Grazie in anticipo
questa e' gia sufficente
> per una automobile. Inoltre non chiede mai l'autorizzazione per spese da
> effettuare ed in pratica fa "sempre di testa sua" snobbando il socio che
non
si puo far mettere la firma multipla di 2 soci sugli assegni
> vuole fare spese superflue come pubblicita', autoveicoli e materiali quasi
> inutili!
> Come puo' questo socio tutelarsi per il futuro?
lo liquidate e fuori dalle ......
una cosa essendo una snc le spese di un socio (se questo lascia debiti sono
di tutti)
e non solo se i debiti non sono copribili dalla societa toccano il
patrimonio personale
(cioe se hai casa quella serve per i debiti del tuo socio)
>
> Grazie in anticipo
>
>
In teoria da quel che scrivi (falsificazione della firma di un altro socio!)
ce ne è forse pure per effettuare l'esclusione, liquidandogli il valore
patrimoniale della sua quota.
Se gli altri due soci sono d'accordo ovviamente.
Altrettanto ovviamente lui potrà far ricorso sia circa la legittimità
dell'escusione (ma se avete prove di scorrettezze molto gravi dovreste
essere a posto), sia riguardo l'importo della liquidazione. In questi ultimi
due casi la cosa si farebbe lunghetta...
Il fatto di denunciare il socio è da valutare con molta cautela soprattutto
perchè non conviene mai mettere più carne al fuoco di quella necessaria
(leggi più roba c'è, più ci sarà da verificare, comtestare, rettificare,
ovvero tempi più lunghi, più memorie, più spese, etc., etc.).
Saluti
Alex
grazie x la risposta, contattando un avvocato questi ha risposto che la
falsificazione di una firma non e' poi cosi' grave in questo caso, inutile
sottolineare che in quel momento ho perso l'orientamento della legalita'!!
Se non e' grave un socio che appone una firma falsa richiesta da una
banca-finanziaria, senza la quale il finanziamento non sarebbe avvenuto,
cos'e' grave allora?
Per le spese con firma congiunta, va beh! Ma molto avviene anche per cassa e
qui non e' controllabile.
Infine, anche l'altro socio e' facilmente raggirabile in quanto gli basta
percepire la sua "paga" mensile senza aver problemi. Ed evidentemente il
socio "furbo" lo accontenta con qualche premio...monetario sotratto alla
societa'! Quindi la situazione e' che non mi fido piu' e vorrei andarmene io
ma ovviamente perche' obbligato dai comportamenti truffaldini e quindi
chiedendo i danni per la cattiva amministrazione della societa' e per
cautelarmi sui miei beni personali in caso di fallimento od altro...
Quello che vorrei sapere e' se posso intraprendere una causa civile e penale
(per la firma falsificata...) portando a prova le ingiustificate spese
pubblicitarie, assunzione di dipendenti, acquisto di beni costosi (auto di
lusso...) e molto altro del quale sono sempre tenuto all'oscuro!
Grazie x la risposta...
grazie x la risposta ma...
la querela sara' per me un "ricatto" (mi scuso per la parola... al quale non
voglio dare il significato comune si intende...) cioe', o te ne vai senza
pretendere la tua quota od altro oppure andro' avanti con la causa civile e
penale!
Quello che vorrei chiedere a Voi esperti di diritto e':
perche' io devo pagare e liquidare un socio se il motivo della cattiva
amministrazione con comportamenti da truffatore e' sua! Io penso che un
comportamento del genere invece trova una responsabilita' per colpa con
conseguenza di "espulsione" per mancanza di fiducia e dei principi dello
statuto della societa' con richiesta inevitabile dei danni.
al
uscendo dalla societą.
Ormai č evidente che l'intuitus personae č venuto meno e che i dissidi tra
soci sono insanabili e non possono che aumentare.
Capisco quel che dici, ma occhio che "minacciare" azioni legali al fine di
indurre forzatamente il minacciato ad un particolare comportamento potrebbe
costituire una forma di estorsione... Un giochino forse un po' pericoloso
(c'è ampia giurisprudenza di cassazione in materia)....
Il diritto al valore patrimoniale della quota spetta anche al socio escluso
(2286 cc).
> Quello che vorrei chiedere a Voi esperti di diritto
No, no, per carità! gli esperti di diritto sono Law&C...
Io mi limito al diritto societario (ho studiato econ e comm).
Il parere da luminare del foro te lo devono dar loro. Io tutt'al più posso
darti un suggerimento sulla base di esperienze.
> perche' io devo pagare e liquidare un socio se il motivo della cattiva
> amministrazione con comportamenti da truffatore e' sua! Io penso che un
> comportamento del genere invece trova una responsabilita' per colpa con
> conseguenza di "espulsione" per mancanza di fiducia e dei principi dello
> statuto della societa' con richiesta inevitabile dei danni.
Una cosa non nega l'altra. Il "diritto" del socio recedente o pure espulso
ad una liquidazione è una cosa (dovuta), l'eventualità di una azione da
parte della società per i danni derivanti dai comportamenti di un socio è
altra cosa.
E' poi da vedere se gli episodi di scorrettezza del tuo socio siano
sufficienti a costituire quelle "gravi inadempienze" previste per
l'esclusione oppure "magari" integrano solo una giusta causa per una revoca
dalla carica di amministratore.
Ipotesi quest'ultima che per la mia esperienza si può trasformare in un vero
boomerang in quanto gli amministratori restanti devono comunque
corrispondere gli utili all'ex amministratore (che però rimane socio) e al
tempo stesso devono proprio a lui render di conto delle loro azioni; insomma
va a finire che si viene controllati proprio dalla persona della quale ci si
voleva liberare... Per una grossa società la cosa non è detto che ciò
costituisca un particolare problema, ma per le piccole società in
contabilità semplificata e con procedure operative necessariamente un po'
"flessibili", questo controllo (sicuramente tutt'altro che benevolo) può
diventare un vero calvario.
Quindi il mio consiglio è di cercare di trovare un accordo sulla uscita del
socio dalla compagine (e su questo costituire un punto fermo e decisivo),
poi sul "quantum" della liquidazione tratterete e se un accordo ragionevole
non è possible, spero abbiate una clausola compromissoria nell'atto
costitutivo (il "quantum" è tipico oggetto di arbitrato).
Evita in ogni caso di imbarcarti in tribunale con tutta la società finchè ai
il socio scorretto ancora dentro, perchè è un fatto che i tempi della
giustizia non sono compatibili con i tempi di una attività economica e i
costi diretti ed indiretti di una prolungata "impasse" possono essere
devastanti.
Saluti
Alex