carlod...@googlemail.com wrote on 5/15/20 10:30 PM:
> Salve. Chiedo gentilmente una info Sono stato chiamato dalla caserma dei
> carabinieri chi mi dice che devono parlare con me e che non è nulla di serio...
È successo a me un episodio analogo qualche anno fa. Convocazione informale in
caserma dei CC, dove mi attendeva un maresciallo in tuta da ginnastica che ha
cominciato a farmi domande. Il tutto molto tranquillamente, ma dalle domande era
ovvio che stavano indagando su una faccenda in cui non potevo non essere il
principale sospettato. Tanto che ad un certo punto ho chiesto espressamente se
avevo bisogno di un avvocato. Il maresciallo in tuta mi ha risposto no,
tranquillo, l'avvocato non serve finché non si è indagati.
Mesi dopo l'avviso di garanzia è arrivato sul serio, assieme a perquisizione
domiciliare. Tutto per fortuna risolto in una bolla di sapone. L'avvocato in
quell'occasione mi spiegò che oramai è prassi consolidata non indagare
formalmente il presunto colpevole, perché da indagati si ha diritto a tutta una
serie di tutele, e si può mentire impunemente o semplicemente rifiutarsi di
rispondere. Nemo tenetur se detegere. Invece ora il sospettato prima lo si
spreme il più possibile come persona informata dei fatti. In quanto tale non ha
diritto ad un avvocato, non può rifiutarsi di rispondere e se mente commette un
altro reato.
Questa prassi si è materializzata in modo eclatante nel caso Stival, in cui agli
inquirenti era lampante fin da subito che l'assassina fosse la madre, sentita
invece per parecchi giorni come testimone nonostante abnormi contraddizioni.
https://www.google.it/search?q=omicidio+loris+stival
Quindi orecchie dritte. Se venite convocati come testimoni, non dico di portarsi
fin da subito l'avvocato, ma estrema cautela nel dare aria alla bocca.