alberto <
albe...@tin.it> ha scritto:
> Trattandosi di un'area comune, non si usucapisce niente
> in quanto tutti hanno libero accesso.
il punto è che se di tale area pur se originariamente comune a tutti sono
stati venduti per bando pubblico i diritti di utilizzare posti auto solo a
taluni (non ce ne sono altri, perchè già è difficile trovare questi ultimi)
di fatto tale area è uscita dalla comunione
infatti: in quale istituto potrebbe essere inquadrata una cosa del genere?
Certamente non è paragonabile al lastrico solare di uso esclusivo di un ultimo
condomino (qui permane la comproprietà di tutti, ma siamo all'interno
dell'istituto condominiale, caso particolare di quello della comunione, dove
non è affatto pacifico si possa parlare di condominio dei posti auto); neppure
è equiparabile ad una nuda proprietà.
Pertanto, di fatto rimane ai proprietari dei due box solo un diritto di
passaggio. Intendo dire che la proprietà comune è stata di fatto venduta come
proprietà privata e, pertanto, ora in questa ottica deve essere inquadrata.
Non avrebbe potuto il tribunale venderla in tale modo? ma di fatto così la
bandita e così ha invogliato i compratori e non è contestabile l'operato del
giudice.
Alla luce delle precedenti considerazioni mi riferivo all'istituto
dell'usucapione.
> > Un'eventuale termine di prescrizione non dovrebbe forse decorrere da
> > quando l'interessato ha preso coscienza della lesione del suo diritto?
>
> da quando avrebbe potuto, cioe' da quando ha avuto in mano l'atto...
> cioe' in pratica quando hai acquistato e hai visto che non c'era quanto
> promesso...
ms non c'erano tante altre formalità che si ritrovano in un normale atto di
compravendita e l'accenno al resede comune nei titoli degli acquirenti degli
appartamenti era chiaramente presente (nessuno di noi ha mai contestato di
poter utilizzare più posti auto perchè non erano indicati i singoli posti auto
di ciscuno e tutti noi acquirenti degli appartmenti siamo sempre stati
d'accordo sui rispettivi diritti di ciscuno): solo un legale poteva rendersi
conto che non era la stessa cosa (avevo anche avuto qualche dubbio all'epoca,
ma i pareri legali costano!)
non certo dopo 15 anni ! anche perche' mi pare che non ci
> siano tracce scritte e ufficiali di questa promessa...
Come no: c'è la perizia del CTU ingegnere che stabilisce e consiglia al
giudice di abbinare la vendita dei singoli appartamenti all'utilizzo ciascuno
di un nummero variabile di posti auto, oltre che i bandi di vendita che
esattamente recepivano i consigli e le considera considerazioni del CTU (è
evidente che il CTU non poteva considerare il resede comune a tutti e poi
consigliare la vendita del diritto di utilizzare i posti auto solo agli
acquirenti degli appartamenti ma di fatto così ha fatto ed il giudice non si è
accorto dell'incongruenza).
> Capisco che sia seccante, ma il fatto che il venditore vi abbia in qualche
> modo truffati
ma quanto stabilisce un giudice non può mai essere una truffa, bensì
è da considerare come "sentenziato" e di fatto è evidente che ha semplicemente
inteso accogliere i suggerimenti del CTU, in merito allo smembramento della
proprietà, altrimenti non avrebbe bandito le vendite come ha fatto