Il documento di riconoscimento e' sempre necessario quando si e'
in situazioni di responsabilita', come la guida (e lo sara' fino a quando
non sono previsti i dati biometrici in banca dati di tutti i cittadini).
Penso che a questo avra' capito e non devo spiegare perche'.
Sugli obblighi di legge riguardo al portarsi con se il foglio rosa,
le hanno gia' risposto.
Invece volevo osservare, come oggi, grazie alla ormai estesa
informatizzazione delle forze dell'ordine e dei dati dei cittadini,
per il poliziotto non ci vuole molto per scoprire se il tizio trovato
alla guida era legittimato o meno. Percio' certi obblighi sono
semplici residui di un tempo passato, rimasti solo perche' e' sempre
piu' forte una cultura fascista che tende a volere sempre piu' far
sentire (e nel contempo "insegnare") al cittadino che non e' altro
che un suddito.
La L.241/1990 (quella della autocertificazione di atti ed informazioni
che sono "note" alle pubbliche amministrazioni grazie all'esistenza di
banche dati incrociabili) e' uno strappo interessante da questa cultura,
ed oggi, con il senno di poi, mi domando se tangentopoli, scoppiata
un'anno dopo, non sia stato altro il rigurgito, riuscito del fascismo
nascosto (mai sconfitto, perche' l'Italia ha fatto armistizio), che
ha superato indenne la seconda guerra mondiale, profondamente
impiantato nella burocrazia statale italiana. Semplicemente, subito
dopo la guerra, hanno messo nei casetti i loro fregi, medagliette e
distintivo. Ma sono e restano fascisti nell'animo, anche (e forse di
piu') quando alcuni hanno iniziato a militare nel partito comunista
(gli estremi si attragono). Sono queste forze che hanno corrotto il
sindacalismo nostrano per trasformarlo in un insieme di corporazioni
di fasci, ognuno teso solo a difendere gli interessi dei propri
associati diretti, definiti con una furba applicazione dei
concetti di ingegneria sociale "categoria" (e non piu' "lavoratori").
Insomma, tangentopoli, puntando tutta l'attenzione contro politici
corrotti che ci sono sempre stati, e ci sono anche oggi (come penso
nessuno potra' negare, non e' cambiato nulla) ha ribaltato il
Parlamento per cacciare in realta' un nocciolo di parlamentari che
era veramente intenzionato a cambiare l'Italia in meglio, a renderle
una nazione piu' democratica. Probabilmente proprio la L.241, con
il rovesciamento del concetto di chi deve fornire l'informazione
(il cittadino si limita ad affermare di essere in possesso di un
dato "status", lasciando l'onere a verificare ai SUOI dipendenti,
ovvero la burocrazia: una vera rivoluzione culturale), e' stata
la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
In teoria, trattandosi il foglio rosa di una semplice qualifica
burocratica, per la legge 241/90, se si viene fermati, dovrebbe
essere sufficiente prendere un foglietto bianco, scriverci
sopra:
"Io sottoscritto ... bla, bla ... dichiaro di essere in possesso
del foglio rosa con validita' ancora in corso."
In altre parole, il tutore dell'ordine ha necessita' che lei mostri
un documento di identificazione valido (per ovvi motivi), ma per
il resto, basta la sua autocertificazione.
Vediamo chi non e' d'accordo ...
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Roberto Deboni
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