Non puo' fare nulla.
> Perche' ci sono tutte quelle parti della legislazione italiana che di
> fatto impediscono ad un cittadino italiano, nato da cittadini italiani
> in Italia ed ivi residente dalla nascita, di diventare apolide? La
> legislazione italiana "aborrirebbe" l'apolidia? Perche' e' configurata
> in maniera tale che uno non possa rinunciare alla cittadi- nanza
> italiana a meno che non ne abbia un altra? Se uno, per fatto proprio,
> risiedendo in Italia e senza altre cittadinanze, *vuole* rinunciare alla
> cittadinanza, cosa puo' fare?
Niente, perché gli accordi internazionali fra le nazioni del mondo vedono
negativamente lo status di apolide, poiché si ritiene - con qualche
evidente ragione - che questo comporti una diminuzione di tutela dei
diritti fondamentali del singolo.
Di conseguenza le legislazioni della maggior parte degli stati che si
sono premurati di regolare la cittadinanza sono formulate in modo da
evitare che un individuo si trovi privo della protezione di uno stato di
appartenenza.
>Se l'articolo 22 della Costituzione
> recita: "Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità
> giuridica, della cittadinanza, del nome", un cittadino puo' appellarsi,
> per fatto proprio e non motivo politico, a tale articolo per rinunciare
> alla cit- tadinanza italiana? ("autoprivazione" della cittadinanza)
No perché non c'entra assolutamente niente: la cittadinanza e la capacità
giuridica sono due cose diverse.