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> Replico solamente per dire che il diritto della signora di non ricevere
> corrispondenza nella propria cassetta attualmente si ripercuote su di
> me, che avrei ben altro da fare che occuparmi di recapiti errati (da qui
> "l'autorità" che, pur se presunta, porta a chiedere l'affissione del
> proprio nome sulla cassetta).
La questione molto semplice e' che non e' la signora a farle
torto, ma il postino.
Anzi, un avvocato "del diavolo" potrebbe elaborare che voi due insieme
potreste essere considerati una associazione a delinquere per
estorcere alla signora un comportamento, che non le e' obbligatorio
rispettare.
Il giorno che lei diffida il postino, vedra' che non avra'
piu' problemi. Punto.
Lei in realta' pensa che il postino abbia ragione, il
postino l'ha capito, e quindi gioca con questo "alleato"
piu' o meno volontario.
Lei deve invece capire (come il postino sa benissimo, ma essendo
un po' "fascitello" vuole rischiare di ignorare) che sta
rischiando conseguenze penali, e non solo per violazione della
corrispondenza, ma anche per comportamenti che non ha alcun
diritto di tenere, come forzare una altra persona di "fare o
non fare" cio' che evidente non condivide con lei.
> Se la signora non vuole ricevere corrispondenza, si adoperi presso i
> mittenti, visto che alcuni sono Istituzioni e enti fornitori (da qui
> deriva "menefreghismo").
A parte la risposto banale che questo NON LA DEVE RIGUARDARE
(scritto stampatello per evidenziare l'aspetto penale della
sua convinzione), perche' va a infrangersi contro la sfera
di libero arbitrio della signora, come fa a sapere che magari
la signora non l'abbia fatto ?
Oppure che la signora VUOLE che la posta ritorni al mittente ?
Si dice tanto delle cattive grosse aziende, ma spesso queste
hanno alleati insospettabili in tanti piccoli soldatini
volontari che girano per la societa'.
> Barrando sulle buste (esternamente) l'indirizzo del destinatario indico
> all'ufficio postale che quel destinatario non c'è presso il domicilio
> dove le hanno recapitate,
Quindi sta affermando il falso, visto che sa' che invece
il domicilio e' corretto. Se l'avvocato della signora fosse
un tipo alla "Calaghan", a leggerla, replicherebbe:
"Make my day ..."
Mi scusi, ma si rende conto di cosa sta scrivendo o ... ora mi
viene il dubbio, sta semplicemente "trollando" ?
> poi si arrangeranno loro a rispedirle al mittente.
> Per rispondere ad un altro utente, scrivo in un ng di diritto
Lo lasci perdere, qui ci sono svariati giuliari.
> perché a
> quanto ne so avere corrispondenza non destinata a chi la detiene credo
> sia un reato penale,
Riceverla, no. Ma disporla nel modo sbagliato, si'.
> ma potrei anche sbagliarmi o potrebbero anche
> essere cambiate le cose, così mio rivolgo a chi ne sa di più, sempre se
> è ancora questo lo scopo dei newsgroup.
Il problema suo nasce da una sua evidente mancanza di
tolleranza verso chi non si conforma ad un suo,
supposto da lei, quieto modo di vivere.
Lasci in pace la signora, diffidi invece chi non fa il
dovere per cui e' pagato, cioe' il postino. Perche',
sbagliare una volta, passi', ma se ripetutamente infila
nella sua cassetta posta altrui, non solo viola il
regolamente postale, ma anche il Codice Civile e
vista la cronica sistematicita' delle violazioni,
quel postino oggi si puo' definire giuridicamente un
deliquente.
Vuole essere associato ad un delinquente ?
E' ovvio che rimediare ai fastidi creati da un delinquente
porta via tempo (dovra' fare diffide ed esposti), ma
cercare di schivare il problema, di scaricarlo su altri,
specie se non c'entrano, rischia solo di metterla nei
guai, ed in ogni caso non la libera del problema.