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[COPYRIGHT] Come posso proteggere i miei disegni?

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colorweber

unread,
Mar 29, 2002, 2:05:55 PM3/29/02
to
Io sono un "artista digitale" che crea immagini in formato digitale che poi
stampa su carta.
"Purtroppo" (per dire) io creo un disegno ogni 15-20 giorni.
Adesso vorrei andare da uno stampatore per la stampa ma vorrei proteggere
i miei lavori per evitare che questo stampi copie senza mia autorizzazione.
Sono stato alla SIAE e mi hanno detto di usare il DEPOSITO DI OPERE
INEDITE.
Pero' ogni volta (ogni 15-20 gg.) dovrei rifare tutto con spese che si
ripetono
costantamente (50-100 ? al colpo).
Posso usare il COPYRIGHT e come posso proteggere i miei disegni?

Sinceramente cerco notizie sulla protezione dei diritti e mi sembra
di assistere ad "un silenzio legislativo" (nel senso che leggi ci sono...
anche
troppe... che mi creano disorientamento) che giova solo ai "volponi esperti
del settore" e non ai giovani artisti come me.

Grazie per l'attenzione.
Alessandro


Law

unread,
Mar 29, 2002, 5:57:21 PM3/29/02
to

"colorweber" <in...@colorweber.it> ha scritto nel messaggio
news:ZQ2p8.90419$%g7.28...@twister2.libero.it...
Il diritto d'autore sussiste a prescindere dal deposito deposito e dalla
registrazione dell'esemplare presso l'ufficio della proprietà letteraria,
artistica e scientifica c/o la Presidenza del consiglio.
Tali formalità sono richieste a fini di prova (della pubblicazione e della
paternità dell'opera): prova che può essere data in altro modo.
Saluti.

colorweber

unread,
Mar 30, 2002, 1:48:00 AM3/30/02
to
Grazie.

Alessandro

"Law" <firml...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:lj6p8.35751$pT1.9...@news1.tin.it...

Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 2:51:06 AM3/30/02
to
> Posso usare il COPYRIGHT e come posso proteggere i miei disegni?
>


Potresti firmare i tuoi disegni digitali con una firma elettronica ed una
marca temporale. In questo modo puoi dare certezza al fatto che in tale data
hai firmato quell'opera.


Law

unread,
Mar 30, 2002, 4:22:34 AM3/30/02
to

"Gianfranco" <togliquest...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:a83r22$l07$1...@lacerta.tiscalinet.it...
Buona idea.
Anche se finora io non ne ho viste in giro di time stamp!


Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 4:38:01 AM3/30/02
to

"Law" <firml...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:utfp8.43722$S52.1...@news2.tin.it...

> > Buona idea.
> Anche se finora io non ne ho viste in giro di time stamp!
>
>

Le poste forniscono il servizio per la modica cifra di ? 2,58 (vecchie care
5.000 lire).
http://www.poste.it/postecert/Allegato_01_Tariffe_del_Servizio_di_Certificaz
ione.pdf Per non fare pubblicità gratuita dico che anche gli altri
certificatori danno il servizio.
Comunque effettivamente anch'io non ho visto un uso massiccio di questi
strumenti!


Law

unread,
Mar 30, 2002, 4:58:44 AM3/30/02
to

"Gianfranco" <togliquest...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:a8413k$17u$1...@pegasus.tiscalinet.it...
io ho la firma digitale da circa due anni. ma non ho le time stamp.
Le poste in concreto come applicano le marche temporali, l'hai mai fatto?


Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 10:56:48 AM3/30/02
to

"Law" <firml...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:o%fp8.43843$S52.1...@news2.tin.it...

> > io ho la firma digitale da circa due anni. ma non ho le time stamp.
> Le poste in concreto come applicano le marche temporali, l'hai mai fatto?
>

Da due anni?! Non credo allora che sia lo stesso tipo di firma che intendo
io (quella "a norma AIPA", la cui effettività risale, mi pare, a maggio
dell'anno scorso). Comunque io ho chiesto la firma alle poste e sono in
attesa della smart card. Per ciò che riguarda l'erogazione del servizio
penso che funzioni tutto per email: tu invii il documento, le poste, in
automatico inseriscono il time stamp, firmano il tutto e ti rimandano
indietro il malloppo entro pochi secondi.
Comunque non vorrei dirti fesserie, quindi ti saprò dire meglio quando avrò
la firma!


Law

unread,
Mar 30, 2002, 11:28:37 AM3/30/02
to

"Gianfranco" <togliquest...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:a84n9s$cnm$1...@pegasus.tiscalinet.it...
La firma digitale è prevista da una legge del 1997 (v. n. 59/1997, la c.d.
Bassanini-I, e poi il d.P.R. n. 513/1997, poi inglobato nel testo unico del
2000 n. 445), quindi di ben 5 anni fa! altro che maggio scorso?!?!
Il provvedimento A.I.P.A. è poi del febbraio 1999.
Gli enti certificatori (come ad es. InfoCamere, operante nel settore ben
prima di Poste Italiane) hanno cominciato a rilasciare nel 2000 le prime
firme digitali.
Il sottoscritto è stato uno dei primi in Italia a richiederla ed averla.
Sulla Gazzetta ufficiale del 15 febbraio 2002, è stato poi pubblicato il
famigerato decreto n. 10/2002 che recepisce la direttiva 93/1999 relative
alla firme elettroniche. Decreto molto criticato da più parti, perché
accanto alla vera e propria firma digitale introduce firme elettroniche non
meglio definite ma equipollenti alla digitale.
A seguito dell'entrata in vigore di detto d.P.R. (avvenuta il 2 del corrente
mese), come ha ben scritto qualcuno: "La firma digitale 'all'italiana' muore
bambina, uccisa nella culla dall'insipienza e dalla burocrazia o forse da
schegge impazzite di un sistema refrattario a qualsiasi progresso, a
qualsiasi innovazione".


Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 11:41:27 AM3/30/02
to

"Law" <firml...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:VIlp8.37259$pT1.1...@news1.tin.it...

>
> La firma digitale è prevista da una legge del 1997 (v. n. 59/1997, la c.d.
> Bassanini-I, e poi il d.P.R. n. 513/1997, poi inglobato nel testo unico
del
> 2000 n. 445), quindi di ben 5 anni fa! altro che maggio scorso?!?!

Tutto vero, bravo... hai studiato :-)
Per "effettiva" intendevo che mancava un adempimento formale al DPCM 8
febbraio 1999, adempimento che è stato compiuto con la Circolare 18 maggio
2001, n. AIPA/CR/29: la pubblicazione delle chiavi pubbliche del Presidente
dell'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione. Senza tale
firma non si poteva di fatto procedere con valore giuridico perché la firma
del presidente è servita a validare l'elenco pubblico dei certificatori.

Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 11:59:31 AM3/30/02
to
PS: devo dire comunque che il decreto n. 10/2002 che hai citato ha suscitato
un bel vespaio. Vedi, ad esempio,
http://www.interlex.it/docdigit/recepiment2.htm


Law

unread,
Mar 30, 2002, 12:03:58 PM3/30/02
to

"Gianfranco" <togliquest...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:a84ptj$hr7$1...@pegasus.tiscalinet.it...
La circolare AIPA che menzioni, del maggio del 2001, non condizionava
assolutamenta l'operatività e la validità dell'iscrizioni dei certificatori
nell'elenco pubblico previsto dall'art. 8 del d.P.R. n. 513 del 1997, che
pertanto è pienamente operativo fin dal 2000. Le numerose firme digitali
rilasciate a partire dal 2000 erano e sono pienamente valide ai sensi del
citato della legge n. 59/1997 e del d.P.R. n. 513/1997 (ora, d.P.R. n.
445/2000).
Il d.P.R. 513 né il d.P.C.m. del 1999 non prevedevano che l'elenco fosse
tenuto in versione digitale, e che inoltre dovesse essere sottoscritto in
formato digitale dall'AIPA.
Saluti


Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 1:03:14 PM3/30/02
to

"Law" <firml...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:2emp8.37311$pT1.1...@news1.tin.it...

> La circolare AIPA che menzioni, del maggio del 2001, non condizionava
> assolutamenta l'operatività e la validità dell'iscrizioni dei
certificatori
> nell'elenco pubblico previsto dall'art. 8 del d.P.R. n. 513 del 1997, che
> pertanto è pienamente operativo fin dal 2000.

Non direi proprio. Ammetto che *teoricamente* si poteva già firmare; ma
senza poter effettuare una verifica online, di fatto la firma non serviva a
nulla.
Vediamo infatti i passi necessari alla verifica della firma (ovviamente solo
il primo di norma è quello essenziale, ma gli altri, pur impliciti, sono
fondamentali per chiudere il cerchio):

1-verifica dell'autenticità e la validità del certificato allegato al
documento (perché questo potrebbe essere falso, oppure potrebbe aver perso
la sua validità, nelle eventualità di scadenza, revoca o sospensione); tale
verifica si effettua nel registro dei certificati, dove il certificatore
pubblica i certificati emessi, nonché quelli revocati e sospesi ;
2- verifica del certificato del certificatore che certifica il certificato
(!!); si dovrà consultare la lista dei certificati delle chiavi pubbliche di
certificazione dei certificatori, ma come si può avere la certezza che tale
lista, anch'essa contenuta in un documento informatico, sia autentica? Da
qui il punto 3;
3- verifica dell'autenticità della lista dei certificati del punto 2; a ciò
è preposta la firma digitale dell'AIPA. E' necessaria, dunque, anche una
verifica di quest'ultima firma, applicando la chiave pubblica corrispondente
a quella privata utilizzata dal presidente dell'AIPA per sottoscrivere la
suddetta lista.

E' chiaro perciò che prima del deposito delle chiavi del presidente AIPA non
si poteva avere certezza assoluta della firma (e non è una questione di lana
caprina: un hacher avrebbe potuto clonare la lista dei certificati dei
certificatori, con le conseguenze che puoi immaginare!).

Le numerose firme digitali
> rilasciate a partire dal 2000 erano e sono pienamente valide ai sensi del
> citato della legge n. 59/1997 e del d.P.R. n. 513/1997 (ora, d.P.R. n.
> 445/2000).
> Il d.P.R. 513 né il d.P.C.m. del 1999 non prevedevano che l'elenco fosse
> tenuto in versione digitale, e che inoltre dovesse essere sottoscritto in
> formato digitale dall'AIPA.


DPCM 8 febbraio 1999 art. 14, comma 2: "...Per ciascuna coppia di chiavi
(*dell'AIPA*) sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana uno o più codici identificativi idonei per la verifica del valore
della chiave pubblica"

DPCM 8 febbraio 1999 art. 15: "... L'elenco pubblico è sottoscritto dall'
Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione";

L'AIPA non poteva sottoscrivere l'elenco senza pubblicare sulla GURI le
chiavi pubbliche, che sono state pubblicate, appunto, nel maggio 2001.

Scritto questo, direi che ci siamo allontanati abbastanza dal quesito
originale, quindi ti saluto! :-)

Law

unread,
Mar 30, 2002, 1:24:10 PM3/30/02
to

"Gianfranco" <togliquest...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:a84utt$sqi$1...@lacerta.tiscalinet.it...
E chi l'ha detto?! il registro è pubblico, ed è consultabile presso l'AIPA.
Mi faccio rilasciare un certificato dall'Autorità che mi dichiara che Poste
Italiane o InfoCamere risulta tra i certificatori iscritti. Qual è il
prblema?!


> Le numerose firme digitali
> > rilasciate a partire dal 2000 erano e sono pienamente valide ai sensi
del
> > citato della legge n. 59/1997 e del d.P.R. n. 513/1997 (ora, d.P.R. n.
> > 445/2000).
> > Il d.P.R. 513 né il d.P.C.m. del 1999 non prevedevano che l'elenco fosse
> > tenuto in versione digitale, e che inoltre dovesse essere sottoscritto
in
> > formato digitale dall'AIPA.
>
>
> DPCM 8 febbraio 1999 art. 14, comma 2: "...Per ciascuna coppia di chiavi
> (*dell'AIPA*) sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
> Italiana uno o più codici identificativi idonei per la verifica del valore
> della chiave pubblica"
>
> DPCM 8 febbraio 1999 art. 15: "... L'elenco pubblico è sottoscritto dall'
> Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione";
>
> L'AIPA non poteva sottoscrivere l'elenco senza pubblicare sulla GURI le
> chiavi pubbliche, che sono state pubblicate, appunto, nel maggio 2001.
>

La legge prevede che l'elenco sia tenuto dall'AIPA. La sottoscrizione non
deve essere per forza digitale. Altrimenti, dovrebbe essere ogni cosa a
monte firmata digitalmente, compresa la Gazzetta ufficiale in cui i vari
decreti e circolari aipa sono stati pubblicati! non direi proprio!
Stando alla tua tesi, tutti gli enti certificatori che hanno operato fino al
25 maggio 2001 (data di pubblicazione della circolare AIPA), avrebbero agito
invalidamente e/o illegalmente?! sai quante card e firme sono state
rilasciate in quel periodo?!


Gianfranco

unread,
Mar 30, 2002, 1:44:03 PM3/30/02
to

"Law" <firml...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:epnp8.37496$pT1.1...@news1.tin.it...

> > E chi l'ha detto?! il registro è pubblico, ed è consultabile presso
l'AIPA.
> Mi faccio rilasciare un certificato dall'Autorità che mi dichiara che
Poste
> Italiane o InfoCamere risulta tra i certificatori iscritti. Qual è il
> prblema?!
>
>

Non è il fatto di sapere che Poste Italiane o Infocamere sono certificatori,
occorre proprio il certificato, che è un file (a meno che non conosci un
software che accetti una chiave digitata a manina...)!

> >
> La legge prevede che l'elenco sia tenuto dall'AIPA. La sottoscrizione non
> deve essere per forza digitale. Altrimenti, dovrebbe essere ogni cosa a
> monte firmata digitalmente, compresa la Gazzetta ufficiale in cui i vari
> decreti e circolari aipa sono stati pubblicati! non direi proprio!

art. 8, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre
1997, n. 513: "Salvo quanto previsto dall'articolo 17, le attività di
certificazione sono effettuate da certificatori inclusi, sulla base di una
dichiarazione anteriore all'inizio dell'attività, in apposito elenco
pubblico, consultabile in via telematica, predisposto tenuto e aggiornato a
cura dell'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione"

E' vero che niente sembra escludere che l'elenco possa essere anche
cartaceo, ma così verrebbe meno l'obbligo del precedente articolo di essere
consultabile per via telematica. Infatti la sottoscrizione
dell'AIPA(obbligatoria per quanto detto nel post precedente) di un documento
consultabile per via telematica non può che essere una firma digitale

Riguardo poi la pubblicazione sulla GURI, effettivamente è l'unica "nota
stonata" di tutta la normativa (almeno prima del recepimento della direttiva
93CE). D'altra parte almeno un "punto iniziale certo" occorreva! Tutta la
normativa è pensata per operare su documenti informatici: i certificati,
l'elenco dei certificatori etc... L'unica condizione è che per avere una
certezza di partenza che tenesse questo "castello digitale", ci voleva una
pubblicazione di almeno una chiave sulla GURI, quella dell'AIPA appunto.

> Stando alla tua tesi, tutti gli enti certificatori che hanno operato fino
al
> 25 maggio 2001 (data di pubblicazione della circolare AIPA), avrebbero
agito
> invalidamente e/o illegalmente?! sai quante card e firme sono state
> rilasciate in quel periodo?!
>

No, dico solo che, se per avere la *certezza* che un documento è stato
sottoscritto da Pinco Pallino, mi devo recare almeno una volta a Roma alla
sede AIPA per ritirare l'elenco dei certificati dei Certificatori,
preferisco usare la penna.
Certo, poi, uno si fida...


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