Il problema è questo: se prendiamo la residenza presso l’immobile dei
miei, il nucleo familiare diventerebbe unico con tutte le conseguenze
del caso, a partire probabilmente dalla perdita dell’assegno familiare
(me lo potete confermare?).
Pertanto mi chiedo: per non essere costretto a condividere il nucleo
familiare con i miei genitori (cosa che farei se la convivenza fosse
per un lungo periodo, ma non conveniente per un periodo così breve),
ritenete valide le seguenti due alternative?
1) Andare a vivere, in questi 5-6 mesi, presso casa di amici (e non
parenti), e in tal caso i nuclei familiari resterebbero separati
2) Andare a vivere, in questi 5-6 mesi, in una casa in affitto brutta
e piccola ma a un prezzo conveniente.
Cosa ne pensate? Altri suggerimenti?
Infine, una provocazione: non è paradossale che una persona venda casa
perché magari ha problemi economici e, per contro, rischia pure di
perdere l’assegno familiare a causa di quanto scritto sopra?
Grazie mille anticipatamente,
Paolo
Ai soli fini ANF, i genitori non concorrono alla formazione del nucleo
familiare del richiedente lavoratore dipendente o titolare di
prestazioni previdenziali.
Ai fini ISE/ISEE invece ne fanno parte.
Ti ringrazio per la risposta, le tue indicazioni sono già molto
importanti. Quindi, ai fini ISE/ISEE i due redditi (mio e di mio
padre) verrebbero unificati?
E ancora, sai dirmi cosa avverrebbe invece nel 2012 in fase di
dichiarazione dei redditi? Io finora ho sempre presentato il 730.
Grazie ancora, davvero.
Vanno considerati tutti i redditi (e i patrimoni mobiliari e
immobiliari) dei componenti il nucleo familiare.
Ai fini ISE/ISEE tutti i componenti della famiglia anagrafica (le
persone presenti nello stato di famiglia anagrafico) fanno parte del
nucleo familiare.
> E ancora, sai dirmi cosa avverrebbe invece nel 2012 in fase di
> dichiarazione dei redditi? Io finora ho sempre presentato il 730.
Le dichiarazioni dei redditi sono personali. Quindi nulla cambia, a
parte l'indicazione della nuova residenza anagrafica e il nuovo
domicilio fiscale (se il trasferimento di residenza avvenga in comune
diverso), alle tre date riportate sul Mod. 730.
Non esistono altri escamotages? Considerando che si tratta di pochi
mesi, devo comunque per forza dichiarare da ora il cambio di
residenza? (...anche se temo proprio di sì)
Grazie ancora.
La residenza e' il luogo di dimora abituale. A questa deve corrispondere
l'iscrizione anagrafica, da richiedere entro venti giorni dal
"trasloco".
La situazione di fatto (la residenza, cioe' il fatto di dimorare
abitualmente in una data abitazione) prescinde dal titolo con il quale
si occupa quella determinata abitazione. Ne' (il titolo) deve
interessare all'Ufficiale di anagrafe, che deve solo accertare che la
situazione dichiarata (l'abitualita' della dimora in quella abitazione)
corrisponda al vero.
A questo punto devo solo raccogliere tutte le idee e valutare quale
sia la soluzione meno indolore per questi pochi mesi che mi separano
dalla residenza definitiva.
Grazie mille, Sparrow!
La situazione è questa: un amico mi sta prestando un appartamento
libero in comodato. Per legge non c'è bisogno della forma scritta del
contratto di comodato. Tuttavia, per il cambio di residenza è
richiesto il contratto di comodato registrato.
La mia domanda è: sono pertanto costretto a registrare (e quindi a
sostenerne i costi) il contratto di comodato, ai soli fini del cambio
di residenza? Non c'è altra soluzione?
Grazie, ciao.
Paolo
La residenza e' il luogo di dimora abituale.
L'anagrafe della popolazione residente registra la situazione di *fatto*
(il fatto di dimorare abitualmente nell'abitazione dichiarata).
Pertanto il titolo con il quale si occupa una determinata abitazione e'
totalmente ininfluente. Potresti essere anche un occupante abusivo o
abitare in una grotta.
Per la pratica di iscrizione anagrafica *non* e' richiesto un contratto,
di nessun tipo. Ne' di proprieta', ne' di locazione, ne' di comodato,
ecc.
Traduzione: non *deve* essere richiesto un contratto.
"Umile" <um...@swissinfo.org> ha scritto nel messaggio
news:373bd83c-5a57-4043...@d14g2000yqb.googlegroups.com...
> Ho bisogno di un'informazione in merito a quanto gi� scritto nei post
> precedenti.
>
> La situazione � questa: un amico mi sta prestando un appartamento
> libero in comodato. Per legge non c'� bisogno della forma scritta del
> contratto di comodato. Tuttavia, per il cambio di residenza �
> richiesto il contratto di comodato registrato.
>
> La mia domanda �: sono pertanto costretto a registrare (e quindi a
> sostenerne i costi) il contratto di comodato, ai soli fini del cambio
> di residenza? Non c'� altra soluzione?
>
> Grazie, ciao.
> Paolo
Ma dove le sentite ste cose, fate la comunicazione cessione fabbricato e la
richiesta di residenza e stop mamma mia..
> Tuttavia, per il cambio di residenza �
> richiesto il contratto di comodato registrato.
Non � cos�, tranquillo.
Vai al comune e fai il cambio di residenza, i vigili vengono
a vedere che tu abiti davvero l� e confermano il cambio.
Nessuno ti chieder� a che titolo abiti l�.
--
ValeRyo
XT600 "Katoki Pajama" - http://www.slimmit.com/go.asp?7Y9
GamerTag: http://card.mygamercard.net/IT/nxe/ValeRyo76.png
Nel seguente link si parla tuttavia di obbligatorietà del "contratto
di locazione o atto di acquisto e/o comodato d’uso registrati".
http://www.comune.salerno.it/client/scheda.aspx?scheda=606&stile=2
Devo supporre che si riferisca al solo comune di Salerno? (non sarebbe
il mio caso, ho trovato questo sito cercando le mie informazioni su
Google).
Prendendo per buone le vostre indicazioni mi sopravvengono ora i
seguenti dubbi:
- quindi non è necessario nemmeno fare il contratto di comodato in
forma scritta, non essendo necessario presentarlo al Comune per il
cambio di residenza?
. il comodato comporta alcuni obblighi (di natura fiscale o
legislativa) o semplicemente "fastidi burocratici", per il mio amico-
comodante?
Grazie ancora, probabilmente sto abusando della vostra cortesia, ma il
fatto di dover cambiare residenza per pochi mesi prima del cambio
definitivo mi ha creato un sacco di problemi nella scelta della
soluzione migliore per me e per le persone coinvolte a vario titolo
(parenti, amici).
> Nel seguente link si parla tuttavia di obbligatoriet� del "contratto
> di locazione o atto di acquisto e/o comodato d�uso registrati".
>
> http://www.comune.salerno.it/client/scheda.aspx?scheda=606&stile=2
>
> Devo supporre che si riferisca al solo comune di Salerno? (non sarebbe
> il mio caso, ho trovato questo sito cercando le mie informazioni su
> Google).
Certo, se il comune lo richiede e tu non lo porti vai incontro quantomeno
all'opposizione degli impiegati, anche se non mi risulta che un comune
possa rifiutare un cambio di residenza se tu effettivamente risiedi l�.
Il comodato non comporta nessun obbligo fiscale per chi te lo concede,
ma visto che devi cambiare residenza per pochi mesi (quanti? uno? due?)
sei sicuro di volerlo fare?
In base al comune potrebbe capitarti che il cambio te lo fanno mentre
stai andando a fare il successivo...
Quelle richieste sono del tutto arbitrarie. Ma non e' certamente una
novita' e non solo di quel comune (scritto volutamente in minuscolo).
Vai all'ufficio anagrafe. Dichiara la semplice situazione di fatto e
chiedi la corrispondente iscrizione anagrafica. Se dovessero confermare
le indebite richieste che appaiono in quel sito, pretendi di avere un
atto di rifiuto scritto.
Dopo di che potrai adire la competente Autorita' giudiziaria per
ottenere il tuo diritto ad avere l'iscrizione anagrafica.
Si tratta di un periodo che va dai 4 ai 7 mesi, per cui credo di non
avere scelta. La residenza vecchia la perdo perché la prossima
settimana vendo casa, quindi i nuovi inquilini prenderanno lì la loro
residenza.
> In base al comune potrebbe capitarti che il cambio te lo fanno mentre
> stai andando a fare il successivo...
Me ne rendo conto, e inoltre c'è pure il fatto di dover fare due
variazioni, a distanza di poco tempo, su documenti e libretto di
circolazione, ma, ripeto, credo di non avere scelta.
Grazie mille.
Non hai scelta. Infatti hai l'obbligo giuridico (e l'inosservanza e'
sanzionata) di avere l'iscrizione anagrafica corrispondente alla tua
residenza. Ogni variazione deve essere dichiarata entro venti giorni
dalla data in cui si sono verificati i fatti.
Ti ringrazio, farò così. Nel frattempo spero di riuscire a reperire
delle fonti ufficiali che acclarino tale tesi.
Grazie ancora, ciao.
"Umile" <um...@swissinfo.org> ha scritto nel messaggio
news:ceccd8da-717d-4a86...@x10g2000vbl.googlegroups.com...
>
> Ti ringrazio, far� cos�. Nel frattempo spero di riuscire a reperire
> delle fonti ufficiali che acclarino tale tesi.
>
..nel frattempo hai tutto il tempo di cambiar residenza altre 4 volte..
> Si tratta di un periodo che va dai 4 ai 7 mesi, per cui credo di non
> avere scelta. La residenza vecchia la perdo perch� la prossima
> settimana vendo casa, quindi i nuovi inquilini prenderanno l� la loro
> residenza.
In questo caso non hai effettivamente altro modo.
Se si fosse trattato di un periodo inferiore ai due mesi non ti
sarebbe convenuto, anzi avresti rischiato problemi burocratici.
Andrò al comune e chiederò il cambio di residenza senza troppi
problemi, sperando che non siano loro a farmene, e in quel caso mi
regolerò di conseguenza. Credo però che sia il caso di presentarmi
direttamente con il comodante in quanto proprietario
dell'appartamento, siete d'accordo?
Grazie ancora di tutto, ciao.
Paolo
> Credo per� che sia il caso di presentarmi
> direttamente con il comodante in quanto proprietario
> dell'appartamento, siete d'accordo?
Sicuramente sar� utile, nel caso in cui chiedano una sua
dichiarazione d'assenso.
Se vuoi scomodare il comodante, fai pure :)
Che non e' prevista da nessuna norma.
"Umile" <um...@swissinfo.org> ha scritto nel messaggio
news:d3fcf25e-90a1-4956...@v31g2000vbs.googlegroups.com...
> Il weekend, e soprattutto i vostri consigli, mi hanno portato
> (appunto!) consiglio.
>
> Andr� al comune e chieder� il cambio di residenza senza troppi
> problemi, sperando che non siano loro a farmene, e in quel caso mi
> regoler� di conseguenza. Credo per� che sia il caso di presentarmi
> direttamente con il comodante in quanto proprietario
> dell'appartamento, siete d'accordo?
>
> Grazie ancora di tutto, ciao.
> Paolo
si, ma non dimenticare di portare anche sua moglie non si sa mai, sai le
donne han sempre l'ultima parola
Soltanto una cosa: è il caso di presentarmi fin da subito con il
proprietario comodante dell'appartamento?
Grazie,
Paolo
"Umile" <um...@swissinfo.org> ha scritto nel messaggio
news:12032331-fab7-41f3...@d1g2000prg.googlegroups.com...
> Ok, seguir� il vostro consiglio e andr� al comune a chiedere il cambio
> di residenza (che poi ho verificato trattarsi di cambio dimora
> abituale, in quanto nello stesso comune, quindi la procedura dovrebbe
> essere ancora pi� snella). Se cominciano a farmi storie far� tesoro
> dei vostri consigli.
>
> Soltanto una cosa: � il caso di presentarmi fin da subito con il
> proprietario comodante dell'appartamento?
>
> Grazie,
> Paolo
>
E CHE PPPPALLEEEEEEEEEEEEEEEEEE
La residenza e' *per definizione* il luogo di dimora abituale.
Se cambi la residenza e' perche' cambi dimora abituale.
Ma il trasferimento di residenza nell'ambito dello stesso comune
tecnicamente si definisce "cambiamento di abitazione".
Anche se l'abitazione la cambi (ovviamente) anche quando "vai fuori
comune".
Un paio di cose.
La prima riguarda questo thread: ieri ho ripostato il mio ultimo post
perché dopo un giorno non era ancora comparso, quindi fra un po'
potremmo ritrovare un mio post con le stesse domande. Scusatemi.
La seconda, assolutamente in-topic: ho telefonato al comune per
chiedere informazioni in merito, mi hanno detto che dovrei portare
bollette e/o planimetria e/o visura catastale per provare che ho il
permesso di andare in quell'appartamento (o per provare che è
abitabile, non ho capito bene).
Poiché probabilmente non mi sarà possibile ottenere un appartamento in
comodato nel mio comune, forse potrei averne uno in un altro comune. A
questo punto potrei prendere la residenza in un altro comune, pur
mantenendo il domicilio nel mio comune attuale.
Le mie domande sono le seguenti:
- a cosa vado incontro facendo ciò? Per esempio, posso comunque tenere
il medico di famiglia nel comune in cui ho il domicilio, o devo averlo
per forza nel comune di residenza?
- in cosa consiste, nei fatti, avere il domicilio in un comune diverso
dalla residenza? Devo darne comunicazione a qualche ente? (ad esempio
al comune di residenza, o al comune di domicilio, o ad altre
istituzioni)
Grazie mille, ciao.
Paolo