Al di là dell'importo, (2-300 euro), mi chiedo:
- è normale che il curatore debba preoccuparsi di una cosa (il
campione) che non è gestita da lui? A quanto mi consta il campione
poteva anche essere a zero; che ne so io? Sarà la cancelleria che deve
preoccuparsi di chiuderlo per tempo.
- la cancelleria aveva visto il rendiconto ed il riparto; aspetta
adesso a farsi viva?
Oltre tutto negli altri fallimenti che ho avuto, appena depositata
l'istanza per l'apertura del c/c bancario la cancelleria piombava
subito come un falco per chiudere il campione; chi va a pensare che a
distanza di 5 anni dalla prima realizzazione di attivo il campione era
sempre aperto?
Al di là della colpa (sicuramente la cancelleria non ha brillato per
efficienza, ma c'è stata anche da parte del curatore un po' di
disattenzione), siamo proprio sicuri che in un caso del genere l'onere
debba ricadere sul curatore?
Ciao
Alessandro Lumi-Dottore Commercialista
www.giottielumi.it
www.abconsul.it
(Togli le scarpe per scrivermi una e-mail)
Gianni Verducci
Dottore Commercialista
Da noi sull'istanza di chiusura deve essere annotato il pagamento del
campione, altrimenti la stessa non viene ricevuta dalla cancelleria.
Nel predisporre il riparto finale il curatore in questione č stato poco
accorto: avrebbe dovuto accantonare le somme per il pagamento del campione.
>Ritengo che il curatore non solo non debba versare nulla (per fortuna che č
>poco......) ma che non gli competeva neanche controllare.
E' quanto sostengo anch'io, ma la Cancelleria č di diverso avviso e in
caso di rifiuto del curatore parlano addirittura di decreto ingiuntivo
a suo carico (per pura ipotesi, visti gli ottimi rapporti tra curatore
de quo e cancelleria).
>Al di là della discussione accademica, mi sa che il buon Ale si sia
>già messo in animo di pagare, come è logico che sia.
>O no?
Diciamo di sì, ma preferirei di no; oppure pagare ma trovando qualche
appiglio normativo per far loro capire che lo faccio con "animus
donandi" e per non far incorrere in problemi la cancelleria!
Qualcuno ha gli estremi delle norme che regolano il funzionamento del
campione??
Art. 91 L.F., se non erro.
Ma secondo me toppi: hanno ragione.
Quindi corrisponde proprio a quello che è un significato "antico" del
termine campione.
Grazie
Ciao
Ermanno
P.s. Se lo tiene il cancelliere non dovrebbe esserne LUI responsabile? E non
dovrebbe essere lui a provvedere al recupero delle spese prima possibile,
quando vi siano somme disponibili?
>
1) il campione è responsabilità della Cancelleria, (almeno qui a Treviso)
perchè sta a loro calcolarlo...e anche le spese di chiusura! (mi sembra che
alla fine ti dicono " stai un pò.largo...")
2) è una competenza non legata all'attività del curatore...in fi dei conti
sono spese anticipate.....che dovrebbero essere slegate dalla sua volontà!
3) posso accettare che ci possa essere sempre una responsabilità semmai in
2° grado........tanto poi alla fine è sempre colpa del curatore.......
4) non capisco come si possa imputare a lui, una volta depositato un atto
che preannuncia la chiusura della procedura........il controllo se ci sono
ancora spese.....che non sta a lui ...controllare......
boh.......
Mi sembra una contaddizione......
--
Saluti
Gianni Verducci
Dottore Commercialista
>Art. 91 L.F., se non erro.
Fin qui c'ero arrivato :-)
Mi riferisco alle disposizioni regolamentari o simili che ne regolano
il funzionamento materiale all'interno della cancelleria (come
annotare, quando, dove, come č fatto il registro, chi lo tiene
materialmente ecc...)
>Ma secondo me toppi: hanno ragione.
Non ne sono del tutto convinto: vedi anche le argomentazioni di
Verducci e Manuali.
Ripeto: a quanto ne so nel campione poteva anche non esserci niente!
Sono loro a tenerlo; piů che avvisarli che sto chiudendo la
procedura.... che devo fare? Se hanno da avere qualcosa che si
sveglino!