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Fattura e Rimborso Anticipo spese - art. 15 dpr 633/72

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Nicolas Pagni

unread,
Aug 26, 2010, 11:17:57 AM8/26/10
to
Ciao a tutto il newsgroup.
Sono geometra libero professionista, mi trovo nell'annoso problema che
è sempre stato dibattuto e, almeno per quanto mi riguarda, mai
chiarito, inerente al rimborso delle spese anticipate per conto del
cliente.
Mi riferisco soprattutto alle voci che normalmente ho sempre inserito
in fattura alla voce ex art.15 dpr 633/72 e di cui allego le ricevute
che sono principalmente:
1) marche da bollo (dal tabaccaio mi faccio firmare un foglio nella
mia carta intestata da me preparato che riporta "per acquisto X marche
da bollo da 14,62 euro per un totale di XX euro", data e luogo)
2) ricevute catastali (la presentazione di una pratica catastale
comporta il pagamento dei "tributi speciali catastali 886T" e "imposta
di bollo 456T", la ricevuta viene rilasciata a nome del tecnico, cioè
me)
3) ricevute di bollettini postali per versamenti a favore del servizio
di tesoreria del comune per diritti di segreteria, effettuato da me a
nome del cliente

L'art. 15 dpr 633/72 recita:
Non concorrono a formare la base imponibile:
(...)
3) le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in
nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate;

Cosa significa in nome e per conto della controparte?
Le ricevute devono essere intestate al cliente o al professionista che
le ha sostenute (anticipate)? Visto, appunto, il caso 2), quello
catastale, dove la ricevuta è intestata al professionista.
E' corretto che i tre casi di cui sopra vadano nella fattura esente
iva?

Grazie a chi risponderà
Nicolas

--
Per scrivermi clic qui:
http://www.mynewsgate.net/mp.php?u=4348

DGE

unread,
Aug 26, 2010, 1:05:23 PM8/26/10
to

"Nicolas Pagni" <4348i...@mynewsgate.net> ha scritto nel messaggio
news:201008261...@mynewsgate.net...

Bravo molto preciso,attendo la risposta anche io collega geom.
DGE


Antonio

unread,
Aug 27, 2010, 7:15:38 AM8/27/10
to

"in nome e per conto" significa che il documento di costo dovrebbe
essere intestato al cliente a cui poi riaddebiti la spesa con la pezza
d'appoggio che documenta la spesa stessa.
per le marche da bollo di cui al caso 1) ci sono comportamenti molto
diversi: alcuni le mettono in conto escluse art.15, altri invece come
"spese" generiche ma soggette ad iva e ritenuta. personalmente sono
d'accordo con l'assoggettamento a iva e ritenute. in fondo l'acquisto
dei valori bollati come lo registri? a costo tuo no? quindi il
riaddebito diventa reddito...
per il caso 2): paghi con un F23? in questo caso potresti mettere il
nome del cliente nel secondo rigo dove c'è lo spazio per i dati
anagrafici di un secondo soggetto. in caso contrario direi che vale lo
stesso discorso del punto 1).
nel caso 3) escluso art.15 senza dubbio.
ciao

Don Gonzalo Pirobutirro

unread,
Aug 29, 2010, 1:52:56 PM8/29/10
to
On Fri, 27 Aug 2010 13:15:38 +0200, Antonio wrote:


> "in nome e per conto" significa che il documento di costo dovrebbe
> essere intestato al cliente a cui poi riaddebiti la spesa con la pezza
> d'appoggio che documenta la spesa stessa. per le marche da bollo di cui
> al caso 1) ci sono comportamenti molto diversi: alcuni le mettono in
> conto escluse art.15, altri invece come "spese" generiche ma soggette ad
> iva e ritenuta. personalmente sono d'accordo con l'assoggettamento a iva
> e ritenute. in fondo l'acquisto dei valori bollati come lo registri? a
> costo tuo no? quindi il riaddebito diventa reddito...

Mi sembra fuorviante quello che scrivi: in primo luogo perché l'imposta
di bollo non è soggetta ad iva (che viene assolta con l'acquisto delle
marche che dici doversi indicare come spese ed acquisti soggetti ad iva).
In secondo luogo perché la stessa Agenzia delle Entrate concorda nel
ricondurre le spese relative alle marche da bollo alla previsione
dell'art. 15, limitandosi a raccomandare la documentazione della spesa,
in modo da permettere di risalire alla pratica trattata.
In particolare suggerisce che siano acquistate con contestuale rilascio
di ricevuta firmata dal cedente, dalla quale si evincano sia il nome del
professionista sia quello del cliente.


Nicolas Pagni

unread,
Aug 30, 2010, 3:15:54 AM8/30/10
to
Don Gonzalo Pirobutirro <don.gonzalo...@gmail.com> ha scritto:

> On Fri, 27 Aug 2010 13:15:38 +0200, Antonio wrote:
>
>

> (cut) l'imposta

> di bollo non è soggetta ad iva (che viene assolta con l'acquisto delle
> marche che dici doversi indicare come spese ed acquisti soggetti ad iva).

> In secondo luogo perchè la stessa Agenzia delle Entrate concorda nel

> ricondurre le spese relative alle marche da bollo alla previsione
> dell'art. 15, limitandosi a raccomandare la documentazione della spesa,
> in modo da permettere di risalire alla pratica trattata.
> In particolare suggerisce che siano acquistate con contestuale rilascio
> di ricevuta firmata dal cedente, dalla quale si evincano sia il nome del
> professionista sia quello del cliente.
>

Ok, quindi in fase di acquisto della marca da bollo indicare anche il nome
del cliente.

E per il caso catastale? Che ne pensi?

> 2) ricevute catastali (la presentazione di una pratica catastale
> comporta il pagamento dei "tributi speciali catastali 886T" e "imposta
> di bollo 456T", la ricevuta viene rilasciata a nome del tecnico

Ti preciso che se la pratica è presentata in catasto il pagamento (che
avviene al momento della presentazione) viene effettuato in contanti o con
bancomat, nel caso in cui si utilizzi il canale telematico si deve
preventivamente ricaricare il castelletto (o con versamento su conto
corrente postale o con ricarica on line tramite carta di credito) in ogni
caso paga sempre il professionista e la ricevuta viene rilasciata a lui.

Grazie
Ciao Nicolas

Antonio

unread,
Aug 30, 2010, 3:55:25 AM8/30/10
to
"Don Gonzalo Pirobutirro" <don.gonzalo...@gmail.com> ha scritto nel
messaggio news:4c7a9e78$1...@news.x-privat.org...

non ho detto che l'acquisto dei bollati dal tabacchino sia soggetto ad iva,
ma quando hai la ricevuta dell'acquisto timbrata dal tabacchino per,
supponi, 100 marche da bollo come la registri? personalmente a costo per
acquisto bollati, che diventa per me un costo deducibile dal MIO reddito.
come puoi ricondurre 100 marche da bollo alle singole pratiche dei clienti
A, B, C, ecc. ?
oppure devi acquistare 2-3 marche alla volta a seconda della necessità di
ogni singola pratica specificando sulla ricevuta che si tratta dell'acquisto
destinato, per esempio, al libro giornale del cliente "A". in questo caso
sono d'accordo con te ma la trovo una procedura oltremodo macchinosa.


Don Gonzalo Pirobutirro

unread,
Aug 30, 2010, 9:41:48 AM8/30/10
to
On Mon, 30 Aug 2010 09:55:25 +0200, Antonio wrote:

> non ho detto che l'acquisto dei bollati dal tabacchino sia soggetto ad
> iva, ma quando hai la ricevuta dell'acquisto timbrata dal tabacchino
> per, supponi, 100 marche da bollo come la registri? personalmente a
> costo per acquisto bollati, che diventa per me un costo deducibile dal
> MIO reddito. come puoi ricondurre 100 marche da bollo alle singole
> pratiche dei clienti A, B, C, ecc. ?

Per me è sbagliato, perché si tratta di spese anticipate per un'interesse
specifico del cliente e non del singolo professionista.
Certo sarebbe da evitare l'acquisto in massa, ma in ogni caso si può fare
come negli studi legali, dove spesso basta la fotocopia dell'atto (ad.
es. la nota d'iscrizione a ruolo) con apposta la marca annullata.

> oppure devi acquistare 2-3 marche alla volta a seconda della necessità
> di ogni singola pratica specificando sulla ricevuta che si tratta
> dell'acquisto destinato, per esempio, al libro giornale del cliente "A".
> in questo caso sono d'accordo con te ma la trovo una procedura oltremodo
> macchinosa.

A me sembra più corretta e sicura, questione di gusti.
Da quanto ho letto, seppure velocemente, secondo l'Agenzia delle Entrate
si dovrebbe fare così e mi sembra uno di quei casi in cui adeguandosi si
evitano problemi con trascurabile fatica.

carloazeglio

unread,
Aug 30, 2010, 1:38:45 PM8/30/10
to
"Don Gonzalo Pirobutirro" ha scritto
> Antonio wrote:
>> [...]

> Certo sarebbe da evitare l'acquisto in massa, ma in ogni caso si può fare
> come negli studi legali, dove spesso basta la fotocopia dell'atto (ad.
> es. la nota d'iscrizione a ruolo) con apposta la marca annullata.
>
>> oppure devi acquistare 2-3 marche alla volta a seconda della necessità
>> di ogni singola pratica specificando sulla ricevuta che si tratta
>> dell'acquisto destinato, per esempio, al libro giornale del cliente "A".
>> in questo caso sono d'accordo con te ma la trovo una procedura oltremodo
>> macchinosa.
>
> A me sembra più corretta e sicura, questione di gusti.
> Da quanto ho letto, seppure velocemente, secondo l'Agenzia delle Entrate
> si dovrebbe fare così e mi sembra uno di quei casi in cui adeguandosi si
> evitano problemi con trascurabile fatica.

Se è documentato il fatto che la spesa è sostenuta in nome oltre che per
conto del cliente (e la ricevuta del tabaccaio recante il nome del cliente
sicuramente lo rappresenta debitamente), è indubbio che il successivo
riaddebito sia escluso dal campo di applicazione dell'IVA.
Le difficoltà sembrano però persistere nei casi in cui l'assolvimento
dell'imposta di bollo o del contributo unificato, banalmente, avvenga
mediante acquisto di marche o contrassegni, *in assenza* di (o
nell'impossibilità di produrre) una ricevuta con il nome del cliente (caso
che assai frequentemente ho incontrato nella mia, pur breve, pratica).
Ora, secondo me, anche in quest'ultimo caso, sia pur solo concettualmente,
si tratta comunque di oneri la cui anticipazione da parte del professionista
avviene ugualmente in nome (oltre che, naturalmente, per conto) della
controparte, a maggior ragione se il mandato con cui agisce il
professionista è con rappresentanza. E' inoltre appena il caso di
evidenziare che il soggetto passivo dei tributi citati è il titolare
dell'atto colpito da imposizione (non il professionista), perciò è evidente,
sempre concettualmente, che l'anticipazione avvenga nel nome dello stesso.
Dunque, IMHO, il problema è solo fiscale e riguarda unicamente
l'assoggettamento ad IVA, non la natura di anticipazione, né la formazione
del reddito del soggetto anticipante, dal momento che non siamo in presenza
di costi o ricavi. E il decreto IVA è perentorio: affinché ci sia esclusione
dall'IVA (art.15 comma 3 DPR 633/72), è necessario che l'anticipazione,
ancorché effettuata in nome e per conto della controparte, sia
specificamente documentata. Diversamente, se non documentata,
l'anticipazione in nome e per conto della controparte deve ritenersi
soggetta ad IVA.
In questo senso, segnalo la risoluzione del Min. Finanze n. 360393 del
16/01/1978.
Nulla vieterebbe, tuttavia, che l'Amministrazione possa ritenere
sufficientemente documentata un'"anticipazione in nome e per conto di" sulla
base di un documento emesso non già dal tabaccaio o dall'ente destinatario
dei tributi, bensì dallo stesso professionista anticipante. In questo mi
sentirei di concordare con Te circa l'esempio degli studi legali.
Scusate per la lunghezza, ma l'argomento IVA mi affascina (nei limiti di
quanto possa affascinare un'imposta! ;-) ) e gradirei il Vs. autorevole
parere su quanto detto.
Grazie, ciao.
--
carloazeglio
praticante CdL


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