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Fotografare merce esposta.

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Pierfrancesco

unread,
Nov 27, 2016, 1:04:30 PM11/27/16
to
Per varie ragioni (non ultima la consultazione con la consorte) mi e'
comodo a volte poter fotografare merce di vario genere esposta su
banconi o vetrine.

Due esperienze: ero a Berlino e mi e' capitato di fotografare un
bancone della carne in una macelleria; la proprietaria si e' incazzata
come una belva ! (per fortuna non conosco il tedesco e non ho compreso
niente delle probabili invettive);
ho chiesto in un ipermercato di fotografare alcuni cellulari presenti
in un espositore: l'incaricato, mi ha cortesemente negato il permesso.

Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
che e' merce pubblicamente esposta ?

N.B. In nessun caso c'erano persone presenti nella ipotetica foto (ne'
tantomeno, ovviamente, bambini).

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierf...@teletu.it

Pierfrancesco

edi'®

unread,
Nov 27, 2016, 1:09:44 PM11/27/16
to
Il 27/11/2016 19:04, Pierfrancesco ha scritto:

> Due esperienze: ero a Berlino e mi e' capitato di fotografare un bancone
> della carne in una macelleria; la proprietaria si e' incazzata come una
> belva ! (per fortuna non conosco il tedesco e non ho compreso niente
> delle probabili invettive);
> ho chiesto in un ipermercato di fotografare alcuni cellulari presenti in
> un espositore: l'incaricato, mi ha cortesemente negato il permesso.
>
> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
> che e' merce pubblicamente esposta ?

Una macelleria o un ipermercato sono proprietà private, all'interno
delle quali puoi fotografare solo se ti viene concesso il permesso.

E.D.

Pierfrancesco

unread,
Nov 27, 2016, 1:30:57 PM11/27/16
to
edi'® ha pensato forte :
Ok. Il concetto e' chiaro. Ma mi rimane un dubbio: sono si' private, ma
aperte al pubblico (oppure no ? Visto che hanno degli orari e
l'ingresso e' ammesso solo per acquisti, a meno che, come vedo a volte,
ci sia l'indicazione "ingresso libero").

Foto e privacy: sono lecite le riprese foto-video verso luoghi privati
visibili dall’ esterno, come fossero luoghi pubblici o APERTI AL
PUBBLICO (Cass. 40577/2008).

http://www.agenziainvestigativaz.it/giurisprudenza-investigazioni-private/privacy/foto-e-privacy/

edi'®

unread,
Nov 27, 2016, 2:15:13 PM11/27/16
to
Il 27/11/2016 19:30, Pierfrancesco ha scritto:

>> Una macelleria o un ipermercato sono proprietà private, all'interno
>> delle quali puoi fotografare solo se ti viene concesso il permesso.
>>
> Ok. Il concetto e' chiaro. Ma mi rimane un dubbio: sono si' private, ma
> aperte al pubblico (oppure no ? Visto che hanno degli orari e l'ingresso
> e' ammesso solo per acquisti, a meno che, come vedo a volte, ci sia
> l'indicazione "ingresso libero").
>
> Foto e privacy: sono lecite le riprese foto-video verso luoghi privati
> visibili dall’ esterno, come fossero luoghi pubblici o APERTI AL
> PUBBLICO (Cass. 40577/2008).

Quindi sei libero di fotografare dall'esterno, non dall'interno.
Un negozio - pur se aperto al pubblico - è comunque una proprietà
privata, nella quale il proprietario può decidere le regole in questione.

E.D.

Ragnarok

unread,
Nov 27, 2016, 4:46:20 PM11/27/16
to
Il 27/11/2016 19:04, Pierfrancesco ha scritto:

> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
> che e' merce pubblicamente esposta ?

Io ho fotografato una tipa perché mi piaceva il suo tatuaggio...
Basta non farsi vedere...



---
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https://www.avast.com/antivirus

pirex

unread,
Nov 27, 2016, 4:58:13 PM11/27/16
to
Ragnarok ha spiegato il 27/11/16 :
> Il 27/11/2016 19:04, Pierfrancesco ha scritto:

>> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano,
>> considerato
>> che e' merce pubblicamente esposta ?

> Io ho fotografato una tipa perché mi piaceva il suo
> tatuaggio...
> Basta non farsi vedere...


<http://www.ilmessaggero.it/photos/PANORAMA/97/87/1869787_supermercato.jpg>

--





http://www.iovotono.it/
Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera
voce domani.

Come le idee di Licio Gelli sono diventate programmi elettorali.
http://tinyurl.com/zju3lgo

http://tinyurl.com/hfqoof2

Ragnarok

unread,
Nov 27, 2016, 5:28:16 PM11/27/16
to
Il 27/11/2016 22:58, pirex ha scritto:
>> Io ho fotografato una tipa perché mi piaceva il suo tatuaggio...
>> Basta non farsi vedere...
> <http://www.ilmessaggero.it/photos/PANORAMA/97/87/1869787_supermercato.jpg>

Il tatuaggio era sul braccio...

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 27, 2016, 6:53:53 PM11/27/16
to
On 2016-11-27, Pierfrancesco <pierf...@teletu.it> wrote:
> Per varie ragioni (non ultima la consultazione con la consorte) mi e'
> comodo a volte poter fotografare merce di vario genere esposta su
> banconi o vetrine.
>
> Due esperienze: ero a Berlino e mi e' capitato di fotografare un
> bancone della carne in una macelleria; la proprietaria si e' incazzata
> come una belva ! (per fortuna non conosco il tedesco e non ho compreso
> niente delle probabili invettive);
> ho chiesto in un ipermercato di fotografare alcuni cellulari presenti
> in un espositore: l'incaricato, mi ha cortesemente negato il permesso.
>
> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
> che e' merce pubblicamente esposta ?

Lei sbaglia approccio.

In luoghi pubblici - demaniali - nella natura, insomma fuori dalla
proprieta' privata altrui vale il principio che:

"E' permesso tutto cio' che non e' espressamente vietato."

Ed e' commendevole, essendo lei italiano, che parta da questo approccio.

Ma nei luoghi privati (non importa se aperti al pubblico: ESSI RESTANO
PRIVATI e la prova e' che se in qualsiasi momento il proprietario ordina
la chiusura e l'uscita di tutti, chi si rifiuta di uscire subisce
conseguenze penali, ovvero di "violazione della proprieta' privata"),
nei luoghi privato l'approccio e' inverso, ovvero, qualora il proprietario
mi vieti di fare qualcosa: "ESISTE UNA NORMA LEGALE CHE LO IMPONE DI
LASCIARMI FARE ?"

Come vede, non e' questione se ci sono norme legali che vietano a lei
di fare foto nei luoghi citati, bensi' se esistono norme legali che
mi permettano di obbligare il proprietario a subire la mia voglia di
fare fotografie. E la risposta e' ovviamente, NO: se il proprietario
non glielo permette, lei deve astenersi di fare fotografie. Punto.

A tale proposito, in molte GDO, per evitare disguidi (tipo: "Ma io non
lo sapevo"), c'e' tanto di cartello, uno di questi cartelli che nessuno
legge mai (che strano ...) con scritto:
"E' vietato l'uso della macchina fotografica all'interno del punto di
vendita."

oppure:

"E' vietato fare riprese o fotografie all'interno del punto di vendita."

o qualcosa di simile. Ma attenzione, non e' come per il diritto di
occupazione del terreno altrui concesso dalla legge sulla caccia in
Italia, che impone al proprietari di chiudere con una recinzione a
titolo preventivo il fondo se non vuole che i cacciatori entrino.

Qui il proprietario non ha alcun dovere di avvisarla "prima" che esiste
tale divieto, ovvero non ha alcun dovere di mettere prima il cartello e
poi fare la predica. Invece, in qualsiasi momento il proprietario (o chi
fa le sue veci, come un direttore, etc.) puo' intercettare un cliente
e scortarlo fuori dai locali perche' "stava faccendo fotografie" per
poi fare arrivare le forze dell'ordine onde obbligarla
a cancellare le foto fatte. Non so pero' se la procedura e' piu'
complessa (del tipo, sequestro preventivo dell'apparecchio usato per
lasciare ad un giudice la decisione se ordinare la cancellazione o
meno).

Interessante e' la questione con i giornalisti. Privilegio della cronaca?
In effetti programmi come Striscia la Notizia e Le Iene si muovono in
una zona "grigia".

Con la berlinese e' stato fortunato: la polizia tedesca prende sul serio
i reclami dei suoi cittadini.
Spero solo che la signora non abbia capito che lei era italiano,
altrimenti siamo alle ennesima figura da cafoni da parte nostra.

Quanto da lei raccontato mi ricorda la vergogna di vedere due romani
(riconoscibili dall'accento romanesco) che, nella stazione di King's Cross,
appena entrati nella sala, si sono portati subito ad uno sportello libero
della biglietterie, e subito dopo un povero inglese, con il numero in
mano, cercava di capire quale era lo sportello a cui doveva andare,
visto che erano tutti segnati occupati. Naturalmente la sportellista
avrebbe dovuto chiedere ai due romani il numerino, ma probabilmente
nessuno l'avrebbe fatto a Londra (o almeno venti anni fa non sarebbe
successo: forse oggi, con tutti i cafoni con cui hanno fatto esperienza,
anche i londinesi sono diventati diffidenti ...), prendendo per scontato
che ognuno avrebbe rispetto la fila.

WNC2

unread,
Nov 28, 2016, 3:48:35 AM11/28/16
to
Il 27/11/16 19:30, Pierfrancesco ha scritto:
È vietato fare fotografie anche nel 99,99% dei musei per esempio

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 28, 2016, 7:27:19 AM11/28/16
to
Ma chi non ha capito la differenza tra luogo pubblico e luogo aperto al
pubblico potrebbe affermare:
"Certo, perche' ci sono ragioni di diritti d'autore ..."

WNC2

unread,
Nov 28, 2016, 8:36:17 AM11/28/16
to
Il 28/11/16 13:27, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
Tanto quanto ci sono i brevetti, i loghi e i marchi registrati, quindi
cambia un cazzo.

È molto più facile che ti becchi un culo così se imiti la pasta Barilla
piuttosto che fare copie della Gioconda e venderle su una bancarella....


Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 29, 2016, 4:47:29 AM11/29/16
to
On 2016-11-28, WNC2 <wn...@NOSPAMwnc2.biz> wrote:
Con la Gioconda non sarei cosi' sicuro ;-)

Jamie

unread,
Nov 29, 2016, 5:31:30 AM11/29/16
to
On 27/11/2016 19:04, Pierfrancesco wrote:
> Per varie ragioni (non ultima la consultazione con la consorte) mi e'
> comodo a volte poter fotografare merce di vario genere esposta su
> banconi o vetrine.
>
> Due esperienze: ero a Berlino e mi e' capitato di fotografare un bancone
> della carne in una macelleria; la proprietaria si e' incazzata come una
> belva ! (per fortuna non conosco il tedesco e non ho compreso niente
> delle probabili invettive);
> ho chiesto in un ipermercato di fotografare alcuni cellulari presenti in
> un espositore: l'incaricato, mi ha cortesemente negato il permesso.
>
> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
> che e' merce pubblicamente esposta ?
>
> N.B. In nessun caso c'erano persone presenti nella ipotetica foto (ne'
> tantomeno, ovviamente, bambini).
>

Mi ha sempre dato fastidio la gente che pretende di poter fare tutto
quello che vuole.
Perché il tuo "diritto" di fotografare le cose esposte in un negozio
dovrebbe essere superiore a quello del negoziante di vietare questa cosa?
Che poi...un "problema" veramente assurdo...come se non bastasse fare
una veloce ricerca online per trovare la foto di qualunque articolo, ormai.
Forse semplicemente i negozianti si sono rotti le scatole di gente che
va nei loro negozi per vedere, toccare, provare la merce e poi la ordina
online per risparmiare 10 euro.

joefo...@gmail.com

unread,
Nov 29, 2016, 6:53:29 AM11/29/16
to
Il giorno martedì 29 novembre 2016 11:31:30 UTC+1, Jamie ha scritto:

> Forse semplicemente i negozianti si sono rotti le scatole di gente che
> va nei loro negozi per vedere, toccare, provare la merce e poi la ordina
> online per risparmiare 10 euro.

Al Mediaworld accanto al cartellino del prezzo c'è il codice QR che ti dà tutti i dettagli dell'oggetto.
Questo è un modo intelligente di affrontare la questione: non solo ti lascio fotografare, ma addirittura ti fornisco il link.

_merlinO_

unread,
Nov 29, 2016, 8:10:35 AM11/29/16
to
joefo...@gmail.com <joefo...@gmail.com> ha scritto:

> Al Mediaworld accanto al cartellino del prezzo c'è il codice QR che ti dà
tutti i dettagli dell'oggetto.
> Questo è un modo intelligente di affrontare la questione: non solo ti
lascio fotografare, ma addirittura ti fornisco il link.

Ci sono mille motivi per cui non è ne lecito ne consentito fotografare
all'interno di un negozio senza autorizzazione. Ne cito alcuni:
- sicurezza
- privacy dei clienti
- concorrenza (prezzi, marche, disposizione della merce, ecc.)


joefo...@gmail.com

unread,
Nov 29, 2016, 8:26:05 AM11/29/16
to
Il giorno martedì 29 novembre 2016 14:10:35 UTC+1, _merlinO_ ha scritto:

> Ci sono mille motivi per cui non è ne lecito ne consentito fotografare
> all'interno di un negozio senza autorizzazione. Ne cito alcuni:
> - sicurezza
De che?
> - privacy dei clienti
Eh? Che c'entra?
> - concorrenza (prezzi, marche, disposizione della merce, ecc.)
Questo è l'unico motivo serio. Infatti al Coin di Como hanno vietato le foto, dopo che i turisti cinesi scattavano e copiavano invece di comprare.

Poi, per me un negoziante può mettere tutti i divieti che vuole nel suo negozio, fintanto che non infrange qualche legge.
Solo, non mi prenda per il cu|o dicendo che lo fa per il mio bene!

_merlinO_

unread,
Nov 29, 2016, 8:51:44 AM11/29/16
to
joefo...@gmail.com <joefo...@gmail.com> ha scritto:

> > Ci sono mille motivi per cui non è ne lecito ne consentito fotografare
> > all'interno di un negozio senza autorizzazione. Ne cito alcuni:
> > - sicurezza
> De che?

Sistemi antifurto, personale di vigilanza, casse, porte, ecc.

> > - privacy dei clienti
> Eh? Che c'entra?

Il negozio ha tutto l'interesse a evitare situazioni di fastidio per la
clientela, come uno che li fotografa all'interno.

> > - concorrenza (prezzi, marche, disposizione della merce, ecc.)
> Questo è l'unico motivo serio. Infatti al Coin di Como hanno vietato le foto,
dopo che i turisti cinesi scattavano e copiavano invece di comprare..
>
> Poi, per me un negoziante può mettere tutti i divieti che vuole nel suo
negozio, fintanto che non infrange qualche legge.
> Solo, non mi prenda per il cu|o dicendo che lo fa per il mio bene!

Secondo me non ha necessità di darti spiegazioni, è nelle sue facoltà
impedirtelo senza doversi giustificare

Pierfrancesco

unread,
Nov 29, 2016, 7:32:26 PM11/29/16
to
Dopo dura riflessione, Jamie ha scritto :
> On 27/11/2016 19:04, Pierfrancesco wrote:
>> Per varie ragioni (non ultima la consultazione con la consorte) mi e'
>> comodo a volte poter fotografare merce di vario genere esposta su
>> banconi o vetrine.
>>
>> Due esperienze: ero a Berlino e mi e' capitato di fotografare un bancone
>> della carne in una macelleria; la proprietaria si e' incazzata come una
>> belva ! (per fortuna non conosco il tedesco e non ho compreso niente
>> delle probabili invettive);
>> ho chiesto in un ipermercato di fotografare alcuni cellulari presenti in
>> un espositore: l'incaricato, mi ha cortesemente negato il permesso.
>>
>> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
>> che e' merce pubblicamente esposta ?
>>
>> N.B. In nessun caso c'erano persone presenti nella ipotetica foto (ne'
>> tantomeno, ovviamente, bambini).
>>
>
> Mi ha sempre dato fastidio la gente che pretende di poter fare tutto quello
> che vuole.
> Perché il tuo "diritto" di fotografare le cose esposte in un negozio dovrebbe
> essere superiore a quello del negoziante di vietare questa cosa?
>
Forse non sono stato chiaro. Io non "pretendo" proprio niente.
Semplicemente "chiedo" se e' illegale fare una cosa del genere.

E poi c'e' un'altra questione: che il negoziante si "secchi".

Se il negoziante si "secca" per me e' gia' un motivo sufficiente per
evitarlo.

Ma allora chiedo: perche' mai si dovrebbe seccare visto che e' merce
pubblicamente esposta ?

Cosa potra' mai fare una foto che non possa fare la visione diretta ?

Oppure (diciamola tutta) il negoziante teme di essere preso in fallo
per qualche irregolarita', che, se riferita, ha un valore diverso che
essere comprovata da una foto ?

Bada bene che per me questo e' gia' un motivo sufficiente per evitare,
come ho detto sopra, di farlo: io non ho nessuna intenzione di fare da
"test" della regolarita' dei prodotti.




> Che poi...un "problema" veramente assurdo...come se non bastasse fare una
> veloce ricerca online per trovare la foto di qualunque articolo, ormai.
>
Quanto a questo tu sottovaluti le perplessita' muliebri che e'
opportuno non solleticare.





> Forse semplicemente i negozianti si sono rotti le scatole di gente che va nei
> loro negozi per vedere, toccare, provare la merce e poi la ordina online per
> risparmiare 10 euro.
>
Vedere toccare e provare la merce mi pare spesso indispensabile per
evitare di fare acquisti sbagliati.

E non e' detto che dospo avere visto, toccato e provato, il "test" vada
a buon fine, altrimenti si potrebbe anche evitare di farlo.

Quanto agli acquisti online li trovo estremamente poco funzionali. Non
comprerei mai, per fissare le idee, un paio di scarpe online, ma
neanche alcun capo di vestiario per il semplice fatto che non e'
possibile provarli "prima" dell'acquisto, ma anche altri prodotti.

Infine il risparmio di 10 euro per molti (compreso me) non e' da
buttare.

_merlinO_

unread,
Nov 30, 2016, 4:59:01 AM11/30/16
to
Pierfrancesco <pierf...@teletu.it> ha scritto:

> Cosa potra' mai fare una foto che non possa fare la visione diretta ?

Ad esempio essere pubblicata.


Walter Rossi

unread,
Nov 30, 2016, 7:40:44 AM11/30/16
to
Il giorno domenica 27 novembre 2016 19:04:30 UTC+1, Pierfrancesco ha scritto:
> Ora io chiedo, ci sono delle norme legali che lo vietano, considerato
> che e' merce pubblicamente esposta ?

Non mi risulta esisti una norma specifica se non una generale osservanza di quelle che potrebbero essere usi non conformi delle foto scattate.

In particolare, è noto che la legge consente di riprendere tutto ciò che si trovi in luogo pubblico o comunque sia visibile da un luogo aperto al pubblico, in circostanze palesi (cioè senza ricorrere a camuffamenti o artifizi particolari).

Il problema riguarda piuttosto l'uso che si può fare della foto.

Se questa rimane confinata tra le mura domestiche o dello studio, non c'è alcun problema. Diversamente se la foto è pubblicata, la casistica è molto varia.

In genere le "maglie" sono più larghe per le pubblicazioni "editoriali" e si riducono drasticamente per quelle commerciali.

P. es. la foto di una bancarella in un mercatino, potrebbe essere pubblicata senza problema in un un libro fotografico o come illustrazione di un articolo giornalistico- Se fa da sfondo ad una pubblicità va richiesta la liberatoria, presumibilmente dietro compenso economico.

Ciò detto: in Alto Adige, in Friuli, in Lombardia e in Toscana, ho chiesto l'autorizzazione al negoziante spiegando che dovevo far vedere al familiare non presente, beni o prodotti esposti.

Non ho mai avuto problemi...ed alla fine, acquistato il prodotto, grande soddisfazione per tutti

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 30, 2016, 9:23:27 AM11/30/16
to
On 2016-11-30, Walter Rossi <walter...@hotmail.it> wrote:

...snip...

> Ciò detto: in Alto Adige, in Friuli, in Lombardia e in Toscana, ho chiesto
> l'autorizzazione al negoziante spiegando che dovevo far vedere al
> familiare non presente, beni o prodotti esposti.
>
> Non ho mai avuto problemi...

Questo sconosciuto, il rispetto della proprieta' altrui.

Lei ha giustamente ricordato che spesso basta "chiedere" cortesemente, o
almeno con educazione, per "ottenere".

Un contadino una volta, parlando del piu' e del meno, mi ha detto che
se i turisti della domenica gli chiedessero il permesso di raccogliere
un paio di chili di frutta dagli alberi, non avrebbe problemi, potendo cosi'
dare alcune indicazioni (come quella di non strappare interi rami) ed
invece lo fa infuriare che arrivino di soppiatto, magari danneggiando
la recinzione, danneggiando le piante e poi scappando se lo vedono
arrivare, come se fosse un deficiente che si puo' fregare facilmente.
Peggio ancora se poi, preso il cretino, questo se ne salta fuori con le
tesi che gli alberi sporgono sulla pubblica via e quindi sono di tutti,
oppure che il contadino non ha il diritto di sgridarli o altro, tipo
quello che qualche volta leggiamo qui, quando arriva il solito a chiedere
articolo e legge per un presunto "diritto di violazione della proprieta'
altrui" o di "abuso di potere" o scemenze peggiori.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 30, 2016, 9:41:10 AM11/30/16
to
On 2016-11-30, Pierfrancesco <pierf...@teletu.it> wrote:

...snip...

> Forse non sono stato chiaro. Io non "pretendo" proprio niente.
> Semplicemente "chiedo" se e' illegale fare una cosa del genere.

Di nascosto dal proprietario: sicuramente.
Occorre chiedere il permesso.

> E poi c'e' un'altra questione: che il negoziante si "secchi".

Siamo tutti diversi. C'e' chi fa spallucce, e chi si arrabbia.

> Se il negoziante si "secca" per me e' gia' un motivo sufficiente per
> evitarlo.
>
> Ma allora chiedo: perche' mai si dovrebbe seccare visto che e' merce
> pubblicamente esposta ?

Perche' e' il suo negozio e tanti motivi.

> Cosa potra' mai fare una foto che non possa fare la visione diretta ?
>
> Oppure (diciamola tutta) il negoziante teme di essere preso in fallo
> per qualche irregolarita', che, se riferita, ha un valore diverso che
> essere comprovata da una foto ?

Indubbiamente, e' una possibilita', e non serve dirlo tra i denti con
un "diciamola tutta". Lei sono SICURO non ha mai operato al di fuori di
una ambito di lavoratore dipendente (sempre che abbia gia' avuto
esperienze di lavoro, oggi aspetto che non e' piu' cosi' frequente/ovvio
come una volta). Altrimenti saprebbe che in questo paese il commerciante,
il lavoratore autonomo, l'imprenditore, insomma chiunque abbia a che
fare con attivita' "controllate" e/o "autorizzate", e' vessato dalla
mattina alla sera da una mole, spesso incomprensibili, di norme,
regolamenti ed usi locali; e non mi riferisco solamente alla fiscalita'.
Norme che dall'inizio di questo secolo vengono prodotte in quantita'
industriale, ovvero tutti sono costretti a rivolgersi ad un commercialista
per tenere il passo e restare aggiornato.
Corollario: per quanto uno sia disposto a dedicare ore ogni giorno per
essere "in regola", qualcosa, in genere stupidi questioni formali, gli
sfugge sicuramente e quindi e' uno stillicidio di multe. E si badi bene,
non sono multe come quelle del codice della strada, poche centinaia di
euro al massimo, ma si va rapidamente sulle migliaia di euro.
Ne segue che nessun commerciante/lavoratore autonomo e' mai sicuro al
100% di essere a posto, e quindi, indubbiamente una foto, che puo' girare
tante mani (ed oggi e' di moda anche che finiscano sulla rete, diventando
virali, se non anche alla televisione), lo mette in estrema agitazione.
Specialmente si fa la foto appare farla in modo clandestino (il che
in genere non promette nulla di buono).

> Bada bene che per me questo e' gia' un motivo sufficiente per evitare,
> come ho detto sopra, di farlo: io non ho nessuna intenzione di fare da
> "test" della regolarita' dei prodotti.

Se uno commerciante e' un truffatore, si merita questo od altro, ma la
questione e' che anche i commercianti onesti "hanno paura" a causa
di una certa arbitrarieta' normativa. In questo momento non ho esempi
concreti in mente, posso solo richiamare all'assurda norma che stabiliva
un grado di curvatura dei cetriolini (tanto per darle una idea di come
spaziano queste norme e quindi perche' sono cosi' numerose ...).
Per esempio, se i prezzi allo scaffale spesso non corrispondono al
prezzo battuto alla cassa (e questo capita in certi punti vendita
Lidl con una certa frequenza ...) e la cassiera non vuole applicare il
prezzo da scaffale, fare la foto diventa quasi un diritto (ovvero, si e'
in torto, ma visto che serve a provare un torto maggiore, dubito che il
commerciante vada per vie legali visto che per lui la sanzione e' piu'
pesante ...).

Il suggerimento e' quello di spiegare (mi serve per proporre l'acquisto,
etc.) e chiedere il permesso.
E sa la risposta e' no, farsene una ragione.

Pierfrancesco

unread,
Nov 30, 2016, 7:18:03 PM11/30/16
to
Dopo dura riflessione, Roberto Deboni DMIsr ha scritto :
Conosco bene questa desolante situazione italiana. Sono "un po'"
sorpreso che sia (forse) una situazione esistente anche in Germania in
termini simili.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Dec 1, 2016, 6:43:27 AM12/1/16
to
On 2016-12-01, Pierfrancesco <pierf...@teletu.it> wrote:

...snip...

> Conosco bene questa desolante situazione italiana. Sono "un po'"
> sorpreso che sia (forse) una situazione esistente anche in Germania in
> termini simili.

Oh, per quello ?! Se c'e' una paese dal miriade di regolette e' proprio la
Germania. Con l'aggravante che vengono rigidamente fatte rispettare (ma
in modo meno draconiano, e' piu' uno stillicidio di sanzioni che alla fine
piega qualsiasi resistenza, senza uccidere).

Germania ed Italia sono "cugini" molto stretti quando si tratta di
opprimere i propri cittadini. Non per nulla spesso abbiamo questo asse
italo-tedesco in ambito europeo.

Walter Rossi

unread,
Dec 1, 2016, 9:36:16 AM12/1/16
to
Il giorno giovedì 1 dicembre 2016 12:43:27 UTC+1, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>
> Germania ed Italia sono "cugini" molto stretti quando si tratta di
> opprimere i propri cittadini. Non per nulla spesso abbiamo questo asse
> italo-tedesco in ambito europeo.

Non prendetemi per bastian contrario....però nella mia piccola Heidelberg ed anche nei pressi dell'Università di Mannheim, forse proprio per l'alto numero di studenti, associati, professori, turisti....i negozianti sono un pò "più tolleranti"....pur di vendere e far si che il cliente ritorni.

Anche in SuedTirol (o alto Adige) provincia che frequento da oltre 30 anni, all'epoca gli italiani erano visti come la peste...oggi, che sono quelli che più spendono, sono tutto sommato ben accolti ovunque...poi ci sono sempre le eccezioni.
Ah, cosa non fa il vil denaro.....

Roberto Deboni DMIsr

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Dec 2, 2016, 8:09:42 PM12/2/16
to
On 2016-12-01, Walter Rossi <walter...@hotmail.it> wrote:
> Il giorno giovedì 1 dicembre 2016 12:43:27 UTC+1, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>>
>> Germania ed Italia sono "cugini" molto stretti quando si tratta di
>> opprimere i propri cittadini. Non per nulla spesso abbiamo questo asse
>> italo-tedesco in ambito europeo.
>
> Non prendetemi per bastian contrario....

Piu' che "bastian contrario ..." non ha capito niente.

> però nella mia piccola Heidelberg ed anche nei pressi dell'Università di
> Mannheim, forse proprio per l'alto numero di studenti, associati,
> professori, turisti....i negozianti sono un pò "più tolleranti"....
> pur di vendere e far si che il cliente ritorni.

L'oggetto era la burocrazia, l'animo fascistoide della societa', non il
comportamento dei commercianti. La logica del "cliente ha sempre ragione"
vale in tutto il mondo ed e' la chiave del successo commerciale.
Naturalmente, dietro la schiena si incrociano le dita, come hanno fatto
quelli della Volkswagen, ma quello e' un altro discorso. O no ?

> Anche in SuedTirol (o alto Adige) provincia che frequento da oltre 30 anni,
> all'epoca gli italiani erano visti come la peste...oggi, che sono quelli
> che più spendono, sono tutto sommato ben accolti ovunque...poi ci sono
> sempre le eccezioni.
> Ah, cosa non fa il vil denaro.....

Che nel discorso fatto non c'entra nulla.
Si commentava sul sistema vessatorie di norme, regolamenti e controllori,
che poi ci siano commercianti che fanno spallucce perche' hanno "nel
portafoglio" l'ispettore locale (ed anche questo accade in Germania con
frequenza simile all'Italia: la differenza sul "rigore" si applica solo
sui burocrati che non si fanno comperare), non cambia, anzi e' il
prodotto da troppe norme e troppo arbritrarie, vessatorie.

Ragnarok

unread,
Dec 3, 2016, 4:42:00 AM12/3/16
to
Il 30/11/2016 13:40, Walter Rossi ha scritto:

> Se questa rimane confinata tra le mura domestiche o dello studio, non c'è alcun problema. Diversamente se la foto è pubblicata, la casistica è molto varia.

Io faccio il mystery shopper come hobby (facevo, adesso poco perché ho
pco tempo). Spesso le foto sono autorizzate dal brand ma a volte non lo
sono.
Ritengo tuttavia che, finché vengono fatte in luoghi pubblici o aperti
al pubblico siano lecite.
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