saluti Neask
[cut]
Faccio presente che già un'altra volta mi era capitata una cosa analoga,
andando in pizzeria. Quando ritirai la pizza appena sfornata e calda andai a
pagare e non avevano da farmi il resto. Così dovetti andare al primo bar
aperto che trovai e tornare in pizzeria per pagare con i soldi contati.
Intanto la pizza si era freddata...
Ciao Neask
A voler essere pedantini, il contratto di compravendita crea nell'acquirente
l'obbligo di pagare il prezzo.
E le obbligazioni vanno eseguite dal debitore "esattamente" (1218 c.d.).
Quindi, a rigore, l'acquirente dovrebbe offrirsi di pagare 9 euro e 20
centesimi. E, in assenza di tale esatta prestazione, il venditore potrebbe
rifiutarsi di ricevere il pagamento (salvo, poi, intentare causa per il
mancato esatto adempimento dell'acquirente).
Se il cliente dà, come è consueto, una somma superiore e il negoziante
accetta la somma superiore, al contratto di compravendita si aggiunge un
ulteriore rapporto giuridico, che è quello che dà diritto all'acquirente di
ripetere dal venditore l'indebito (cioè il resto, cioè gli ottanta
centesimi).
Ma solo se il negoziante non si rifiuta di ricevere l'esatto adempimento
della controparte contrattuale.
MA quante storie! BAsta lasciare la merce, riprendersi i soldi e cercare un
altro negozio!!!!
> E le obbligazioni vanno eseguite dal debitore "esattamente" (1218 c.d.).
Bene. Allora ti faccio un altro esempio. Vado a fare la spesa, arriva alla
cassa e la cifra è di 127,55 euro. Io devo essere tenuto a dare esattamente
127,55 euro anche se ne ho 130? Mi sembrava più logico che fosse la cassa ad
accollarsi questo onere.
> Se il cliente dà, come è consueto, una somma superiore e il negoziante
> accetta la somma superiore, al contratto di compravendita si aggiunge un
> ulteriore rapporto giuridico, che è quello che dà diritto all'acquirente
> di
> ripetere dal venditore l'indebito (cioè il resto, cioè gli ottanta
> centesimi).
Che significa "ripetere dal venditore l'indebito"? e per diritto cosa
intendi, un conseguente obbligo da parte del venditore di darti il resto?
> Ma solo se il negoziante non si rifiuta di ricevere l'esatto adempimento
> della controparte contrattuale.
Anche questa non l'ho capita...
Neask
> MA quante storie! BAsta lasciare la merce, riprendersi i soldi e cercare
> un
> altro negozio!!!!
Sì, vabbè... io invece preferisco conoscere quali sono i miei diritti ed
eventuali obblighi di acquirente. Poi ovvio che se non è risolvibile in
alcun modo cercherò un altro negozio, ma dalle mie parti, tanto per fare un
esempio, solo quel negozio vende "quei" croccantini che tanto piacciono al
mio cane...
ciao Neask
Secondo me i negozianti, quando ti vendono arrivare,
tirano giu` la saracinesca
Se fai tutti questi problemi per il resto, chissa quali altri
Mi permetto di rispondere alle tue domande sulle chiarissime
risposte che ti ha dato Alcibiade, che non meritavano certo
altri dubbi
>Bene. Allora ti faccio un altro esempio. Vado a fare la spesa, arriva alla
>cassa e la cifra e` di 127,55 euro. Io devo essere tenuto a dare esattamente
>127,55 euro anche se ne ho 130? Mi sembrava piu` logico che fosse la cassa ad
>accollarsi questo onere.
Forse, ma la "logica" per diventare Legge deve passare
dal Parlamento, ed ora e` pure sciolto: ti ha detto male
Non c'e`, per fortuna, alcun automatismo
Ne` dubito che la questione che ti attanaglia sia in cima
ai pensieri dei futuri Parlamentari, quali essi saranno
>>diritto all'acquirente di ripetere dal venditore l'indebito (cioe` il
>>resto, cioe` gli ottanta centesimi).
>
>Che significa "ripetere dal venditore l'indebito"? e per diritto cosa
>intendi, un conseguente obbligo da parte del venditore di darti il resto?
La seconda domanda e` la risposta della prima
>> Ma solo se il negoziante non si rifiuta di ricevere l'esatto adempimento
>> della controparte contrattuale.
>
>Anche questa non l'ho capita...
Perche` "anche" ? La prima l'hai capita, forse
non ti sei accorto di averla capita
Il negoziante _deve_ darti il resto solo se accetta un versamento
superiore, se, invece, lo rifiuta, conseguentemente non deve nemmeno
darti il resto
Alla luce di quanto affermato da Alcibiade quindi, non e`
possibile nemmeno dire "Vabbe` lascio li` la merce e me ne
vado", se l'etto di prosciutto e` tagliato, te lo devi
prendere e devi avere i denari contanti e contati, o no ?
E se invece di un etto di prosciutto si tratta di una
confenzione di carta igienica ? Se la compravendita si
e` conclusa nel momento che l'hai tolto dallo scaffale
ti resta solo da pagare _esattamente_, oppure no ?
Ciao, Mario
PS: usa la carta di credito, non avrai questi problemi
....Io uso solo carta di credito, che rottura sta moneta! :-)
> Secondo me i negozianti, quando ti vendono arrivare,
> tirano giu` la saracinesca
>
> Se fai tutti questi problemi per il resto, chissa quali altri
Ecco, bravo, adesso che hai fatto il tuo discorso a bischero possiamo
parlare sul serio? Io sto domandando, non sto facendo nessun problema,
voglio semplicemente conoscere i diritti e i doveri dell'acquirente e del
venditore in relazione ai termini del pagamento. Difficile da comprendere?
> Mi permetto di rispondere alle tue domande sulle chiarissime
> risposte che ti ha dato Alcibiade, che non meritavano certo
> altri dubbi
Certo, certo, come no...
>>Bene. Allora ti faccio un altro esempio. Vado a fare la spesa, arriva alla
>>cassa e la cifra e` di 127,55 euro. Io devo essere tenuto a dare
>>esattamente
>>127,55 euro anche se ne ho 130? Mi sembrava piu` logico che fosse la cassa
>>ad
>>accollarsi questo onere.
>
> Forse, ma la "logica" per diventare Legge deve passare
> dal Parlamento, ed ora e` pure sciolto: ti ha detto male
Ah, bravo, ottima risposta.
> Non c'e`, per fortuna, alcun automatismo
Male! Perché quando ho preso la pizza e mi son dovuto fare un bel giro prima
di trovare qualcuno che mi cambiasse i soldi mi son girati i coglioni non
poco, soprattutto dopo essere rimasto con la pizza fredda.
>
> Ne` dubito che la questione che ti attanaglia sia in cima
> ai pensieri dei futuri Parlamentari, quali essi saranno
Ecco, bravo, la tua ironia è da 4 spiccioli lo sai vero?
>>> Ma solo se il negoziante non si rifiuta di ricevere l'esatto adempimento
>>> della controparte contrattuale.
>>
>>Anche questa non l'ho capita...
>
> Perche` "anche" ? La prima l'hai capita, forse
> non ti sei accorto di averla capita
Dovresti darti al cabaret, avresti più successo, dico davvero, pensaci.
>
> Il negoziante _deve_ darti il resto solo se accetta un versamento
> superiore, se, invece, lo rifiuta, conseguentemente non deve nemmeno
> darti il resto
Ok, adesso è chiaro.
> Alla luce di quanto affermato da Alcibiade quindi, non e`
> possibile nemmeno dire "Vabbe` lascio li` la merce e me ne
> vado", se l'etto di prosciutto e` tagliato, te lo devi
> prendere e devi avere i denari contanti e contati,
Bah! A me pare strano che queste siano le condizioni. Senti, per curiosità,
a che titolo scrivi tu? Sei un avvocato o il rivenditore di alimentari che
tanto ami spalleggiare?
Neask
> No. Proprio perché viene tagliato e pesato lì, io non posso sapere quanto
> costerà e posso non avere le monete contate. Il negoziante sì. Se lui non
> ha il resto da darmi, non può obbligarmi ad andarmi a cercare un bancomat
> che magari non esiste in città.
[cut]
è lo stesso discorso che faccio io. Infatti se vai a fare la spesa, anche
dall'amico di Mario, non puoi sapere in anticipo quale sarà la somma
complessiva che dovrai versare, perché, se anche ipoteticamente tu avessi
fatto una meticolosa lista dei prodotti da comprare prima di uscire di casa,
non potresti mai prevedere eventuali variazioni di prezzo al dettaglio.
ciao Neask
Io penso che di gente sfaccendata ce ne sia molta...
A me è capitato molti anni fa (almeno 15), allo sportello della
stazione ferroviaria, di trovarmi a pagare un biglietto del treno (che
stava per partire) con 50mila lire, e il biglietto costava diciamo
36mila, ora non ricordo, ma comunque non 5 o 10mila. Ebbene, il
cassiere non aveva il resto e mi trovai a discutere parecchio, alla
fine chiese a un collega di cambiare il denaro e io riuscii a prendere
il treno. Riuscii a malapena a trattenermi dall'insultarlo.
Mi ricordo bene la sua esternazione: "non sono mica una banca", disse.
"Neanch'io", risposi.
Tra l'altro le carte di pagamento non erano ancora molto diffuse.
Un caso un po' differente da quello del negozio, però, dato che si
tratta di un servizio pubblico.
In ogni caso mi pare che sia una questione risolvibile con regole di
buon senso e di opportunità, più che di diritto.
Il cassiere di una pizzeria d'asporto che manda il cliente a cambiarsi
i soldi al bar vicino perchè non ha resto da dargli fa una brutta
figura di fronte agli altri clienti, e probabilmente potrebbe perderne
più di uno. E' quindi nel suo interesse incaricare un proprio commesso
dell'incombenza, o fare uno sconto al cliente (o entrambe le cose,
visto che il cliente dovrà aspettare qualche minuto).
Se poi un cliente si presenta con 100 euro per pagare tre pizze da 6
euro l'una... beh, la figuraccia la fa il cliente e il commerciante
penso possa a ragione incaricare quest'ultimo di procurarsi banconote
in taglio più piccolo.
Ma ripeto, sono osservazioni semplicemente ispirate a criteri di buon
senso.
non esprimo pareri giuridici perchè non saprei cosa dire :-)
mi limito a dire che mi è capitato spesso che amici stranieri si stupissero
molto di questi problemi. in molti altri paesi i negozianti si premurano
sempre di avere resto visto che la sua mancanza potrebbe portare ad una
mancata vendita.
ciao
d
> Sì, vabbè... io invece preferisco conoscere quali sono i miei diritti
> ed eventuali obblighi di acquirente. Poi ovvio che se non è
> risolvibile in alcun modo cercherò un altro negozio, ma dalle mie
> parti, tanto per fare un esempio, solo quel negozio vende "quei"
> croccantini che tanto piacciono al mio cane...
Son problemi, eh.
Io direi di cambiare negozio (e croccantini: sarà dura, ma le battaglie di
principio hanno i loro costi) e citerei il negozio renitente domandandogli
il risarcimento del danno esistenziale, tuo e del tuo fedele amico (ché
anche gli animali hanno i loro diritti, perbacco).
--
Ciao,
Francesco
Risposte solamente sul newsgroup
>
> non esprimo pareri giuridici perchè non saprei cosa dire :-)
> mi limito a dire che mi è capitato spesso che amici stranieri si
> stupissero molto di questi problemi. in molti altri paesi i negozianti si
> premurano sempre di avere resto visto che la sua mancanza potrebbe portare
> ad una mancata vendita.
si vede che gli amici stranieri sono abituati a fare la spesa nei centri
commerciali
io ho sempre girato dappertutto e non ho mai trovato alcuna differenza
tra commercianti italiani e stranieri sotto questo punto di vista...
e' capitato che c'era quello che non aveva moneta sufficiente, cosi'
come quello che mi ha riempito di moneta anziche' darmi resto in carta...
e' naturale che puo' capitare la giornata in cui tutti ti arrivano con
pezzi grossi e anche se hai caricato 100 euro di moneta all'inizio
di giornata, la esaurisci subito...
alberto
>
> Se il cliente dà, come è consueto, una somma superiore e il negoziante
> accetta la somma superiore, al contratto di compravendita si aggiunge un
> ulteriore rapporto giuridico, che è quello che dà diritto all'acquirente di
> ripetere dal venditore l'indebito (cioè il resto, cioè gli ottanta
> centesimi).
>
> Ma solo se il negoziante non si rifiuta di ricevere l'esatto adempimento
> della controparte contrattuale.
E gli obblighi di buona fede? E gli usi (e costumi) del commercio al
minuto? E l'obbligo di non aggravare capricciosamente la prestazione
del debitore?
L.
>> Ma solo se il negoziante non si rifiuta di ricevere l'esatto
>> adempimento della controparte contrattuale.
>
> E gli obblighi di buona fede? E gli usi (e costumi) del commercio al
> minuto? E l'obbligo di non aggravare capricciosamente la prestazione
> del debitore?
Infatti: se il creditore non può legittimante rifiutare un circolare,
figurati se può rifiutare una banconota di taglio leggermente superiore al
prezzo del prodotto.
Nonono, la vittoria nel giudizio per il ristoro dei danno esistenziale da
bocconcino per cani sgradita è certissima: fossi nell'OP cercherei un
avvocato che lo difenda in quota lite, non faticherà a trovarne.
Ce ne sono anche sul ng.
> Infatti: se il creditore non può legittimante rifiutare un circolare,
> figurati se può rifiutare una banconota di taglio leggermente superiore al
> prezzo del prodotto.
Quale buona fede? Quello screanzato, con la scusa di comprare i crocchini
del cane, vuole farmi fuori tutta la scorta di moneta! Quali usi e costumi?
Nel mio negozio non si praticano così! Quale capriccio? Voglio i miei soldi
e basta. E, se proprio non ha l'esatto importo, mi faccia un circolare non
trasferibile per l'esatta somma dovuta!
> Nonono, la vittoria nel giudizio per il ristoro dei danno esistenziale da
> bocconcino per cani sgradita è certissima: fossi nell'OP cercherei un
> avvocato che lo difenda in quota lite, non faticherà a trovarne.
> Ce ne sono anche sul ng.
Come come? È certo, invece, che perderà la causa e che io gli farò una
riconvenzionale, perché mi ha lasciato in negozio i crocchini che ormai
stanno scadendo e che per me sono un costo di magazzino. Eppure posso
provare che lo scambio di volontà c'è stato, perché ho molti testimoni. Non
vorrai mica insinuare che il giddippì valuterà la questione senza quella
serietà che merita, vero?
Ma io mi difenderò e farà lui fatica a trovare un avvocato in quota lite?
Chi mai accetterebbe di essere pagato con una percentuale di crocchini?
ma va anche suggerita?
non ci si arriva da soli?
oh mamma..
3 opzioni:
1) il negoziante ti regala la merce
2) tu regali il resto al negoziante
3) il negoziante non ti vende la merce e tu ti tieni i soldi
propendo per l'opzione 3
--
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E-Mail: LEVAILwnc...@wnc2.biz
il resto lo puoi avere "sempre" se il ciente usa dei tagli di banconote
sensati, se uno entra e mi compra una barretta da 1.60 con una banconota da
200euro, il fondo cassa dura poco.
ponziopilato, non sono un cretino... leggi pochi post sopra.
Mi piacerebbe però sapere come si configura un'ipotesi simile dal
punto di vista giuridico, a prescindere dal caso concreto da cui siamo
partiti.
Il compratore che offre una prestazione pecuniaria che non corrisponde
al prezzo pattuito, può pretendere di concludere la compravendita
obbligando il venditore a restituirne il resto? E il compratore può
legittimamente rifiutarsi di concludere la vendita?
Nel caso in cui si tratti di beni deperibili che il venditore non può
rivendere, a fronte del pagamento inesatto del compratore (che cioè dà
di più e pretende di avere il resto) il venditore può pretendere
l'esatto adempimento?
> obbligando il venditore a restituirne il resto? E il compratore può
> legittimamente rifiutarsi di concludere la vendita?
Leggi: e il VENDITORE può legittimamente rifiutarsi di concludere la
compravendita?
ok, ma quante menate..
cliente: scusi sa, mi aspetta che passo piu tardi a portarle i soldi?
negoziante: ok, lasci qui la spesa e torni piu tardi
negoziante "non ho il resto da darle, se torna domani glielo do, segnamo
tutto sullo scontrino, siamo tra galantuomini"
cliente "no, io non esco senza resto"
negoziante "aspetti che telefono a casa e faccio venire mia moglie che abita
dall'altra parte della città a portarmi i 3 euro che mancano, se ha
pazienza, traffico permettendo tra due ore sarà qui"
"paghi col bancomat" "prenda qualcosa d'altro sino al raggiungimento della
cifra che ha"
"miiiiiiii che scassamento di ppppalleeeeeeeee"
oh, può capitare che si rimanga senza monetine..
la legge dice che tu devi pagare il corrispettivo della merce.
non parla fortunatamente di resti, tagli di banconote e quant'altro...
fortunatamente certe cose si pensa possano essere legate al
buon senso comune . Anche se evidentemente alle volte il buon
senso non sembra esistere.
E' chiaro che in un caso come quello citato, tu hai l'obbligo legale
di dare al negoziante i 4.60 euro e stop.
Se lui ti da il resto , bene, altrimenti potete decidere tra
lasciargli la merce, lasciare da pagare, lasciargli il resto
e/o farsi dare un buono. Chiaramente dovete essere d'accordo
entrambi su una qualsiasi di queste opzioni.
Del resto, a rigor di logica, se lui ha esaurito tutta la moneta
perche' magari sono entrati 10 clienti con pezzi grossi,
che dovrebbe fare? forgiare al momento delle monete e
dipingere delle banconote? farti un assegno?
alberto
>> Infatti: se il creditore non può legittimante rifiutare un circolare,
>> figurati se può rifiutare una banconota di taglio leggermente
>> superiore al prezzo del prodotto.
>
>
> Quale buona fede? Quello screanzato, con la scusa di comprare i
> crocchini del cane, vuole farmi fuori tutta la scorta di moneta!
> Quali usi e costumi? Nel mio negozio non si praticano così! Quale
> capriccio? Voglio i miei soldi e basta. E, se proprio non ha l'esatto
> importo, mi faccia un circolare non trasferibile per l'esatta somma
> dovuta!
Eh già, perché ora far la coda in banca per incassare un circolare da 4,55
euro è meno gravoso e dunque maggiormente richiedibile in
buonafedecontrattuale che fare un salto al negozio accanto per cambiare una
banconota da 10 euro e dare il resto all'OP (o al limite nella medesima
banca in cui avresti versato il circolare, se proprio sei così
inviso&rompicoglioni che i negozianti viciniori si rifiutano di farti il
piacere) .
> Non vorrai mica insinuare che il giddippì valuterà la
> questione senza quella serietà che merita, vero?
Minchia, non l'avevo valutata in prospettiva di boicottaggio del
magistratononprofessionale.
Se non ci fosse stato il CU di 30 euro un congruo numero di difensori
rompipalle avrebbe potuto redigere e depositare un congruo numero di
citazioni e comparse di pari fittizietà e spessore economico al solo fine di
ingolfare gli uffici giudicipaceschi.
A volte mi fai paura.
> Ma io mi difenderò e farà lui fatica a trovare un avvocato in quota
> lite? Chi mai accetterebbe di essere pagato con una percentuale di
> crocchini?
Non farò quel nome, ma tu mi stai istigando a delinquere.
Comunque in quota lite non vanno solo i croccantini ma anche il danno
esistenziale subito dal migliore amico dell'uomo, e per il secondo stiamo
parlando di importi tutt'altro che bagatellari.
A proposito di danno esistenziale, ti segnalo che il perdurante mancato
ricevimento della seconda tranche di certe a te ben note foto comporta
l'evidente necessità per la mia assistita di tutelarsi nelle debite sedi
culinarie, nelle quali si riserva ogni opportuna azione non
esclusa -inademplenti non est adimplendum- la tua interdizione a vita da
future somministrazioni di frittura di pesce.
----------------------
Tu devi essere uno di quelli che quando va a comprare la carta igienica si
porta la tazza del water e la fotografia del culo appresso!!!!
STRAQUOTO!! Scusa se URLOOOOOO!!
[...]
> tre pizze da 6
> euro l'una... beh, la figuraccia la fa il cliente e il commerciante
> penso possa a ragione incaricare quest'ultimo di procurarsi banconote
> in taglio più piccolo. [...]
Chi e' commerciante evita 2 volte i clienti che pagano con banconote da
100euro spese irrisorie, primo perche' ti portano via tutti i resti,
secondo perche' spesso e volentieri i 100euro sono falsi ;-) Lo so per
esperienza...
merlinO
Il buon senso dice che il negoziante deve avere il resto (ma di una cifra
ragionevole però...), e mi sembra molto molto strano che non avesse 5,40 da
darti. A me è capitato che un cliente pagasse pochi euro di spesa appena
aperto il negozio con 500 euro, e gliene andava pure a lui perchè non ero
provvisto di resto sufficiente......lasciamo perdere le conclusioni perchè
sono ovvie.....
Mi risulta che in passato (quando era reato), svariati commercianti erano
stati condannati per avere rifiutato denaro, a nulla valendo l'aver opposto
di non avere il resto.
saluti
Luca
mica si rifiuta di concluderla. E' il compratore che non ha
i soldi adeguati.
alberto
> A proposito di danno esistenziale, ti segnalo che il perdurante mancato
> ricevimento della seconda tranche di certe a te ben note foto comporta
> l'evidente necessità per la mia assistita di tutelarsi nelle debite sedi
> culinarie, nelle quali si riserva ogni opportuna azione non
> esclusa -inademplenti non est adimplendum- la tua interdizione a vita da
> future somministrazioni di frittura di pesce.
Eeeeh, adesso vuoi il resto pure tu!
Ma le cose belle vanno godute, assaporate un po' alla volta. Un po' come la
mano di carte a poker: si devono sbirciare le carte un po' per volta,
scoprendo lentamente l'angolino in alto.
Poi - e so che mi pentirò di quello che sto per dire - ho recentemente
tradito linux, acquistando per casa un macintosh. Insomma, chi mi assicura
che gimp funzioni allo stesso modo su quel diverso sistema operativo? Né
vorrai che io rovini le foto, causando un danno esistenziale a te e alla
tua assistita.
Sono certo che un ulteriore anticipo di frittura di pesce potrebbe rendermi
la fatica meno improba. Magari, ipotizzo io, da versarsi il giorno 10
marzo 2008, quando, come tu sai, dalle mie parti si affacceranno alcuni
nomi nobili di quella setta giudodemoplutomassonica che finisce in bis.
questa forse te la sei inventata tu al momento...
il rifiuto di monete in corso legale vuol dire che se uno ti deve
1000 euro e ti paga con due da 500 non puoi dirgli "no, voglio
pezzi da 20".
alberto
Messaggi subliminali, carboneria, sette segrete, massoneria, lobbismo
occulto, ecc... ecc... Il niuggì è proprio ridotto male.
L.
> Nonono, la vittoria nel giudizio per il ristoro dei danno esistenziale da
> bocconcino per cani sgradita è certissima: fossi nell'OP cercherei un
> avvocato che lo difenda in quota lite, non faticherà a trovarne.
> Ce ne sono anche sul ng.
Non vedo l'ora di leggerne il commento sulla guida al diritto.
--
Candido
No, sono semplicemente interessato alla questione dal punto di vista
civilistico.
Ti faccio notare che il diritto civile spesso si insegna e si impara
anche attraverso casi di tutti i giorni come questo, analizzandoli
volutamente in maniera precisa con il codice alla mano.
Ovvio che nella vita di tutti i giorni il problema ha ben minore
rilevanza, ma è utile analizzare questi casi per capire il meccanismo
elaborato dal codice in casi simili.
Del resto pensavo che in un ng dedicato al diritto si potesse
argomentare anche in questo senso.
ok, ma non è stato per colpa del commerciante
:-)
Ci sono 4 casi possibili:
1)Negoziante con 50 euro in cassa e cifra da pagare inferiore ai 50 euro.
2)Negoziante con 50 euro in cassa e cifra da pagare superiore ai 50 euro
3)Negoziante senza 50 euro in cassa e cifra da pagare superiore ai 50 euro
4)Negoziante senza 50 euro in casse e cifra da pagare inferirore ai 50 euro.
Nel caso 1 ,2 e 3 pagare con 100 euro o con due banconote da 50 (caso 2
e 3 ) la situazione e' equivalente.
Solo il caso 4 diminuisce sensibilmente la quantita' dei resti nella
cassa ma non avere una banconota da 50 euro in cassa per un negozio
normale e' abbastanza raro.
Il caso si puo' estendere alle 200 e 500 euro che comunque sono molto
piu' rare.
Per mia esperienza concreta pago molto spesso(non cosi' spesso come
vorrei!!) la mensa(8 euro) con 100 Euro ed non hanno mai problemi di
resto (la banconota da 50 la hanno sempre).
Giulia
Giulia
Dimentichi gli aspetti penalistici della vicenda. io nel comportamento del
negoziante intravvedo (almeno sotto il profilo del dolo eventuale) la
volontà, da un lato, di indebitamente trattenere il resto (che dato il tono
usato potrebbe addirttura essere sussunta nell'ampia previsione di cui
all'art. 629 c.p.) e, dall'altro, quella di ledere l'integrità fisica sia
del padrone che della povera bestiola.
E' logica conseguenza che almeno due cause andrebbero intentate.
Per gli aspetti amministrativistici mi rimetto ad eventuali e più dotti
pareri.
> sě, ma non é una questione di diritti o di obblighi. E, come dice
> qualcun'altro, buon senso.
Il buon senso va a farsi benedire se č l'occasione, non siamo ipocriti
suvvia...
Se la pizzeria ha appena sfornato una bella pizza calda e non ha da darti il
resto o si rifiuta di dartelo, ti rimangono soltanto poche alternative:
a) cerchi qualche bar che ti cambi le banconote...MA... se il barista
facesse lo stesso ragionamento del pizzaiolo???
b) dici al pizzaiolo che vai ad un bar a cambiarle e ti dilegui per sempre
c) trovi il barista che non fa ostruzionismo, torni a pagare la pizza e te
la mangi bella fredda
d) se avevi un appuntamento tipo cinema alle ore 20.10 e la pizza avresti
potuto mangiarla se tutto fosse filato liscio, probabilmente rinunci alla
pizza, rimani a digiuno, e ricorri all'epediente del punto b)
e) lasci al pizzaiolo il resto sperando che quando ritorni si voglia
ricordare di te. Nel frattempo perň, se avevi i soldi in tasca giusto per
andare al cinema adesso non li hai piů ed il cinema va a farsi benedire.
Conclusioni: il buon senso va a farsi benedire, se le cose non vanno per il
verso giusto mi girano i coglioni automaticamente e opto per la b) in barba
a quel pizzaziolo che mi ha creato solo noie e non ci torno piů.
Il buon senso... ma vi pare che secondo il buon senso comune sia piů logico
che debba essere io, cliente, ad avere un fondo cassa sempre disponibile
oppure il negoziante che ha la cassa? Lascio a voi l'ardua sentenza sul
senso comune.
> Come come? È certo, invece, che perderà la causa e che io gli farò una
> riconvenzionale, perché mi ha lasciato in negozio i crocchini che ormai
> stanno scadendo e che per me sono un costo di magazzino. Eppure posso
> provare che lo scambio di volontà c'è stato, perché ho molti testimoni.
> Non
> vorrai mica insinuare che il giddippì valuterà la questione senza quella
> serietà che merita, vero?
>
> Ma io mi difenderò e farà lui fatica a trovare un avvocato in quota lite?
> Chi mai accetterebbe di essere pagato con una percentuale di crocchini?
[CUTTONE]
Hai scritto una serie di fesserie senza fine, te ne rendi conto oppure no?
Vabbè, continua pure a giocare con i tuoi bambolotti, ma spostati là vicino
a quel burrone.
Neask
Di cani avvocati ce ne son pochi di avvocati cani....... quanti ce ne
saranno?
> Del resto pensavo che in un ng dedicato al diritto si potesse
> argomentare anche in questo senso.
Ottogiugno, rinunciaci, qui sembra di essere all'asilo...
E comunque sono certo che la maggior parte di loro che hanno dato quelle
risposte cosě "logiche ed intelligenti" non hanno mai studiato
giurisprudenza.
saluti Neask
> Poi - e so che mi pentirò di quello che sto per dire -
Au contraire: accolgo la dichiarazione conformandomi all'insegnamento di Lc
15,22-24.
> ho recentemente
> tradito linux, acquistando per casa un macintosh.
Un duplice passo avanti: sei tornato tra gli os proprietari e puoi far
girare windows in parallelo.
Però...
> gimp
...però, dicevo, qui ci vorrebbe un gesto di coerenza: alla tua età e nella
tua posizione potresti anche concederti l'acquisto di un programma di
fotoritocco decente (ora che hai un OS su cui farlo girare) anzichè rimaner
legato a quel surrogato opensource che la miglior dottrina (ed anche la
peggiore, ad eccezione di pochi fedajin pinguinari) unanimamente definisce
"un'incredibile ciofeca".
In denegata ipotesi mi vanno bene anche i raw.
> Sono certo che un ulteriore anticipo di frittura di pesce potrebbe
> rendermi la fatica meno improba. Magari, ipotizzo io, da versarsi il
> giorno 10 marzo 2008, quando, come tu sai, dalle mie parti si
> affacceranno alcuni nomi nobili di quella setta
> giudodemoplutomassonica che finisce in bis.
Ho letto, ma persino quel simulacro di fantoccio che tiene luogo della mia
coscienza si oppone a che io diserti un lunedì di marzo nell'immediatezza
del ritorno da sedici giorni maldiviani.
Tanto più che da informazioni assunte presso fonti piduiste (e asseverate
mediante l'uso delle rune e della cabala) mi risulta che il 19 marzo 2008 tu
abbia un impegno a Firenze.
So bene che per nulla al mondo bidoneresti quell'appuntamento, consapevole
come sei che le sorti dell'Italia e dell'Impero dipendono dalla tua
presenza.
Ed ecco, proprio in tale sede ben potrebbe svolgersi, mi pare, la permuta
tra foto e frittura.
quello non lo so... ma nemmeno colpa mia, e non stavo ad andare per la città
a cercarmi un bancomat della mia banca perché il suo POS non funzionava...
Alla fine io ci ho perso tempo ma lui ha perso una vendita, ha dovuto
risistemare merce deperibile sugli scaffali, e ha perso una cliente...
Come ho detto, nessun obbligo né da parte mia né da parte sua, ma la legge
del mercato é quella..
:)
In tale opera si distinguono tante e diverse situazioni (rifiuto assoluto,
rifiuto illegittimo, accettazione per valore inferiore al nominale ecc.) e
si richiamano quelle sentenze a cui facevo riferimento nella precedente mail
(ne è menzionata una, in particolare, dove il reato è commesso da un
bigliettaio di un tram).
Se invece consulti un altro dei trattati fondamentali di diritto penale
("Giurisprudenza Sistematica di Diritto Penale" di Bricola e Zagrebelsky,
codice penale, parte speciale, volume 6, pag. 468), trovi altre sentenze
tral le quali: Cass. 04.11.1980, dove si afferma che non è necessario il
dolo, ma basta la colpa; nonché Pretori di Genova 20.09.1981 e Siracusa
28.02.1981, che trattano il caso di un funzionari di banca che avevano
rifiutato troppe monete metalliche.
Cordialità
Luca
> quello non lo so... ma nemmeno colpa mia, e non stavo ad andare per la
> città a cercarmi un bancomat della mia banca perché il suo POS non
> funzionava... Alla fine io ci ho perso tempo ma lui ha perso una vendita,
> ha dovuto risistemare merce deperibile sugli scaffali, e ha perso una
> cliente...
meno male ha perso una cliente cosi', se non e' in grado di comprendere
una difficolta' temporanea ed ha tenuto un comportamento cosi'
sgradevole.
alberto
> Se invece consulti un altro dei trattati fondamentali di diritto penale
> ("Giurisprudenza Sistematica di Diritto Penale" di Bricola e Zagrebelsky,
> codice penale, parte speciale, volume 6, pag. 468), trovi altre sentenze
> tral le quali: Cass. 04.11.1980, dove si afferma che non è necessario il
> dolo, ma basta la colpa; nonché Pretori di Genova 20.09.1981 e Siracusa
> 28.02.1981, che trattano il caso di un funzionari di banca che avevano
> rifiutato troppe monete metalliche.
scusa, non vedo cosa possano centrare tutte queste sentenze.
qui si parla di una persona che materialmente non ha dentro
alla cassa il resto da dare al cliente. Dovrebbe forse cagarlo?
scusa la volgarita', ma se non la capisci con le buone...
alberto
> Per gli aspetti amministrativistici mi rimetto ad eventuali e più dotti
> pareri.
Beh, che diamine, io ormai ho assunto la difesa del commerciante. Non posso
passare dall'altra parte così disinvoltamente.
Ma, se proprio dovessi, dove mettiamo l'obbligo di contrattare? E quella
d.i.a., che il cinoaffamatore ha a suo tempo presentato, gliela vogliamo
lasciare in costanza di violazione di tale obbligo o gliela vogliamo
revocare?
Se poi lui fosse inserito in un centro commerciale, che raggiunge la
superficie utile solo a mezzo del suo esercizio, una volta revocata la
licenza, non si dovrà forse procedere in pari modo anche nei riguardi del
centro nel suo complesso? Il tutto senza previa comunicazione d'avvio del
procedimento, perché è chiaro che la situazione creatasi espone tali
problemi d'urgenza da rendere gravosa ogni dilazione procedimentale.
Anche perché è certo che tutti quei commercianti lì sono come lui. Non
vogliono mai darti il resto. Neppure se ti presentassi a comprare un
pacchetto della <<gomma del ponte>> con un normalissimo pezzo da 500.
Però io insisterei soprattutto sugli aspetti civilistici, perché è evidente
che la responsabilità per il danno esistenziale non è solo del
commerciante. Ha la sua buona parte anche quello che ha venduto il
barboncino, il quale, nel libretto di istruzioni allegato al cane, non ha
indicato che l'animale pretende di essere alimentato. Per di più con una
marca di crocchini reperibili solo da alcuni selezionati dettaglianti, i
quali tuttavia non usano dare il resto.
È chiaro, infatti, che il proprietario del cane, se fosse stato
preventivamente informato, avrebbe dovuto, secondo la diligenza del buon
padre di famiglia (che non cito mica a sproposito, in questo caso),
presentarsi in negozio con i soldi contati.
> Ho letto, ma persino quel simulacro di fantoccio che tiene luogo della mia
> coscienza si oppone a che io diserti un lunedì di marzo nell'immediatezza
> del ritorno da sedici giorni maldiviani.
Je pensais pour la dimanche, mon ami. Je n'crois pas ta femme desire pas
aller ses parents, après seize jours maldiviens!
> Tanto più che da informazioni assunte presso fonti piduiste (e asseverate
> mediante l'uso delle rune e della cabala) mi risulta che il 19 marzo 2008
> tu abbia un impegno a Firenze.
Mais oui?
> So bene che per nulla al mondo bidoneresti quell'appuntamento, consapevole
> come sei che le sorti dell'Italia e dell'Impero dipendono dalla tua
> presenza.
Si, è vero. Qui si fa l'Italia o si muore (ma è più probabile la seconda: ho
assaggiato un po' di quei crocchini).
>
> Ed ecco, proprio in tale sede ben potrebbe svolgersi, mi pare, la permuta
> tra foto e frittura.
Dirotti che ieri sera, giorno di San Valentino, fui invitato da un mio
cliente in un noto ristorante lagunare. Non ne dirò il nome, mi limiterò a
dire che è a Castello e che l'insegna allude ad una duplice attività di
fornaio.
Posto bello, molto venetian style, servizio adeguato (cioè molto venetian
style, per chi capisce cosa intendo dire), vino di valore; sono pure
convinto che il cliente, al momento dell'esibizione del conto, avrebbe
preferito pagarmi la parcella (e io gli avrei dato pure il resto). Però,
però... ecco, devo dire, la frittura di tua suocera è di gran lunga
superiore.
> Alla fine io ci ho perso tempo ma lui ha perso una vendita, ha dovuto
> risistemare merce deperibile sugli scaffali, e ha perso una cliente...
Perdere un cliente cosě, per un commerciante, č un ottimo
investimento... :P
--
Candido
scusa, ho 500 euro in tasca, se vado al bar a bere il caffč e quello non ha
il resto, dici che me lo fa risputare?
:-)
[met tuà les accentens ou nesesser avec la giust inclinasion]
Je croyais que le rendez-vous (je ne dirai pas rassemblemant car Ireneo est
notoirement allergique a ce mot) etait pour le lundi.
Dimanche on pourrait bien le faire.
> Je n'crois pas ta femme desire
> pas aller ses parents, après seize jours maldiviens!
>> Tanto più che da informazioni assunte presso fonti piduiste (e
>> asseverate mediante l'uso delle rune e della cabala) mi risulta che
>> il 19 marzo 2008 tu abbia un impegno a Firenze.
>
> Mais oui?
Bien sur. Tu as droit à une nouvelle chance à baby-foot: il n'y a pas
besoin, j'éspere, de te rappeller que ta derniere épreuve ne fut pas -comme
on peut le dire...- étonnant.
De plus, tu n'as pas encore vu le nouveau president (d'acord, ca n'est pas
une perspective trop séduisante).
> ho assaggiato un po' di quei crocchini).
Orpo, il nome che avevo in mente per la quota lite non era mica il tuo.
>> Ed ecco, proprio in tale sede ben potrebbe svolgersi, mi pare, la
>> permuta tra foto e frittura.
>
>
> Dirotti
Più che dirottare, mi sembra che tu stia svicolando: il 19 marzo a pranzo
sei mio ospite?
> la frittura di tua
> suocera è di gran lunga superiore.
Non ne dubito, ma la suocera a firenze te la porto solo se accetti di
dormirci insieme.
> Più che dirottare, mi sembra che tu stia svicolando: il 19 marzo a pranzo
> sei mio ospite?
ahimé, non posso.
Credo che passerò quella giornata con duecento gentili signorine e cento
bravi giovanotti che, per quel dì, hanno fissato un appuntamento con me.
Pare che penderanno dalle mie labbra. E a giugno, ancor di più, penderanno
dalla mia penna (sul loro libretto).
Le foto di Alcibiade in costume da bagno le vogliamo vedere anche noi,
eccheccavolo.
--
Mario <Magi...@tuccghiko.net>: Sebastiano Venabile reloaded (part 2)
http://www.slimmit.com/go.asp?4BA
> dira' che pagherai la prossima volta, a me č capitato alcune volte!!!ů
ma che tte a piji con me? ero ironico marňňňňň
ci son 200 post per una cazz.. come questa che si risolve in due secondi con
il buon senso..
:-))
ciao
Qualora si fosse fronteggiata una situazione di straordinaria
amministrazione (esempio, tutti con in mano banconote da 100.000 lire),
ovviamente non si poteva attribuire neppure una negligenza o un'imprudenza,
e il reato non era punibile per mancanza di dolo/colpa. Erano casi di "forza
maggiore" (art. 45 cp).
P.S. Ognuno qui cerca di offrire un piccolo contributo (magari sbagliando) a
dubbi o domande formulate da altri. Lo scambio di idee e la riflessione sono
un bel patrimonio per tutti.
Perciò mi sembra fuori luogo l'aggressività nel linguaggio (es. "te la sei
inventata tu al momento, se non la capisci con le buone", ecc.), che certo
non aiuta nessuno. Non aiuta neppure te a soffermarti su quanto dicono gli
altri e tale fatto, con tutta evidenza, si nota parecchio.
Cordialità
Luca
Luca Sergio wrote:
ok, perň processare uno perchč ha finito le monetine o anche sol pensare di
farlo.. č da repubblica delle banane anzichenň..
> Le foto di Alcibiade in costume da bagno le vogliamo vedere anche noi,
> eccheccavolo.
No, sono foto non di me, ma assai più compromettenti.
È per quello che Tex insiste: teme che io le divulghi e che non rispetti il
patto tra gentiluomini che lui ha sottoscritto con me, una volta ricevuto
il mio ricat... cioè, volevo dire, la mia proposta contrattuale.
> ahimé, non posso.
Fellone.
F.
Ma son quelle di cui si discute ut faciat eam regnare"?
quelle sono...
E dove guella insegnò dovrai farti vedere:-))
Lamento un persistente fischio alle orecchie.
Secondo voi, posso chiedervi il ristoro del conseguente danno esistenziale?
lo citava sempre mio padre, funzionario di banca d'italia a via nazionale
91, negli anni Settanta, quando i negozianti, con la scusa della reale
mancanza a volte di tagli piccoli, cercavano di arrotondare in più degli
incassi... Ricordate i mini assegni dell banche, i gettoni telefonici, le
caramelle come resto....? Al viso stupito del commerciante che neanche
sapeva cose era il codice penale, aggiungeva: "con le inevitabili
conseguenze sulla licenza..."
T&P
> In passato, molti anni fa, alcuni regolamenti interni di enti pubblici
> addirittura obbligavano i responsabili delle casse a premunirsi, a
> inizio giornata, di rifornirsi del resto da offrire al pubblico in
> quantità sufficiente ad affrontare situazioni di ordinaria
> amministrazione. Qualora i cassieri non si fossero predisposti in tal
> senso, la loro colpa stava nell'aver violato i regolamenti interni.[...]
> In altri sentenze, si precisa che la colpa stava nella violazione
> della regola generale di prudenza nel non essersi predisposti a
> ricevere denaro dando il relativo resto (colpa cd. generica o per
> nelgligenza e imprudenza).
Ma anche no.
"Gentile Cliente,
lungi da me anche solo il pensiero di rifiutare moneta avente corso legale
nello Stato.
E dunque ben volentieri accetterò, per il suo valore nominale di dieci euro,
la banconota di pari importo con la quale mi propone di pagare le due
scatole di croccantini che offro in vendita al pubblico a quattro euro e
sessanta ciascuna.
Mi pare tuttavia corretto informarla che in questo momento non ho a
disposizione ottanta centesimi in moneta e conseguentemente, mentre sarei
ben lieto di accettare la sua banconota, non sarei però in grado di
consegnarle immediatamente dopo il resto cui ha diritto.
Se crede di procedere, può prendere i croccantini, consegnarmi la banconota
e passare più tardi a ritirare la cospicua somma di Euro 0,80 di cui sin
d'ora mi dichiaro indiscutibilmente debitore.
Se invece Lei non sopporta di farmi credito per qualche ora, le consento
tranquillamente di rinunciare all'acquisto tenersi la banconota e rinunciare
all'acquisto dei croccantini: le va di culo che non sono un rompicoglioni
come Alcibiade, altrimenti potrei impuntarmi sull'assunto che la
compravendita si è già perfezionata e, pertanto, ben potrei pretendere il
pagamento del corrispettivo."
Dal rifiutare la moneta al non avere il resto c'è un bel salto e una
sentenza che ipotizzi il 693 per la mancanza del resto (e non per il rifiuto
della moneta eventualmente motivato da mancanza del resto) vorrei proprio
vederla.
Luca
Saluti
Luca
Che frase sciocca... Un commerciante che non ha un POS di backup e cerca di
imporre a un cliente di farsi chilometri per prelevare i contanti...?
Ripeto... Bah...
quello che é capitato a me (da un buon commerciante che vuol mantenersi il
cliente) é che ti chiede di aspettare, prende il biglietto ed esce lui a
cambiarlo. Mi sembra la cosa più furba.
:-)
> Che frase sciocca... Un commerciante che non ha un POS di backup e cerca di
> imporre a un cliente di farsi chilometri per prelevare i contanti...?
> Ripeto... Bah...
Io trovo sciocco incolpare il commerciante di un guasto, ma il punto è
un altro.
Il solo fatto che tu sia qui a lamentarti di una cosa come questa è
indice di un atteggiamento che, credimi, è parecchio fastidioso.
Per questo motivo perdere un cliente - diciamo "problematico" - è
sicuramente un buon investimento, specialmente in termini di qualità
della vita.
--
Candido
> Candido, forse hai perso il filo...
Probabile :)
Son giorni difficili... -.-
Chiedo venia per lo sproloquio! :)
--
Candido
..un thread infinito per pochi spiccioli di resto (ve li hanno dati poi?)
immagino che se il vicino vi guarda storto oltre ad assoldare Taormina,
intasereste pure il server..
> Giorni difficili per il lavoro (sei un commerciante?).
No, mi sto laureando e sto finendo la tesi. Perň i miei hanno un negozio
e ho sempre lavorato in negozio per pagarmi gli studi, quindi ho ben
presente la situazione. :)
Comunque sono d'accordo con quanto hai scritto, senza contare che anche
i commercianti sono persone, con tutto quello che comporta, alti e
bassi.
> Ma spero
> che le cose ti vadano meglio, qualsiasi sia il problema.
Nessun problema, solo tante corse per finire e consegnare questa tesi in
tempo :P
--
Candido
> Xxxxxx per la laurea, Candido!
ARGH! Ma allora lo fai apposta? :P
Non si scherza con certe cose! :P
--
Candido
..è nato un amore..
>Il buon senso... ma vi pare che secondo il buon senso comune sia più logico
>che debba essere io, cliente, ad avere un fondo cassa sempre disponibile
>oppure il negoziante che ha la cassa? Lascio a voi l'ardua sentenza sul
>senso comune.
Certo che SI': tu sei UNO, quanto ti costa portarti appresso spicci?
In un negozio possono entrare 1000 persone: con quanti quintali di
spicci dovrebbe premunirsi secondo te? E ammesso che abbia un
container di spicci, sfiga vuole che FINISCANO ugualmente, che
facciamo? E in tutto cio', comunque, perche' vuoi trovarci per forza
un tuo diritto di un qualsiasi genere?
Infatti, non ci sono più i bei flamer di una volta.
Tex29 wrote:
> ponziopilato wrote:
> > Candido wrote:
> > > Bianca <Bia...@ns.it> wrote:
> > >
> > > > Xxxxxx per la laurea, Candido!
> > >
> > > ARGH! Ma allora lo fai apposta? :P
> > > Non si scherza con certe cose! :P
> >
> > ..č nato un amore..
>
> Infatti, non ci sono piů i bei flamer di una volta.
perň vedi che sono spariti? magari stanno dandosi "il resto" in pvt
:-))
> perň vedi che sono spariti? magari stanno dandosi "il resto" in pvt
> :-))
:P
--
Candido