(21/03/2002)
Lutto nel mondo dell'automobile per la scomparsa dell'ingegner Giulio
Alfieri. Nato a Parma il 14 luglio 1924, si è spento ieri a Modena dopo una
breve malattia.
Alfieri era il nome del più rappresentativo dei fratelli Maserati. Alfieri
si chiamava, ma di cognome, il tecnico che più di ogni altro ha legato il
proprio nome alla Casa del "Tridente". Una semplice coincidenza o piuttosto
un segno del destino?
Quella di Giulio Alfieri, uno dei grandi geni motoristici del secolo scorso,
è infatti anche larga parte della storia della Maserati e dei suoi successi
sportivi. Suo lo sviluppo della "250 F", campione del mondo di Formula 1 nel
1957 con il cinque volte iridato argentino Juan Manuel Fangio.
Il primo incontro tra Alfieri e la Casa modenese avvenne durante la tesi di
laurea in ingegneria, conseguita al Politecnico di Milano. Poi, l'assunzione
alla Innocenti, dove partecipò alla realizzazione della "Lambretta 125" da
record che nel 1951 raggiunse i 202 km/h sull'autostrada Monaco-Ingolstadt.
Intanto, Adolfo Orsi, patron del "Tridente", pensa alla possibilità di
produrre scooter e riallaccia i contatti con Alfieri. Nonostante l'abbandono
dell'idea delle due ruote, la Maserati decide di assumerlo.
Tra gli altri progetti di Alfieri che hanno segnato la storia
dell'automobile vanno ricordate la "3500 GT", la "Birdcage", l'8 cilindri a
V di 90° che equipaggiò la "450 S" e, con successive evoluzioni, le "5000
GT", "México", "Quattroporte" e "Ghibli". Suo anche il V6 di tre litri
montato sulla Citroën "SM", dopo che, nel 1968, la Maserati venne ceduta
alla Casa francese.
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LHM (28, 112, VI)
Ciao
Piero
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