Il 07/09/2020 13.07, M_C ha scritto:
> Il giorno lunedì 7 settembre 2020 alle 13:01:36 UTC+2 M_C ha scritto:
>> Il giorno lunedì 7 settembre 2020 alle 12:58:45 UTC+2 sandro ha scritto:
>>> stai scrivendo una cazzata colossale.
>>> Oppure sei sordo...
>> il "made in china" in pratica su tutto racconta un'altra storia ...
Rimaniamo in tema. Sconveniente e poco costruttivo, generalizzare.
> addendum #1: sull'alto di gamma hai 100% ragione.
> addendum #2: su auto datata o di categoria medio-bassa l'hifi è solo una parola :)
Premessa: l'ascolto "perfetto" in auto e' enormemente inficiato dai
rumori dell'auto stessa, oltre che da quelli esterni, con l'aggiunta di
una impossibile riproduzione stereofonica da protocollo, per un fatto
posizionale e ambientale.
Cio' scritto, a mio avviso rimane comunque una grande differenza di
qualita' propria, tra la produzione di massa cinese e quella blasonata.
Mi riferisco a prodotti di qualche anno fa, in ogni caso, poiche' e' un
po' che non seguo il mercato e le tendenze.
Immagino infatti che col tempo i blasoni siano stati costretti, per
motivi di sopravvivenza, a scendere coi costi di produzione, qualita'
dei materiali e di costruzione, per tentare di contrastare l'avanzata di
quelli cinesi.
Tanto per capire.
All'epoca che fu di audiocassette e cd, chi aveva un sistema di
riproduzione audio in auto (oggi lo chiamiamo "infotaiment") di
costruzione Nakamichi, era il fortunato possessore di un prodotto audio
di qualita' elevatissima, praticamente pari agli apparecchi domestici.
Temo che ancora oggi non vi siano tra i prodotti cinesi robe che possano
competere con quelle elettroniche. Tra lettori CD, DSP, amplificazione,
matrici di equalizzazione e crossover attive, ecc...quella roba suonava
bene accidenti, maledettamente bene.
Ma oggi chi sventra un'auto, complicate come sono diventate, per
installare decine di dispositivi al solo scopo di ascoltare la musica
"in un certo modo"?
Eppoi le cose sono andate in modo simile anche nelle case. Chi ha oggi,
un sistema di riproduzione audio all'altezza del "sistema medio" che era
di moda una quarantina d'anni fa?
Negli anni settanta il "rack" faceva arredamento. Oggi nessuno vuole
vedere un filo in giro.
E' cambiato anche l'utente, non solo la tecnologia o i costi, e l'utente
non vuole piu' centomila pirulini da girare, ma vuole un touch da
toccare con un dito, e...come se sente, se sente, va bene. Non c'e' la
cultura della "fedelta'" della riproduzione audio.
Al massimo, una valutazione se e' forte o piano, se tunza o meno, ma 1
persona su 1000, forse, sa recepire una distorsione, o (addirittura) un
deficit nello spettro.
Un fatto culturale di massa. All'utente sta bene cosi', ai costruttori
di auto questo fa comodo, e i cinesi ci sguazzano a vendere porcherie.
Basta vedere quanta merda valvolare con gli occhi a mandorla c'e' negli
store. La gente vuole le lampadine che suonano? Gli vendono le lampadine
che suonano.
Tanto col cazzo che hanno mai sentito un Conrad-Johnson...semmai
avessero gli strumenti per percepirne le differenze, poi...
Resta il fatto che la mia Clarion NX700 di 10 anni fa suona ancora come
la vecchia scuola...e la differenza tra un mp3 e un pcm la senti eccome.
sandro