On Mon, 23 Jan 2012 10:27:53 +0100, Max max wrote:
> "Tafano" <
nikc...@email.it> ha scritto nel messaggio
> news:jfj8lb$jdr$5...@tdi.cu.mi.it...
>
>> No, le trascrizioni comunque servono e fai prima con un bravo
>> stenografo che a sbobinare dopo,
>
> Sì, vedi il sistema usato in Parlamento, ma in alcuni casi (pensavo ai
> processi e con un buon sistema audio) potresti anche fermarti alle
> registrazioni, di maggiore impatto rispetto alle trascrizioni, ad
> esempio per le testimonianze.
Nello studiare una causa, produrre repliche e considerazione,
l'ascolto audio complica enormemente le cose. Ad esempio, come
fa una "citazione" audio in un documento scritto ?
Ci incolla un pezzo di nastro magnetico ?
Oppure ci mette una trascrizione ?
Allora tanto vale partire da una trascrizione.
Pensi poi quando si fanno i confronti tra le testimonianze.
Metta la differenza tra passare avanti ed indietro, o uno
a fianco all'altro, i fogli delle trascrizioni di ogni
testimonianza, ed invece il confronto di tracce audio.
La vista e' un sistema sensorio molto, ma molto piu'
efficace e rapido dell'udito, anche se si passa attraverso
la mediazione di una trascrizione.
E' un problema simile (anche se meno serio) delle citazioni nei
gruppi di discussioni. Quando si tratta di argomentare o esprimere
posizioni, oddio quando vengo rimandato a dei filmati, perche'
diventa oltermodo complicato "puntualizzare" i vari punti ed
interventi che si sentono/vedono nel filmato.
Ora, le registrazioni audio, impatto o non impatto, non si
riferiscono agli eventi oggetto della causa, ove l'ascolto di
quello che e' veramente avvenuto, puo' essere illuminante.
Bensi' si riferisce alla testimonianze, dove, tanto per cominciare,
e' meglio non basarsi sull "impatto", perche' distrae dalla
verifica della attendibilita' della testimonianza, gia' critica
nella media delle persone, per il particolare funzionamento della
memoria umana, che non opera come un registratore, e quindi molto
poco coerente con la realta'. Unica eccezione: gli autistici
e varianti di tale caratteristica. E' meglio quindi partire dalla
versione asettica delle trascrizioni scritte, lasciando
l'ascolto in originale audio solo in quei casi in cui occorre
cogliere sottigliezze non riferibili nello scritto.
> Poi dipende se serve anche un sistema di
> indicizzazione che non può prescindere da un formato testo, ma per
> alcuni processi con non moltissimo materiale probatorio ci si potrebbe
> fermare alle sole registrazioni con evidente risparmio.
Proprio quando c'e' moltissimo materiale probatorio e'
FONDAMENTALE che tutto sia trascritto. Altrimenti la parte
con meno risorse (in personale ed attrezzature) si trova
ancora piu' in difficolta' di quanto gia' lo sarebbe.
--
Roberto Deboni
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