Nel 1988 il proprietario di un fondo concede con regolare atto
notarile la servitù di passaggio di: cito testualmente l'atto "
servitù passiva di passaggio di una condotta di scarico di acque
reflue, a carico del proprio terreno e a favore della proprietà del
mappale XYZ, che accettava per scaricare nella condotta comunale
esistente. Il tracciato quale risulta dal tipo planimetrico allegato
al trascrivendo atto notorio la lettera A; avrà uno sviluppo che dal
confine sud del mappale XYZ; con linea spezzata, raggiungerà il viale
ZZZ, costeggiando il mappale ABC di proprietà GGG. Il tracciato
individuato dalle lettere A-B e B-C è costituito da una tubazione
interrata e distinta per caratteristiche secondo le prescrizioni
tecniche comunali, ivi compreso il pozzetto d'ispezione nel punto B,
lo sviluppo totale della tubazione è di circa ml 55."
Io nel 2007 sono divenuto proprietario di tale fondo su grava la
servitù e il proprietario del fondo dominante mi ha messo al corrente
di tale servitù fornendomi copia dell'atto.
Nel 2008 ho edificato una nuova costruzione e durante gli scavi ho
scoperto che le tubazioni non erano una ma due, una per le acque
reflue e una per le acque meteoriche. Volendo mantenere i rapporti di
buon vicinato non ho detto nulla ed ho semplicemente esercitato il mio
diritto, indicato nell'atto, di collegarmi alle tubazioni esistenti.
Ora, il vicino reclama che dopo il mio allaccio le acque dal suo
cortile non defluiscono bene come prima. Notare che il tutto è
avvenuto durante l'ultimo maltempo eccezionale per il quale il comune
ha richiesto lo stato di calamità naturale!
Comunque chiedo:
La servitù è di tipo “apparente” o “non apparente”?
Perché nel caso in cui fosse non apparente il vicino non potrebbe
richiede l’usucapione della servitù pur essendo trascorsi i 20 anni.
Il mio “tacere” l’anomalia riscontrata di due tubazioni anziché una da
qualche diritto al mio vicino?
Ringrazio per i suggerimenti.
Nel 1988 il proprietario di un fondo concede con regolare atto
notarile la servit� di passaggio di: cito testualmente l'atto "
servit� passiva di passaggio di una condotta di scarico di acque
reflue, a carico del proprio terreno e a favore della propriet� del
mappale XYZ, che accettava per scaricare nella condotta comunale
esistente. Il tracciato quale risulta dal tipo planimetrico allegato
al trascrivendo atto notorio la lettera A; avr� uno sviluppo che dal
confine sud del mappale XYZ; con linea spezzata, raggiunger� il viale
ZZZ, costeggiando il mappale ABC di propriet� GGG. Il tracciato
individuato dalle lettere A-B e B-C � costituito da una tubazione
interrata e distinta per caratteristiche secondo le prescrizioni
tecniche comunali, ivi compreso il pozzetto d'ispezione nel punto B,
lo sviluppo totale della tubazione � di circa ml 55."
Io nel 2007 sono divenuto proprietario di tale fondo su grava la
servit� e il proprietario del fondo dominante mi ha messo al corrente
di tale servit� fornendomi copia dell'atto.
Nel 2008 ho edificato una nuova costruzione e durante gli scavi ho
scoperto che le tubazioni non erano una ma due, una per le acque
reflue e una per le acque meteoriche. Volendo mantenere i rapporti di
buon vicinato non ho detto nulla ed ho semplicemente esercitato il mio
diritto, indicato nell'atto, di collegarmi alle tubazioni esistenti.
Ora, il vicino reclama che dopo il mio allaccio le acque dal suo
cortile non defluiscono bene come prima. Notare che il tutto �
avvenuto durante l'ultimo maltempo eccezionale per il quale il comune
ha richiesto lo stato di calamit� naturale!
Comunque chiedo:
La servit� � di tipo �apparente� o �non apparente�?
Perch� nel caso in cui fosse non apparente il vicino non potrebbe
richiede l�usucapione della servit� pur essendo trascorsi i 20 anni.
l'usucapione e' un modo d'acquisto della proprieta' , non per l'acquisto del
diritto
Il mio �tacere� l�anomalia riscontrata di due tubazioni anzich� una da
qualche diritto al mio vicino?
e se nell'atto si parla di una tubazione , e' chiaro che se ce ne sono due ,
la seconda non ha dititto di passaggio
Ringrazio per i suggerimenti.
Riporto dal codice civile:
Art.1061 - Servitù non apparenti - Le servitù non apparenti non
possono acquistarsi per usucapione o per destinazione del padre di
famiglia.
Non apparenti sono le servitù quando non si hanno opere visibili e
permanenti destinate al loro esercizio.
Se interpreto bene nel caso di servitù apparente questa si acquisisce
per usucapione.
Grazie
> Perchᅵ nel caso in cui fosse non apparente il vicino non potrebbe
> richiede l?usucapione della servitᅵ pur essendo trascorsi i 20 anni.
> l'usucapione e' un modo d'acquisto della proprieta' , non per l'acquisto del
> diritto
Ma non dire scemenze.
La scemenza è:
>> Perché nel caso in cui fosse non apparente il vicino non potrebbe
> > richiede l?usucapione della servitù pur essendo trascorsi i 20 anni.
oppure:
> > l'usucapione e' un modo d'acquisto della proprieta' , non per l'acquisto del
> > diritto.
In ogni caso... se non chiedo troppo. Un tuo parere sul caso?
Grazie
Nel 1988 il proprietario di un fondo concede con regolare atto
notarile la servit� di passaggio di: cito testualmente l'atto "
servit� passiva di passaggio di una condotta di scarico di acque
reflue,
...
tubazione interrata e distinta per caratteristiche secondo le prescrizioni
tecniche comunali,
Secondo me la chiave sta in queste due frasi
si parla genericamente di "condotta" quindi non un tubo,
e poi dice "distinta...secondo prescrizioni"
quindi a mio avviso e' implicito che si parli gia' di distinzione
di acque bianche e nere.
In seconda battuta, e' chiaro che se la condotta era
progettata per raccogliere le acque bianche in una superficie
X e tu aggiungi le acque di una superficie Y piuttosto estesa,
crei uno scompenso e quindi sta a te risolvere la situazione
(magari e' stato un caso ma metti che in futuro si ripresenti
la situazione, crei danni al vicino e fosse dimostrato che in
condizioni originali non sarebbe successo niente, saresti
chiamato a rispondere)
alberto
Secondo me non si parla genericamente di condotta ma di UNA condotta
di acque REFLUE.
Dunque è ben individuato quante devono essere le condotte, UNA, e per
cosa serve ACQUE REFLUE (acque reflue: acque provenienti da
insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti
prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche, quelle
solitamente chiamate "acque nere" ben distinte dalle acque meteoriche
solitamente chiamate "acque bianche")
Per il "costituito da una tubazione interrata e distinta per
caratteristiche secondo le prescrizioni tecniche comunali" per come lo
leggo io, poi magari misbaglio, ribadisce che la tubazione deve essere
una e deve essere distinguibile da altre, cioè dedicata alle acque
reflue, con le caratteristiche indicate dal comune.
Per le dimensioni come già detto sia seguendo i manuali tecnici sia
sentendo il parere di diversi tecnici la tubazione ha dimensioni
sufficienti per far defluire le acque meteoriche sia mie che del
vicino.
Aspetto commenti
ringraziando del tempo dedicatomi.
Saluti
> alberto
Secondo me non si parla genericamente di condotta ma di UNA condotta
di acque REFLUE.
Dunque � ben individuato quante devono essere le condotte, UNA, e per
cosa serve ACQUE REFLUE (acque reflue: acque provenienti da
insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti
prevalentemente dal metabolismo umano e da attivit� domestiche, quelle
solitamente chiamate "acque nere" ben distinte dalle acque meteoriche
solitamente chiamate "acque bianche")
no, le acque reflue sono tutte, comprese quelle raccolte nei pluviali,
nelle gronde, nei chiusini all'aperto etc...
Per il "costituito da una tubazione interrata e distinta per
caratteristiche secondo le prescrizioni tecniche comunali" per come lo
leggo io, poi magari misbaglio, ribadisce che la tubazione deve essere
una e deve essere distinguibile da altre, cio� dedicata alle acque
reflue, con le caratteristiche indicate dal comune.
io invece la leggo in maniera diversa, ma poco importa, semmai
sarebbe un giudice a dover stabilire, dopo una causa, se si intendesse
un tubo o due, e vista la situazione iniziale, ovvero di creare un
condotto fognario secondo le norme comunali, dubito che potra'
interpretare come "un tubo" se il comune ne ha voluti due...
nel senso, non e' che il secondo tubo sia stato aggiungo in
seguito per un capriccio del vicino ma e' stato costruito insieme
all'altro per soddisfare al regolamento comunale che prevede
di distinguere le acque reflue in due, acque nere e acque bianche.
Per le dimensioni come gi� detto sia seguendo i manuali tecnici sia
sentendo il parere di diversi tecnici la tubazione ha dimensioni
sufficienti per far defluire le acque meteoriche sia mie che del
vicino.
in questo caso, non avrai problemi a dimostrare la tua "innocenza".
alberto
A me risulta diversamente, anche cercando in rete.
> io invece la leggo in maniera diversa, ma poco importa, semmai
> sarebbe un giudice a dover stabilire, dopo una causa, se si intendesse
> un tubo o due, e vista la situazione iniziale, ovvero di creare un
> condotto fognario secondo le norme comunali, dubito che potra'
> interpretare come "un tubo" se il comune ne ha voluti due...
> nel senso, non e' che il secondo tubo sia stato aggiungo in
> seguito per un capriccio del vicino ma e' stato costruito insieme
> all'altro per soddisfare al regolamento comunale che prevede
> di distinguere le acque reflue in due, acque nere e acque bianche.
Perchè dunque specificare nell'atto "una condotta" e poi
successivamente ribadire con "una tubazione"?
Una è una non sono due!
Mi permetto di "provocarti", e te ne chiedo scusa, perchè è molto più
utile sentire il parere di chi non la pensa come me cercando di capire
il suo punto di vista che bearsi con chi ti da ragione.
Grazie
A me risulta diversamente, anche cercando in rete.
e' una questione di lana caprina... non c'entra l'interpretazione
grammaticale in questo caso ma l'interpretazione logica dell'atto.
C'e' un terreno a cui e' precluso l'accesso alla condotta
comunale e il comune prevede l'obbligo di allaccio, sia per
lo scarico delle acque nere che per quelle bianche.
Ergo e' stata ottenuta una servitu' ( non sappiamo se sia
stata pagata o meno,ma poco importa) ed e' stata trascritta.
...
Perch� dunque specificare nell'atto "una condotta" e poi
successivamente ribadire con "una tubazione"?
Una � una non sono due!
una tubazione e' generico, c'e' anche scritto interrata e distinta
... prescrizioni comunali, e appare chiaro che le prescrizioni
comunali prevedono di mantenere le acque nere divise da
quelle bianche quindi credo che qualunque giudice riuscirebbe
a smontare la teoria di "era scritto solo uno invece sono due".
comunque, ripeto, libero di pensarla come vuoi e di tentare una
eventuale causa, ma secondo me butterai i soldi.
alberto
Nel 1988 il proprietario di un fondo concede con regolare atto
notarile la servit� di passaggio
-------> E servit� rimane, l'usucapione c'entra come coi cavoli a merenda.
Per usucapire un immobile ci devi stare come se fossi il padrone, devi cio�
realizzare opere permanenti senza che nessuno ti dia il permesso, es. strade
o sistemi di irrigazione, e che usi come e quando ti pare. Se dimostri di
averlo fatto per 20 anni per i terreni e 10 anni per una abitazione quel
terreno e quella abitazione sono tuoi
Nel 2008 ho edificato una nuova costruzione e durante gli scavi ho
scoperto che le tubazioni non erano una ma due, una per le acque
reflue e una per le acque meteoriche. Volendo mantenere i rapporti di
buon vicinato non ho detto nulla ed ho semplicemente esercitato il mio
diritto, indicato nell'atto, di collegarmi alle tubazioni esistenti
--------> Se � scritto nell'atto qual'� il problema? Magari glielo dovevi
dire per buona educazione
Ora, il vicino reclama che dopo il mio allaccio le acque dal suo
cortile non defluiscono bene come prima.
--------> Io di giurisprudenza non ci capisco molto ma credo che lui, in
funzione della servit� acquisita, abbia il diritto di entrare nel tuo fondo
ed effettuare a sue spese i lavori necessari per risolvere il problema
Secondo me non si parla genericamente di condotta ma di UNA condotta
di acque REFLUE
-----> Adesso che ho capito meglio il caso credo che il deflusso sia
impedito da un raddoppio dell'utenza, vero? Quindi occorerebbe metterci un
tubo con portata doppia, o mi sbaglio? Se � cos� per quel poco che ne so il
tubo con portata doppia lo devi pagare tu
Come già detto sia seguendo i manuali tecnici che sentito il parere di
tre diversi tecnici hanno asserito che la tubazione è adeguata al
deflusso delle acque meteoriche di tutti e due. Due dei tecnici
interpellati da me non ho detto se io ero quello che si era innestato
nella tubazione o colui che l'aveva realizzata, dunque non sono
influenzati.
Preambolo che forse potrebbe servire. Il vicino aveva i suoi scarichi
(o scarico) per altro percorso, poi causa lite con altro vicino dove
passavano questi scarichi, si è trovato nella necessità di trovare
altra via. Volendo poteva accedere direttamente alla condotta
comunale, solo che le opere sarebbero state più gravose, da qui la
richiesta di passaggio in altro fondo, con un esborso di denaro
indicato in atto. Forse, sottolineo forse, quando il vicino ha
costruito la casa, prima del 1988, non si faceva differenza tra
scarico di acque chiare e scure che passavo insieme nella medesima
tubazione. Trovatosi a chiedere un nuovo allaccio il comune gli ha
imposto di suddividere i due scarichi, solo che ha appreso della
necessità di due tubi ad atto avvenuto, da qui la posa di due
tubazioni. Non si doveva rivedere e correggere l'atto?
Comunque resto convinto che "una tubazione interrata e distinta per
caratteristiche secondo le prescrizioni tecniche comunali" significhi
che deve essere distinta dalla altre, cioè dedicata alle acque reflue,
con le caratteristiche indicate dal comune.
E' vero che non si deve leggere un atto con il "paraocchi
grammaticale" ma una significa una.
Grazie a tutti.