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Condomini inquilini e accesso alle aree comuni del tetto

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treck...@gmail.com

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Feb 6, 2013, 7:48:29 PM2/6/13
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Buongiorno, vorrei sentire un po' di pareri sulla legalità o meno di una situazione IMO abbastanza allucinante che e' capitata nel palazzo dove abito (sembra una trama da film, ma e' tutto vero purtroppo...).

Descrivo (forse un po' troppo prolissamente, ma e' per dare tutte le info in un'unico post) la situazione.

Condominio tre portoni/civici differenti, con 9 interni per scala (scale non comunicanti tra di loro), 2 per piano per i primi 4 piani e uno solo all'ultimo. Gli appartamenti dell'ultimo piano fuoriescono dal tetto piatto dall'edificio e hanno una parte del lastrico solare ad uso esclusivo come terrazzo. Il resto del tetto in pratica circonda, a mo' di ferro di cavallo rettangolare, i 3 appartamenti ed i loro terrazzi, che sono comunque isolati tramite un muretto con sopra una ringhiera metallica.

Per accedere all'area del tetto e' presente un'unica porta metallica (sostituita di recente), situata all'incirca all'altezza dell'ultimo pianerottolo del primo dei tre civici. Le chiavi della porta tradizionalmente (si fa cosi' da almeno 40 anni, tutti i proprietari ne sono al corrente e nessuno ha mai contestato la cosa) sono a disposizione dell'amministratore e ai 6 consiglieri (2 per civico) del condominio.

Nell'area comune del tetto sono presenti le due antenne condominiali, le canne fumarie, l'antenna di un radioamatore, e alcune parabole dei singoli condomini, rimanendo comunque ancora abbastanza spazio per installare molte altre parabole fissandole sulla ringhiera di sicurezza.

Veniamo ai fatti: il forte vento dei giorni scorsi ha inclinato pesantemente una parabola (una delle piu' vecchie) rendendola inutilizzabie e (timore principale del proprietario) potenzialmente a pericolo caduta, situazione peraltro visibile anche dalla strada essendo messa quasi nell'angolo del palazzo.

Il proprietario della parabola ha chiamato i propri antennisti di fiducia per farla riparare, chiedendo l'assistenza di uno dei consiglieri della sua scala per poter aprire la porta. Giunti all'ultimo piano della scala in cui vi e' l'accesso si sono però trovati davanti la porta chiusa non solo con la serratura, ma anche con una catena e lucchetto posti tra la maniglia e la righiera delle scale. Provato a chiamare gli inquilini (abitano li' da meno di un anno, avendo il proprietario, che prima vi abitava, cambiato città e affittato la casa) dell'appartamento all'ultimo piano per avere informazioni, ma non c'era nessuno (mattinata feriale, fino a sera non sarebbero presumibilmente rientrati).

Provato a contattare i consiglieri di quella scala, ma anche questo tentativo e' andato a vuoto, mentre l'amministratore non rispondeva al cellulare. Inutile dire che l'aggiunta di una catena non era mai stata discussa in assemblea.

Alla fine, mentre discutevano sul da farsi nel portone del palazzo entrano alcuni dei condomini di quel civico, tra cui uno dei consiglieri, e nessuno di loro era al corrente della presenza della catena.

Sentito finalmente l'amministratore (che ha l'ufficio dall'altra parte della città) ha affermato che qualche mese prima erano passati dal suo ufficio gli inquilini dell'appartamento, dicendogli che volevano installare una catena alla porta che dà sul tetto, ritenendo che estranei potevano introdursi nel portone, scassinare o sfondare la porta che da sul tetto e da li' scavalcare nel loro terrazzo ed entrargli in casa per rubare. Stando all'amministratore gli avevano portato una copia della chiave del lucchetto, ma lui si era ripromesso di discutere della cosa in assemblea per eventualmente comprare qualcosa come condominio e decidere a chi affidare le chiavi, avendo comunque capito che gli abitanti dell'ultimo piano non avrebbero agito a breve. Poi, che sia vero o meno, ha affermato di non sapere che fine ha fatto la chiave (magari non voleva attraversare tutta la città per portarla) e quindi ha fatto intervenire un ferramenta della zona perche' tagliasse la catena e permettesse la messa in sicurezza della parabola penzolante. Gli antennisti smontano la parabola e, già che si interviene su questa, il proprietario decide di cambiare gli illuminatori mettendone uno scr, lavoro che poteva essere completato solo l'indomani dopo aver comprato gli apparati.

L'indomani torna su con gli antennisti e la chiave della porta prestatagli dal consigliere e, appena arrivati in zona, vengono aggrediti verbalmente dagli abitanti dell'ultimo piano, parecchio alterati per la forzatura della loro catena. Lasciando stare imprecazioni e altro, i tipi hanno affermato che ritenevano il proprietario della parabola direttamente responsabile di eventuali furti che potevano avvenire sul loro terrazzo o in casa loro mentre non c'era piu' la catena (ma ricordo che comunque c'e' una porta chiusa metallica a chiave), che gli avrebbero chiesto il rimborso della catena (in realtà ancora utilizzabile, visto che il ferramenta ha fatto saltare solo una anello all'estremo), che se qualcuno vuole salire sul tetto puo' chiedere a loro quando ci sono o all'amministratore, che essendo il lucchetto loro decidono loro a chi affidare le chiavi e non vogliono che le abbiano altri condomini, che se troveranno anche la catena nuova tagliata faranno murare la porta a loro spese "cosi' nessuno và piu' sul tetto che e' usabile solo da loro perche' sono loro che hanno uno dei terrazzi", e altri deliri in crescendo. Il tutto cercando di non far accedere gli antennisti al tetto, che alla fine sono entrati solo grazie alla mediazione degli altri condomini intervenuti perche' attirati dalle urla.

Il padrone di casa, contattato dopo la scenata dei suoi inquilini, sembra lavarsene le mani e sostiene di non sapere nulla della catena o altro, ma che e' una questione che eventualmente si sbrigherà l'amministratore (a cui delega sempre quando c'e' assemblea, abitando ora dall'altra parte d'Italia).

Ora, dando per scontato che le uscite sul murare la porta o altri blocchi peramenenti siano palesemente innapplicabili, e che siano infondato il reclamare l'uso di tutto il tetto solo perche' loro hanno gia il terrazzo, sono sorte alcune domande nel palazzo:

* I residenti all'ultimo piano possono, per motivi di loro sicurezza (ma in tanti anni sono i primi che si fanno queste paranoie), obbligare ad inserire ulteriori protezioni alla porta? E se decidono di pagarle loro, possono poi vincolare il condominio a dare le chiavi di queste solo all'amministratore e a nessun altro? Io credo di no in entrambi i casi....

* L'uscita del ferramenta, che ovviamente ora vorrà essere pagato, chi la paga? Il proprietario della parabola (pericolante o meno che fosse)? Il condominio? L'amministratore che si e' perso la chiave (ammesso che fosse vero) e non ha detto a nessuno della nuova catena di cui era stato messo al corrente? Il padrone dell'appartamento degli inquilini paranoici (eventualmente rivalendosi su questi)? Gli inquilini che hanno messo la catena?

* Se un domani dovessero di nuovo bloccare la porta di testa loro, e stavolta l'emergenza creasse danni a causa del ritardo (es un pezzo di cornicione che inizia a staccarsi e poi crolla del tutto prima che si riesca ad intervenire), chi risponde degli eventuali danni?

Saluti
trecktreck

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Feb 8, 2013, 12:49:39 PM2/8/13
to
On Wed, 06 Feb 2013 16:48:29 -0800, treck...@gmail.com wrote:

...snip...

> L'indomani torna su con gli antennisti e la chiave della porta
> prestatagli dal consigliere e, appena arrivati in zona, vengono
> aggrediti verbalmente dagli abitanti dell'ultimo piano, parecchio
> alterati per la forzatura della loro catena. Lasciando stare
> imprecazioni e altro, i tipi hanno affermato che ritenevano il
> proprietario della parabola direttamente responsabile di eventuali furti
> che potevano avvenire sul loro terrazzo o in casa loro mentre non c'era
> piu' la catena (ma ricordo che comunque c'e' una porta chiusa metallica
> a chiave), che gli avrebbero chiesto il rimborso della catena (in realtà
> ancora utilizzabile, visto che il ferramenta ha fatto saltare solo una
> anello all'estremo), che se qualcuno vuole salire sul tetto puo'
> chiedere a loro quando ci sono o all'amministratore, che essendo il
> lucchetto loro decidono loro a chi affidare le chiavi e non vogliono che
> le abbiano altri condomini, che se troveranno anche la catena nuova
> tagliata faranno murare la porta a loro spese "cosi' nessuno và piu' sul
> tetto che e' usabile solo da loro perche' sono loro che hanno uno dei
> terrazzi", e altri deliri in crescendo.

Io sarei scattato con tono accusatorio: "Ma allora e' vero che siete
stati voi a mettere la catena ?!"
"Male, domani vi querelo per violenza contro le cose, Art.392 CP"
"Vede, caro il mio signore, io sono uno dei comproprietari e lei
mettendo quella catena ha operato violenza, mutando la destinazione
della mia comproprieta'."
"Se poi vuole murare la porta, aggrava ancora di piu' la sua posizione."

Inoltre, era mio diritto tagliare la catena, come disposto da

Art. 52 - Difesa legittima -
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto
dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il
pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia
proporzionata all'offesa.

Il fatto e' "danneggiamento" dell'altrui proprieta' (la catena).
L'offesa ingiusta e' la violazione del diritto del proprietario
(comproprietario). La difesa, peraltro limitata al minimo, con il taglio
di una solo maglia della catena, e' certamente proporzionata all'offesa.
Infatti, l'elemento piu' costoso, il lucchetto e' stato salvaguardato.

> Il padrone di casa, contattato dopo la scenata dei suoi inquilini,
> sembra lavarsene le mani

E perche' doverbbe intervenire ? Il padrone di casa non e' il "tutore"
degli inquilini. Se gli inquilini compiono dei reati, la responsabilita'
e' degli inquilini.

> e sostiene

"sostiene" pare dubbitativo: lei non vuole credere al locatore ?
Cominciamo bene ...

> di non sapere nulla della catena o
> altro, ma che e' una questione che eventualmente si sbrigherà
> l'amministratore (a cui delega sempre quando c'e' assemblea, abitando
> ora dall'altra parte d'Italia).

In effetti, la tutela della parti comuni e' compito proprio
dell'amministratore, ma in questo caso e' complice della violazione,
ed andrebbe denunciato per correita'.

> * I residenti all'ultimo piano possono, per motivi di loro sicurezza (ma
> in tanti anni sono i primi che si fanno queste paranoie), obbligare ad
> inserire ulteriori protezioni alla porta?

Ma neanche per sogno (vedi diritto di proprieta' e Codice Penale) !!!
Se proprio hanno paura, si mettono le inferriate alle porte e finestre
della LORO abitazione.

> E se decidono di pagarle loro,
> possono poi vincolare il condominio a dare le chiavi di queste solo
> all'amministratore e a nessun altro? Io credo di no in entrambi i
> casi....

Comanda l'assemblea condominiale, ed in ogni caso, neanche l'assemblea
puo' menomare il diritto del singolo proprietario.

> * L'uscita del ferramenta, che ovviamente ora vorrà essere pagato, chi
> la paga?

Lei ha subito una serie di danni, faccia il conto e presenti il conto
agli inquilini ed all'amministratore (nella persona dell'amministratore,
non come "amministratore" del condominio).
Se pero' si rifiutano di pagare deve presentare querela.

> Il proprietario della parabola (pericolante o meno che fosse)?

Mi sono perso, ma se lei non e' il proprietario, come e' finito in
questione ? Nota: lei non puo' chiedere danni se non e' stato
danneggiato (ovvero se non aveva nulla da fare sul tetto in quel
momento specifico, salvo fare inventarsi qualche bugia).

In ogni caso lei ha una grande confusione e si fa facilmente
suggestionare.

Prossima volta, se capita qualcosa del genere, prima di agitarsi,
deve prendere le sue carte e verificare se ha un diritto di accesso.
Una volta verificato, carta in mano, del suo diritto, trancia la catena
senza tanti complimenti.


Le racconto una vicenda che ha dei paralleli. Al rogito non mi danno
le chiavi dell'appartamento, dicendo che sono in cantiere. Poco male,
il giorno dopo vado in cantiere ed il muratore si rifiuta di darmi le
chiavi, perche' non ha avuto istruzioni dal costruttore (che si trovava
in altra citta').
Tranquillo, lo guardo in faccia, e gli dico: se entro mezz'ora non
telefona a chi di dovere per avere istruzioni, torno con un fabbro
e faccio tagliare la porta. Sconcerto del muratore: "Ma lei non puo'
fare una cosa del genere, io chiamo i carabinieri!"
"Certo che posso farlo, sono il proprietario e la porta la sfondo quando
mi pare e mi piace, e chiami pure i carabinieri, cosi' la denuncio per
violenza privata, visto che mi impedisce di entrare nella mia proprieta'
nonostante mia esplicita richista."
Ovviamente il muratore mi ha subito consegnato le chiavi (ed ha
sbagliato, perche' avrebbe dovuto "subito" telefonare per chiedere
conferma).
Piu' avanti, ho saputo che ad un altro condomino e' accaduto la stessa
cosa, solo che il pirla, comportandosi come se il muratore fosse una
autorita' (la cultura fascista dell'autorita' ...), invece di chiamare
un fabbro (o minacciare di farlo) se ne e' andato via con le pive nel
sacco, tornando il giorno dopo accompagnato da un'avvocato (che costa
di piu' del fabbro ...).

La prima e' la logica del padrone (forse l'essere imprenditore aiuta)
La seconda e' la logica del suddito ...
Non capisco come mai in Italia cosi' tanti sono timidi con le loro
proprieta' private e tanti altri invece abusano, andando ad infierire anche
sui diritti altrui. O meglio, lo interpretto con la mia tesi della
diffusa cultura fascista, in base alla quale la popolazione e' divisa
in due parti: quella che comanda e quella che obbedisce, in barba ai
diritti civili e di proprieta'.

Roberto Deboni

Corrado

unread,
Feb 28, 2013, 7:54:17 PM2/28/13
to
Am 08.02.2013, 18:49 Uhr, schrieb Roberto Deboni DMIsr
<ne...@analisienergie.it>:

> On Wed, 06 Feb 2013 16:48:29 -0800, treck...@gmail.com wrote:
>

>
> Io sarei scattato con tono accusatorio: "Ma allora e' vero che siete
> stati voi a mettere la catena ?!"
> "Male, domani vi querelo per violenza contro le cose, Art.392 CP"
> "Vede, caro il mio signore, io sono uno dei comproprietari e lei
> mettendo quella catena ha operato violenza, mutando la destinazione
> della mia comproprieta'."
> "Se poi vuole murare la porta, aggrava ancora di piu' la sua posizione."
>
> Inoltre, era mio diritto tagliare la catena, come disposto da
>
> Art. 52 - Difesa legittima -
> Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto
> dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il
> pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia
> proporzionata all'offesa.
>
> Il fatto e' "danneggiamento" dell'altrui proprieta' (la catena).
> L'offesa ingiusta e' la violazione del diritto del proprietario
> (comproprietario). La difesa, peraltro limitata al minimo, con il taglio
> di una solo maglia della catena, e' certamente proporzionata all'offesa.
> Infatti, l'elemento piu' costoso, il lucchetto e' stato salvaguardato.
>

Vedo che conosci a menadito i codici. Eppure non conosci il testo e le
conseguenze di una legge che é importante per il convivere civile. Oltre a
non conoscere la Costituzione Italiana

--
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Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 2, 2013, 1:59:29 PM3/2/13
to
Ha presenta cosa e' la giurisprudenza italiana ?

Neanche gli avvocati sono preparati su tutta la materia, ma si specializzano
in settori. E cosi' accade che un cittadino che per qualche motivo (ad
esempio per avere svolto l'attivita' di amministratore di condominio per
25 anni, oppure un imprenditore che ha dovuto gestire una societa' per
10 anni) ha avuto a che fare costantemente in qualche branca specifica
della materia, puo' capitare che ne' sa di piu' di un'avvocato che pero'
sia specializzato in altre branche (ad esempio un penalista puo' benissimo
essere piuttosto sperso per quanto riguarda la giurisprudenza condominiale).
E' la pratica dell'esperienza.

Ed ora, mi citi un paese nel mondo, ove la media dei cittadini conosca
cosi' bene le leggi elettorali locali cosi' tanto da capire le sottogliezze
come dello spostare i confini delle circoscrizioni elettorali oppure il
cambiare i premi di maggioranza, etc.

> Oltre
> a non conoscere la Costituzione Italiana

Dipende da cosa intende per "conoscere". Non essendo avvocato, ho certamente
varie lacune in materia. Suppongo che lei, mi abbia affibbiato una
valutazione cosi' tranciante ("non conosce") dall'alto di una conoscenza
profonda della materia. Giusto ?

Curiosita', in quale ambito avrei evidenziato una mia lacuna sulla
Costituzione Italiana ?

Roberto Deboni
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