Mi chiedevo: cosa dice la legge a tale proposito?
Grazie
Antonio
>
> Mi chiedevo: cosa dice la legge a tale proposito?
>
che se non ti stanno bene le condizioni che applica
quel negozio, puoi fare a meno di entrarci. se decidi
di fare la spesa li devi seguire le loro regole.
alberto
>che se non ti stanno bene le condizioni che applica
>quel negozio, puoi fare a meno di entrarci. se decidi
>di fare la spesa li devi seguire le loro regole.
quindi, seguendo questo ragionamento, per te un supermercato può
applicare regole prorpie contra legem? secondo me no...
mk
> Mi chiedevo: cosa dice la legge a tale proposito?
Tace, se Dio vuole.
gordon
E' quello che dicevo anch'io..
Non credo che un negozio possa fare come gli pare, ci dovrebbero essere
comunque delle limitazioni ai diritti del proprietario...
Mi chiedevo se questo argomento era appunto uno di questi casi o meno...
Antonio
Cioč, non c'č legislazione in merito?
Antonio
>Non credo che un negozio possa fare come gli pare, ci dovrebbero essere
>comunque delle limitazioni ai diritti del proprietario...
in linea generale, un negozio non può applicare regole che violino
leggi o regolamenti di altra natura.
>Mi chiedevo se questo argomento era appunto uno di questi casi o meno...
purtroppo non ti so aiutare :-(
mk
> Cioč, non c'č legislazione in merito?
>
cribbio!
stracciamoci le vesti!
Nel paese del diritto una leggina non la si dovrebbe negare a nessuno..
> Mi chiedevo: cosa dice la legge a tale proposito?
Per fortuna non siamo ancora al punto da arrivare a fare leggi anche sulle
buste dei supermercati.
A mio modestissimo parere, come ogni comportamento umano, è tutto lecito ciò
che non contrasta con le libertà altrui, con la legge e con i principi
fondamentali dell'ordinamento giuridico. Per questo motivo, se tra le
condizioni contrattuali di quel supermercato c'è l'imbustamento, sei libero
di accettarle o meno.
Diverso sarebbe il caso in cui fosse prevista, ad es., la perquisizione di
tutti i clienti all'uscita, cosa che contrasterebbe con le libertà
costituzionalmente garantite, oltre che, se messa in pratica coattivamente,
con le leggi penali.
Saluti, Maurizio.
> Mi chiedevo: cosa dice la legge a tale proposito?
Azzardo (la verifica ai legali):
Codice Penale - Art.52 - Difesa legittima -
Non e' punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto
dalla necessita' di difendere un diritto proprio od altrui contro il
pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia
proporzionata all'offesa.
Credo che sia da questo che segue la "possibilita'" a privati, come gli
addetti alla vigilanza o il personale stesso dei supermercati, a
bloccare un sospetto ladro. Infatti, la disposizione ordinaria e':
Codice Penale, Art. 393 - Esercizio arbitrario delle proprie ragioni
con violenza alle persone -
Chiunque, al fine indicato nell'articolo precedente (ndr: al fine di
esercitare un preteso diritto), e potendo ricorrere al giudice, si fa
arbitrariamente ragione da se' medesimo usando violenza o minaccia alle
persone, e' punito con la reclusione fino a un anno.
Se il fatto e' commesso anche con violenza sulle cose, alla pena della
reclusione e' aggiunta la multa fino a lire quattrocentomila.
La pena e' aumentata se la violenza o la minaccia alle persone e'
commessa con armi.
Ma l'art.393 non si applica nel caso descritto dall'art.52, cioe' di
flagranza del reato e solo se il comportamento "illegale" tenuto e'
quello strettamente necessario nella situazione: [divagazione] esempio,
se la persona a cui si ingiunge di fermarsi, si ferma senza altra
sollecitazione si potrebbe considerare anche illegale che gli addetti
della vigilanza blocchino la persona tenendola ferma con le mani [fine
divagazione].
Non sono riuscito a trovare articoli di legge che autorizzino le guardie
giurate a perquisire le persone, quindi credo che il meccanismo
giuridico sia questo:
a) la vigilanza puo' bloccare la persona, nei limiti dell'art.52
b) la vigilanza puo' invitare la persona a mostrare il contenuto delle
borse:
- se la persona si rifiuta, la vigilanza e' costretta a chiedere
l'intervento delle forze dell'ordine, tenendo in custodia la persona,
sempre nei limiti fisici del necessario (solo il piantonamento se e'
sufficiente), che sole sono autorizzate ad effettuare la perquisizione
- la persona acconsente, e se viene trovata merce rubata, il
responsabile del negozio puo' a suo scelta denunciare la persona oppure
limitarsi a diffidarla dall'entrare in futuro nel negozio, richiedendo
in cambio una dichiarazione di colpevolezza e l'impegno di non entrare
piu' nel negozio.
c) la vigilanza puo' chiedere le generalita' della persona:
- se la persona si rifiuta, siamo di nuovo all'intervento del caso
precedente
- se la persona mostra i suoi documenti, i suoi dati possono essere
usati per la dichiararzione di cui sopra o per denunciarlo
Proseguiamo: la vigilanza puo' presumere che chiunque esca con borse
personali abbia merce rubata, quindi si applica di nuovo l'art.52
Per evitare il blocco della persona, il personale del negozio puo'
proporre al cliente di mostrare "liberamente" il contenuto delle sue
borse private.
Nuovamente se il cliente si rifiuta, la vigilanza puo' essere chiamata
per bloccarlo fino all'arrivo delle forze dell'ordine.
Quindi si tratta di una libera scelta del cliente, con il prezzo pero'
del blocco fino all'arrivo delle forze dell'ordine.
A questo punto la proprieta' si rende conto (specie nei centri
commerciali, dove i clienti acquistano in piu' negozi di seguito) che la
perquisizione "informale", piu' o meno casuale alle casse (che in certi
negozi si fa ancora) e' improponibile per l'impegno di personale e per
l'imbarazzo di parte della clientela. E quindi qui salta fuori la
proposta la cliente di sigillare i pacchi all'ingresso.
Nuovamente: il cliente puo' rifiutarsi e per la proprieta' vi sono piu'
soluzioni:
- rifiuta l'ingresso del cliente
- avvisa il cliente che all'uscita verra' controllato, ma ovviamente
qualcuno dovra' tenerlo d'occhio per non perderlo di vista
- non dice nulla, ma da ordine alla vigilanza di controllare
attentamente la persona
- non fa nulla e spera nel meglio :-)
Mi sembra di capire che non c'e' una normativa dettagliata, ma una serie
di procedure a cui il cliente puo' aderire liberamente (per non subire
conseguenze piu' fastidiose o pesanti) e che partono tutte dall'art.52
C.P.). E' cosi' ?
Un mio conoscente e' dirigente in un supermercato e mi ha detto che da
quando anni fa hanno introdotto l'imbustamento, i furti si sono ridotti
talmente tanto da trovare conveniente lo stipendiare una persona messa
li', tutto il giorno, solo ad imbustare. Sara' vero che chi e'
determinato non si ferma davanti all'imbustamento, pero' la maggior
parte dei furti sono "occasionali", non fatti da delinquenti abiutali e
la prova e' proprio nei risultati di questi metodi di deterrenza.
Aggiungo, come nota personale, che come cliente, sono grato ove si
addotta l'imbustamento, perche' mi risparmia l'imbarazzo alla cassa di
spiegare che l'articolo in mia mano e' stato acquistato in altro negozio
e mostrare il corrispondente scontrino (e se lo si perde ... ?). Non
capisco il motivo della ripicca.
Pekilan
[ZIP]
> Aggiungo, come nota personale, che come cliente, sono grato ove si
> addotta l'imbustamento, perche' mi risparmia l'imbarazzo alla cassa di
> spiegare che l'articolo in mia mano e' stato acquistato in altro negozio
> e mostrare il corrispondente scontrino (e se lo si perde ... ?). Non
> capisco il motivo della ripicca.
Dovevi vedere che tipo era.
Comunque grazie mille per l'esauriente risposta, complimenti.
Grazie anche agli altri che mi hanno risposto!
Antonio
no, infatti, ma non ci sono leggi che vietano questo.
il fatto che non ci sia una legge che obbliga a chiudere
i sacchetti non implica che il supermercato che li fa
chiudere vada contro la legge.
se in piscina sei obbligato a indossare la cuffia
non c'e' una legge che obblighi a farlo ma per una questione
soprattutto tecnica (i capelli si incastrano nei filtri
ecc...) il gestore puo' regolamentare la cosa.
alberto