In pratica per fare un esempio: il de cuius ha lasciato un testamento in cui
nomina erede universale un amico. Il de cuius ha discendenti legittimi a cui
spetta la legittima.
Posso dire che i vocati sono tutti (eredi e amico) e il delato sarebbe solo
l'amico, ma essendoci la quota indisponibile di legittima, anche i
legittimari devono essere considerati delati (che cmq devono accettare
l'eredità)
Contra: se il de cuius non ha legittimari è libero di devolvere il
patrimonio ad un erede universale amico che cmq risulterà vocato e delato e
dopo che avrà accettato (come delato) risulterà erede.
E' corretto il mio discorso?
Grazie
cioè in qualsiasi modo si giri la frittata il vocato e il delato sono la
stessa cosa (mi rendo conto di non essere stata molto chiara
nell'esposizione)
>E' corretto il mio discorso?
>--
Direi di si...in effetti la vocazione, essendo una designazione di
colui che dovrà succedere, viene definita come il titolo in base al
quale si succede: quindi per testamento oppure per legge. In questo è
corretto dire che entrambe le forme possono coesistere (testamento e
legittima).
La delazione è l'offerta del diritto di succedere, quindi, come dicono
alcuni autori, l'aspetto "dinamico" della vocazione.
Riguardo alla coincidenza tra vocazione e delazione, secondo me esse
coincidono sempre, nell'esempio da te posto, in quanto gli unici casi
in cui esse debbano essere tenute distinte, cioè collocate in contesti
temporali differenti, sono quelli relativi a colui che ancora deve
nascere (subordinata all'evento "nascita"), o a condizione che un
soggetto si laurei, ecc., quindi soggette a condizione sospensiva o
risolutiva.
Di più non mi viene in mente. :-)
Alex
--
"Le leggi...per i nemici si applicano,per gli amici si interpretano"(G.Giolitti).
>cioč in qualsiasi modo si giri la frittata il vocato e il delato sono la
>stessa cosa (mi rendo conto di non essere stata molto chiara
>nell'esposizione)
>--
Si, nella stragrande maggioranza dei casi. :-)
> in cui esse debbano essere tenute distinte, cioè collocate in contesti
> temporali differenti, sono quelli relativi a colui che ancora deve
> nascere (subordinata all'evento "nascita"),
quindi coloro che sono solo concepiti (entro 300 gg dalla morte) o nascituri
non ancora concepiti sono solo VOCATI e diverranno delati quando? Quando
acquisteranno la capacità giuridica con la nomina di un tutore (che
accetterà per conto loro la delazione e quindi diventeranno eredi), oppure
(ipotizzando che la patria potestà non voglia far nominare alcun tutore)
quando acquisteranno la capacità di agire al 18 anno e accetteranno la
delazione.
E' corretto?
> o a condizione che un
> soggetto si laurei, ecc., quindi soggette a condizione sospensiva o
> risolutiva
ok, e anche in questo vaso è solo vocato, al verificarsi della condizione
egli diventerà delato accettando l'eredità.
Concordi
Ti ringrazio in anticipo per gli spunti eccellenti
Ti sfugge l'art. 1 c.c.?
no, non mi sfugge la capacità giuridica. Perchè, cosa sto sbagliando?
Beh, avevi scritto "acquisteranno la capacita' giuridica con la nomina
di un tutore"...
hai ragione, poich� la capacit� giuridica � anticipata per i concepiti essi
sono vocati, ma � corretto dire che diventeranno delati con la nomina del
tutore?
quando saranno nati e avranno la capacità giuridica a tutti gli effetti
Si bravo, perfetto.
Aggiungo: anche nei casi in cui la successione del legittimario preterito
diventa erede non al momento dell' apertura della successione, ma quando
esperisce vittoriosamente l'azione giudiziaria.