1) Sull'importo originario del capitale calcolo disgiuntamente gli
interessi e la rivalutazione (il metodo finanziariamente e logicamente
più corretto);
2) Prima opero la rivalutazione del capitale e, su tale importo, calcolo
gli interessi legali;
3) Opero la rivalutazione del capitale con cadenza annuale, e,
sull'importo rivalutato, calcolo gli interessi.
Da quello che ho capito, la giurispridenza non è concorde e ammette, di
volta in volta, uno dei metodi sopra elencati.
Grazie
Paolo Martini
Dottore Commercialista - Carrara (MS)
www.scafonline.it
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infatti e` cosi`, anche se ultimamente la giurisprudenza si sta orientando
per la soluzione intermedia.
(V da ultimo Cassazione civile, sez. III, 25 gennaio 2002, n. 883)
un saluto,
Gianfranco Romano.
Sarà invece buona educazione fare battute sui poveri naufraghi come hai
fatto tu qualche settimana fà su it.discussioni.commercialisti !!!
Saluti
Paolo Martini
> C'è un mio post di pochi giorni fa dove l'argomento veniva affrontato.
Evidentemente hai un umorismo che capisci solo te ovvero, dato che la
tua battuta non è stata capita neppure
dagli altri 5/6 colleghi che sono intervenuti.
Comunque, sorvolando sulle tue battute, ho riletto il tuo post sugli
interessi legali.
Prendo atto, come conferma il Tuo collega, che il metodo attualmente in
auge è quello "intermedio", ovvero calcolare gli interessi sugli importi
rivalutati anno per anno.
Per essere precisi però, sarebbe opportuno sapere se la rivalutazione va
operata alla fine di ogni anno solare o alla fine di ogni 366 giorno
successivo alla data del credito.
Se, per esempio, vanto un credito datato 17/4/2000, con quale dei due
seguenti metodi devo operare:
1) calcolo gli interessi sul capitale originario fino al 31/12/2000,
quindi rivaluto il capitale a tale data e ci calcolo gli interessi fino
al 31/12/2001
2) calcolo gli interessi sula capitale originario fino al 17/4/2001,
quindi rivaluto il capitale a tale data e ci calcolo gli interessi fino
al 17/04/2002.
E' abbastanza evidente che il metodo sub 1) porta ad un montante finale
maggiore.
Saluti
Paolo Martini
> Comunque, sorvolando sulle tue battute, ho riletto il tuo post sugli
> interessi legali.
> Prendo atto, come conferma il Tuo collega, che il metodo attualmente in
> auge è quello "intermedio", ovvero calcolare gli interessi sugli importi
> rivalutati anno per anno.
Qui mi sarei aspettato un grazie.
> Per essere precisi però, sarebbe opportuno sapere se la rivalutazione va
> operata alla fine di ogni anno solare o alla fine di ogni 366 giorno
> successivo alla data del credito.
>
Alla fine dell'anno solare.
> Se, per esempio, vanto un credito datato 17/4/2000, con quale dei due
> seguenti metodi devo operare:
>
> 1) calcolo gli interessi sul capitale originario fino al 31/12/2000,
> quindi rivaluto il capitale a tale data e ci calcolo gli interessi fino
> al 31/12/2001
>
> 2) calcolo gli interessi sula capitale originario fino al 17/4/2001,
> quindi rivaluto il capitale a tale data e ci calcolo gli interessi fino
> al 17/04/2002.
>
> E' abbastanza evidente che il metodo sub 1) porta ad un montante finale
> maggiore.
>
> Saluti
>
> Paolo Martini
>
>
>
Sul punto si sono sviluppati tra gli esperti varie discussioni.
Siccome me ne sono interessato a livello software e giuridico, insieme con
il masssimo esperto della materia, siamo arrivati alla conclusione che la
procedura più corretta sia quella di calcolare gli interessi sulla somma
rivalutata a fine anno (fondamentale come leading case resta la sentenza
delle sezioni unite da me in precedenza citata, vale a dire Cass. 17
febbraio 1995, n. 1712, opera del presidente Sgroi; arresto peraltro
criticato in parte dagli addetti ai lavori, ma qui il discorso si farebbe
estremamente complicato, lasciamo stare).
C'è comunque un errore nelle 2 tue esemplificazioni.
Se il tuo credito è datato 17/04/2000, non devi come dici calcolare gli
interessi sul capitale originario fino al 31/12/2000, quindi rivalutare il
capitale a tale data e calcolarci gli interessi fino al 31/12/2001;
ugualmente errata è la seconda esemplificazione, in parte qua.
Per procedere correttamente, devi rivalutare la somma secondo gli Indici
Istat dal 17/04/2000 al 31/12/2000, e successivamente calcolarci gli
interessi legali sul periodo considerato 17/04/2000-31/12/2000. E via
dicendo per i periodi successivi.
Saluti.
E per che cosa??? Per avermi dato del lurker dopo che, dal 1997,
contribuisco fattivamente
a it.discussioni.commercialisti e it.economia.fisco, e per avermi
indirizzato su un post che
ho dovuto cercare tramite i filtri di google?? Ti ringrazierň alla fine
di questo post dove, effettivamente,
hai dato un importante contributo.
> >
> Sul punto si sono sviluppati tra gli esperti varie discussioni.
> Siccome me ne sono interessato a livello software e giuridico, insieme con
> il masssimo esperto della materia, siamo arrivati alla conclusione che la
> procedura piů corretta sia quella di calcolare gli interessi sulla somma
> rivalutata a fine anno (fondamentale come leading case resta la sentenza
> delle sezioni unite da me in precedenza citata, vale a dire Cass. 17
> febbraio 1995, n. 1712, opera del presidente Sgroi; arresto peraltro
> criticato in parte dagli addetti ai lavori, ma qui il discorso si farebbe
> estremamente complicato, lasciamo stare).
> C'č comunque un errore nelle 2 tue esemplificazioni.
> Se il tuo credito č datato 17/04/2000, non devi come dici calcolare gli
> interessi sul capitale originario fino al 31/12/2000, quindi rivalutare il
> capitale a tale data e calcolarci gli interessi fino al 31/12/2001;
> ugualmente errata č la seconda esemplificazione, in parte qua.
> Per procedere correttamente, devi rivalutare la somma secondo gli Indici
> Istat dal 17/04/2000 al 31/12/2000, e successivamente calcolarci gli
> interessi legali sul periodo considerato 17/04/2000-31/12/2000. E via
> dicendo per i periodi successivi.
> Saluti.
Allora law ... facciamo un premessa:
ti posso assicurare che l'unica soluzione finanziariamente corretta
sarebbe
quella di calcolare interessi e rivalutazione disgiuntamente.
Tutte le altre soluzioni sono solo delle convenzioni giuridiche prive di
alcun singificato
finanziario concreto e senza alcuna logica.
In buona sostanza, nella fattispecie sono solo interessato a sapere
quale metodo
č previsto dalla giurisprudenza vigente, che rilevo acriticamente anche
se fiannziariamente "agghiacciante"
Ciň premesso, adesso ti ringrazio per il prezioso aiuto che mi hai
fornito.
Le informazioni mi servivano poichč sto redigendo un foglio excel vba
che esegua il calcolo degli interessi e rivalutazione secondo gli
orientamente giurisprudenziali (quando č pronto, se ti interessa, te ne
mando un copia).
Maestro!!! ... e non mi dici nulla??? :-))
Se poi lo invii anche a me magari rubo qualche segreto :-))
Tuo devoto Giotto :-)))))
Ciao
Paolo
> >
> Concordo.
> La rivalutazione e gli interessi legali sono istituti giuridici prima
ancora
> che finanziari.
Non ne farei una questione di preminenza: in un caso gli interessi hanno
natura corrispettiva, nell'altro risarcitoria. Misurare un criterio
giuridico sulla base di una funzione corrispettiva mi pare semplicemente
adottare un metro inidoneo.
Autorevolissima, ma ciň non toglie che tale criterio sia fuori di ogni
logica.
Anche se l'interesse legale č un elemento giuridico, deriva comunque da
un concetto finanziario, altrimento non si chiamerebbe "interesse".
Che senso ha, poi, convenzionare la rivalutazione alla fine di ogni anno
solare??
Allora sarebbe piů corretto, anche se pesantissimo per il soccombente,
il metodo di calcolare gli interessi
ab origine sull'importo rivalutato.
Ho l'impressione che la Cassazione abbia adottato un
compromesso/pastrocchio.
In buona sostanza, prendo atto che quello dettato dalla sentenza n.
1712/95 č il metodo attualmente riconosciuto, e utilizzerň lo stesso
quando sarň chiamato a fare i calcoli come CTU, ma continuo a ritenerlo
un UFO.
Saluti
Paolo Martini
Metti caso che la vecchia 100mila del 1987 venisse pagata oggi, a seguito di
sentenza di cassazione.
Cassazione, ai fini della determinazione del danno, discerne tra crediti di
valore e crediti di valuta.
Se tu mi avessi dato la 100mila che mi dovevi nel 1987 nell'anno 1988, al
valore che la 100 mila aveva nel 1988, io avrei locupletato gli interessi
anche sulla differenza costituita dalla rivalutazione tra il 1987 e il 1988
e non solo sulla vecchia 100mila. E siccome quando si parla di danno,
bisogna
tener presente anche il lucro cessante, Cassazione a mio parere non sbaglia.
> Allora sarebbe più corretto, anche se pesantissimo per il soccombente,
> il metodo di calcolare gli interessi
> ab origine sull'importo rivalutato.
Questo metodo di calcolo secondo me non è affatto più corretto, perché
risarcirebbe un quid in più rispetto al danno subito dal creditore il quale,
nel 1988, se avesse ricevuto allora la 100mila rivalutata con l'indice
del periodo 1987-1988, non avrebbe certo potuto disporre della somma
rivalutata fino al 2002. Dunque, col metodo da te proposto come migliore, al
creditore avresti pagato gli interessi su un valore eccedente (dunque su un
danno maggiore a quello subito) a quello di cui disponeva nel 1988, pari
alla rivalutazione sulla 100mila intercorsa tra il 1988 e il 2002.
> Ho l'impressione che la Cassazione abbia adottato un
> compromesso/pastrocchio.
>
> In buona sostanza, prendo atto che quello dettato dalla sentenza n.
> 1712/95 è il metodo attualmente riconosciuto, e utilizzerò lo stesso
> quando sarò chiamato a fare i calcoli come CTU, ma continuo a ritenerlo
> un UFO.
anch'io ho i miei difetti: malgrado tutto resto daa Lazzio. Il mio però è
inguaribile.