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Re: Amazon cancella gli account con troppi resi

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WNC2

unread,
Aug 12, 2016, 3:49:15 AM8/12/16
to
Il 12/08/16 09:45, Unilì ha scritto:

> -videotelefono IP per mia suocera che quando gli pare perde la
> configurazione e va riconfigurato tutto a mano.
>
> Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
> principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
> amazon di bannare clienti secondo me non è legalmente corretta perché:
>
> -bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
> della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.
>
> -un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
> vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
> 1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
> l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.


puoi trovare 1000 scuse, per tirarti indietro, prima tra tutti il
prodotto non è più disponibile.

Mazzabubů

unread,
Aug 12, 2016, 6:46:35 AM8/12/16
to

"Unilì" <ste...@nospam.unili.it> wrote in message
news:nojuqo$bhf$1...@gioia.aioe.org...
> Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno fatto
> troppi resi.

Io ho problemi con le scarpe. Le prendo della mia misura e a volte sono
strette...


Roberto Deboni DMIsr

unread,
Aug 12, 2016, 8:55:40 AM8/12/16
to
On 12/08/16 09:45, Unilì wrote:
> Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
> fatto troppi resi.

Misura decisamente drastica.
La faccenda dei resi deve essere diventata una vera spina nel fianco.
Credo che Amazon sappia benissimo delle conseguenze (maggiore
competitivita' della concorrenza) di una tale misura e quindi se ci ha
fatto ricorso, la questione stava diventando seria.

> Premetto che immagino che ci siano anche utenti che se ne approfittano,

Un problema sicuramente molto sentito in Italia: la tecnica
dell'elastico, tiri lentamente fino a quando non si spezza, contando
nel frattempo di avere lucrato abbastanza a spese delle controparti.
Quello che in molti nella cultura latino/continentale non entra in zucca
e' il concetto del "fair-use". E' un concetto che sostanzialmente
dice: se c'e' una scappatoia, usala con discrezione, altrimenti le
conseguenze saranno pagate da tutto il collettivo. La logica del
familismo amorale pero', se ne sbatte degli interessi del collettivo. Ed
essendo maggiormente diffusa nelle culture latino/continentali, si fa
sentire.

> cioè che "prendono in comodato" qualche oggetto da amazon per una
> quindicina di giorni e poi lo restituiscono col diritto di recesso (se
> poi le spese di spedizione erano gratis, questa procedura è
> completamente gratis per il cliente), ci sono anche i clienti
> "sfortunati" che ricevono una percentuale di prodotti difettosi
> superiore alla media.

Alla fine diventa una questione proprio di "percentuali". Forse sono
troppi i "furbi" ? E quindi, come spiegato, pagano anche gli onesti ?
(ma forse anche un poco sbadati)

> Personalmente (no, non sono stato ancora bannato), ho restituito 3
> prodotti su una cinquantina. Tali prodotti non erano "rotti", ma,
> peggio, progettati male o non adatti all'uso che dovevo farne.... cioè
> se mi avessero sostituito il prodotto con uno identico avrebbe avuto gli
> stessi problemi. Penso di essere stato onesto perché li ho restituiti il
> giorno dopo averli ricevuti...

L'approccio Amazon al problema e' distruttivo ? Dipende dal tipo di
cliente. Quello intelligente prende atto che e' stato spostato un
maggiore rischio sul consumatore, e quindi si fara' parte diligente per
evitare acquisti "incerti".
Mettiamola cosi': con la clausola precedente che permetteva un "reso
facile", molti consumatori onesti (quindi quelli disonesti o truffatori
a parte) si sono indubbiamente sentiti di rischiare piu' facilmente un
ordine dubbio (della serie: tentare non nuoce, al massimo perdo un po'
di tempo, ma se va bene, ho fatto un affare).
Sia chiaro, tentare un acquisto da un rivenditore o di un prodotto
dubbio non e' disonesto, ma solo un azzardo. Cio' che troppi non hanno
compreso e' che azzardare troppo causa dei costi che qualcuno deve
pagare. Ed evidentemente l'onere sopportato da Amazon o dai rivenditori
onesti/corretti/validi che contribuiscono ai costi di Amazon, era
diventato eccessivo. Ora la pacchia e' finita, il consumatore onesto per
cominciare riconosce che era una paccha (un po' come la promozione sotto
costo - quelle vere - per cui se non vi siete decisi per l'acquisto in
tempo, non potete certamente prendervela con il rivenditore) e passa
oltre, tornando alla "normalita'". Il che implica anche
valutare/rivalutare altri concorrenti di Amazon (con il saggio che da'
un opportuno peso alla reputazione eventualmente guadagnata): questo
significa libero mercato.

...snip...

Salto la descrizione dei difetti, per rimarcare che l'acquisto per
corrispondenza (di cui quello su Amazon sono una versione telematica) ha
sempre portato con se un certo rischio di insoddisfazione del rischio.
Le varie aziende che si sono proposte nel tempo in tale mercato hanno
proposte varie soluzioni, fino al reso caricato su tutti i clienti,
piuttosto che sul malcapitato, e cosi' ci sono aziende che hanno
prevalso e altre che sono scomparse. Alla fine e' il consumatore che
decide cosa vuole, spostando gli acquisti dove crede di trovare maggiore
vantaggio.

Ritengo che il problema di Amazon, che ha introdotto una logica tipica
dei mercati dove nella clientela e' fatto proprio il concetto del
"fair-use", e' quella della globalizzazione del proprio mercato, e
quindi l'entrata in lizza di tanti consumatori familisti amorali
(potremo definirli della "toccata e fuga", dove si intende, sfruttano al
massimo le possibilita' offerte della clausole e scappatoie insiste nel
sistema, per poi scappare quando vengono chiuse le falle).

> Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
> principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
> amazon di bannare clienti secondo me non è legalmente corretta perché:
>
> -bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
> della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.

Hmmm ... questa sarebbe una modifica a posteriori sull'accordo
contrattuale posto in essere al momento dell'acquisto. Sicuro che sia
cosi' ?

> -un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
> vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
> 1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
> l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.

Questa non l'ho capita.

rootkit

unread,
Aug 12, 2016, 5:14:04 PM8/12/16
to
Il Fri, 12 Aug 2016 19:13:48 +0200, Unili' ha scritto:

>
> Ecco che allora amazon mi consente di provare un apparato e se e' una
> cinesata giocattolo inutilizzabile per un uso serio posso reinviarlo
> indietro con il diritto di recesso.

il diritto di ripensamento non è esclusiva di amazon e a onor del vero
non è neanche quella gran furbata approfittarne in modo premeditato,
visto che i costi di restituzione sono a tuo carico e la merce viaggia a
rischio tuo (leggi: se si smarrisce o si danneggia perdi oggetto e soldi,
quindi è meglio non badare tanto a spese).

quello che contraddistingue amazon è la facilità con cui riconosce la
difettosità della merce, cosa che però si rivela specchietto per le
allodole. intanto con questa politica hanno sbaragliato la concorrenza,
poi quando i conti non tornano cominciano a segare account.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Aug 13, 2016, 7:30:47 AM8/13/16
to
On 2016-08-12, Unili' <ste...@nospam.unili.it> wrote:

...snip...

> C'e' da dire che la qualita' delle apparecchiature elettroniche e'
> drasticamente calata rispetto agli anni '80 e '90; anzi oserei dire che
> la qualita' non esiste piu', neanche nelle marche blasonate.

Se, calcolato il valore monetario storico, si e' disposti a spendere
quanto si pagava allora, la qualita' degli acquisti ritorna
magicamente agli stessi livelli. Certe volte, quello che sembra una
pacchia (prezzi stracciati) diventa una fregatura a lungo termine
(mercato scadente - merce buona scacciata).

...

> Per non parlare poi degli apparecchi non professionali, le vere e
> proprie "cinesate" piene di bug e spesso inutilizzabili... a volte non
> rilasciano neanche aggiornamenti firmware che risolvano i bug ma
> rilasciano direttamente il nuovo modello "cari consumatori, comprate
> quello nuovo".

Anche quello degli aggiornamenti "regalati" (occorre pagare alcuni
dipendenti che nel tempo continuanano a recepire i reclami e studiare
modifiche a rimedio) e' una pacchia, i prezzi non rispecchiano la
differenza dei costi sostenuti dalle aziende.

...snip...

> Negli anni 80 c'era il negoziante che era un appassionato del settore e
> conosceva i prodotti che vendeva che oltre a essere di qualita'
> migliore, erano conosciuti nei pregi e difetti.

C'e' ancora. Basta pagare come si pagava allora.
Grosso modo il valore in lire degli anni '80-'90 e' il valore in euro
di oggi (diviso mille). Dia un occhiata ai listini e ci pensi sopra.
Attenzione pero' a togliere l'IVA. Il fatto che oggi si paga il 22% di
IVA nasconde il fatto che i produttori oggi prendono meno soldi.

> Oggi esistendo 1000 prodotti diversi e il negoziante ha in negozio
> scatole vuote, non puo' conoscere o provare tutti i prodotti pertanto
> non sa consigliarti.

Semplicemente perche' non lo pagate a sufficienza. Oggi la logica e' quella
della GDO, ovvero vendere in massa. Non c'e' tempo per fare le prove, e'
piu' quello perso a spostare merce dal magazzino (fortuna che arriva in
pallet che scarica il trasportatore) in negozio per fare le pile.
Ma se pagate abbastanza per dargli il tempo di riposare tra una vendita
e l'altra e leggersi e cincischiare con il materiale in negozio ...
E poi sicuramente, un commercio basato sulle vendita di massa allontana
gli appassionati dal settore del commercio: non e' vita per la loro
passione.

In un certo senso, il suo e' il lamento di chi vuole la botte piena e
la moglie ubriaca (supposto che da ubriaca sia piu' sopportabile ...).

...snip...

> Io un idea ce l'avrei: Amazon potrebbe tenere un tot di prodotti "di
> prova" che "presta" ai clienti che vogliono testarlo: vuoi *provare* la
> macchina fotografica digitale X? Ti prenoti in lista di attesa e appena
> se ne rende disponibile una "di test" amazon te la invia: e' una
> macchina fotografica usata, che hanno gia' testato tutti gli altri
> clienti. La tieni 10 giorni e la provi. Se proprio vogliamo evitare i
> furbi, magari te ne mandano una col firmware taroccato, che su ogni foto
> inserisce una scritta nel mezzo "macchina di prova", rendendo le foto
> inutilizzabili ma permettendo di testare la qualita'.
> Dopo il test restituisci la macchina ad amazon pagando a tue spese la
> spedizione. Se decidi di comprarla, amazon te ne invia una nuova e ti
> storna le spese di rispedizione della macchina di test; se decidi di non
> comprarla, le spese di rispedizione sono a carico tuo.

E' una idea interessante. Se trova un commerciante disposto a provarla e
funziona in termini di costi, sbaragliera' Amazon (o Amazon copiera' lo
schema).

...snip...

> Non era una pacchia.

Quando una pratica commerciale rivela insostenibile significa che era una
pacchia per gli acquirenti. Delle due l'una ...

> I prezzi di Amazon erano generalmente di un 10 / 20
> % piu' alti di altri siti di ecommerce o dello stesso marketplace
> (venditori esterni).

Ma e' evidente nei comportamenti che il rapporto tra il servizio fornito
ed il suo costo (la maggiorazione dei prezzi non e' altro che un
corrispettivo per il costo della schema di garanzia - a proposito,
qualsiasi schema di garanzia ha un costo, sempre) era sicuramente
favorevole agli acquirenti. Lo affermo con certezza perche' e' nei fatti
descritti.
Mi sono fatto tentare un paio di volte dagli acquisti delle fiere delle
elettronica. Per un po' e' stato come descritto da un certo Fabrizio: il
valore del risparmio delle occasioni (simile a quello degli acquisti a
distanza sulla rete) compensava le fregature. Ma l'ultima volta sono
state tutte fregature: per esempio, una telecamera inusabile. Ed il
rivenditore, per fare valere la garanzia, chi lo piglia piu' (per le
cifre in gioco) ? Circa 50 euro tra tutto, buttati via. Ovviamente ho
chiuso (e' pure aumentato il biglietto d'entrata).

...snip...

>>> -un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
>>> vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
>>> 1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
>>> l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
>>
>> Questa non l'ho capita.
>
> Significa che una vetrina con dei prodotti esposti con il prezzo o un
> sito web con dei prodotti esposti con il prezzo costituiscono un'offerta
> di vendita al pubblico.
>
> https://it.wikipedia.org/wiki/Offerta_al_pubblico

Questa norma vale solo per rivenditori che abbiano la sede in Italia.
Se riesce a forzarla ad Amazon, ci racconti.

In ogni caso, la ratio descritta e' quella di evitare le finte vendite
(vaporware in versione commerciale ?), non quella della selezione
A PRIORI della clientela. In altre parole, alla esclusione
dal sito, non c'e' alcun ristoro in quella norma, a meno di non
interpretarla nella forma corporativistica/fascistoide tipica in
Italia.

> Nel momento in cui il venditore riceve la notizia che un acquirente (uno
> qualunque) ha *accettato* tale proposta, il contratto e' concluso.

Ma se l'acquirente e' escluso a priori dal consegnare l'accettazione, la
norma non si attiva. Per questo non comprendo il suo ragionamento (che
francamente mi pare la forzatura di chi *vuole* costringere qualcuno a
fargli fare un affare).

...snip...

Ai bambini americani si insegna i principi base del commercio, invitandoli
a farsi qualche spiccioli vendendo quello che non gli serve o fornendo
un servizio (la limonata ai passanti davanti a casa in una giornata torrida).
Questo probabilmente aiuta questi a capire un po' come si sta dall'altra
parte della barricata, ad evitare di pretendere cio' che non si ha da
pretendere.

Lei ha mai avuto esperienza di commercio spicciolo (rapporto con estranei) ?

MariaStella

unread,
Aug 13, 2016, 7:38:06 AM8/13/16
to

> Se amazon è stufa dei clienti che abusano del diritto di recesso, basta
> che reintroduca le spese di spedizione, scontando i prodotti di pari
> prezzo.
> Esempio: se un prodotto costa 50 euro con spese di spedizione gratis, lo
> mettano a 45 euro + 5 euro di spese di spezione. Il cliente paga sempre
> 50 euro, ma se il cliente vuole *recedere* (attenzione, parlo di
> *recesso*, non di prodotto difettoso che in quest'ultimo caso le spese
> di spedizione le deve pagare amazon), al cliente tocca pagare i 5 euro
> puo' le spese di rispedizione....

perchè il prezzo con spedizione "gratis" che poi così non è ma è
compresa nel prezzo..orbene attrae di più i consumatori
Io comunque compro su amazon solo quando non ho alternative..non mi sono
mai innamorata di amazon e per dire preferisco ad esempio ebay

rootkit

unread,
Aug 13, 2016, 12:29:45 PM8/13/16
to
Il Sat, 13 Aug 2016 10:25:25 +0200, Unili' ha scritto:

> Il 12/08/16 23:14, rootkit ha scritto:
>> Il Fri, 12 Aug 2016 19:13:48 +0200, Unili' ha scritto:
>>
>>
>>> Ecco che allora amazon mi consente di provare un apparato e se e' una
>>> cinesata giocattolo inutilizzabile per un uso serio posso reinviarlo
>>> indietro con il diritto di recesso.
>>
>> il diritto di ripensamento non è esclusiva di amazon e a onor del vero
>> non è neanche quella gran furbata approfittarne in modo premeditato,
>
> Non e' questione di approfittarne, e' l'unico modo per capire se un
> prodotto e' adatto ad un uso professionale/semiprofessionale o no.

ma anche no. ciò che rende adatto un prodotto ad un uso professionale
sono le sue caratteristiche tecniche / costruttive, su cui chiunque con
un po' di buonsenso si informa prima. d'altro canto se ne devi fare uso
professionale significa che qualcosa ne capisci.
>
> Cioe' se *funziona*, oppure se lo accendi, non va, riprova, resetta, e
> cosi' via....

se non funziona è un'altro paio di maniche, rientra nel difetto quindi
nella garanzia.

> Ripeto, per il ragazzino che parla con l'amichetta straniera va
> benissimo il (video)telefono voip che una volta su 3 uno sente e l'altro
> no, oppure la chiamata non parte oppure crasha e va resettato, ma in
> ditta no, non puoi avere un telefono che per 3 ore non ricevi chiamate e
> poi ti accorgi che era crashato. Tanto per fare un esempio.

infatti il ragazzino comprerà una cinesaglia da 15 euro, mentre la ditta
comprerà un cisco che costa venti volte tanto e se crasha lo rimanda
indietro. ma difficilmente succederà.

> E, tanto per farne un altro, il registratore digitale di marca
> blasonatissima, con ingressi XLR, livelli regolabili come giusto che
> sia, se una volta su 5 si blocca mentre stai registrando e perdi tutto
> puo' andar bene per il bimbominkia che si registra mentre suona la
> pianola, non per il tecnico che registra una conferenza per metterla in
> rete o addirittura un concerto live dall'uscita del mixer.
> Sono tutte cose che scopri con qualche giorno di uso, nessuna recensione
> e nessun articolo evidenziano questi difetti perche' chi fa recensioni
> un prodotto lo prova 10 minuti.

non conosco il settore ma in generale anche le marche più blasonate
producono modelli top e modelli entry level. evidentemente o quel
registratore è difettato (quindi vale il discorso garanzia) oppure avete
scelto un modello di caratteristiche inadeguate per quello che dovevate
fare, non si scappa. siccome si tratta di materiale professionale quindi
come giustamente sottolinei di bei soldi, io non starei tanto a giocare
su "intanto lo compriamo e lo proviamo, poi se non va si restituisce".
sono valutazioni che vanno fatte prima perché se le fai dopo ci smeni
soldi.

>
>> visto che i costi di restituzione sono a tuo carico e la merce viaggia
>> a rischio tuo (leggi: se si smarrisce o si danneggia perdi oggetto e
>> soldi,
>> quindi è meglio non badare tanto a spese).
>
> Quando compro un apparato da 500 euro me ne fotto delle spese di
> restituzione, se questo mi consente di rispedire un prodotto non adatto.

meglio evitare di acquistare un prodotto non adatto, no? specialmente se
ci sono soldi in ballo come per le attrezzature professionali.

rootkit

unread,
Aug 14, 2016, 11:50:35 AM8/14/16
to
Il Sun, 14 Aug 2016 13:41:43 +0200, Unilì ha scritto:


>> ma anche no. ciò che rende adatto un prodotto ad un uso professionale
>> sono le sue caratteristiche tecniche / costruttive, su cui chiunque con
>> un po' di buonsenso si informa prima. d'altro canto se ne devi fare uso
>> professionale significa che qualcosa ne capisci.
>
>
> Cià che rende adatto un prodotto all'uso professionale è anche
> l'affidabilità dello stesso.

che ragionevolmente non puoi pensare di valutare nei 10 giorni del
diritto di ripensamento. tant'è vero che tu stesso parli di mesi di uso
intensivo.
anche per questo devi necessariamente affidarti all'eseperienza, tua o di
altri, per una valutazione pre-acquisto.


>> meglio evitare di acquistare un prodotto non adatto, no? specialmente
>> se ci sono soldi in ballo come per le attrezzature professionali.
>
> Sì ma anche l'affidabilità dei prodotti di fascia alta è calata....

può essere, non conosco il settore. in altri settori, come ad esempio
l'hw informatico, quando qualcuno si lamenta della maggiore difettosità
di una certa tipologia/fascia di prodotti basta confrontare quanto
avrebbe pagato dieci anni fa il prodotto e quanto lo ha pagato oggi per
capire dove sta la gabola. se uno quando compra (ad esempio) un disco
investisse la stessa cifra che avrebbe investito anni prima, hai voglia
di affidabilità. spesso la gente non si rende conto di quanto poco paga i
prodotti adesso rispetto al passato che rimpiangono.


rootkit

unread,
Aug 15, 2016, 4:12:59 AM8/15/16
to
Il Mon, 15 Aug 2016 09:20:25 +0200, Unilì ha scritto:


> Visto che è il tuo settore, mi togli una curiosità? Come mai unix è
> sparito?

e che lo chiedi a me? chiedilo al tuo sysadmin perché ha migrato
l'infrastruttura a windows, avrà avuto le sue ragioni. nel resto del
mondo i sistemi unix sono vivi e vegeti.


> Cos'e' successo? La Sun è sparita?

è da mo' che è sparita.

Sewing Area

unread,
Sep 16, 2021, 4:15:20 PM9/16/21
to
15 Ağustos 2016 Pazartesi tarihinde saat 11:12:59 UTC+3 itibarıyla rootkit şunları yazdı:
Non credo che dovresti sforzarti troppo e non arrabbiarti l'uno con l'altro. https://eliminareaccount.net/come-eliminare-account-amazon/ tutto è scritto in dettaglio su questo sito.

Io sono la notte

unread,
Sep 16, 2021, 4:22:23 PM9/16/21
to
Sembra che Sewing Area abbia detto :
se è ancora arrabbiato dal 15 agosto 2016, se lo merita.

--
Io sono la vendetta, io sono la notte,

Joan F

unread,
Nov 26, 2021, 7:40:03 AM11/26/21
to
El dia dijous, 16 de setembre de 2021 a les 22:22:23 UTC+2, Io sono la notte va escriure:
Capisco che quello che vuoi dire è che al giorno d'oggi ci sono molti siti dove puoi cercare informazioni su come recuperare o cancellare i tuoi account. Non importa quale sia il tipo di servizio, si possono trovare guide facili e veloci. Eccone un altro: https://eliminareaccount.it/amazon/ . Particolarmente consigliata è la guida su come cancellare facebook o telegram.
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