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chi ha il diritto di proprieta' sul terreno?

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alceblu

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May 27, 2018, 3:54:12 AM5/27/18
to
Tizio e' proprietario di un terreno ma emigra all'estero.
Del terreno se ne occupa il fratello Caio per oltre 20 anni, sfalciando
l'erba e ricavandone legna da ardere. Tizio muore e Caio ormai vecchio
lascia che se ne occupi il genero Sempronio per circa 10 anni. Poi muore
Caio. Passano altri 5 anni e improvvisamente muore pure Sempronio.
Subentrano i figli di Sempronio che si occupano del terreno per oltre 10
anni.
Ora uno dei figli di Caio si e' fatto vivo rivendicando la sua quota sul
terreno. La domanda e': chi ha diritto di diventare proprietario?
I figli di Tizio, di Caio o di Sempronio?

Inoltre: volendo vendere il terreno e' assolutamente necessario
diventarne proprietario o si puo' in qualche modo trasferire a una terza
persona il proprio diritto all'usucapione (per chi lo ha maturato)? Lo
chiedo perche' il valore del terreno e' tale per cui fare tutta la
pratica per ufficializzare la proprieta' probabilmente rende
sconveniente la vendita e gli interessati preferirebbero lasciarlo li'
al suo destino.

Roberto Deboni DMIsr

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May 27, 2018, 11:40:05 AM5/27/18
to
On 27/05/18 09:54, alceblu wrote:
> Tizio e' proprietario di un terreno ma emigra all'estero.
> Del terreno se ne occupa il fratello Caio per oltre 20 anni, sfalciando
> l'erba e ricavandone legna da ardere. Tizio muore e Caio ormai vecchio
> lascia che se ne occupi il genero Sempronio per circa 10 anni. Poi muore
> Caio. Passano altri 5 anni e improvvisamente muore pure Sempronio.
> Subentrano i figli di Sempronio che si occupano del terreno per oltre 10
> anni.
> Ora uno dei figli di Caio si e' fatto vivo rivendicando la sua quota sul
> terreno. La domanda e': chi ha diritto di diventare proprietario?
> I figli di Tizio, di Caio o di Sempronio?

Nei limiti esposti dal suo racconto, i proprietari sono
i figli di Tizio. E' opportuno che i figli di Tizio facciano
le pratiche ereditarie con registrazione al catasto.

La semplice raccolta dei frutti (raccolta erba e legna) in nessuno
modo puo' fuor valere l'usucapione, ci mancherebbe altro: prima si
scrocca per decenni e poi si acquisisce ? Troppo comodo.
Del resto neanche la coltivazione del terreno basta a provare
l’animus possidendi. Cassazione Civile II, sentenza n.9325/2011.

Cambia tutto invece se si agisce da padroni, ad esempio, recintando
il terreno, con lucchetti ai cancelli di cui si e' unici possessori
delle chiavi. Insomma bisogna agire in modo da evidenziare che si
vuole escludere il vecchio proprietario e questo impedimento
all'accesso deve protrarsi, senza alcuna interruzione, per almeno
dieci anni, se il vecchio proprietario e' a conoscenza o e' messo
a conoscenza della sottrazione di possesso. Oppure venti anni se
il proprietario non lo sa.

> Inoltre: volendo vendere il terreno e' assolutamente necessario
> diventarne proprietario

Il terreno lo vende solo il proprietario. Ci mancherebbe altro
che il primo che passa possa firmare per cedere un terreno altrui!
Si immagini gli abusi possibili altrimenti !!!

> o si puo' in qualche modo trasferire a una terza
> persona il proprio diritto all'usucapione (per chi lo ha maturato)?

La semplice raccolta dei frutti naturali (sfalcio e legna)
non fa partire alcuna usucapione.

> Lo
> chiedo perche' il valore del terreno e' tale per cui fare tutta la
> pratica per ufficializzare la proprieta' probabilmente rende
> sconveniente la vendita e gli interessati preferirebbero lasciarlo li'
> al suo destino.

Dopo la registrazione dell'eredita, il terreno lo vendono i figli
di Tizio. Se i figli di Tizio non sono interessati, l'interessato
ad entrare in possesso di quel terreno puo' rischiare con la presa
di possesso, ad esempio, chiudendo il fondo, cioe' bloccando
l'accesso ad estranei, comunicare con raccomandata ai figli di
Tizio di avere fatto cosi' e sperare che per i prossimi dieci anni
non si oppongano.

Oppure, i figli di Sempronio, se trovano un notaio che lo fa,
potrebbe vendere il terreno come se fossero proprietari,
comunicando la decisione ai figli di Tizio, ricordano pero'
che se entro dieci anni i figli di Tizio si oppongono, dovranno
pagare restituire i soldi con i danni all'acquirente.

Sono solo due esempi complicati ed impropri per andare nella sua
direzione. Forse c'e' qualcosa nelle leggi regionali con riguardo
ai coltivatori diretti.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 27, 2018, 1:26:59 PM5/27/18
to
On 27/05/18 19:18, Unilì wrote:
> ma la pratica di successione ereditaria interrompe (nel
> senso che fa ripartire da zero) i termini dell'usucapione?

Usucapione che nel caso citato non mi pare partita.

Ovviamente no: l'usucapione e' una questione di "possesso",
il fare girare carte non interrompe di per se' il possesso.

IMHO

alceblu

unread,
May 27, 2018, 4:56:45 PM5/27/18
to
Il 27/05/2018 17:40, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> La semplice raccolta dei frutti (raccolta erba e legna) in nessuno
> modo puo' fuor valere l'usucapione, ci mancherebbe altro: prima si
> scrocca per decenni e poi si acquisisce ? Troppo comodo.

> Del resto neanche la coltivazione del terreno basta a provare
> l’animus possidendi. Cassazione Civile II, sentenza n.9325/2011.

Ti ringrazio, integro con altre informazioni.
E la presenza di piante? Sempronio mise a dimora parecchie piante per la
produzione di legname di pregio. Queste piante ormai hanno oltre 20
anni. Inoltre lo sfalcio dell'erba era fatto solo a fini di pulizia
essendo il terreno di fronte a una strada pubblica frequentata.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 27, 2018, 11:00:18 PM5/27/18
to
On 27/05/18 22:56, alceblu wrote:
> Il 27/05/2018 17:40, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> La semplice raccolta dei frutti (raccolta erba e legna) in nessuno
>> modo puo' fuor valere l'usucapione, ci mancherebbe altro: prima si
>> scrocca per decenni e poi si acquisisce ? Troppo comodo.
>
>> Del resto neanche la coltivazione del terreno basta a provare
>> l’animus possidendi. Cassazione Civile II, sentenza n.9325/2011.
>
> Ti ringrazio, integro con altre informazioni.
> E la presenza di piante? Sempronio mise a dimora parecchie
> piante per la produzione di legname di pregio.

E questo che tipo di attivita' sarebbe, secondo lei ?

> Queste piante ormai hanno oltre 20 anni.

Irrilevante. Possono avere un mese come un secolo, che non
cambia nulla. E poi si legga l'art.936 CC.

> Inoltre lo sfalcio dell'erba era fatto solo a fini di
> pulizia

quseta pulizia a favore di chi andava ?

> essendo il terreno di fronte a una strada pubblica frequentata.

Quale rilievo avrebbe la strada pubblica frequentata ?

alceblu

unread,
May 28, 2018, 4:21:14 AM5/28/18
to
Il 28/05/2018 05:00, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> E questo che tipo di attivita' sarebbe, secondo lei ?

non potrebbe inquadrarsi sotto la voce "agire da padroni"?

> quseta pulizia a favore di chi andava ?

di nessuno in realtà, credo solo finalità estetica, la soddisfazione di
passarci davanti e dire - che bella la "mia" piantagione

Luca MaBAT

unread,
May 28, 2018, 10:36:26 AM5/28/18
to
Il Sun, 27 May 2018 09:54:10 +0200, alceblu ha scritto:

> Tizio e' proprietario di un terreno ma emigra all'estero.
> Del terreno se ne occupa il fratello Caio per oltre 20 anni,

Tutta la questione dipende in che modo Caio si e' occupato del terreno:
se il fratello, andando all'estero, ha detto a Caio "occupati del terreno
mentre sono via", non e' mai partita alcuna usucapione, e quindi il
terreno e' degli eredi di Tizio.
Se, invece, Caio, vedendo il terreno inutilizzato, se n'e' impossessato
senza alcun benestare da parte di Tizio, allora il terreno e' diventato
di proprieta' di Caio.

> Tizio muore e Caio ormai vecchio lascia che se ne occupi il genero
> Sempronio per circa 10 anni.

Qui sembra esserci una specie di accordo - anche solo verbale - con il
quale Caio affida il terreno al genero => Sempronio NON puo' quindi
usucapire perche' il possesso del terreno e' partito da una semplice
detenzione. Lo stesso per i suoi figli.

> La domanda e': chi ha diritto di diventare proprietario?
> I figli di Tizio, di Caio o di Sempronio?

Da come hai descritto tu, sembrerebbe gli eredi di Caio. Pero', ripeto,
occorre vedere se c'e' stato qualche accordo o semplice tolleranza di
Tizio nei confronti di Caio.

> Inoltre: volendo vendere il terreno e' assolutamente necessario
> diventarne proprietario o si puo' in qualche modo trasferire a una terza
> persona il proprio diritto all'usucapione (per chi lo ha maturato)?

Il terreno si puo' vendere anche se non risulti proprietario nei pubblici
registri. Devi pero' trovare una persona che si accolli il rischio di
eventualmente vedersi sottrarre il terreno dai legittimi proprietari (e
il notaio che ridigera' l'atto ha l'obbligo di avvertire l'acquirente).

> Lo chiedo perche' il valore del terreno e' tale per cui fare tutta la
> pratica per ufficializzare la proprieta' probabilmente rende
> sconveniente la vendita e gli interessati preferirebbero lasciarlo li'
> al suo destino.

Si', e' uno dei motivi per cui si e' logico evitare la trafila di una
causa.
Tieni presente che se il terreno ha un reddito dominicale inferiore a
180,76 Euro (come mi pare di intuire), l'usucapione si compie in 15 anni
(5 anni dalla data di trascrizione nel caso di vendita e quindi
acquisizione in buona fede).
Quindi, se i figli di Sempronio vendono ora il terreno a Mevio
trascrivendone l'atto e i figli di Caio nei prossimi 5 anni non compiono
alcuna azione atta ad interrompere l'usucapione (domanda di mediazione o
citazione in giudizio, non sono sufficienti diffide o anche atti di
compravendita), tra 5 anni Mevio ne diventa il legittimo proprietario.
Se il terreno e' di modesto valore, non credo che i figli di Caio faranno
mai causa ai figli di Sempronio, perche' non hanno ne' la proprieta'
formale (dovrebbero prima provare che Caio ha usucapito il terreno) ne'
il possesso. Pero' se e' in una posizione strategia per cui potrebbe
diventare edificabile, allora magari c'e' comunque convenienza economica
nell'affrontare il giudizio.

Se non si vuole/puo' passare dal rischio della compravendita, occorre che
i figli di Sempronio mandino raccomandata ai figli di Caio indicando che
si rifiutano di restituire il terreno in quanto ritengono di essere loro
(i figli di Sempronio) i legittimi proprietari. E' importante che venga
espressamente indicata la volonta' di possedere il terreno non piu' quale
mera detenzione, ma per conto proprio. Da quel momento partono i 15 anni
per l'usucapione.

Ciao!
Luca

P.S.: Ma gli eredi di Tizio si sono mai fatti sentire???

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 28, 2018, 3:33:08 PM5/28/18
to
On 28/05/18 10:21, alceblu wrote:
> Il 28/05/2018 05:00, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>> E questo che tipo di attivita' sarebbe, secondo lei ?
>
> non potrebbe inquadrarsi sotto la voce "agire da padroni"?

Quindi l'attivita' di miglioramento dell'appartemento
che si abita (tinteggiare, mettere il condizionatore, etc.)
configura il passaggio da affitto/comodato a piena
proprieta' ?

Ci provi, poi ci sappia raccontare ...

...snip...

La Cassazione e' stata chiarissima (ma ha letto la sentenza ?):
la tolleranza di un proprietario (trasmessa anche agli eredi)
verso chi raccoglie/scrocca i frutti, anche se effettua
delle migliorie per intensificare la produzione dei frutti che
poi intasca, non e' sufficiente per affermare l'intenzione di
possesso in modo lampante al proprietario che cosi' possa
decidere se reagire con una diffida, recintatura o azione
di rientro in possesso.

Poi lei puo' fare tanti altri ragionamenti petulanti del
tipo "e se cosi'..." e "e se cosa' ...", ma senza
giurisprudenza (e questo e un NG di diritto), non va da
nessuna parte.

PS: sia chiaro, non sono un avvocato, ma ho imparato
che si legge la giurisprudenza prima di chiaccherare.
Poi l'esperto potra' correggermi, ma dovra' citare la
giurisprudenza o degli esempi pertinenti, non tirare
fuori un "agire da padroni".

alceblu

unread,
May 29, 2018, 4:45:55 AM5/29/18
to
Il 28/05/2018 16:36, Luca MaBAT ha scritto:
> Tutta la questione dipende in che modo Caio si e' occupato del terreno:
> se il fratello, andando all'estero, ha detto a Caio "occupati del terreno
> mentre sono via", non e' mai partita alcuna usucapione, e quindi il
> terreno e' degli eredi di Tizio.
> Se, invece, Caio, vedendo il terreno inutilizzato, se n'e' impossessato
> senza alcun benestare da parte di Tizio, allora il terreno e' diventato
> di proprieta' di Caio.

Sono morti entrambi e non mi risulta ci sia nulla di scritto, sarà dura
dimostrare com'è andata. Potrebbero essere vere entrambe.
Io comunque mi ricordo di Tizio perchè tornava qualche volta in vacanza
in Italia ma non ha mai parlato con Caio o fatto nulla per rimarcare la
proprietà, che io sappia. Eppure l'ultima volta era malato, era evidente
che non sarebbe più tornato.

> Qui sembra esserci una specie di accordo - anche solo verbale - con il
> quale Caio affida il terreno al genero => Sempronio NON puo' quindi
> usucapire perche' il possesso del terreno e' partito da una semplice
> detenzione. Lo stesso per i suoi figli.

Ma noi possiamo fare queste argomentazioni sulla base di semplici
accordi verbali che di fronte a un giudice non possono essere dimostrati?

> Il terreno si puo' vendere anche se non risulti proprietario nei pubblici
> registri. Devi pero' trovare una persona che si accolli il rischio di
> eventualmente vedersi sottrarre il terreno dai legittimi proprietari (e
> il notaio che ridigera' l'atto ha l'obbligo di avvertire l'acquirente).

Questa mi pare interessante. In tal caso sarebbe possibile inserire una
clausola che limiti il risarcimento del danno? Cioè: io ti vendo una
cosa che non è mia, tu lo sai, se si fa vivo il proprietario ti
restituisco quanto pagato ma non un centesimo di più (o una cifra da
stabilirsi) e amici come prima.

> Quindi, se i figli di Sempronio vendono ora il terreno a Mevio
> trascrivendone l'atto e i figli di Caio nei prossimi 5 anni non compiono
> alcuna azione atta ad interrompere l'usucapione (domanda di mediazione o
> citazione in giudizio, non sono sufficienti diffide o anche atti di
> compravendita), tra 5 anni Mevio ne diventa il legittimo proprietario.
> Se il terreno e' di modesto valore, non credo che i figli di Caio faranno
> mai causa ai figli di Sempronio, perche' non hanno ne' la proprieta'
> formale (dovrebbero prima provare che Caio ha usucapito il terreno) ne'
> il possesso. Pero' se e' in una posizione strategia per cui potrebbe
> diventare edificabile, allora magari c'e' comunque convenienza economica
> nell'affrontare il giudizio.

Grazie, sei stato molto chiaro, potrebbe essere una opzione da valutare,
anche perchè essendo Sempronio il genero di Caio, uno dei figli di Caio
è la madre dei figli di Sempronio.

> P.S.: Ma gli eredi di Tizio si sono mai fatti sentire???

In realtà si, tornavano ogni tanto in vacanza in Italia.
Una volta un figlio di Tizio, a pranzo con Sempronio, disse che doveva
"sistemare" quel terreno. Parliamo dopo la morte di Tizio. Tradotto: io
abito all'estero e non me ne faccio nulla, vuoi comprarlo? Sempronio non
raccolse l'invito, anche perchè se non lo comprava lui non lo comprava
nessun altro.
E non se ne fece più nulla. Ora tutti i figli di Tizio sono morti e i
nipoti sono all'estero, chissà se sanno del terreno.

C'è un altro aspetto che mi piacerebbe chiarire. A Sempronio è sempre
seccato "sistemare" il terreno perchè:
- il valore è infimo e non ha alcuna possibilità di aumentare: si trova
adiacente a un corso d'acqua, è ghiaioso e varie stime dicono che vale 1
euro al mq.
- ci ha piantato a sue spese alberi di pregio che potrebbero rendere
appetibile il terreno tra qualche anno
- teneva sempre in ordine a sue spese
Io per esempio ho un terreno e sono in perenne lotta col confinante che
trascura il suo. Rovi e piante infestanti entrano ogni anno nel mio
terreno, a volte trovo pure piante seccate che sono cadute dalla mia
parte per il vento. Chi sistema e a che costo?
Voglio dire, anche se si dovesse arrivare in sede di trattativa per
regolarizzare la situazione: la manutenzione non ha un valore? gli
alberi di pregio non hanno un valore? I figli di Caio si sono fatti
avanti, ma non si sono mai interessati alla manutenzione perchè costa
tempo e denaro. Se si dovessero dividere le spese di quanto fatto negli
anni forse sarebbero superiori al valore del terreno...

alceblu

unread,
May 29, 2018, 4:48:07 AM5/29/18
to
Il 28/05/2018 21:33, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> Quindi l'attivita' di miglioramento dell'appartemento
> che si abita (tinteggiare, mettere il condizionatore, etc.)
> configura il passaggio da affitto/comodato a piena
> proprieta' ?
>
> Ci provi, poi ci sappia raccontare ...

Si ma c'è un contratto di affitto, quindi è chiaro il tipo di rapporto
tra i due. Se non ci fosse nulla di scritto e uno per 20 anni abita a
casa di un altro, avendo le chiavi e apportando migliorie?

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 29, 2018, 7:24:54 AM5/29/18
to
Configura un uso esclusivo ed escludente ogni altro.

Ma la raccolta di legname e lo sfalcio dell'erba in che
modo impedirebbe ad altri, anche il proprietario, di fare
lo stesso ?

Potenzialmente, il proprietario potrebbe andare a falciare
il prato. Nel caso di una abitazione, dove ci vive uno,
e' piuttosto "impraticabile" che per qualche giorno ci
vada un altra famiglia, sicuramente non e' possibile
senza il "permesso" dell'occupante attuale.

Un campo agricolo non pone di questi vincoli.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 29, 2018, 7:27:29 AM5/29/18
to
On 29/05/18 10:45, alceblu wrote:

...snip...

> Io per esempio ho un terreno e sono in perenne lotta col confinante che
> trascura il suo. Rovi e piante infestanti entrano ogni anno nel mio
> terreno, a volte trovo pure piante seccate che sono cadute dalla mia
> parte per il vento. Chi sistema e a che costo?
> Voglio dire, anche se si dovesse arrivare in sede di trattativa per
> regolarizzare la situazione: la manutenzione non ha un valore? gli
> alberi di pregio non hanno un valore? I figli di Caio si sono fatti
> avanti, ma non si sono mai interessati alla manutenzione perchè costa
> tempo e denaro. Se si dovessero dividere le spese di quanto fatto negli
> anni forse sarebbero superiori al valore del terreno...

Si tratta di vedere chi ha beneficiato di tutto questo.


Luca MaBAT

unread,
May 29, 2018, 9:20:35 AM5/29/18
to
Il Tue, 29 May 2018 10:45:52 +0200, alceblu ha scritto:

> Sono morti entrambi e non mi risulta ci sia nulla di scritto, sarà dura
> dimostrare com'è andata. Potrebbero essere vere entrambe.

Il fatto che non ci sia nulla di scritto va a favore di Caio.

>> Qui sembra esserci una specie di accordo - anche solo verbale - con il
>> quale Caio affida il terreno al genero => Sempronio NON puo' quindi
>> usucapire perche' il possesso del terreno e' partito da una semplice
>> detenzione. Lo stesso per i suoi figli.
>
> Ma noi possiamo fare queste argomentazioni sulla base di semplici
> accordi verbali che di fronte a un giudice non possono essere
> dimostrati?

Beh, i figli di Caio (la moglie di Sempronio, ad esempio), possono
benissimo testimoniare su come e' andata la vicenda: penso si ricordino
della cosa. Tu stesso hai detto che Caio, visto che era avanti con gli
anni, ha affidato a Sempronio la conduzione del terreno => possesso solo
come detenzione, e quindi niente usucapione.

> Questa mi pare interessante. In tal caso sarebbe possibile inserire una
> clausola che limiti il risarcimento del danno? Cioè: io ti vendo una
> cosa che non è mia, tu lo sai, se si fa vivo il proprietario ti
> restituisco quanto pagato ma non un centesimo di più (o una cifra da
> stabilirsi) e amici come prima.

Teoricamente e' il compratore che si assume il rischio: una volta venduto
tu non c'entri piu' nulla. Pero' credo si possano inserire degli accordi
aggiuntivi tra le parti per tutelare il compratore nei quali si dice che,
nel caso il legittimo proprietario rivendichi il terreno, tu restituisci
la cifra - e solo quella - che ti e' stata data nella vendita.

>> P.S.: Ma gli eredi di Tizio si sono mai fatti sentire???
>
> E non se ne fece più nulla. Ora tutti i figli di Tizio sono morti e i
> nipoti sono all'estero, chissà se sanno del terreno.

Quindi in un'eventuale causa presumibilmente nessuno si opporra' (ma
occorre comunque dimostrare di avere avuto il possesso e non una semplice
detenzione).

> - ci ha piantato a sue spese alberi di pregio che potrebbero rendere
> appetibile il terreno tra qualche anno
> - teneva sempre in ordine a sue spese.
> [...]
> Voglio dire, anche se si dovesse arrivare in sede di trattativa per
> regolarizzare la situazione: la manutenzione non ha un valore? gli
> alberi di pregio non hanno un valore? I figli di Caio si sono fatti
> avanti, ma non si sono mai interessati alla manutenzione perchè costa
> tempo e denaro.

Certo, nel caso in cui gli altri figli di Caio volessero rivendicare la
loro quota (visto che i figli di Sempronio, essendo Caio loro nonno,
posseggono gia' una quota tramite la loro madre), si puo' chiedere a loro
di pagare le migliorie apportate al terreno (bonifica, piantumazione,
ecc.). Devi far fare la stima da un agronomo: se poi il costo delle
migliorie apportate dovesse essere simile al valore del terreno, forse ai
figli di Caio conviene lasciare perdere (tenendo anche presente il costo
degli avvocati nel caso in cui si debba andare in giudizio per far
accertare l'usucapione)...

> Se si dovessero dividere le spese di quanto fatto negli
> anni forse sarebbero superiori al valore del terreno...

Non conta quanto hai speso, ma conta la differenza di quanto vale il
terreno tra prima e dopo le migliorie apportate: occorre far fare una
perizia. Se i figli di Sempronio sono in rapporti relativamente buoni con
gli zii (i figli di Caio), potreste scegliere assieme l'agronomo: cosi'
evitate di andare in giudizio, dal quale probabilmente ci guadagnerebbero
solo gli avvocati...

Ciao!
Luca
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