Seconda parte (quella che più mi interessa): mi sono rivolto ad un
altro legale per l'eventuale appello e gli ho spiegato tutto
(naturalmente lui si è letto tutto il fascicolo di primo grado): mi
dice che i margini di un ricorso in appello NON CI SONO in quanto, se
quelle prove "schiaccianti" non sono state presentate in primo grado,
il giudice dell'appello NON le ammetterà più, in quanto con l'appello
si possono riesaminare fatti già prodotti in primo grado, ma prove
nuove non è possibile portarne. Anche questo nuovo legale, cmq,
stigmatizza il comportamento del suo collega. Però io non mi fido
molto, nel senso che ho paura che questo avvocato "non voglia mettersi
contro" un altro collega, quindi per tali motivi sia riluttante ad
andare avanti. Ho provato a dirgli che le prove non sono state
presentate soltanto per negligenza del vecchio avvocato, ma lui dice
che va tutto provato, che è un macello e si rischia di perdere pure in
appello.
Ora...voi come vedete la vicenda ? E' vero ciò che mi ha detto ?
Scusate la lungaggine del post e grazie a tutti per i consigli che mi
darete.
> Ora...voi come vedete la vicenda ? E' vero ciò che mi ha detto ?
Il secondo avvocato ha ragione.Non lo fa per evitare di mettersi
contro un collega ma lo fa per impossibilita' concreta.
In sede di appello viene preso in riesame tutto cio' che e' gia' stato
depositato in prima grado ma senza possibilita' di depositare altre
nuove prove.
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> Ora...voi come vedete la vicenda ? E' vero ciò che mi ha detto ? Scusate
> la lungaggine del post e grazie a tutti per i consigli che mi darete.
Il secondo legale che hai interpellato ha le sue ragioni.
E consistono in questo, che in appello sono vietati i nuovi mezzi di
prova, e per "nuovi" si intendono quelli non dedotti in primo grado.
E' possibile chiedere che siano ammessi solo in circostanze gravi, ma
bisogna pur sempre darne una dimostrazione concreta, diversa da affermare
semplicemente un fatto non ulteriormente verificabile.
Bisognerebbe poi valutare se esistono altre ragioni per proporre appello.
Quanto al primo legale, è lui a dover provare di aver correttamente
adempiuto ai suoi doveri, ma se gli vuoi opporre di non aver citato un
testimone o di non aver prodotto la documentazione, converrebbe poter
provare che lui era stato sollecitato per tempo a farlo.
Ad ogni modo, se non impugni per tempo la sentenza, devi rispettare quel
che vi è scritto e, quantomeno pagare le spese legali di parte avversa.
Altrimenti impugni anche la condanna alle spese.
Per quanto riguarda i compensi del tuo legale, sappi che puoi chiedere la
nota specifica e rivolgerti al Consiglio dell'Ordine presso il cui albo
l'avvocato è iscritto per trovare un accordo sui compensi.
Inoltre se hai gli elementi per dimostrare le sue manchevolezze (e non si
tratta di mandare sostituti in udienza, perché quella è una faccenda
quotidiana, dovuta al fatto che lo stesso giorno possono essere previste
udienze diverse, in luoghi diversi), puoi presentare un esposto al
Consiglio dell'Ordine che valuterà il profilo disciplinare.
Oltre a contestare il credito quando l'avvocato agirà in giudizio per
ottenere i suoi compensi.
Se non ti fidi del parere del secondo avvocato, rivolgiti ad un altro,
purché abbia la tua stima.
La storiella sul "non mettersi contro" ormai è vecchia: gli avvocati non
sono più 20 persone che si conoscono e si frequentano dentro e fuori il
Tribunale.
Nella maggior parte dei casi si ha a che fare con colleghi mai conosciuti
prima di aver ricevuto l'incarico.
--
Gabriele Orlando
Avvocato in Palermo
Ci fosse la possibilita' di rivolgersi ad altre corti potresti
allegare nuove prove o andare oltre l'insuperabilita' del "giudicato"
ma in Italia purtroppo il "monopolio" della giustizia ce l'ha lo stato.
> ma in Italia purtroppo il "monopolio" della giustizia ce l'ha lo stato.
Non dire cazzate...
> Inoltre se hai gli elementi per dimostrare le sue manchevolezze (e non si
> tratta di mandare sostituti in udienza, perché quella è una faccenda
> quotidiana, dovuta al fatto che lo stesso giorno possono essere previste
> udienze diverse, in luoghi diversi), puoi presentare un esposto al
> Consiglio dell'Ordine che valuterà il profilo disciplinare.
> Oltre a contestare il credito quando l'avvocato agirà in giudizio per
> ottenere i suoi compensi.
Ti dimentichi il chiedere i danni....
Mica sono io il suo difensore :-)