vi sottopongo un problema
un mio familiare si č recato al pronto soccorso in seguito a una caduta
č stato dimesso con diagnosi scritta di policontuso
2 settimane dopo lamentando dolore e gonfiori
torna in ospedale dove gli dicono che la gamba č rotta
e che avrfebbe dovuto tornare il giorno dopo e che gli era stato detto cosi
VERBALMENTE
io mi domando, se nel referto e' scritto POLICONTUSO
e non ci sono indicazioni di rottura
e il mio familiare NON RICORDA che gli sia stato detto di tornare
(anche perche lo avrebbe fatto nel suo interesse se glielo avessero davvero
detto)
VI CHIEDO
ci sono gli estremi per un procedimento ?
se sě,
in che termini?
Quindi il personale del pronto soccorso, a distanza di due settimane,
si ricorda di questo paziente e ricorda di aver riferito VERBALMENTE la
necessita' di tornare???
Interessante!
Ma in tutto cio', dinnanzi ad una gamba fratturata, non si ingessa subito???
Si deve tornare il giorno dopo?
Ridicoli.
> io mi domando, se nel referto e' scritto POLICONTUSO
> e non ci sono indicazioni di rottura
>
> e il mio familiare NON RICORDA che gli sia stato detto di tornare
> (anche perche lo avrebbe fatto nel suo interesse se glielo avessero davvero
> detto)
>
> VI CHIEDO
> ci sono gli estremi per un procedimento ?
> se sì,
> in che termini?
>
>
Tribunale dell' ammalato, c'e' in ogni ospedale.
Sai che ti voglio bene, ma la seconda risposta è sbagliata.
Quella giusta è vai da un avvocato, ma di quelli simili a certi
antifurti... con le palle. ;-))
> 2 settimane dopo lamentando dolore e gonfiori
> torna in ospedale dove gli dicono che la gamba è rotta
Con una ROTTURA della gamba propriamente detta (frattura anche composta
di una delle grandi ossa che compongono una gamba), non torni dopo due
settimane dal medico, credimi. E' un evento talmente importante che non
passa inosservato ne al medico, ne al paziente
Si sarà trattato di una modesta infrazione
> e che avrfebbe dovuto tornare il giorno dopo e che gli era stato detto cosi
> VERBALMENTE
Grossolano errore da parte degli operatori del P.S. Certe cose si
scrivono a chiare lettere nel verbale, non "si dicono".
> ci sono gli estremi per un procedimento ?
Non credo.
Se il tuo famigliare ha potuto tardare due settimane prima di
ri-presentarsi al p.s., significa che l'entità della "rottura" non dava
segni importanti ergo non credo esistano gli estremi per poterli
accusare di imperizia.
Poi uno fa quel che crede...
> Ma in tutto cio', dinnanzi ad una gamba fratturata, non si ingessa subito???
Con una gamba fratturata non te ne stai a casa per due settimane...
Mio nonno a 85 anni cadde, rimase a letto qualce giorno ma continuava ad
avere dolore: allora lastra e diagnori di frattura del femore (cui
segui' intervento chirurgico per installazione della protesi).
ora io devo capire se devo far intervenire un avvocato o meno
intanto aspetto di vedere se il ritardo ha causato complicazioni
>
> Sai che ti voglio bene,
Onestamente mi era sfuggito, ma mi fa piacere.
> se stai a letto, sì!
Eh, ma devi stare a letto, e pure bello fermo
Essere costretti a letto non è un sintomo trascurabile (non ti fai due
settimane a letto)
> è quello che è successo a mia madre
> e il fatto che lhanno ingessata appena si è ripresentata dimostra che la
> rottura c'è
Ripeto
C'è rottura e rottura.
"Rompersi una gamba" solitamente indica la frattura del femore, della
tibia o del perone. Ora, mi ripeto, con una frattura di ossa di quel
calibro e costantemente sotto carico non si sta due settimane senza
capire che la cosa è seria (si parla di persone normalmente
deambulanti)
Ci sarà stata una infrazione, o una piccola frattura, ma "l'han mandata
a casa con una gamba rotta e ce ne siamo accorti dopo due settimane" a
me non pare credibile. Almeno messa in questi termini.
Cosa recita il referto?
> ora io devo capire se devo far intervenire un avvocato o meno
Puoi certamente fare intervenire un avvocato.
Però non credo sarà semplice averla vinta in un eventuale giudizio.
On Sat, 11 Dec 2010 22:39:07 +0100, Frankie NiBBle® Home wrote:
> C'è rottura e rottura.
Non sono legale ne' ortopedico ma mi sento di confermare:
probabilmente c'e' stata una piccola infrazione, "coperta" magari
dall'accumulo di liquidi che si e' creato localmente, che il radiologo
non ha visto e che, passata la fase acuta e ridotto l'edema locale, e'
invece divenuta evidente. E' uno dei motivi per cui, nei casi dubbi
(ma probabilmente questo non lo sembrava), si fa ripetere la lastra a
distanza di tempo.
Direi che la cosa migliore da fare e' portare i referti del pronto
soccorso, assieme alle lastre, ad un altro radiologo: se questo sbotta
un sonoro "iolai, guarda frattura nell'osso che c'e'!" allora si
puo' sentire un legale. Se conferma invece che non si vede bene, son
dell'opinione anch'io che sara' difficile ottenere qualcosa.
Un saluto,
--
Gianfranco Bertozzi
Linux User #183585
Il consiglio qui sopra è certamente interessante e corretto anche alla
luce del nuovo Decreto Legislativo 28/2010 istitutivo del tentativo di
conciliazione delle controversie per medical malpractice.
Ho notato che negli ultimi mesi, sono state molte le ASL, fuori dalla
Regiorne Lombardia e le Az. Ospedaliere in Lombardia, che hanno
istituito speciali commissioni medico-legali per la soluzione bonaria
delle controversie.
Di sicuro le strutture sanitarie sono oggi molto preoccupate di
contenere le lamentele dei pazienti e il suggerimento di Bertozzi va
proprio nella giusta direzione sperata e voluta prima della eventuale
citazione in Tribunale. Ovviamente si presume che l'eventuale Giudice
adito terrà in altissima considerazione l'aver esperito il tentativo
conciliatorio prima della sua obbligatorietà a far tempo dal 20 marzo
2011.
Se dunque la risposta della struttura sanitaria non fosse sufficiente
per risolvere la questione, allora, si rivolga ad un medico legale
ortopedico che possa esperire giusta perizia di parte, unitamente ad
un avvocato che possa tuttelare i suoi interessi nelle opportune sedi.
Con i migliori saluti
Walter Rossi