Totò & Peppino wrote:
> non da legale, immaginavo che fosse così... ma non sono d'accordo
> sull'applicazione sociale. Se dico puttana a chi vende il proprio
> corpo pronuncio un'ingiuria perchè non sta a me giudicare la condotta
> privata etc. magari non la frequento più.
> Ma dare del ladro a chi è ladro o dell'assassino a chi è stato
> riconosciuto tale o del concussore o del pedofilo a chi è stato
> riconosciuto e condannato in tal senso ammetto solo una verità
> pubblica come è il processo e ne do, perchè no, pubblicità al resto
> della comunità. Questa lepidissima maniera di "proteggere" chi compie
> azioni contro la comunità non può che creare due società, quella di
> chi vuole e si sforza di essere corretto e chi non... Quindi non
> posso dire al rom: "rom" perchè si sottinde l'intento spregiativo..?
> Insomma, devo essere solo derubato...?
Rispondo sia a te che a Luca85 con le medesime considerazioni.
Tutto dipende dal contesto e dalle modalità con cui le espressioni vengono
rivolte.
Farò qualche esempio per chiarire:
1) Vado con una prostituta e al momento di pagare lei mi dice <<Ma grazie
non dovevi...>> (es. un po' irreale ma vabbè) ed io rispondo: <<Beh, sei una
prostituta, è il tuo lavoro, è normale che ti paghi>>. --> nessuna ingiuria
è ravvisabile
2) Incontro per la strada una donna che so svolgere questa professione e le
urlo: <<PROSTITUTA>> --> ben si può configurare il reato di ingiuria.
3) Un soggetto condannato per furto (anche con sentenza passata in
giudicato) fa per stringermi la mano e io gli dico <<Io a te la mano non la
stringo perchè sei stato condannato per furto, ladro!>> --> l'ingiuria è
ravvisabile
4) Un soggetto condannato per furto (anche con sentenza passata in
giudicato) mi chiede di prestargli la mia autovettura e io gli rispondo (in
ipotesi anche in presenza di altre persone): <<Guarda, so che hai dei
precedenti per furto d'auto, quindi onestamente non sono molto tranquillo a
prestarti la mia autovettura>> --> in linea di massima non vi è ingiuria
(volendo sottilizzare un po', potrebbe ravvisarsi l'ingiuria se risultasse
che io ho detto quanto sopra al solo scopo di rendere nota a terze persone
tale circostanza col solo fine di "umiliarlo" o metterlo in cattiva luce di
fronte ai terzi (insomma al solo scopo di ledere l'onore e il decoro o la
reputazione del soggetto) e non allo scopo di giustificare il mio rifiuto di
prestargli l'autovettura).
Altro esempio in cui la medesima espressione potrebbe in un caso costituire
ingiuria e nell'altro no:
- Gruppo di amici in un bar, uno di loro racconta, ad es., di essersi
intrattenuto sessualmente con la donna di un comune amico non presente.
Tizio ridendo e dandogli un colpo su una spalla gli dice: <<Che figlio di
puttana che sei!>> --> il giudice potrebbe ben ritenere, dalle circostanze
del fatto, che non vi sia ingiuria
- Vengo tamponato; scendo dalla macchina e dico a colui che mi ha tamponato
<<Che figlio di puttana che sei!>> --> è ravvisabile l'ingiuria (in questo
caso eventualmente scriminata ex art. 599, c. 2, c.p.)
L'ingiuria, insomma, è sempre una manifestazione di disprezzo (che può
essere posta in essere sia con parole che con scritti e disegni o con gesti
e persino mediante comportamenti omissivi (es. rifiuto ostentato di
ricambiare il saluto o stringere la mano)). Deve inoltre sempre sussistere
il c.d. animus iniuriandi, altrimenti difetterebbe l'elemento soggettivo del
reato.
Il valore offensivo varia poi notevolmente in base ai tempi, ai luoghi ed
alle circostanze.
Ad esempio, hanno rilevanza il periodo storico (es. mutamento da elogiativo
a dispregiativo del termine "fascista"), l'ambiente sociale (es. la diversa
qualifica del termine "mafioso" a seconda degli ambienti sociali), il
contesto (es. evento formale o festa carnevalesca), dallo status sociale
della persona a cui l'offesa è rivolta (es. dire "non capisci niente di
diritto" ad un magistrato, avvocato o altro giurista oppure ad un soggetto
hce svolge tutt'altra professione ed ha tutt'altri interessi)
N.B.: tutte le considerazioni svolte per l'ingiuria valgono anche, con i
dovuti adattamenti, per la diffamazione.