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CIR vs. Mondadori: perchè i giudici di Milano non hanno sbagliato

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bogie

unread,
Oct 7, 2011, 10:33:23 AM10/7/11
to
Antefatto 1: nel 2001 il presidente del consiglio on. Silvio Berlusconi,
accusato di corruzione (semplice e non in atti giudiziari) nella vicenda
Lodo Mondadori, pur essendo il "beneficiario finale" dell'episodio
corruttivo ne esce prosciolto essendo il reato prescritto grazie anche alla
(gentile) concessione all'imputato da parte dei magistrati delle attenuanti
generiche. Condannati per corruzione in atti giudiziari (più grave di quella
"semplice") furono invece i protagonisti diretti della vicenda: il giudice
Metta estensore della sentenza che assegnava la prima casa editrice del
paese alla Fininvest gli avvocati Fininvest Previti, Pacifico e Acampora
tramite i quali venne pagato al giudice il prezzo della compravendita della
sentenza.

Antefatto 2: Nel 2011 il procedimento civile di risarcimento danni alla Cir
di De Benedetti (che venti anni prima si era vista sottrarre la Mondadori a
causa della corruzione del giudice Metta ormai accertata con sentenza
definitiva), vede soccombere la Mondadori condannata in appello a risarcire
CIR per ca. 540 milioni di euro (importo significativamente ridotto rispetto
ai 750 ca. stabiliti in primo grado).

Antefatto 3: Marina Berlusconi, figlia del presidente del consiglio on.
Silvio Berlusconi, presenta qualche giorno fa un esposto al ministero della
giustizia on.
Nitto Palma, scelto per quel dicastero da suo padre on. Silvio Berlusconi,
affinchè il ministro disponga l'invio di ispettori ministeriali (il compito
dei quali è
solitamente verificare la possibile presenza di illeciti disciplinari
nell'azione dei magistrati) presso il tribunale di Milano autore della
sentenza che colpisce la Mondadori, azienda da lei presieduta e di
proprietà della famiglia Berlusconi.


Nell'esposto di cui sopra, Marina Berlusconi fra l'altro afferma

1) che CIR non avrebbe alcun diritto al risarcimento perchè non propose
revocazione della sentenza del 1991 (c.d. Lodo Mondadori), conditio sine qua
non (prima balla), secondo
Mondadori, per poter chiedere e ottenere un risarcimento

2) che la corte d'Appello di Milano con la sua sentenza si sostituisce
(seconda balla) nel
merito al Tribunale di Roma e alla sua sentenza del 1991, quella appunto
frutto di
corruzione come accertato con sentenza definitiva.

3) che i giudici di Milano hanno in sostanza "taroccato", omettendone alcune
parti, precedenti sentenze della Cassazione al fine di arrivare a
conclusioni diametralmente opposte (terza balla) a quelle che, secondo
Mondadori, la
Cassazione stessa avrebbe stabilito.

In realtà la Cassazione, in due sentenze espressamente e fedelmente
richiamate dalla sentenza del luglio 2011 della Corte d'Appello milanese,
ha già precedentemente stabilito che

a) "La domanda e la conseguente pronuncia risarcitoria ex art. 185 c.p. NON
POSSONO ESSERE CONDIZIONATE alla EVENTUALE e futura im pugnazione
straordinaria per revocazione e al suo esito."
(Cass. Pen. sent. 33435/2006)

e che

b) "quando una sentenza sia frutto di reato, oltre alla sua EVENTUALE
impugnazione per revocazione, spetti al danneggiato l'ordinaria azione
risarcitoria (vuoi come parte civile in sede penale, vuoi dinanzi al giudice
civile), discendendo l'OBBLIGAZIONE RISARCITORIA in via diretta dall'
accertamento del fatto reato, senza che tale azione sia preclusa dal
precedente "giudicato" civile determinato dal reato"
(Cass. 3060/1984)

E già queste due osservazioni basterebbero ampiamente a confutare i punti 1
e 3 dell'esposto di Marina Berlusconi
Per quanto riguarda poi il punto 2 basta notare che la corte d'Appello di
Milano non si è affatto sostituita a quella romana

Per il trib. di Milano (e per la giurisprudenza) infatti, la sentenza di
Roma del 1991 è come se non fosse mai esistita ("tamquam non esset"),
proprio perchè viziata in nuce dalla corruzione del giudice Metta.

Inoltre, nonostante l'accertamento in via definitiva della compravendita
della sentenza del 1991, la titolarità delle azioni Mondadori era e resta
oggi della
Fininvest (prprio come stabilito dal Lodo Mondadori frutto di corruzione)
Se, per assurdo, il trib. di Milano oggi avesse deciso
chessò di assegnare d'ufficio alla CIR (espropriandole a Fininvest) le quote
Mondadori allora si che avrebbe senso parlare di sostituzione. E la
preventiva azione di revocazione della sentenza
del 1991 allora avrebbe FORSE avuto una sua formale ragion d'essere.
E dico forse, perchè essendo il reato in discussione la corruzione di un
giudice, quella sentenza di Roma del 1991 tutto può avere tranne che il
valore di "sentenza" nel senso più completo del termine o di "giudicato"
contro cui può essere proposta azione di revocazione.

In realtà il trib. di Milano qualche mese fa ha solamente e legittimamente
stabilito il giusto risarcimento
dovuto alla CIR.

bogie
--
Membro del Luigino Fans Club

"La speranza è una trappola inventata dai padroni."
Mario Monicelli, marzo 2010











John Doe

unread,
Oct 7, 2011, 2:47:42 PM10/7/11
to

"bogie" <blac...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:j6n2ij$e6f$1...@dont-email.me...
+1000
e son del Milan


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