo di pratica triennale da affettuare, dopo il
conseguimento del diploma universitario di cui alla lettera f) del comma 1,
presso un ragioniere perito commerciale iscritto all'albo professionale da
almeno un quinquennio e, al termine di tale periodo, al superamento di un
apposito esame di Stato, disciplinato dalle norme della legge 8 dicembre
1956, n. 1378, e successive modificazioni. La durata della pratica
professionale è ridotta da tre a due anni per coloro che sono in possesso
della laurea in giurisprudenza o in economia e commercio.
4. Le modalità di iscrizione, lo svolgimento della pratica professionale
nonché la tenuta dei relativi registri da parte dei Collegi dei Ragionieri e
Periti commerciali saranno disciplinati dal Consiglio Nazionale dei
Ragionieri e Periti Commerciali.
*La durata della pratica professionale è ridotta da tre a due anni per
coloro che sono in possesso della laurea in giurisprudenza o in economia e
commercio*
Non più:
Regolamento della Pratica Professionale dei praticanti Ragionieri e Periti
Commerciali (aggiornato in seguito a quanto disposto dall'art.3 comma 3 bis
del D.L. 107/2002 recante "Disposizioni urgenti in materia di accesso alle
professioni")
ART. 4 - Durata e modalità della pratica
1. La pratica professionale ha la durata di tre anni.
2. [...]
3. [...]
ciao
ps: non hai ancora letto summa eh?!
--
Saluti
GV
Gianni, rispondevo solo a Never, che aveva scritto:
"confermo e sottoscrivo, non è il massimo partire con 4+3 anni di ritardo
rispetto ad un mio amico che si è fermato solo al diploma di ragioniere nel
93"
cosa non possibile perché dal 1991 non basta il diploma di ragioniere.
E comunque anche prima del 1991 ci voleva obbligatoriamente un biennio di
praticantato.
Quindi solo per precisare.
--
Saluti
GV
Gianni, dei dottori commercialisti miei coetanei nessuno ha fatto il
praticantato.
Quello vero durava almeno 3 anni.
Per la laurea ne occorrevano 4, di cui tre passati su materie che poco hanno
a che vedere con la professione.
lascia stare alla fine e è venuta fuori una discussione STERILE: ognuno tira
l'acqua al suo mulino (a ben vedere) perchè ha paura di perdere posizioni
acquisite negli anni e adesso che ai Ragionieri gli hanno pure prospettato
una qualifica in più (Albo unico con i Dottori) non se la lasciano di certo
scappare, e lì a sparare che anche loro hanno gavettato e fatto rinuncie di
ogni tipo, come se una simile UNIFICAZIONE gli fosse dovuta.......
parafrasando MUGHINI direi "Maddaiiii"
Credo sempre che poi alla fine è il tempo e il mercato (clientela) a
giudicare I BUONI E I CATTIVI anche se a sentirmi paragonare ad un
Ragioniere dopo tutto quello che ho sacrificato sui libri non mi sembra ne
giusto ne onesto. Ma questa non è una questione morale, ma di interessi
purtroppo.
La verità è quella che hai detto tu: i Giovani Dottori, vedi me per
esempio, sono alquanto svantaggiati dall'Iter procedurale o ora anche
squalificati dall'Albo unico, e basta con le false ipocrisie di chi dice che
siamo tutti UGUALI, e che esistono Dottori e Dottori e Ragionieri e
Ragionieri (certamente vero ma non ci si può parare ilo c**o con simile
affermazione)......... E IN VIRTU' DI UGUALI TARIFFE (come fanno ad essere
uguali proprio non lo accetto) dicono che alla fine siamo la stessa cosa.
Tra poco accorreranno anche i Consulenti del Lavoro, e ci chiameranno
TRINITA' (Dott.Rag.Cons. 3x1 neanche fossimo al supermarket dell'Usato
;-)))
la verità come sempre da fastidio e spesse volte crea (come in questo caso)
discussioni STERILI.
Di.mi.x.
"Gianni Verducci" <studiov...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:TlwJd.764182$35.30...@news4.tin.it...
Guarda che questa non è una fusione per incorporazione, ma una unione tra
due albi
che operano nel medesimo settore professionale.
Questo è un provvedimento di legge che accumuna due professioni che da
sempre
hanno più punti di contatto che divergenze.
Nessuno toglierà a Te i Tuoi meritatissimi titoli e nessuno toglierà a me
il mio diploma, sudatissimo e conseguito
quando ancora a scuola si studiava seriamente ed agli esami di
abilitazione tra i ragionieri commercialisti
si presentavano ( e venivano regolarmente respinti ) fior fiore di
laureati in economia e
commercio ( già diplomati in ragioneria ) e che ritenevano di "
accorciare" il percorso di accesso alla professione
venendo a sostenere il " nostro" esame di abilitazione professionale in
luogo del "loro" esame di stato.
Non svilirci tentando di gettare ombre e pregiudizi sulla nostra
preparazione professionale; sei troppo intelligente
per cadere nella facile trappola della maldicenza.
Adesso è in vista una unificazione ( nella quale sissiggnore ci metterei
anche i colleghi consulenti del lavoro )
pratica e moderna che NULLA TOGLIE ai titoli di studio e di merito
acquisiti e pertanto è da vedere con favore
più che altro per i giovani che così potranno ( lottando uniti ) ottenere un
qualcosa in più a tutela della professione
rispetto al molto che in questi ultimi trentacinque anni ( tanti ne registra
la mia iscrizione ) è stato tolto
a Ragionieri e Dottori a favore di altre categorie. + abusivi ( e simili).-
Quindi : con reverenza ai Dottori, con fermezza nel richiedere rispetto
per il nostro diploma e corso successivo
abilitativo, con speranza e fiducia nel futuro, con l'augurio che i giovani
siano tutti laureati (così io finirò
tutelato dal WWF) tu non ti sentirai più umiliato dalla mia vicinanza nel
medesimo albo professionale e finirà
finalmente tutto sto casino.
con stima
an - stunat
questa non è una risposta, ma non vuoi ammettere che per i dottori
commercialisti laureati dal 1995 ( inizio tirocinio obbligatorio di tre anni
post laurea) l'ingresso del mondo del lavoro è stato anticoncorrenziale
rispetto al pregresso ( a cui appartieni anche tu) e ora con l'albo unico
vedono questo come una ulteriore presa in giro per il tempo investito.
Vorrei anche aggiungere , caso Zanardi, che questa fetta di colleghi è la
stessa che ha portato l'Ordine dei Dottori a crescere in maniera vertiginosa
arrivando a quota 42.000 a fine 2004 con un incremento del 40% dal 1995:
chiamali pochi ed incazzati!
:-)
Sono comunque una cospicua parte dei colleghi di questo NG che conosciamo
da anni e con cui dialoghi.
In conclusione le vere vittime di questa fusione ( giusta o ingiusta che
sia) siamo noi giovani sia per esserci accorti di aver perso tempo, sia
perchè non siamo nelle medesime condizioni di mercato in cui ti trovavi tu
quando hai iniziato!
Permetterai che siano un pò delusi e disillusi ......................!
:-(
--
Saluti
GV
Di tanti tuoi interventi, trovo questo, il meno interessante per la
discussione che si sta facendo: chissà perchè quando si parla di giovani
professionisti delusi, l'altra parte li accusa solo del titolo che
hanno,quasi fosse una colpa?
--
Saluti
GV
scusa...ma...che cambia ?
i Ragionieri esistevamo anche nel 95.-
Ed anche prima ancora.
I ragionieri non diventano Dottori se non proseguendo il corso di laurea.
L'iscrizione all'Ordine ti ha dato forse lavoro in esclusiva ?
Non Ti pare di comportarti con il " dàgli all'untore "?
Noi Ragionieri che c'azzecchiamo con le vostre regole?
Anche ai nostri giovani le regole sono variate nel corso dei tempi ed anche
noi potremmo
lamentare che la laurea breve ci danneggia poichè, visto l'obbligo, i
giovani ragionieri preferiscono
portare a termine il corso di laurea per potersi iscrivere nell'Ordine ( più
titolato ) dei Dottori.-
E ciò ci ha impoverito enormemente in termine di nuovi iscritti.Tanti che
potevano iscriversi ai ragionieri
hanno preferito proseguire negli studi per iscriversi ai
Dottori.Quindi,ripeto,con un calo dei nostri iscritti a vantaggio dei vostri
iscritti.
Il problema è e rimane la Unificazione in un unico Albo, con i doverosi
distinguo; se tutti rimaniamo al palo del tempo che fu
non si va avanti di un metro e moriremo , ragionieri e dottori, tutti di
fame perchè, divisi, ci inchiappettano tutti.
Abusivi per primi.
Ciao e buonanotte
stunat
> Credo sempre che poi alla fine è il tempo e il mercato (clientela) a
> giudicare I BUONI E I CATTIVI anche se a sentirmi paragonare ad un
> Ragioniere dopo tutto quello che ho sacrificato sui libri non mi sembra ne
> giusto ne onesto. Ma questa non è una questione morale, ma di interessi
> purtroppo.
RRROTFLLLLL
> questa non è una risposta, ma non vuoi ammettere che per i dottori
> commercialisti laureati dal 1995 ( inizio tirocinio obbligatorio di tre
anni
> post laurea)
me ne ricordavo solo 2, ma forse mi sbaglio.
l'ingresso del mondo del lavoro è stato anticoncorrenziale
> rispetto al pregresso ( a cui appartieni anche tu) e ora con l'albo unico
> vedono questo come una ulteriore presa in giro per il tempo investito.
nel 1995 per diventare ragioniere ci voleva la laurea e 2 anni di
praticantato.
A meno che tu non confronti i dottori del 1995 con i ragionieri pre 1991.
In tal caso vale la risposta di prima:
>Gianni, dei dottori commercialisti miei coetanei nessuno ha fatto il
> praticantato.
> Quello vero durava almeno 3 anni.
> Per la laurea ne occorrevano 4, di cui tre passati su materie che poco
hanno
> a che vedere con la professione.................."
ma poi perché non confronti anche i dottori del 1995 con i dottori del 1985,
che non facevano praticantato?
> Vorrei anche aggiungere , caso Zanardi, che questa fetta di colleghi è la
> stessa che ha portato l'Ordine dei Dottori a crescere in maniera
vertiginosa
> arrivando a quota 42.000 a fine 2004 con un incremento del 40% dal 1995:
> chiamali pochi ed incazzati!
> :-)
> Sono comunque una cospicua parte dei colleghi di questo NG che conosciamo
> da anni e con cui dialoghi.
Speriamo che continuerete a darmi del tu, perché ci sono interventi che me
lo fanno dubitare.
> In conclusione le vere vittime di questa fusione ( giusta o ingiusta che
> sia) siamo noi giovani sia per esserci accorti di aver perso tempo, sia
> perchè non siamo nelle medesime condizioni di mercato in cui ti trovavi
tu
> quando hai iniziato!
Ma vittime di cosa? Chi vi ha fatto perder tempo? Nello stesso tempo ci sono
stati percorsi di accesso alla professione quasi uguali! Differiscono se tu
fai un confronto tra ordini diversi in epoche lontane. Ma ora vi deprimete
perché vi confrontate coi ragionieri di 60 anni invece di farlo in
consierazione che i colleghi che lavoravano negli anni 70 guadagnavano il
triplo di oggi e con meno difficoltà ed investimenti, oltre che pagando meno
tasse.
> Permetterai che siano un pò delusi e disillusi ......................!
> :-(
>
Il mercato delle nostre professioni è al punto più basso della sua storia,
almeno da quando me lo ricordo io (partita IVA aperta dal 1981).
Forse una scossa ce la può dare la fusione, per il maggior peso politico che
andremo ad acquisire. Non fare nulla e stagnare nella difesa dei rispettivi
orticelli credo sia peggio che essere riuniti nello stesso ordine dove,
peraltro, le distinzioni di provenienza e di titolo permangono (ma sembra
che gli oppositori alla fusione questo non lo sappiano) e, per quanto
attiene al diritto di elettorato passivo ed alla composizione degli
organismi dirigenti, ci manca poco che i ragionieri vengano confinati in
una riserva indiana.
Zanardi, sono 3 anni di Tirocinio obbligatorio post laurea dal 1995 per i
dottori commercialisti ( secondo una direttiva Europea)............
"...........ma poi perché non confronti anche i dottori del 1995 con i
dottori del 1985, che non facevano praticantato?......................"
Faccio anche questi raffronti, ma si parla di Albo Unico non di confronti
generazionali: qui il raffronto è tra due categorie che vengono parificate
(sia ben chiaro io sono pienamente d'accordo per la fusione) , sostengo solo
per l'ennesima volta che noi Giovani dottori abbiamo più di un ragione per
essere "incazzati".mentre ai meno giovani non gliene può fregare di meno....
".........Nello stesso tempo ci sono stati percorsi di accesso alla
professione quasi uguali! Differiscono se tu fai un confronto tra ordini
diversi in epoche lontane.."
Giusta osservazione, ma ripeto prima potevi prendertela solo con la tua
carta d'identità, visto che pensavi che i ragionieri fossero altra cosa, ora
invece accomunando le due cose scarichi su di loro................
".......... per quanto attiene al diritto di elettorato passivo ed alla
composizione degli organismi dirigenti, ci manca poco che i ragionieri
vengano confinati in una riserva indiana............."
Questo è vittimismo, comunque se non ricordo male è prevista la rotazione
degli incarichi di presidenza dopo un mandato.
--
Saluti
GV
scherzi vero?
Anche tu così poco informato?
Per 9 anni la maggioranza dei consigli (nazionale, locali) dovrà essere a
maggioranza di dottori.
Per 9 anni un iscritto proveniente dai ragionieri non potrà essere eletto
presidente.
I ragionieri pagheranno però le stesse tasse d'iscrizione all'ordine!
:-)
Ci manca solo che per recuperare il gap culturale ai ragionieri impongano di
fare almeno 100 ore di formazione contro le 30 dei dottori.
:-)
>Bastaaaaaaaaaa!!!! Avete proprio stufato.
Concordo.
Stiamo parlando di un'unificazione votata dalla stragrande maggioranza
dei dottori commercialisti.
E non mi tirate fuori il fatto che il quesito del Consiglio Nazionale
era "biscardiano": lo so benissimo, ma so anche che molti ordini, tra
cui il mio, hanno votato anche un ordine del giorno che precisava
MOLTO CHIARAMENTE che cosa si intendeva votare.
Nel mio Ordine: 99% favorevoli all'albo unico.
A tutti quelli che rivendicano esclusive e che criticano gli organi
istituzionali che non riescono ad ottenerle: ma dove vivete, sulla
luna? :-)
Soldato Blu
dottore commercialista e consulente del lavoro
Un dubbio: saranno mica tutti così deficienti da farsi imbrogliare dai
ragionieri?
> Credo che questa discussione (tutta) sia fomentata da chi ritiene di
> qualificarsi solo con il titolo, ritenendo che il titolo abiliativo sia un
> viatico sufficiente per il mercato.
Era da ieri che volevo scrivere le stesse cose ma non ho trovato il tempo,
né il modo giusto per convertirle in un post.
L'hai fatto tu ed in modo egregio.
Sottoscrivo tutto quanto tu hai scritto
Chi ha paura che la fusione possa togliergli qualcosa forse ha solo paura
dei propri limiti, limiti che una targa (qualunque essa sia) da sola non è
comunque in grado di superare.
Un saluto a tutti
FM
Dottore Commercialista e/o Ragioniere (fuso da sempre :-)