On Wed, 06 Feb 2013 16:48:29 -0800,
treck...@gmail.com wrote:
...snip...
> L'indomani torna su con gli antennisti e la chiave della porta
> prestatagli dal consigliere e, appena arrivati in zona, vengono
> aggrediti verbalmente dagli abitanti dell'ultimo piano, parecchio
> alterati per la forzatura della loro catena. Lasciando stare
> imprecazioni e altro, i tipi hanno affermato che ritenevano il
> proprietario della parabola direttamente responsabile di eventuali furti
> che potevano avvenire sul loro terrazzo o in casa loro mentre non c'era
> piu' la catena (ma ricordo che comunque c'e' una porta chiusa metallica
> a chiave), che gli avrebbero chiesto il rimborso della catena (in realtà
> ancora utilizzabile, visto che il ferramenta ha fatto saltare solo una
> anello all'estremo), che se qualcuno vuole salire sul tetto puo'
> chiedere a loro quando ci sono o all'amministratore, che essendo il
> lucchetto loro decidono loro a chi affidare le chiavi e non vogliono che
> le abbiano altri condomini, che se troveranno anche la catena nuova
> tagliata faranno murare la porta a loro spese "cosi' nessuno và piu' sul
> tetto che e' usabile solo da loro perche' sono loro che hanno uno dei
> terrazzi", e altri deliri in crescendo.
Io sarei scattato con tono accusatorio: "Ma allora e' vero che siete
stati voi a mettere la catena ?!"
"Male, domani vi querelo per violenza contro le cose, Art.392 CP"
"Vede, caro il mio signore, io sono uno dei comproprietari e lei
mettendo quella catena ha operato violenza, mutando la destinazione
della mia comproprieta'."
"Se poi vuole murare la porta, aggrava ancora di piu' la sua posizione."
Inoltre, era mio diritto tagliare la catena, come disposto da
Art. 52 - Difesa legittima -
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto
dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il
pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia
proporzionata all'offesa.
Il fatto e' "danneggiamento" dell'altrui proprieta' (la catena).
L'offesa ingiusta e' la violazione del diritto del proprietario
(comproprietario). La difesa, peraltro limitata al minimo, con il taglio
di una solo maglia della catena, e' certamente proporzionata all'offesa.
Infatti, l'elemento piu' costoso, il lucchetto e' stato salvaguardato.
> Il padrone di casa, contattato dopo la scenata dei suoi inquilini,
> sembra lavarsene le mani
E perche' doverbbe intervenire ? Il padrone di casa non e' il "tutore"
degli inquilini. Se gli inquilini compiono dei reati, la responsabilita'
e' degli inquilini.
> e sostiene
"sostiene" pare dubbitativo: lei non vuole credere al locatore ?
Cominciamo bene ...
> di non sapere nulla della catena o
> altro, ma che e' una questione che eventualmente si sbrigherà
> l'amministratore (a cui delega sempre quando c'e' assemblea, abitando
> ora dall'altra parte d'Italia).
In effetti, la tutela della parti comuni e' compito proprio
dell'amministratore, ma in questo caso e' complice della violazione,
ed andrebbe denunciato per correita'.
> * I residenti all'ultimo piano possono, per motivi di loro sicurezza (ma
> in tanti anni sono i primi che si fanno queste paranoie), obbligare ad
> inserire ulteriori protezioni alla porta?
Ma neanche per sogno (vedi diritto di proprieta' e Codice Penale) !!!
Se proprio hanno paura, si mettono le inferriate alle porte e finestre
della LORO abitazione.
> E se decidono di pagarle loro,
> possono poi vincolare il condominio a dare le chiavi di queste solo
> all'amministratore e a nessun altro? Io credo di no in entrambi i
> casi....
Comanda l'assemblea condominiale, ed in ogni caso, neanche l'assemblea
puo' menomare il diritto del singolo proprietario.
> * L'uscita del ferramenta, che ovviamente ora vorrà essere pagato, chi
> la paga?
Lei ha subito una serie di danni, faccia il conto e presenti il conto
agli inquilini ed all'amministratore (nella persona dell'amministratore,
non come "amministratore" del condominio).
Se pero' si rifiutano di pagare deve presentare querela.
> Il proprietario della parabola (pericolante o meno che fosse)?
Mi sono perso, ma se lei non e' il proprietario, come e' finito in
questione ? Nota: lei non puo' chiedere danni se non e' stato
danneggiato (ovvero se non aveva nulla da fare sul tetto in quel
momento specifico, salvo fare inventarsi qualche bugia).
In ogni caso lei ha una grande confusione e si fa facilmente
suggestionare.
Prossima volta, se capita qualcosa del genere, prima di agitarsi,
deve prendere le sue carte e verificare se ha un diritto di accesso.
Una volta verificato, carta in mano, del suo diritto, trancia la catena
senza tanti complimenti.
Le racconto una vicenda che ha dei paralleli. Al rogito non mi danno
le chiavi dell'appartamento, dicendo che sono in cantiere. Poco male,
il giorno dopo vado in cantiere ed il muratore si rifiuta di darmi le
chiavi, perche' non ha avuto istruzioni dal costruttore (che si trovava
in altra citta').
Tranquillo, lo guardo in faccia, e gli dico: se entro mezz'ora non
telefona a chi di dovere per avere istruzioni, torno con un fabbro
e faccio tagliare la porta. Sconcerto del muratore: "Ma lei non puo'
fare una cosa del genere, io chiamo i carabinieri!"
"Certo che posso farlo, sono il proprietario e la porta la sfondo quando
mi pare e mi piace, e chiami pure i carabinieri, cosi' la denuncio per
violenza privata, visto che mi impedisce di entrare nella mia proprieta'
nonostante mia esplicita richista."
Ovviamente il muratore mi ha subito consegnato le chiavi (ed ha
sbagliato, perche' avrebbe dovuto "subito" telefonare per chiedere
conferma).
Piu' avanti, ho saputo che ad un altro condomino e' accaduto la stessa
cosa, solo che il pirla, comportandosi come se il muratore fosse una
autorita' (la cultura fascista dell'autorita' ...), invece di chiamare
un fabbro (o minacciare di farlo) se ne e' andato via con le pive nel
sacco, tornando il giorno dopo accompagnato da un'avvocato (che costa
di piu' del fabbro ...).
La prima e' la logica del padrone (forse l'essere imprenditore aiuta)
La seconda e' la logica del suddito ...
Non capisco come mai in Italia cosi' tanti sono timidi con le loro
proprieta' private e tanti altri invece abusano, andando ad infierire anche
sui diritti altrui. O meglio, lo interpretto con la mia tesi della
diffusa cultura fascista, in base alla quale la popolazione e' divisa
in due parti: quella che comanda e quella che obbedisce, in barba ai
diritti civili e di proprieta'.
Roberto Deboni