Comporti e Altri, Istituzioni di Diritto Privato, a cura di Bessone,
Giappichelli, Torino
Trabucchi, Istituzioni di Diritto Civile, Cedam Padova
Rescigno, Manuale di Diritto Privato Italiano, Jovene Napoli
e per il Codice Civile consigliano:
Il Codice Civile, Giuffre' Milano
Voi quale testo comprereste? Fra il codice civile di Giuffre' e quello
esplicato della Simone secondo voi qual'e' il migliore?
Grazie
Ciao
Roy
Ciao
"Roy" <x...@xx.xx> wrote in message news:3c0b37bd...@news.wind.it.net...
> Devo iniziare a studiare diritto privato e ho trovato questi testi
Dei tre, conosco bene soltanto il Trabucchi e mi sento di consigliartelo
vivamente.
E' un testo ben fatto, dall'impianto classico e rigoroso (è, credo, alla
trentanovesima o quarantesima edizione quindi è stato studiato da legioni di
docenti, magistrati, avvocati e notai), viene continuamente aggiornato, ed è
molto completo.
Per di più è scritto in modo molto chiaro e semplice e nonstante questo le
nozioni fondamentali sono spiegate in modo abbastanza approfondito per un
semplice testo di istituzioni, quindi si tratta IMHO di un buon investimento
che ti servirà non solo a passare l'esame ma anche come testo base per la
preparazione professionale (nelle note sono trattati in modo chiaro e sintetico
molti argomenti in cui capita di imbattersi di frequente nella pratica).
Ho avuto occasione in libreria di sfogliare il Rescigno e mi è sembrato
altrettanto ben fatto, ma non lo conosco quanto il Trabucchi.
Escluderei il Comporti non per disistima (non lo conosco bene...) ma solo per
il fatto che è scritto da Autori Vari:
IMHO i testi scritti a più mani spesso sono anche più approfonditi, ma
altrettanto spesso mancano di quell'impronta unitaria che è data dalla visione
globale (necessariamente individuale) che un Autore ha della materia.
Inoltre, spesso mentre si studia ci si abitua al modo di scrivere di un
autore...
Quanto al codice , uno vale l'altro, il manuale è infatti nient'altro che una
spiegazione e (a volte...)un approfondimento delle norme del codice, per cui
con un buon testo e un codice (Giuffrè, Zanichelli, Tribuna, Simone, Cedam,
IPSOA,
ecc..)vai tranquillo.
Un codice esplicato può servirti tutt'al più come confronto, per rivedere
scritto in altre parole quello che eventualmente non capisci dalla lettura del
manuale.
Ho visto utilizzare da colleghi il Codice delle edizioni del Sole 24 Ore, che è
ricco di tabelle e schemi piuttosto ben fatti e per questo mi sembra possa
essere adatto a chi affronta per la prima volta il diritto privato..
Un consiglio per quando affronterai lo studio: per ogni argomento parti sempre
dallo studio del codice e leggiti il manuale solo dopo aver letto l'articolo e
cercato di immaginarne il significato.
Quello che all'esame ti è richiesto (e che ti richiederanno in futuro i tuoi
clienti) è la conoscenza della legge e non la conoscenza del manuale, che ti
serve solo a capire la legge...
> Grazie
Prego e in bocca al lupo...
Ciao
--
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> Voi quale testo comprereste? Fra il codice civile di Giuffre' e quello
> esplicato della Simone secondo voi qual'e' il migliore?
Ciao,
tra i testi consigliati indubbiamente il migliore (IMHO) č il Trabucchi che
perň ha il difetto di non essere di facile lettura e studio per un neofita
del diritto (le note giocano spesso un ruolo fondamentale e questo puň
disorientare lo studente del primo anno).
Un ottimo testo di Diritto privato č Il Torrente, con cui ho visto
conseguire ottimi risultati, anche perchč spesso risulta meno ostico, grazie
ai numerosi esempi.
Recentemente ho scoperto e molto gradito lo Zatti che trovo davvero ben
fatto. Molto chiaro e preciso, gioca a suo favore un'impronta spiccatamente
codicistica che lo porta ad essere quasi un commento del codice civile e
favorisce lo studio in parallelo (manuale-codice), vera condicio sine qua
non per il superamento dell'esame.
Ho visto che ti č stato suggerito anche il Simone.
Il manuale in effetti non č fatto male, ma non pensare di poter preparare
l'esame sul compendio (stile bignami) in quanto assolutamente inadeguato
(IMHO).
Ciao e in bocca al lupo
--
Parsifal
BEATO TE!!!!
I nostri testi consigliati tra cui anche il Trabucchi non sono cosě
"facili". Purtroppo (e lo sottolineo) utilizziamo il Gazzoni che č
un'impresa per chi s'imbatte per la prima volta nel diritto privato, e cosě
per non perderci nella confusione, molti di noi utilizzano il codice
esplicato.
Cmq, che io sappia il Trabucchi č ben fatto.
--
la mia filosofia: non voglio ubbidire, ma soprattutto non posso comandare
il mio sito internet preferito: www.freestyler.it
la mia più gran fortuna: aver avuto la dispensa !!
Io invece il testo di Roppo ho avuto l'occasione di leggerlo:
non è un mattone di 1500-1600 pagine, ma sono solo 900 o poco più.
E' scritto in modo molto semplice e chiaro come è caratteristico di Roppo, che
ha il grandissimo pregio di rendere semplici anche le cose più difficili.
Un possibile difetto è che in certi casi le cose sono rese in modo talmente
semplice che
uno non si pone alcun problema...(e poi potrebbero essere dolori!)
Avendo tempo per meditare un po' la materia io starei sul Trabucchi sul quale
credo di poter concordare con Bakunin:
siccome il testo che ti studi per l'esame di privato è poi quello che determina
davvero la tua impostazione civilistica, credo che da questo punto di vista il
Trabucchi sia difficilmente battibile.
Inoltre non è poi particolarmente difficile: a volte sono proprio alcuni
concetti codicistici che richiedono una certa astrazione, non è sempre colpa
del manuale se si ha difficoltà a comprendere certi meccanismi.
Un buono studio sul Trabucchi IMHO ti può evitare in certi casi di cadere dalle
nuvole quando, ormai passato l'esame e sentendoti un drago della materia, ti
senti porre delle questioni che studiando su un manuale più semplice come ad
es. Trimarchi, non avevi neppure immaginato che potessero sorgere.
> Un possibile difetto è che in certi casi le cose sono rese in modo
talmente
> semplice che
> uno non si pone alcun problema...(e poi potrebbero essere dolori!)
Beh, se con il Trabucchi si risolvono questi problemi, con il Gazzoni si
risolvono tutti i problemi possibili ed immaginiabili, anche quelli che nè
la giurisprudenza nè la dottrina ha potuto risolvere :)
--
Parsifal
Capisco quello che vuoi dire, in effetti Gazzo-Gazzo è una fucina di
problematiche, e per quanto molto interessante, completissimo e con un grado di
approfondimento elevatissimo per un manuale (siamo spesso a livello di
trattatistica...) proprio per questo non lo consiglierei mai ad uno studente
del primo anno (a meno che non abbia l'intenzione di sostenere l'esame dopo un
annetto...;-) o sia interessato a servirsene come approfondimento di tematiche
che ha già digerito ).
Ciao
> Qui non concordo. I problemi sorgiono e si risolvono con lo studio del
> codice, la dottrina può rappresentare un spunto una base di partenza, ma
mai
> un punto di arrivo nella prteparazione di un giurista. (IMHO).
Si si, certamente, qui siamo d'accordo. Nel mio post volevo dire (mi sono
spiegato male) che il Gazzoni offre numerosi spunti di riflessione. Tutti o
quasi rispolti in base a diverse teorie o con l'input della giurisprudenza.
> Anche ai fini dell'esame è importante avere opinioni proprie, soluzioni
> proprie e queste si possono avere solo con lo studio direttop del codice.
Qui invece non sono d'accordo. La logica ci spiega che il manuale serve per
integrare lo studio del codice e non il contrario. Ma., IHMO, ho notato che
lo studio del codice è veramente arduo, sia perchè è già incomprensibile di
per se e sia perchè bisogna studiare le istituzioni (tant'è vero che si
chiama istituzioni di diritto privato) prima e non già dopo. Quindi a mio
avviso è più logico studiare, per esempio, Il matrimonio nelle sue
caratteristche e dopo prendere il codice e vedere la disciplina. Non
vorremmo mica trovare la soluzione e poi il problema?
> Poi, come diceva Cicerone: "Rem tene, verba sequentur".
Sorry, ma non ho studiato illatino :(
> --
> Parsifal
Diplodus
>
>
Capisco quello che vuoi dire, in effetti Gazzo-Gazzo è una fucina di
problematiche, e per quanto molto interessante, completissimo e con un grado di
approfondimento elevatissimo per un manuale (siamo spesso a livello di
trattatistica...) proprio per questo non lo consiglierei mai ad uno studente
del primo anno (a meno che non abbia l'intenzione di sostenere l'esame dopo un
annetto...;-) o sia interessato a servirsene come approfondimento di tematiche
che ha già digerito ).
Ciao
"Parsifal" <pars...@lycosmail.com> ha scritto nel messaggio
news:N4KO7.915$Yc1....@news1.tin.it...
> Recentemente ho scoperto e molto gradito lo Zatti che trovo davvero ben
> fatto. Molto chiaro e preciso, gioca a suo favore un'impronta
spiccatamente
> codicistica che lo porta ad essere quasi un commento del codice civile e
> favorisce lo studio in parallelo (manuale-codice), vera condicio sine qua
> non per il superamento dell'esame.
Iudica Zatti?
E' un po' complicato nn ti pare?
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--
Parsifal
> > Poi, come diceva Cicerone: "Rem tene, verba sequentur".
> Sorry, ma non ho studiato illatino :(
Acquisisci il concetto, le parole verrano da sole. E' un'esortazione a non
studiare "a pappagallo", ma di dedicarsi allo studio dei concetti generali.
Spesso, al ricevimento spiazzo i ragazzi invitandoli a riflettere sul perchè
di alcuni istituti o di alcuni articoli in modo da portarli a comprendere
l'inutilità dello studio mnemonico del codice. In questo modo concetti come
dolo, colpa, buona fede, presunzione acquistano concretezza (ovviamente
IMHO).
Ciao
--
Parsifal
"Parsifal" <pars...@lycosmail.com> ha scritto nel messaggio
news:8f9P7.5600$Yc1.1...@news1.tin.it...
> > Iudica Zatti?
> Cmq io ho lo Zatti-Colussi, Lineamenti di diritto privato
Mi riferivo allo Iudica Zatti "Linguaggio e regole del diritto privato"
> Le biblioteche sono ricche di testi con esercizi svolti di diritto
privato,
> casi concreti, spesso semplici, ma sempre molto utili.
Tempo, tempo teeeempo!! Non ci basta purtroppo.
> > > Poi, come diceva Cicerone: "Rem tene, verba sequentur".
> > Sorry, ma non ho studiato illatino :(
> Acquisisci il concetto, le parole verrano da sole. E' un'esortazione a non
> studiare "a pappagallo", ma di dedicarsi allo studio dei concetti
generali.
Chi studia mnemonicamente, IHMO, è perso.
Non posso dimenticare mai l'esempio del mio prof di dir. privato:
- Pippo, sai una cosa? -
- Dimmi -
- Ho imparato tutti gli articoli del c.c. a memoria -.
- Davvero?? -
- Proprio così. Fammi una domanda -
- Vediamo, dimmi l'art. 1153 comma 2 -
- Il bene si aquista libero da ogni peso se questo non risulta dal titolo e
se sussite la buona fede al momento dell'acquisto -
- Mhm.. complimenti, adesso però interpretamelo -
- Eeeh... interpretamelo?!?! -.
Ho sempre sostenuto che una pecca di giurisprudenza (e di molte altre
facoltà) c'è solo teoria, e quando si deve scendere nel concreto, ci si
perde o non si mette prorpio piede.
Ciao, Diplo.
ORA IL CONSIGLIO ALLO STUDENTE
Qualunque manuale sceglierai (va bene il Trabucchi comunque) il consiglio è
che accanto al manuale istituzionale tu tenga sempre aperto un codice civ.
esplicato e magari anche un dizionario giuridico, può andare bene anche la
Garzantina di diritto.
Quando incontri un termine che non conosci o che è gia stato menzionato ma
di cui non ricordi il significato non passare oltre apri il dizionario
giuridico e cerca, perchè in fondo stai imparando una metalingua che è
estremamente tecnica e precisa e che assomiglia soltanto all'italiano, che
parli comunemente, ma in realtà fa un uso assai diverso dei vocaboli comuni
.
Quando il manuale inizia a trattare un libro del codice, prendilo e
sfoglialo un po' leggendo le intestazioni di titoli, capi, sezioni
riflettendo un po' sul perchè di queste divisioni.
Non avere troppa fretta di dare questo esame perchè non è storia del
diritto romano o simili che una volta superati te li dimentichi e fine, ma è
la tua base di partenza per tutti gli esami civilistici
"Paolo Peri" <surf...@jumpy.it> ha scritto nel messaggio
news:f1ba6183397e61952a...@mygate.mailgate.org...
> > Le biblioteche sono ricche di testi con esercizi svolti di diritto
> Tempo, tempo teeeempo!! Non ci basta purtroppo.
Io ai ragazzi consiglio di sfruttare i tempi morti, x es mentre aspettano
l'autobus, nel 15 d'ora accademico et similia.
CUT
> studiare "a pappagallo", ma di dedicarsi allo studio dei concetti
> generali.
> Chi studia mnemonicamente, IHMO, è perso.
> Non posso dimenticare mai l'esempio del mio prof di dir. privato:
CUT
Verissimo
> Ho sempre sostenuto che una pecca di giurisprudenza (e di molte altre
> facoltà) c'è solo teoria, e quando si deve scendere nel concreto, ci si
> perde o non si mette prorpio piede.
Personalmente io credo che sia spesso opportuno portare esempi concreti,
anche x far capire il perchè di determinati istituti che altrimenti sembrano
buttati là.
--
Parsifal
...concordo in tutto.
Ciao, Luca.
Che ne pensate voi di quella norma che impone ai testi consigliati
universitari di avere un numero di pagine non superire a un certo numero (se
non sbaglio a 700) ?
Mi sembra una grande cazzata. Molte nuove edizioni si stanno riducendo a
delle sottilette (vedi il Manuale di Diritto Commerciale del Buonocore,
adesso rinominato "Istituzioni di Diritto Commerciale").
Rimpiango il buon Gazzoni.
Mario.
Consiglio anch'io il Trabucchi, magari da integrare col Roppo su alcuni
punti. L'importante è, però, scegliere un manuale come testo base e fare
riferimento sempre a quello senza fare eccessivi miscugli difficili da
gestire per tutti, soprattutto per uno studente di primo anno.