On Fri, 25 May 2012 20:48:29 +0200, GREEN GRASS wrote:
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> In italia vige questa distinzione (bizantina a mio parere) tra
> imprenditori e professionisti.
Non e' bizantina, e' del periodo fascista ed e' dovuta
alla esistenza degli ordini professionali. IMHO
> In molti ordinamenti esteri non c'è e anche nel diritto europeo è
> sfumata per molti aspetti.
Pero' finche' in Italia vigono le forti differenze tra le due
situazioni (fiscali, ordinamentali, etc.) ci tocca tenere
conto della distinzione.
> Quindi, se si parla di imprenditori, per il diritto italiano, non sono
> ricompresi i professionisti.
> Tuttavia, anche l'attività professionale può essere esercitata in modo
> imprenditoriale.
Questo e' vero, ma allora si tratta di aziende e l'organizzazione
E' diversa, come diverso e' il rapporto all'interno della organizzazione.
> Soprattutto dopo le ultime riforme, ritengo possibile individuare il
> sistema per far considerare un'attività di natura professionale come
> imprenditoriale. Ad esempio, nel tuo caso, se costituisci una società di
> engineering, forse il problema è superabile.
Valido suggerimento, ma appunto si tratta di una societa', con
conseguenze anche pesanti.
Trovo interessante a proposito dell'IRAP, un paragrafo in una
motivazione della Corte di Cassazione che mi pare sia interessante
nel distinguere tra il "professionista" e l'impresa:
"Un professionista che non si trovi in un rapporto di collaborazione
o subordinato, è tenuto al pagamento dell'imposta [ndr: IRAP] se sussiste
almeno uno dei seguenti requisiti:
- l'utilizzo di beni strumentali eccedenti le necessità minime per
poter esercitare la propria attività
- l'avvalersi in maniera non occasionale del lavoro altrui"
Cassazione sentenza 19688 del 17 settembre 2011.
Alla luce di questo, per quanto riguarda la questione posta dall'OP,
direi che una decisione "salomonica" direbbe:
- se paga l'IRAP ha diritto al finanziamento
- se non paga l'IRAP *non* ha diritto al finanziamento
Penso che l'equita' di una tale dirimenza sia evidente (specialmente
se fosse noto lo scopo del finanziamento, che visti i tempi, sospetto
sia a favore della formazione della forza lavoro).
Insomma, la ratio del finanziamento si potrebbe considerare quello
di lenire il peso dell'IRAP sulle imprese (peso dell'IRAP che ricordo,
e' legato ai posti di lavoro).
Altrimenti si potrebbe obbiettare che il volere accedere al
finanziamento da parte di chi non paga l'IRAP e' un po' come il detto
"botte piena e moglie ubriaca ..."