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Fallimento: pag. parcella professionista

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Vi_Zeta

unread,
Apr 20, 2012, 7:26:09 AM4/20/12
to
Un cliente mi ha chiamata dicendomi che a fronte di una pro forma emessa 8
anni fa verso una società fallita cui si era insinuato al passivo ha
ricevuto la liquidazione della somma spettantegli come da piano di riparto.

A fronte della fattura emessa per la somma liquidata di fatto gli è stato
detto che gli verrà pagato l'onorario netto MENO la ritenuta. In quanto "il
riparto finale prevede che siano ripagati gli importi in privilegio (onorari
e r.a.) mentre sono escluse le somme in chirogravo, quali l'iva e la cassa
previdenziale".

A questo punto se il piano di riparto non prevede il relativo pagamento
l'IVA e la cassa previdenza rimangono a carico del professionista.

Il professionista deve fare una nota di variazione di sola IVA per
rettificare l'imposta che non gli è stata pagata?

Non mi sono mai capitati casi prima...


Vi_Zeta



Henry

unread,
Apr 20, 2012, 12:19:30 PM4/20/12
to
Farà nota di variazione per l'iva non riscossa, ma dovrà anntedere la
chiusura del fallimento

Armand d'Hubert

unread,
Apr 20, 2012, 12:40:41 PM4/20/12
to
>>
>>
>
> Farà nota di variazione per l'iva non riscossa, ma dovrà anntedere la
> chiusura del fallimento

purtroppo l'ADE non è dello stesso parere.
Nella risoluzione 127 del 2008 si precisa che il curatore dovrà
richiedere al professionista che riceva in pagamento una somma pari od
inferiore a quella ammessa in privilegio, che la fattura venga emessa
per il totale scorporando l'iva da questo importo.

L'emissione contestuale o successiva di nota di variazione per l'iva non
pagata non è ritenuta ammissibile.

Ciao
MM

Vi_Zeta

unread,
Apr 20, 2012, 2:13:05 PM4/20/12
to

"Armand d'Hubert" <armanddhubert...@katamail.com> ha scritto nel
messaggio news:jms3et$4tt$1...@alix.livenet.it...
>>>
>>>
> che la fattura venga emessa per il totale scorporando l'iva da questo
> importo.

Scusate se mi dilungherò, ma ho letto la risoluzione...e non sono sicura di
aver capito bene.

Di fatto al mio cliente professionista, a fronte di un credito iniziale come
da pro-forma di 9.000 euro, il curatore avrebbe chiesto di emettere una
parcella in questo modo:

ONORARIO 2.500
4% cassa 100
totale impon. 2.600
iva 21% 546
totale fattura 3.146
rit. acconto 500
netto 2.146

Gli viene però di fatto pagata la somma di 2.000, data da 2.500 (
norario) - 500 ( ritenuta).
Emettendo la parcella come sopra il mio cliente alla fine si troverebbe a
versare anche 546 euro di iva e di concreto in tasca avrà 2.000 - 546 =
1.454
E' corretto?

Per cui anche rileggendo la risoluzione non riesco bene a capire quando dice
che "i professionisti emetteranno fattura per un importo pari a quello
ricevuto dal curatore dal quale andrà scorporata l'iva relativa...... il
professionista al momento dell'emissione della fattura ridurrà
proporzionalmente la base imponibile e la relativa imposta"

Il credito iniziale era di 9.000 euro e la parcella è stata richiesta dal
curatore per una somma già "riproporzionata" all'importo erogato dal
medesimo. Però l'iva, se non si può fare una nota di variazione perchè basta
il riproprozionamento dell'onorario, rimane sempre a carico del mio
cliente...

Mi sto perdendo oppure è proprio così?

Grazie
Vi_Zeta


Pietro Bruno

unread,
Apr 21, 2012, 1:08:05 PM4/21/12
to Vi_Zeta
S
Siccome il professionista va per "Cassa" fatturerà semplicemnete quanto percepisce al netto della Ritenuta d'acconto che comunque il Curatore é tenuto a versare.

Conte Oliver

unread,
Apr 22, 2012, 5:18:24 AM4/22/12
to
Il Fri, 20 Apr 2012 18:19:30 +0200, Henry <henr...@libero.it>
scrisse:

>Farà nota di variazione per l'iva non riscossa, ma dovrà anntedere la
>chiusura del fallimento

Secondo l'AdE questa procedura è possibile solo se la fattura era già
stata emessa alla data del fallimento
--
Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-

Conte Oliver

unread,
Apr 22, 2012, 5:34:55 AM4/22/12
to
Il Fri, 20 Apr 2012 20:13:05 +0200, "Vi_Zeta"
<Vi_...@PROVANONVALIDO.it> scrisse:

>Mi sto perdendo oppure è proprio così?

Purtroppo questa questione è un problema senza soluzioni, o per lo
meno senza una soluzione che metta d'accordo la legge fallimentare con
l'IVA e le imposte dirette (perché c'è anche la questione della
ritenuta).

In sostanza, secondo l'AdE, devi fare una fattura il cui totale finale
(imponibile + iva + cassa - ritenuta) venga esattamente pari
all'importo dell'assegno che ricevi dal curatore.

Così facendo però resta un piccolo problema: il curatore se ne frega
dell'IVA, paga 2.500 di onorario e detrae 500 di ritenuta mandandoti
2000.
Tu però potrai fare una fattura così:
Onorario 1.889,65
CP 75,59
IVA 412,70
Totale 2.377,93
RA -377,93
Netto 2.000,00

Alla fine il curatore indicherà nel 770 del fallimento di aver operato
una ritenuta di 500 su un onorario di 2.500 mentre il professionista
avrà fatturato un onorario di 1.889,65 e avrà una ritenuta di 377,93,
con conseguenti possibili problemi in caso di controllo incrociato.
Ma, ripeto, è una cosa che non ha soluzione (se non quella di
fatturare e rimetterci di tasca propria un'IVA non incassata e/o le
imposte sul reddito relativo).

Una soluzione intelligente ci sarebbe ma, appunto proprio perché
troppo intelligente, la cassazione ha bell'e detto di no...: il
professionista si insinua per il solo onorario (senza neanche
rammentare l'IVA) e quando il fallimento paga l'onorario si emette
fattura +IVA, iva che viene pagata in prededuzione perché
corrispondentemente sorge il diritto per la curatela a detrarsela, e
se il professionista non la riscuotesse sorgerebbe un indebito
arricchimento per la curatela.
Ma la cassazione, con una delle solite soluzioni "lungimiranti"
derivanti dalle solite seghe mentali giuridiche di chi il fisco non sa
come funziona manco alla lontana, ha recentemente detto che se la
prestazione è relativa al periodo ante fallimento, a nulla rileva il
fatto che la fattura sia stata emessa prima o dopo il fallimento:
l'IVA va sempre al chirografo...

Armand d'Hubert

unread,
Apr 22, 2012, 1:18:43 PM4/22/12
to

> Una soluzione intelligente ci sarebbe ma, appunto proprio perché
> troppo intelligente, la cassazione ha bell'e detto di no...: il
> professionista si insinua per il solo onorario (senza neanche
> rammentare l'IVA) e quando il fallimento paga l'onorario si emette
> fattura +IVA, iva che viene pagata in prededuzione perché
> corrispondentemente sorge il diritto per la curatela a detrarsela, e
> se il professionista non la riscuotesse sorgerebbe un indebito
> arricchimento per la curatela.
> Ma la cassazione, con una delle solite soluzioni "lungimiranti"
> derivanti dalle solite seghe mentali giuridiche di chi il fisco non sa
> come funziona manco alla lontana, ha recentemente detto che se la
> prestazione è relativa al periodo ante fallimento, a nulla rileva il
> fatto che la fattura sia stata emessa prima o dopo il fallimento:
> l'IVA va sempre al chirografo...

La cosa che mi fa arrabbiare è che della questione non se ne sia fatto
carico il nostro consiglio nazionale.
Le implicazioni della interpretazione data dall'ADE con la risoluzione
del 2008 riguardano una bella fetta di colleghi e, tenendo conto della
scarsa aderenza del chiarimento alla legge fallimentare, poteva essere
fatto un tentativo di giungere ad una interpretazione ufficiale che
salvasse le ragioni dell'erario nel rispetto delle norme concorsuali.
La soluzione proposta dal Conte è quella giusta e dalle mie parti, per
la verità solo nel concordato, qualche collega "coraggioso" l'ha adottata.

Magari una sensibilizzazione del Consiglio promossa da qualche sindacato
- oppure, di fronte all'inerzia del primo, un tentativo dei secondi -
sarebbe cosa gradita

Ciao

MM

Vi_Zeta

unread,
Apr 23, 2012, 4:38:39 AM4/23/12
to

"Conte Oliver" <alex65....@wmail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:l9j7p7lcrgtcop3ln...@4ax.com...
> Il Fri, 20 Apr 2012 20:13:05 +0200, "Vi_Zeta"
> Cosě facendo perň resta un piccolo problema: il curatore se ne frega
> dell'IVA, paga 2.500 di onorario e detrae 500 di ritenuta mandandoti
> 2000.
> Tu perň potrai fare una fattura cosě:
> Onorario 1.889,65
> CP 75,59
> IVA 412,70
> Totale 2.377,93
> RA -377,93
> Netto 2.000,00


.... alla fine al mio cliente rimangono in tasca 1588 euro.... adesso devo
provare a spiegarglielo che deve versare l'iva che non ha incassato!
:-//

Grazie mille!

Vi_Zeta


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