A parte il fatto che il passaggio al trifase, in particolare per
potenze sopra i 6 kW, presenta vantaggio in termini di
efficienza per l'utilizzatore, ogni distributore ha le
sue regole (dipende anche dalla situazione locale della
rete) "indicative", ma non massime assolute.
ENEL Distribuzione, ad esempio, suggerisce questi limiti
(anche riguardo alla bassa tensione):
- monofase fino a 6,6 kW disponibili
- trifase in bassa tensione fino a 16,5 kW disponibili
Ma su richiesta del cliente, ENEL fornisce il monofase
fino a 10 kW e la bassa tensione fino a 30 kW (50 kW ?).
Va anche precisato che al rivenditore non deve interessare
nulla della questione monofase/trifase, a patto che si resti
in bassa tensione, perche' e' una "problema" del distributore.
In ogni caso e' il distributore locale che ha il potere
decisionale poiche' e' il soggetto responsabile della gestione
della rete elettrica. Ad esempio la richiesta di una fornitura
monofase di potenza pari a 10 kW potrebbe essere respinta dal
distributore per evitare inconvenienti tecnici di squilibrio
sulla rete e di cadute di tensione. Questo potrebbe accadere
per una diramazione con poche utenze, e quindi in cui un kW
sbilanciato tutto su una fase e' di difficile riequilibrio.
Ma in citta', in generale, il distributore, grazie alla
numerosita' degli allacciamenti e la loro varieta', riesce
a combinare gli allacciamenti in modo da riequilibrare i
carichi (ad esempio, se tre utenze da 10 kW sono collegate
ognuna su una fase diversa, e' altamente probabile che
l'assorbimento medio globale sia abbastanza bilanciato).
Quindi il responsabile per ogni vostro quesito e' il distributore.
Nulla valle, se ponete una domanda sulla potenza o sulla trifase,
che il distributore vi scarichi al rivenditore. E' il distributore
che ha potere decisionale e quindi deve decidere e rispondervi.
Per cui mettiamola cosi': l'utente ha *DIRITTO* ad avere
di avere in monofase fino a 6,6 kW di potenza disponibile,
ovvero il distributore non dovrebbe rifiutare.
Per chi paventa che il passaggio al trifase richieda
onerosi ricablaggi per riequilibrare i carichi sulle fasi,
faccio notare che se dividiamo 10kW per tre otteniamo
3,3 kW che guarda caso e' la potenza disponibile tipica
in Italia. Ovvero, se prendiamo il caso di un passaggio
al trifase solo perche' avete l'auto elettrica con
batteria da 50 kW·h e volete la certezza di una ricarica
completa entro 8 ore, e prima avevate un 3,3 kW, allora
non dovete fare nulla. Semplicemente dal contatore
"trifase" partono tre fili fino al differenziale/magnetotermico
trifase (serve alla protezione del montante trifase) e da
quel magnetotermico partono i tre cavi delle tre fasi che
vanno al wallbox.
Per quanto riguarda invece l'impianto di casa, avete ancora
i due cavi (neutro e fase) dell'impianto da 3,3 kW. Ebbene
non dovete fare altro che collegare il neutro al neutro
del contatore trifase e la fase ad una delle tre fasi.
A questo punto abbiamo il solito saputello che replica:
ma se sto usando il massimo dall'impianto monofase di
casa (3,3 kW) e nello stesso tempo il massimo dal
wallbax (7,4 kW), significa che sulla fase di casa sto
prelevando 7,4/3 + 3,3 = 2,5 + 3,3 = 5,8 kW e quindi
sono sbilanciato e mi salterebbe i contatore !!!
Non sembra cosi' a leggere il manuale del contatore trifase
(che la massa dei clienti domestici ovviamente non ha mai
visto, ma puo' scaricare qui:
(guida rapida GETIS)
<
https://www.e-distribuzione.it/content/dam/e-distribuzione/documenti/open-meter/nuove-guide-open-meter/Guida_Rapida_GETIS.pdf>
(guida tecnica GETIS)
<
https://www.e-distribuzione.it/content/dam/e-distribuzione/documenti/open-meter/nuove-guide-open-meter/Guida_Tecnica_GETIS.pdf>
Ecco un esempio dalla guida rapida:
"Per esempio, per un contratto da 15 kW è possibile prelevare
senza limiti di tempo fino a 16,5 kW. Inoltre, se si superano
i 16,5 kW, viene data la possibilità di prelevare fino a
20,9 kW per almeno tre ore.
Se si preleva una potenza superiore ai 20,9 kW il dispositivo
per il controllo della fornitura di energia elettrica scatta
entro due minuti."
E poi c'e' una domanda con risposta:
"È scattato il dispositivo per il controllo della fornitura di
energia elettrica del contatore elettronico. Perché?"
Tre sono le ipotesi probabili:
... (omissis) ...
C) sta prelevando su una singola fase l’intero valore
della potenza contrattuale (15 kW)
Si badi bene: non c'e' scritto "sta prelevando piu' di 5 kW
piu' il 40% di tolleranza, cioe' 7 kW. Quindi appare evidente
che il contatore non e' fiscale sul bilanciamento, ma pone
un limite solo quando su una fase c'e' tutta la potenza
contrattuale (che nel caso di un 10 kW e' appunto 10 kW).
Pare pero' che ci sia un limite "duro" di 10 kW per ogni
fase (ovviamente nel caso massimo di un contratto da 30 kW)
dovuto ai componenti del open meter, che non sono in grado
di sopportare correnti maggiori di quelle corrispondenti ai
10 kW assorbiti a 230 volt. Ma questo limite riguarda solo
i contratti sopra i 10 kW e peralto non appare menzionato
nel manuale (che pone invece solo un valore massimo di 15 kW
nel caso di un contratto da 15 kW).
In ogni caso, se ci sono dubbi, scrivete al vostro distributore,
(se diverso da ENEL) e' obbligato a rispondere a questo tipo di
domande.