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Ricevere posta non all'indirizzo proprietario

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bifidus attivo

unread,
Dec 9, 2007, 8:34:36 AM12/9/07
to
Salve a tutti.
Mi ponevo il seguente dubbio.
Lavoro in una ditta che non è la mia.
Se mi faccio arrivare un pacco tramite poste all'indirizzo della ditta
specificando invece del nome della ditta stessa il mio, secondo voi
incorro in qualche reato?
A che legge posso fare riferimento?

Grazie

Sparrow

unread,
Dec 9, 2007, 8:48:23 AM12/9/07
to
bifidus attivo scrisse:
> incorro in qualche reato?

Nessun reato.


bifidus attivo

unread,
Dec 9, 2007, 2:19:21 PM12/9/07
to

Puoi fornirmi l'indicazione di qualche legge o emendamento per
dimostrare cio?
La mia ditta deve garantire che io possa ricevere la posta li se ci
lavoro?

Sig. Mau

unread,
Dec 9, 2007, 2:57:14 PM12/9/07
to
>Puoi fornirmi l'indicazione di qualche legge o emendamento per
>dimostrare cio?

Troppi film ammerrecani, vedo.
Comunque, vige il concetto che ciò che non è espressamente vietato (in
campo penale) deve ritenersi lecito.

>La mia ditta deve garantire che io possa ricevere la posta li se ci
>lavoro?

No, salvo che si tratti di posta aziendale.
Anzi, può essere notevolmente seccata del fatto che tu usi la sua
struttura per fini privati.
C.S.

Candido

unread,
Dec 10, 2007, 3:40:33 AM12/10/07
to
bifidus attivo <boll...@gmail.com> wrote:

> Se mi faccio arrivare un pacco tramite poste all'indirizzo della ditta
> specificando invece del nome della ditta stessa il mio, secondo voi
> incorro in qualche reato?

Ma per piacere...

"Per il Sig. Tizio c/o Azienda tal dei tali ecc."
--
Candido

flyingb

unread,
Dec 10, 2007, 6:00:37 AM12/10/07
to

Non incorri in alcun reato.
Farsi spedire i pacchi presso il luogo di lavoro, di questi tempi, è
prassi comune (lo facci anche io).
Si ricorre al buon senso.
L'azienda tollera e tu non esagerare, anche perchè la consegna di un
pacco non è come ricevere una telefonata. Uno può "rimediare" il tuo
numero dell'ufficio e cercarti, ma per ricevere un pacco in azienda
devi dare volontariamente l'indirizzo e, come spesso capita, impegnare
il personale della reception a trattare col corriere/postino,
chiamarti, mettere da parte il pacco se quel giorno non sei al lavoro
o in quel momento non sei reperibile.
Da quando esiste eBay le spedizioni si sono moltiplicate e
nell'azienda dove lavoro c'è un gran viavai. Invece di sbandierare
articoli di legge ricorriamo a molti "grazie", qualche "scusami il
disturbo " e diversi sorrisi. In caso di assenza, incaricare qualche
collega di tenere sotto controllo la situazione e magari ritirare e
conservare il pacco è molto apprezzato. Finora ha funzionato.
Saluti.
C.

edi'®

unread,
Dec 10, 2007, 7:14:36 AM12/10/07
to
"bifidus attivo" <boll...@gmail.com> ha scritto

> Puoi fornirmi l'indicazione di qualche legge o emendamento per
> dimostrare cio?

Dimostrarlo a chi?
Se qualcuno sostiene che sia reato, sarà lui a dover citare il relativo
articolo di legge...

Comunque sia, il fatto che non sia reato (e, naturalmente, non lo è)
non significa che sia un tuo diritto!
Il tuo datore di lavoro può intimarti di non ricevere pacchi personali
in azienda.

edi'®


kroq...@gmail.com

unread,
Aug 2, 2018, 10:47:32 AM8/2/18
to
La mia domanda è un po' più specifica Lavoro presso una ditta di reception che offre servizi di reception e vigilanza per conto di altre ditte mi sono fatto spedire un pacchetto presso la portineria mettiamo dell'INPS ho chiamato preventivamente il collega che lavora lì praticamente e l'ho avvertito diciamo se mi poteva ricevere questo pacchetto e lui ha detto che non c'erano problemi, il responsabile dell'azienda però ha visto questo pacchetto e ha chiesto se io mi facevo spedire cose lì , Secondo voi dovevo chiedere il permesso anche al responsabile di zona per farmi spedire un pacchetto su una portineria di cui ha l'appalto l'azienda per cui lavoro?o dovevo chiedere all'INPS anche se il servizio è gestito dalla nostra azienda?

Tarantola

unread,
Aug 2, 2018, 5:49:36 PM8/2/18
to
Il 02/08/2018 16:47, kroq...@gmail.com ha scritto:
> La mia domanda è un po' più specifica Lavoro presso una ditta di reception che offre servizi di reception e vigilanza per conto di altre ditte mi sono fatto spedire un pacchetto presso la portineria mettiamo dell'INPS ho chiamato preventivamente il collega che lavora lì praticamente e l'ho avvertito diciamo se mi poteva ricevere questo pacchetto e lui ha detto che non c'erano problemi, il responsabile dell'azienda però ha visto questo pacchetto e ha chiesto se io mi facevo spedire cose lì , Secondo voi dovevo chiedere il permesso anche al responsabile di zona per farmi spedire un pacchetto su una portineria di cui ha l'appalto l'azienda per cui lavoro?o dovevo chiedere all'INPS anche se il servizio è gestito dalla nostra azienda?

Se la domanda era finalizzata ad escludere che tu non avessi un
domicilio presso la loro sede è lecita... Se invece era per rompere le
balle (tanto più che la posta la ricevi direttamente tu) questo non ha
nulla da fare. Sarebbe stato più corretto avvisarlo.

Walter Rossi

unread,
Aug 3, 2018, 7:58:24 AM8/3/18
to
Il giorno giovedì 2 agosto 2018 16:47:32 UTC+2, kroq...@gmail.com ha scritto:

Il recapito di posta privata presso il proprio datore di lavoro esula dall'attività lavorativa vero e propria del prestatore d'opera professionale. E' pertanto sempre opportuno richiedere ed accertarsi al fine di evitare successivi richiami o provvedimenti disciplinari del datore di lavoro, se il processo scelto di recapito di posta provata è da quest'ultimo consentito o meno in via di favore.

Non possiamo d'altro dimenticare la responsabilità in capo al personale e al datore di lavoro in caso di perdita, smarrimento o furto del bene privato del dipendente (cfr. art. 2051 c.c.).

Anche per i motivi suespressi suggerisco di chiedere sempre anticipatamente al datore di lavoro (e non all'amico ! - prestatore d'opera professionale) di poter ricevere l'oggetto presso il domicilio lavorativo.

Tarantola

unread,
Aug 3, 2018, 11:24:47 AM8/3/18
to
Il 03/08/2018 13:58, Walter Rossi ha scritto:

> Il recapito di posta privata presso il proprio datore di lavoro esula dall'attività lavorativa vero e propria del prestatore d'opera professionale. E' pertanto sempre opportuno richiedere ed accertarsi al fine di evitare successivi richiami o provvedimenti disciplinari del datore di lavoro, se il processo scelto di recapito di posta provata è da quest'ultimo consentito o meno in via di favore.

Qua però non parliamo di lavoro alle dipendenze di quello che si è
lamentato (che non aveva alcun titolo). Inoltre, essendo chi riceve la
posta in postazione proprio dove arriva il postino, nessun nocumento può
derivare all'attività lavorativa.


> Non possiamo d'altro dimenticare la responsabilità in capo al personale e al datore di lavoro in caso di perdita, smarrimento o furto del bene privato del dipendente (cfr. art. 2051 c.c.).

Non si parla di dipendenti ma di società in appalto, inoltre i furti non
devono verificarsi a prescindere dalla consegna o meno del bene.


> Anche per i motivi suespressi suggerisco di chiedere sempre anticipatamente al datore di lavoro (e non all'amico ! - prestatore d'opera professionale) di poter ricevere l'oggetto presso il domicilio lavorativo.

Su questo concordo ma, più che altro, per una questione di buone maniere.


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