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Ambiente,genetica e carattere

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Fabius

unread,
Jul 16, 2002, 1:35:30 PM7/16/02
to
Salve a tutti
volevo sentire le vostre opinioni su un argomento ( appena accennato in un
post precedente) riguardante il ruolo dell'ambiente e della genetica
nell'educazione ( nel carattere e attitudine) del cane.
La mia opinione è che sicuramente esiste una influenza genetica nella
formazione del carattere,ma che questa in ogni caso non risulterà poi cosi
forte, se lo fosse, se i problemi comportamentali avessero una base di
ordine genetico, non ci sarebbero possibiltà di poter far nulla per
risolverli.
Nella formazione del carattere esisteranno sicuramente " elementi
geneticamente codificati", ma nel complesso credo sia più corretto parlare
di "promessa " genetica", sarà poi l'ambiente ad avere il ruolo più
importante in quello che saranno le peculiarietà comportamentali del nostro
cane.
Questo spiegherebbe come mai esistano cani da caccia che non hanno interesse
a cacciare, cani da guardia che preferiscono fare il barboncino e barboncini
che invece si trasformano in cani da guardia.
Non si può inoltre non ricordare ( e sottovalutare) che oggi i cani vivono
il loro periodo di socializzazione quasi interamente con gli uomini, che li
educano ed addestrano a fare cose che per loro non hanno nessun significato,
tutto quello che impareranno, infatti, non gli servirà certo ad essere un
buon cane in un mondo di cani.
La mia conclusione è che, va bene parlare di caratteristiche o attitudini di
razza, ma non bisogna poi dimenticare che chi lascierà veramente il "segno"
sul nostro cane sarà l'ambiente che lo circonda.
Voi che ne pensate?
Ciao Fabius


AD

unread,
Jul 16, 2002, 1:43:37 PM7/16/02
to

"Fabius" <fave...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:CPYY8.55835$K_4.1...@twister1.libero.it...


Che è vero, la genetica predispone (e se un cane non ha indole da guardiano
la guardia non la farà mai e poi mai manco a calci nel sedere), ma
l'ambiente ha forse ancor più importanza (ambiente inteso anche come
esperienze vissute), perciò non sempre è facile capire cosa è ereditato e
cosa è appreso.
Però se un cane ha problemi comportamentali causati dalla genetica
(generalizzo, in realtà molti problemi non hanno nulla di "anormale",
caninamente parlando, se non quello di non essere caratteristiche desiderate
dal proprietario. S'è capito?) sarà ben difficile *guarirlo*, probabilmente
avrà solo un possibile miglioramento.
Quanto all'educazione che per il cane non ha senso, sbagli: per un cane ha
sempre senso essere approvato dal proprietario, perchè è nel suo istinto
avere un ruolo costruttivo per il suo branco, poco conta se si tratta di
andare a procacciare cibo o di dare la zampa (lui non fa queste
distinzioni).


Fabius

unread,
Jul 16, 2002, 3:12:56 PM7/16/02
to

"AD" <A...@TOGLIMImillenniumdogs.net> ha scritto nel messaggio
news:dXYY8.87907$vm5.3...@news2.tin.it...

>
> "Fabius" <fave...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:CPYY8.55835$K_4.1...@twister1.libero.it...
> Quanto all'educazione che per il cane non ha senso, sbagli: per un cane ha
> sempre senso essere approvato dal proprietario, perchè è nel suo istinto
> avere un ruolo costruttivo per il suo branco, poco conta se si tratta di
> andare a procacciare cibo o di dare la zampa (lui non fa queste
> distinzioni).
>

Non sono daccordo( nota non ho detto "sbagli") sul fatto che l'educazione
non abbia senso, in quanto non è possibile che un cane non abbia una
guida( un suo bagaglio di informazioni, una educazione quindi) su cui
basarsi una volta che sarà adulto, in quanto non presenterebbe comportamenti
canini se cosi fosse.
Per un cane quindi che crescerà con i suoi simili ci penserà la "mamma" ad
inculcargli tutto quello che deve sapere per essere un bravo cane in un
mondo di cani, per gli altri che cresceranno con gli umani dovranno
"adattarsi" alle esigenze dei loro padroni e ( qui sono in parte daccordo
con te) cercherà sicuramente di interpretare e controllare le sue reazioni
in modo da non farsi rifiutare.
Ciao Fabius
>


Denis Ferretti

unread,
Jul 16, 2002, 3:44:16 PM7/16/02
to

"Fabius" <fave...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:CPYY8.55835$K_4.1...@twister1.libero.it...

| La mia conclusione è che, va bene parlare di caratteristiche o attitudini


di
| razza, ma non bisogna poi dimenticare che chi lascierà veramente il
"segno"
| sul nostro cane sarà l'ambiente che lo circonda.
| Voi che ne pensate?
| Ciao Fabius
|

Che in parte hai ragione, nel senso che ci sono diverse componenti del
carattere. La genetica, indubbiamente. E per quanto riguarda l'ambiente io
scinderei tra fase di socializzazione, in cui si formano molte basi del
carattere del cane e fase di educazione, cioè l'influenza dell'ambiente e
dell'educazione una volte che il cucciolo ha lasciato la madre. Anche il
period con la madre è importantissimo, perché se ci sono lacune in questo
periodo il carattere può esserne compromesso.
Quello che mi vede parzialmente in disaccordo è l'importanza secondaria che
dai alla genetica, rispetto all'ambiente. Secondo me sono quasi allo stesso
livello. Prendi un pit bull...oddio.. meglio di no... Prendi un maremmano
abruzzese "doc", lo puoi socializzare, far stare in mezzo alla gente,
addestrare, far toccare da tutti. Il massimo che ottieni è un cane buono,
tranquillo durante il giorno in tua presenza. Ma quando chiudi i cancelli
alla sera non entra nessuno. La vigilanza è genetica, ogni allevatore della
razza può confermartelo. Se ci sono maremmani che sembrano barboncini è
perché hanno una base genetica atipica, oltre l'infulenza ambientale.
L'ambiente da solo non basta, se ti capita il cane con un certo carattere,
lo modifichi solo fino a un certo punto. E' vero che anche la genetica sola
non basta. In ogni caso, a parità di trattamento e di ambiente hai molte
differenze tra un cane e l'altro. Questo lo può testimoniare chiunque abbia
avuto cani diversi trattati nello stesso modo. Quindi vuol dire che la
genetica ha un ruolo importante e non marginale.

Denis


Fabius

unread,
Jul 16, 2002, 4:07:18 PM7/16/02
to

"Denis Ferretti" <deferretN...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ah1t03$pljqd$2...@ID-77592.news.dfncis.de...

>
> "Fabius" <fave...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:CPYY8.55835$K_4.1...@twister1.libero.it...
>
> Quello che mi vede parzialmente in disaccordo è l'importanza secondaria
che
> dai alla genetica, rispetto all'ambiente. Secondo me sono quasi allo
stesso
> livello.


Sicuramente quanto intervenga la genetica nello sviluppo comportamentale (
alcuni autori riportano che " il determinismo genetico interviene per un 20%
nello sviluppo comportamentale...") è tutt'ora da verificare e dimostrare,
non a caso questa questione solleva spesso accese discussioni e polemiche in
molte situazioni di confronto....però il "quasi sullo stesso livello" mi
sembra un po troppo....

Prendi un pit bull...oddio.. meglio di no... Prendi un maremmano
> abruzzese "doc", lo puoi socializzare, far stare in mezzo alla gente,
> addestrare, far toccare da tutti. Il massimo che ottieni è un cane buono,
> tranquillo durante il giorno in tua presenza. Ma quando chiudi i cancelli
> alla sera non entra nessuno. La vigilanza è genetica, ogni allevatore
della
> razza può confermartelo.


Sono daccordo certo...ed infatti ho riportato nel mio post ....Nella


formazione del carattere esisteranno sicuramente " elementi

geneticamente codificati".... tra cui probabilmente la suscettibilità
emotiva, la propensione a sviluppare disturbi dell'umore, la tendenza ad
utilizzare maggiormente i segnali facciali o corporali e per questo ho
parlato di promessa genetica....ma l'ambiente è cosi importante che delle
volte può anche annullare queste predisposizioni.

Se ci sono maremmani che sembrano barboncini è

> perché hanno una base genetica atipica, oltre l'infulenza ambientale.
> L'ambiente da solo non basta, se ti capita il cane con un certo carattere,

> lo modifichi solo fino a un certo punto.E' vero che anche la genetica sola
> non basta.

Be sono daccordo sono essenziali tutte e due...anche se...

In ogni caso, a parità di trattamento e di ambiente hai molte
> differenze tra un cane e l'altro.

Non è facile da dimostrare però....

Questo lo può testimoniare chiunque abbia
> avuto cani diversi trattati nello stesso modo.

Trattati nello stesso modo? non credo sia possibile..qualche differenza ci
sarà sempre, magari piccola per noi, importantissima per il cane...

Quindi vuol dire che la
> genetica ha un ruolo importante e non marginale.

Be diciamo cosi Denis....la genetica è importante per costruire le
fondamenta poi come verrà la casa dipende dal muratore...
Fabius

>
> Denis
>
>
>
>


Superelle

unread,
Jul 16, 2002, 5:04:28 PM7/16/02
to
On Tue, 16 Jul 2002 17:35:30 GMT, "Fabius" <fave...@libero.it> wrote:

>Nella formazione del carattere esisteranno sicuramente " elementi
>geneticamente codificati", ma nel complesso credo sia più corretto parlare
>di "promessa " genetica", sarà poi l'ambiente ad avere il ruolo più
>importante in quello che saranno le peculiarietà comportamentali del nostro
>cane.

Secondo me, è il carattere "innato" che determina come reagirai agli
stimoli ambientali...

metti tu, sei sempre lo stesso vet e probabilmente ti comporti in
assoluto automatico con tutti i cuccioletti piu' o meno della stessa
età che vengono per la prima vaccinazione...

e pero' quel primo incontro ha il 50% di probabilità di regalarti un
nuovo amico a 4 zampe, e il 50% di probabilità di trasformarti nel
Brutto Mostro Bucabau per il resto della vita del cane...

perchè? un tuo atteggiamento diverso lo escludo... il diverso
atteggiamento degli umani del cane incide relativamente poco, io per
esempio sono sempre io ma due miei mici su tre adorano la vet e per la
terza mi devo assicurare ogni volta :)

Il fatto è che allo stesso stimolo chi è strutturalmente pauroso
reagisce con paura, chi è strutturalmente aggressivo reagisce
aggredendo... d'istinto. Poi tu puoi metterci sopra dei
condizionamenti, modificare parzialmente la reazione istintiva,
costruirci sopra un percorso di apprendimento.... su quello, conta se
sei bravo o meno. Ma sull'atteggiamento di base... quello nasce con
noi :)))

ciao!

Joker

unread,
Jul 16, 2002, 5:15:40 PM7/16/02
to
In article <ah1t03$pljqd$2...@ID-77592.news.dfncis.de>, Denis Ferretti wrote:

Nel mio piccolo sono assolutamente d'accordo con tutto quello che hai
scritto.


CUT


> In ogni caso, a parità di trattamento e di ambiente hai molte
> differenze tra un cane e l'altro. Questo lo può testimoniare chiunque abbia
> avuto cani diversi trattati nello stesso modo. Quindi vuol dire che la
> genetica ha un ruolo importante e non marginale.

Qui forse entra in gioco anche il fatto che un essere vivente e' un sistema
complesso (fortemente non lineare, non tempoinvariante....). Come conseguenza
possono bastare piccolissime variazioni negli "ingressi" (o negli istanti in
cui vengono applicati) per provocare grandi variazioni nelle
uscite (il famoso battito d'ali della farfalla che causa l'uragano).
Per cui Fabius potrebbe sempre dire che "sembra" di aver trattato tutti i
cani della cucciolata nello stesso modo, "sembra" di averli immessi tutti nello
stesso ambiente... in verita' ognuno e' stato esposto a stimoli leggermente
diversi (forse quel tanto che basta a provocare reazioni diverse).

Pero' nel messaggio originale si parla di educazione, carattere ed attitudini.
Mi sembrano tre cose differenti su cui l'ambiente ha influenza diversa.
In particolare, come giustamente dici, le attitudine di un cane (alla guardia,
alla difesa...) sembrano essere in gran parte innate.

Se fosse solo questione di educazione, o comunque l'educazione avesse un
ruolo preponderante sulle attitudini, si dovrebbero comunemente vedere Setter
che fanno il cane da pastore, Husky da difesa.....


Joker

Fabius

unread,
Jul 16, 2002, 6:41:20 PM7/16/02
to

"Superelle" <supe...@infinito.it> ha scritto nel messaggio
news:ei09jusmc7d3oj3jr...@4ax.com...

> On Tue, 16 Jul 2002 17:35:30 GMT, "Fabius" <fave...@libero.it> wrote:
>
> >Nella formazione del carattere esisteranno sicuramente " elementi
> >geneticamente codificati", ma nel complesso credo sia più corretto
parlare
> >di "promessa " genetica", sarà poi l'ambiente ad avere il ruolo più
> >importante in quello che saranno le peculiarietà comportamentali del
nostro
> >cane.
>
> Secondo me, è il carattere "innato" che determina come reagirai agli
> stimoli ambientali...
>
> metti tu, sei sempre lo stesso vet e probabilmente ti comporti in
> assoluto automatico con tutti i cuccioletti piu' o meno della stessa
> età che vengono per la prima vaccinazione...

diciamo che non è detto...possono intervenire diversi fattori....magari sono
nervoso...mi stanno sulle p@lle i proprietari....non so....ho fatto sei al
totogol....

> e pero' quel primo incontro ha il 50% di probabilità di regalarti un
> nuovo amico a 4 zampe, e il 50% di probabilità di trasformarti nel
> Brutto Mostro Bucabau per il resto della vita del cane...

può dipendere anche da altri fattori esterni, magari mentre il cucciolo è
sul tavolo sbatte una porta....nell'altro ambulatorio c'è un cane che abbai,
un gatto che soffia....mia suocera (ndr)..ehehehheh

>
> perchè? un tuo atteggiamento diverso lo escludo... il diverso
> atteggiamento degli umani del cane incide relativamente poco

anche qui dipende se so come muoverti e interagire con il cucciolo,nel senso
che se comunico con lui non come se parlassi con un bambino, ma utilizzi un
"linguaggio" comprensibile il mio atteggiamento inciderà senz'altro.

, io per
> esempio sono sempre io ma due miei mici su tre adorano la vet e per la
> terza mi devo assicurare ogni volta :)

magari il problema non se tu, ma la convivenza di tre gatti può creare, a
volte, problemi che poi si possono rivolgere sugli umani.

> Il fatto è che allo stesso stimolo chi è strutturalmente pauroso
> reagisce con paura, chi è strutturalmente aggressivo reagisce
> aggredendo... d'istinto.

sono daccordo solo un pochino....( non ho detto che la genetica non conta
nulla...anzi...)perchè se fosse vero quello che dici un cane strutturalmente
socievole, anche se completamente isolato dall'ambiente e dalle persone fino
a 4 mesi, una volta uscito dall'isolamento dovrebbe baciare e scodinzolare a
tutti e dormire quando c'è un temporale....difficile.....


Poi tu puoi metterci sopra dei
> condizionamenti, modificare parzialmente la reazione istintiva,
> costruirci sopra un percorso di apprendimento....

questo lo posso fare quando il comportamento ( non voglio usare il termine
"anormale" visto che sono nettamente in minoranza) risulta "inappropiato e
fuori dal contesto"...in pratica quando i buoi sono già scappati dalla
stalla....far crescere un cucciolo sano e ben socializzato dipende
principalmente dal proprietario...certo poi ci sono i casi in cui esistono
grossi problemi comportamentali patologici che magari vengono fuori al
raggiungimento della maturità sociale o sessuale...anche se ho fatto tutto
bene..ma questo è perchè il cane era strutturalmente già problematico...è
l'eccezione non la regola.

su quello, conta se
> sei bravo o meno. Ma sull'atteggiamento di base... quello nasce con
> noi :)))

E' la storia della mia vita e del mio bastardo gene del frigo......
Ciao Fabius
>
> ciao!


Superelle

unread,
Jul 16, 2002, 7:49:51 PM7/16/02
to
On Tue, 16 Jul 2002 22:41:20 GMT, "Fabius" <fave...@libero.it> wrote:

>magari il problema non se tu, ma la convivenza di tre gatti può creare, a
>volte, problemi che poi si possono rivolgere sugli umani.

Lei ha semplicemente deciso che la si puo' toccare solo se lei lo
decide. L'unica persona con cui non osa rivoltarsi troppo
violentemente quando viene brancata controvoglia sono io. Tutti gli
altri... lasciamo perdere :))

ma lo fa da quando è nata eh? gli altri due cuccioli riuscivo a
prenderli in braccio e coccolarli, lei si divincolava fino a rischiare
di cadere... poi la notte me la trovavo dentro al letto che mi ronfava
addosso... dato che LEI ne aveva voglia :))

>sono daccordo solo un pochino....( non ho detto che la genetica non conta
>nulla...anzi...)perchè se fosse vero quello che dici un cane strutturalmente
>socievole, anche se completamente isolato dall'ambiente e dalle persone fino
>a 4 mesi, una volta uscito dall'isolamento dovrebbe baciare e scodinzolare a
>tutti e dormire quando c'è un temporale....difficile.....

improbabile, ma piu' facile da recuperare rispetto a un animale con un
carattere diverso...

Domanda. Io ho dovuto rinunciare a tenermi la mamma della melly perchè
era aggressiva a causa del fatto che era stata abbandonata e poi si è
ritrovata in un ambiente dove era minacciata dai cani e ha perso la
fiducia negli altri quadrupedi... o io ho potuto portare la mamma
della melly a partorire qui perchè essendo una gatta aggressiva è
riuscita ad evitare, malgrado l'avanzata gravidanza, di essere
mangiata dai canilupi che la volevano per merenda? propendo per la
seconda :))

>
>
> Poi tu puoi metterci sopra dei
>> condizionamenti, modificare parzialmente la reazione istintiva,
>> costruirci sopra un percorso di apprendimento....
>
>questo lo posso fare quando il comportamento ( non voglio usare il termine
>"anormale" visto che sono nettamente in minoranza) risulta "inappropiato e

ma assolutamente no :))) il tuo cane pauroso impara a fidarsi di te
semplicemente per il fatto che tu, senza fare niente di speciale, lo
convinci che sei la persona che gli da' la pappa le coccole e la
cuccia sicura... poi te escluso rimane cagasotto come quando è nato :)

>E' la storia della mia vita e del mio bastardo gene del frigo......

quello ce l'ho anche io *sigh* :)

AD

unread,
Jul 16, 2002, 9:40:52 PM7/16/02
to

"Fabius" <fave...@libero.it> ha scritto :

> Non sono daccordo( nota non ho detto "sbagli") sul fatto che l'educazione
> non abbia senso,

Scusa eh, ma non ci siamo capiti: io credo che abbia senso, sei tu ch hai
scritto il contrario:*che li educano ed addestrano a fare cose che per loro


non hanno nessun significato, tutto quello che impareranno, infatti, non gli

servirą certo ad essere un buon cane in un mondo di cani.*


Fabius

unread,
Jul 17, 2002, 8:00:38 AM7/17/02
to

"AD" <A...@TOGLIMImillenniumdogs.net> ha scritto nel messaggio
news:EW3Z8.74892$Jj7.1...@news1.tin.it...


Io so bene cosa ho scritto, se magari ti spieghi meglio su cosa vuoi dire a
parole tue...


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