Il giorno venerdì 10 gennaio 2014 00:15:35 UTC, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> On Wed, 08 Jan 2014 12:36:58 -0800, ciarlese wrote:
>
>
>
> > Salve.
>
> > Mia madre e mia sorella sono titolari, ciascuna per propria quota, di
>
> > pensione di reversibilita' di mio padre.
>
>
>
> Non capisco. La sorella e' minorenne ?
>
>
Ha rilevanza?
le spetta. Il perche' non importa.
Comunque e' maggiorenne studentessa.
>
> > Fino al mese scorso ciascuna
>
> > quota veniva accreditata sul conto corrente di spettanza, ognuna presso
>
> > una banca diversa. Il mese scorso mia sorella si e' recata all' INPS e
>
> > ha richiesto di variare il conto corrente su cui accreditare la sua
>
> > quota comunicando i dati del suo nuovo iban, relativo a un conto presso
>
> > altra banca.
>
> >
>
> > Ora ecco cosa e' successo: la modifica ha avuto esito positivo, quindi
>
> > la quota di mia sorella e' stata correttamente accreditata sul suo nuovo
>
> > conto, ma cio' che e' avvenuto e' che l' inps ha provato ad accreditare
>
> > la quota di mia madre sul vecchio conto di mia sorella!
>
>
>
> Non vi viene il dubbio che erano state scambiate le pensioni ?
>
> Ergo, forse ha sbagliato uno di voi ?
>
>
Assolutamente impossibile, visto che le cifre spettanti mensilmente sono sensibilmente diverse.
A mia madre e' sempre arrivata la sua quota, a mia sorella la sua spettanza. Ripeto, cifre ben diverse.
Ergo [cit.] ha sbagliato l' inps.
(ma poi le sembra verosimile che le pensioni venissero accreditate ognuna sul conto dell' altra? proprio cio' che e' successo ora dimostra che e' tecnicamente impossibile, e per fortuna!).
>
> > Ovviamente la
>
> > banca ha rispedito i soldi all' INPS che , dopo varie peripezie, visite
>
> > in cui gli impiegati hanno quasi preso a sberleffi sia mia madre che mia
>
> > sorella,
>
>
>
> Se l'errore e' stato fatto da una delle due ed invece si sono presentati
>
> con il soliti viso indignato di chi si ritiene nel giusto, la reazione
>
> poco simpatica puo' anche essere umanamente comprensibile, anche se poco
>
> professionale (i dipendenti pubblici rifiutano il principio per cui il
>
> cliente ha sempre ragione, anche quando ha torto).
>
Ritengo sia ben appurato che l' errore e' dell' INPS.
Mia madre e mia sorella non hanno modi di fare tali da suscitare cattive reazioni nel prossimo mentre i burocrati italiani sono famosi nel mondo per l' affabilita' verso il prossimo...
>
> > ha comunicato che ci vorra' un mese e mezzo prima che mia madre
>
> > possa vedere i suoi soldi.
>
>
>
> Veloci.
>
>
Sarcasmo fuori luogo.
>
> > Nel frattempo quindi mia madre e' dovuta ricorrere ai servizi creditizi
>
> > delle poste che comportano anche dei costi, per poter affrontare l'
>
> > inizio dell' anno.
>
>
>
> Un'altra senza risparmi ... ?
>
Questi non credo siano affari suoi.
Parliamo di una vedova pensionata.
Se vuole rispondere sull' argomento e' il benvenuto, ma cogliele l' occasione per entrare nella vita delle persone poco signorile.
Grazie.
>
>
> > Ora, una volta specificato che mia madre non ha mai richiesto alcuna
>
> > modifica (riscuote la pensione da 9 anni sempre sul suo conto) e che
>
> > ovviamente mia sorella ha agito per conto proprio e non certo per conto
>
> > di mia madre, che iniziativa e' possibile intraprendere?
>
>
>
> Prima di tutto capire quale e' il "numero" di pensione di ognuna e
>
> quale finora e' stata depositata sul conto di chi.
>
Il suo presupposto era sbagliato.
Se ne faccia una ragione.
E' accettabile che lo abbia ipotizzato ma costruirci sopra tutta la risposta le ha fatto solo perdere tempo.
Provi ad avere una maggiore considerazione dell' intelligenza altrui.
>
> > Come puo' l' INPS (che sottolineo sta per Istituto Italiano PREVIDENZA
>
> > SOCIALE) trattenere questi soldi cosi' a lungo?
>
>
>
> Non e' che "li trattiene". Suvvia, siamo seri. E' che, come tutto in
>
> Italia che ha che fare con la burocrazia:
>
>
Ne sono consapevole. Ma se la cosa viola i diritti di una persona qualcuno ne deve pagare le conseguenze.
>
> - le procedure sono complesse e richiedono il visto di una serie di
>
> supervisori
>
>
non e' un mio problema. Seguissero tutte le procedure che devono seguire ma la cosa non deve compromettere la liberta' e il diritto altrui.
>
> - negli uffici non fanno certamente gli straordinari, o se vuole, se
>
> la prendono "comoda"
>
>
nessuno ha chiesto a qualcuno di fare straordinare: l' emissione di una quota pensionistica, sottoforma di assegno o bonifico, e' la base delle attivita' dell' INPS. Se devono ricorrere agli straordinari per una cosa del genere allora chiudiamo tutto.
>
> E si ricordi, e' inutile questo vizio di prendersela astrattamente con la
>
> istituzione (INPS), perche' perderete sempre. Il problema, a parte la
>
> lentezza, che pero' e' dovuta alle scelte degli italiani, e' causato da
>
> una persona o piu' persone. Oppure insinua che e' tutto organizzato
>
> dall'alto, con l'istruzione specifica di causare, un certo numero di
>
> intoppi ed incidenti nei pagamenti onde far rallentare l'uscita dalle
>
> casse, magari per "tappare" la cronica falla contabile ?
>
E' palese che c'e' stata una svista da parte dell' impiegato che ha acquisito la pratica di mia sorella.
Ma non getto la croce su di lui.
Solo che la risoluzione del problema sarebbe piuttosto immediata e banale: non lo e', e questo e' un problema serio sotto molti aspetti ma quello su cui mi focalizzo e' l' aspetto del diritto.
>
> > Una volta accertato l'
>
> > errore che hanno commesso, possibile che lascino una persona senza la
>
> > propria pensione per un mese e oltre perche' "cosi' e' la procedura"?
>
>
>
> In Italia non esiste la logica del "burocrate" con poteri discrezionali,
>
> percio' "cosi' e' la procedura" che gradisca o non gradisca.
>
>
>
> L'unico consiglio e' di provare con un Giudice di Pace a chiedere i danni.
>
> O e' il TAR ?
Grazie per la cortese risposta.