On 23/03/2021 18:08, Giusto Processo wrote:
> Roberto Deboni DMIsr nella sua piena facoltà ha scritto:
>
>> On 23/03/2021 15:16, Giusto Processo wrote:
>>
>>> Ho inviato ad un professionista PEC di messa in mora per richiesta di
>>> rimborso in quanto ha mancato di adempiere agli obblighi contrattuali.
>>>
>>> Mi risponde il suo legale contestando il mancato adempimento e quindi
>>> rifiutando il rimborso.
>>
>> Quale punto del codice deontologico forense sarebbe violato:
>
> Violerebbe (ritengo io, ma posso sbagliarmi, ovviamente...) il dovere di
> lealtà, probità e correttezza (art. 9) in quando si approfitterebbe della
> vulnerabilità della parte debole (il consumatore).
Guardi che il reato di plagio e' stato abolito tanto tempo fa.
Si presume che il consumatore sia una persona con la diligenza
del buon genitore, ma probabilmente molti italiani hanno
ancora bisogno della tutela dal reato di plagio (che e'
stato abolito perche' implicava che la persona da tutelare
fosse un "minus-habens").
Lei e' stato inabilitato ? Allora c'e' violazione. Lei ha
i pieni poteri giuridici, allora non c'e' violazione.
Lei e' vulnerabile, perche' povero, oppure un dipendente
lavoratore di grado inferiore della contropparte ?
> Da un punto di vista molto pragmatico, il solo ricorso ad un legale
> avrebbe (e, in concreto, ha) costituito un deterrente a far valere i
> propri diritti. Un conto se mi scrive il professionista, che mi viene
> facile contestare con parole terra-terra, un altro è vedersi recapitata
> la lettera di un avvocato con paroloni e riferimenti legali che magari
> nemmeno sei in grado di capire e quindi, per rispondere, dovresti
> rivolgerti ad un legale di fiducia,
E' una sua scelta, e' sua la diligenza. Se capisce i termini, se
le cose sono semplici, puo' agire secondo suo apprezzamento.
Se invece si sente a disagio, e' suo interesse consultarsi con
una persona piu' esperta (magari anche un amico che bazzicca con
queste cose, perche' spesso in tribunale ...). E' tutto nelle
sue mani, nessuno le tiene la pistola alla tempia.
> ma che in questo caso non puoi fare
> perché la sola "letterina" di risposta ti costerebbe più del rimborso
> richiesto.
E' una sua valutazione. Purtroppo i delinquenti (se tale e' la
contropparte) hanno l'avvocato in tasca e la condizione
disastrosa della giustizia italiana non aiuta. Il problema non
e' l'avvocato "rude" o "minaccioso", ma quello dei giudici
corrotti (e basta poco, poche migliaia di euro, a quello che
si sente dire).
> Capivo se fosse stato il contrario, se cioè io fossi stato debitore del
> professionista e lui, per evitare qualsiasi intoppo legale, si fosse
> rivolto ad un avvocato per mettermi in mora, ma qui è invece l'esatto
> contrario. L'avvocato incaricato dal professionista, per non violare
> l'art. 9 del CDF, credo avrebbe dovuto esimersi dal contattare
> direttamente la controparte.
Mi cita le parole da cui desume questa interpretazione ?
"... il professionista si era recato da lui e, in considerazione della
sua *precaria situazione economica*, gli aveva promesso aiuto economico
a patto che nominasse proprio difensore un avvocato di sua conoscenza."
"... il problema sia l'incontro in sé poiché mai il difensore [...],
avrebbe dovuto entrare in contatto con [...] la vittima e proporgli
di nominare difensore una *collega* che collaborava con lui nella
stessa università."
MAI cercare in rete *conferme* della vostra tesi, e' cosi' che vi
fatte fregare. Ed e' per questo suo modo di ragionare che e'
evidente che lei ha bisogno della assistenza di una avvocato.
Ho evidenziato le parti che rendono il caso particolare, tra
l'altro il caso citato riguarda pure il penale, ove si ve ben
piu' con i piedi di piombo (accusare falsamente sul penale porta ad
un reato - calunnia -, mentre fare una richiesta civile sbagliata,
porta solo a pagare dei costi alla parte lesa).
Quando ho dei dubbi su una mia tesi, io cerco sempre le
contestazioni alla mia tesi, non le conferme, perche' e' leggendo
il contradditorio che posso capire quanto sta in piedi la mia tesi.