Il 26/01/2012 17:54, THe_ZiPMaN ha scritto:
> Alcune domande da profano cui magari sai dare risposta.
Ti ringrazio per la fiducia, ma non sono certamente l'oracolo di Delfi.
> C'erano fast-rescue sulla Concordia (io non saprei capirlo dalle foto)?
> Se sì sarebbero potuti essere impiegati per iniziare ad evacuare almeno
> i casi più difficoltosi, come anziani, madri con bimbi piccoli e
> disabili?
Ho guardato con attenzione le foto della Concordia, ma non li vedo,
tuttavia devono esserci per forza (comunque non sono mezzi molto grandi)
No, non sarebbero stati i mezzi adatti. I "Fast rescue boat" servono nel
caso di "uomo a mare", o per qualunque operazione in cui sia necessario
mettere in acqua rapidamente e con qualsiasi tempo (beh, quasi qualsiasi
tempo) un mezzo veloce ed autoraddrizzante; al limite per portare
qualcuno o qualcosa rapidamente da qualche parte. Sono mezzi piuttosto
acrobatici. Se fai una ricerca con google puoi vedere come sono fatti.
E le scialuppe sarebbero potute esser riempite di passeggeri
> già da prima che la nave si fermasse in modo tale da dover provvedere
> solo alla loro messa in mare al momento opportuno?
Si, certamente.
Ti faccio notare però due cose: 1) quasi tutte le lance della nave
(tranne due o tre) sono state messe in acqua regolarmente e senza
incidenti di rilievo, il che vuol dire che, ritardi o non ritardi, sono
state messe in mare bene e comunque in tempo.
2) Le procedure di abbandono nave sono studiate secondo tre priorita':
evitare il panico, non lasciare indietro nessuno, mantenere i contatti
con la linea di comando. Non sempre il perseguimento di questi
obbiettivi e le modalita' per raggiungerli appaiono evidenti ai
passeggeri (ed ancor meno ai giornalisti cretini).
> Ho difatti detto che la responsabilità è anche probabilmente della Costa
> che ha consigliato male il comandante.
Togli "probabilmente" ed aggiungici anche la Capitaneria e le autorita'
del Giglio.
Ma poi il comandante non è da
> solo in plancia; ci sono anche tutti gli altri ufficiali che devono
> aiutarlo a prendere le decisioni di cui lui comunque rimane l'unico che
> ha la responsabilità. E mi pare che dagli interrogatori emerga
> chiaramente che il comandante era a conoscenza del destino della nave.
Ovviamente si, tuttavia devi capire che aveva bisogno di tempo per
comprendere cosa era successo (e farsene una ragione), tentare una
manovra per portare in costa la nave (se l'ha fatto), comunicare con la
societa' (dove anche li avevano bisogno di realizzare), ed organizzare
il salvataggio (forse la cosa meno difficile, visto che bastava avviare
la procedura e sorvegliarla).
Anche le bugie, per quanto deplorevoli, si inseriscono nella logica di
minimizzare il danno per se e per la compagnia; la Costa Concordia era
una attivita' commerciale, mica una onlus, e lui era un manager di
questa attivita', mica un padre comboniano.
Poi, se vuoi mettere in discussione il senso e la dignita'
dell'attivita' croceristica, sfondi una porta aperta.
Ci sono navi che hanno la parete per fare free-climbing, la pista di
pattinaggio su ghiaccio, il campo di mini golf: e' malsano!
Ma perche' diavolo uno dovrebbe andare su una nave per fare alpinismo e
non sulle dolomiti? Non e' lusso, e' decadenza!
In compenso, dal punto di vista nautico queste navi sono dei cessi!
http://www.shipspotting.com/gallery/photo.php?lid=946494
Questa e' la Concordia in manovra, sta accostando stretto, ma a bassa
velocita', e guarda come e' gia' sbandata. A tutta forza se dai il
timone alla banda sbanderebbe di decine di gradi, immagina i passeggeri
dentro (e questo e' probabilmente il motivo dell'accostata "tiepida").
Non si contano gli incidenti in manovra (compresi quelli con morti e
feriti), per l'enorme "effetto vela" delle sovrastrutture, e non
parliamo neanche di prendere tempo cattivo: viaggiano con il router, che
non e' l'accrocchio attaccato al tuo PC, ma un tizio che ottimizza la
rotta in base alle condizioni meteo.
Saranno anche prodigi della tecnica (o forse solo del cattivo gusto), ma
bacati: tutto apparenza e niente sostanza.
E questa "apparenza" e' costruita sul senso del meraviglioso che
vogliono suscitare, unito ad una buona dose di luoghi comuni
anacronistici e ad una falsa idea di opulenza. E' per questo che la
perdita del Concordia ha scatenato tanti umori e risentimenti (di cui ha
fatto le spese il parafulmine Schettino), ha messo a nudo il sedere del
re, e mostrato la fatuita' e l'inconsistenza dei miti di massa,
riportando tutti all'amara realta': anche i bei sogni fanno naufragio,
specialmente quelli da quattro soldi.
> Verissimo. Ma vi sono errori commessi per imperizia, altri per
> trascuratezza, altri per incapacità, altri perché ci si è assunti un
> rischio eccessivo. Direi che Schettino ne ha commessi certamente in più
> di una categoria. E quando si commette un errore ce se ne assume la
> responsabilità e se ne pagano le conseguenze; è la dura legge degli umani.
Assolutamente si, Schettino deve rispondere dei suoi errori, cosi' come
ogni altro responsabile, lo dobbiamo alle vittime.
> A me spiace francamente per Schettino, ma il fatto che abbia subito un
> attacco così pesante è perché di errori ne ha commessi tanti e gravi.
> Non sono stati attaccati così nemmeno comandanti di navi che han fatto
> errori ben più gravi, ma penso che sia perché almeno non hanno sommato
> all'errore che ha causato l'incidente anche altri comportamenti
> deprecabili come invece accaduto in questo caso. E si sa che i media
> hanno fame di vittime sacrificali per l'altare dell'audience.
Si, alcuni comportamenti deprecabili ci sono stati, ma purtroppo va
detto che, considerata la situazione, erano prevedibili e in un certo
senso "normali". Viceversa, molte delle colpe di Schettino sono molto
piu' "percepite" che reali, ed in buona parte anche "costruite", vuoi
per ignoranza, vuoi per interesse.
> Direi invece che da quel che trapela la codardia sia da annoverarsi tra
> le sue colpe. E se non è codardia allora ha fatto tutto quanto poteva
> fare per farla passare come tale, riuscendoci perfettamente.
Ecco, hai centrato la questione!
La famosa telefonata del disonore, se la sento io che comprendo la
situazione da tecnico (perdona la presunzione), mi descrive uno
Schettino che forse e' sceso perche' pensava di far bene, o forse troppo
presto, perche' non si e' accorto, con la nave al buio e coricata su un
fianco (e' sceso dalla parte di terra), che c'erano persone ancora a
bordo, ma non e' fuggito affatto! tuttavia per la confusione, il senso
di colpa, e lo sconcerto, viene sopraffatto dalla veemenza boriosa di De
Falco, che avendo notizie frammentarie e sbagliate e quindi non capendo
una cippa della situazione, pretende cose impossibili e insensate e non
lo lascia neppure spiegare (il che, dal punto di vista professionale, e'
un errore assai grave, sebbene scusabile con l'inevitabile stress).
Mentre se la stessa telefonata la sente un profano, la sensazione e'
quella di un De Falco con le idee chiarissime, nonostante sia chiuso nel
suo ufficio, coraggioso e risoluto contro uno Schettino che trova scuse
puerili (cosi' appaiono), e non vuole salire a bordo non perche' e' buio
e non vede, come e' logico, ma perche' ha paura del buio come un
bimbetto, il che e' un'idea ridicola, ma che evidentemente a tutti piace
credere.
Io penso che lo stesso De Falco, che dev'essere alla fine un brav'uomo,
sia imbarazzato dalla situazione che ha involontariamente creata, e si
tenga alla larga dalle telecamere, come in effetti sta facendo, per non
dover impersonare suo malgrado il ruolo di un eroe che, compresa
finalmente la topica, sa perfettamente di non essere.