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In bocca al lupo, Sandra!

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Gian Carlo

unread,
Mar 7, 2003, 6:38:20 PM3/7/03
to
Ci sono momenti nella vita in cui la volontà, la voglia di assaporare
appieno le gioie della vita, sono più forti di qualsiasi dolore, di
qualsiasi male. Ed anche un fatto tragico come la perdita della vista può
essere (almeno in parte) superato da un desiderio: dimostrare che essere
diversamente abili non significa rimanere esclusi dal mondo, essere
«diversi». Una lezione, che ha quasi dell'incredibile, tanto da sembrare una
favola, viene da una ragazza bresciana di 26 anni, Sandra Inverardi,
residente nel quartiere cittadibno di San Polo. Sandra, una vita tra libri,
studio e pallavolo (la sua grande passione) ha perso la vista pochi anni fa:
un handicap terribile, che la ragazza ha deciso di affrontare contrapponendo
tutto il suo amore per la vita. Per questo ha voluto provare l'emozione di
salire su una macchina da rally nella primavera del 2000 ed oggi è diventata
navigatrice, affiancando affermati piloti durante le manifestazioni
ufficiali. La Inverardi, domani e domenica, parteciperà così al Rally del
Lago di Garda, «guidando» di fatto su rettilinei e tornanti il pilota
monzese Roberto Pietropoli, il quale si troverà al volante di una mitica
Lancia Stratos gialla. «Mi sono avvicinata al mondo del rally assolutamente
per caso - dice Sandra -: ho conosciuto Andrea Dallavilla ed è nata la
passione di motori. Grazie a Bruno Ferrari e Gilberto Pozza (ideatori del
Progetto M.I.T.E.) ho fatto un'esperienza nel 2000 su un'auto da corsa e da
allora si può dire che non sono più scesa dalla macchina». La Inverardi è al
suo quarto rally, dopo l'esperienza nella passata stagione sempre al Rally
del Garda, quindi al Colli Morenici e al Franciacorta. Questo grazie al
Progetto M.I.T.E. (Mit Insieme Together Ensamble), che ha quale finalità
quello di avvicinare al mondo dei motori i non vedenti. Un progetto che
porterà domani e domenica sulle strade del Garda sei ragazzi: Daniela
Fiordalisi, Enrico Mussinelli, Francesco Cozzula, Damiano Zanotti, Roberto
Burcemi e Sandra Inverardi. Indubbio che intorno a loro via sia tanta
curiosità: il navigatore, per un pilota di rally è fondamentale, è colui che
anticipa con le indicazioni ciò che la strada propone. La Inverardi si
affida ad un roadbook (l'indispensabile libro delle note) scritto in
braille. «Noi riceviamo il radar ufficiale dall'organizzazione qualche
giorno prima e questo viene trasformato in braille. Quindi facciamo una
prima ricogizione sulle strade, nel quale controlliamo che non vi siano
errori. Poi si procede alla correzione delle eventuali imperfezioni, alla
seconda stesura del radar e, un paio di giorni prima della gara, alla prova
definitiva». Alla base di tutto però sta una parola davvero fondamentale in
questo caso: la totale fiducia tra pilota e navigatore. «Per questo -
sostiene la Inverardi - il massimo sarebbe poter correre sempre con lo
stesso pilota, perchè deve crearsi un feeling particolare. Io mi metto nelle
sue mani quando spinge sull'acceleratore, lui si deve mettere nelle mie e
darmi carta bianca. Fondamentale poi è la collaborazione per i punti di
riferimento, quelli che nelle note non ci sono e che solo lui vede sulla
strada». Ed il sogno? «Fare da apripista in un rally internazionale», chiosa
la Inverardi. E presto potrebbe diventare realtà.

BraveMurderDay

unread,
Mar 8, 2003, 7:28:29 AM3/8/03
to

Gian Carlo ha scritto

>Ci sono momenti nella vita

>La Inverardi č al
>suo quarto rally

Incredibile, e' un paradosso! Un navigatore che non ci vede! Pazzesco...
pero' fa' piacere sapere che puo' succedere :-)

Stefano


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