On Wed, 26 Mar 2014 18:38:04 +0100, pirex wrote:
> Il 24/03/14, Massimo Potere ha detto :
>> Non ho moglie , però un collega mi ha detto che deve passare un assegno
>> per mantenere la sua ex moglie.E' vero ?
>
> Sì e no.
> Dipende da cosa decide il giudice in base alla situazione, anche
> economica ma non solo, familiare
>
>
>> Perché dopo un divorzio devo mantenere una donna con cui non più
>> condivido nulla?
>
>
> Perché prima condividevate tutto e lei/lui ci aveva fatto l'abitudine.
Anche qui non riusciamo ad essere d'accordo.
Io la vedo diversamente. Il matrimonio e' un contratto, anzi uno dei
contratti piu' solenni. E la forma la chiarisce, con la presenza di
almeno due testimoni firmatari, il pubblico ufficiale, ed eventualmente
anche una folla composta da conoscenti delle due parti contraenti.
Ed il contratto prevede chiaramente che in nessun modo sia previsto
un contributo "50/50", bensi':
"Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie
sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo,
a contribuire ai bisogni della famiglia."
In altre parole, se una delle parti e' un "incapace economico", significa
che l'altra parte si prende l'impegno di contribuire al 100% ai bisogni
della famiglia.
E nella versione religiosa, questo contratto non ha scadenza (fino a che
morte non vi separi). Nella versione civile, ultima versione, sulla
"durata" del contratto non si fa menzione. Pero' resta aperta la
facolta' che se l'impegno di contribuire al 100% ai bisogni della
famiglia, e' stato dato, essa, seppure in forma ridotta, debba proseguire
anche dopo il contratto e' stato rotto per colpa della parte pagante.
Purtroppo, in Italia, ci sono troppi per cui i "contratti" in generale,
sono un "optional". Si rispettano quando fa comodo, si cerca di
sgattoialare quando diventano scomodi.
Imparate a non firmare i contratti che non volete rispettare e le cose
diventano meno complicate!