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che reato è, se c'è, il vantarsi di avere amicizie a scopo intimidatorio?

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bertoluccio

unread,
Sep 5, 2018, 5:47:19 AM9/5/18
to
nella fattispecie:
tizio dice a caio, mi hai fatto questo, io sono amico di tal magistrato
adesso sono cazzi tuoi!

oppure:
tizio dice a caio: rimetti a posto tutto come stava prima (parliamo lite tra
vicini) o chiamo il mio amico nella mucipale e ti faccio vedere io!

o ancora:
il classico: tu non sai chi conosco io! fai come ti dico o sono cazzi tuoi!

bertoluccio

unread,
Sep 7, 2018, 4:27:08 AM9/7/18
to

"Unilì" <di...@unili.it> ha scritto nel messaggio
news:pmrnpd$1rik$1...@gioia.aioe.org...
> minaccia

un pò vago, mi serve articolo ecc

Archaeopteryx

unread,
Sep 7, 2018, 6:19:13 AM9/7/18
to
Il 07/09/2018 10:26, bertoluccio ha scritto:
>
> "Unil�" <di...@unili.it> ha scritto nel messaggio
> news:pmrnpd$1rik$1...@gioia.aioe.org...
>> minaccia
>
> un p� vago, mi serve articolo ecc
>

Forse il 612 C.P.?

--
"Dovrebbe smettere di praticare auto erotismo."
"Diamine, dottore, perché mai?"
"Perché le sto parlando."

Dr. Dimm

unread,
Sep 10, 2018, 4:49:48 AM9/10/18
to
Il 07/09/2018 12:19, Archaeopteryx ha scritto:
> Il 07/09/2018 10:26, bertoluccio ha scritto:
>>
>> "Unil�" <di...@unili.it> ha scritto nel messaggio
>> news:pmrnpd$1rik$1...@gioia.aioe.org...
>>> minaccia
>>
>> un p� vago, mi serve articolo ecc
>>
>
> Forse il 612 C.P.?
>

Da non esperto: non ci sta anche il millantato credito?
(346 c.p.)

Archaeopteryx

unread,
Sep 10, 2018, 6:14:18 AM9/10/18
to
> Da non esperto: non ci sta anche il millantato credito?
> (346 c.p.)


Nemmeno io sono esperto, ma in questo caso mi sembra
venire meno quella sfumatura di coercizione presente nel
"lei non sa chi sono io". Da profano sembra anche a me che
ci sia una certa sovrapponibilità di ambiti, credo dipenda
dallo specifico caso. Magari qualche esperto interviene e
ci spiega.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Sep 10, 2018, 8:13:04 AM9/10/18
to
On 05/09/18 11:47, bertoluccio wrote:
> nella fattispecie:

> tizio dice a caio, mi hai fatto questo, io sono amico di tal magistrato
> adesso sono cazzi tuoi!

Nessun reato. Il fatto che abbia un amico nella magistratura
non cambia che sta solamente avvisando di volere esercitare un
suo DIRITTO. Non esiste minaccia (salvo tra delinquenti o chi
vive come culturalmente come nemico della collettivita',
delle leggi, etc.) quando avviso che mi rivolgero'
a "chi di dovere" per la tutela dei miei diritti (presunti o
meno che siano).

> oppure:

> tizio dice a caio: rimetti a posto tutto come stava prima (parliamo lite
> tra vicini) o chiamo il mio amico nella mucipale e ti faccio vedere io!

Nessun reato se nel "ti faccio vedere io" (come da contesto) non c'e'
nessuna avvisaglia che si intenda un "farsi giustizia da se".
Se all'amico della municipale chiamato e' richiesto di fare
quello che rientra nei suoi compiti istituzionali, non si
tratta di minaccia, ma di avviso della intenzione di fare
valere un proprio diritto, o financo, di essere intenzionati
ad esercitare il proprio dovere di cittadino ligio che denuncia
atti contro la collettivita'.

> o ancora:
> il classico: tu non sai chi conosco io! fai come ti dico o sono cazzi tuoi!

Dipende fortemente dal contesto e dalla storia passata delle
parti. Il nodo della questione e' cosa si potrebbe intendere
per "chi" e' la figura conosciuta.

Se il contesto ed il tipo di persone rientra nel novero
di quello di figure istituzionali, e si puo' solo inferire
un ricorso a soluzioni previste nell'esercizio delle
funzioni delle figure a cui si fa riferimenti, allora si
rientra negli esempi precedenti: non c'e' reato.

Se invece la "figura" non meglio definita e' un notorio
capomafia o altro personaggio uso a metodi non legali, allora
la minaccia ci sta tutta.

Sostanzialmente la minaccia si ha quando prometto una azione
illegale, non quando prometto l'esercizio di un mio diritto.
Similmente come per la definizione di "ricatto": non c'e'
ricatto quando prometto l'esercizio di una mia diritto.
C'e' il ricatto quando prometto di violare la legge.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Sep 11, 2018, 1:41:26 AM9/11/18
to
On 10/09/18 19:11, Unilì wrote:
> Sembra che Roberto Deboni DMIsr abbia detto :
>> On 05/09/18 11:47, bertoluccio wrote:
>>> nella fattispecie:
>>
>>> tizio dice a caio, mi hai fatto questo, io sono amico di tal magistrato
>>> adesso sono cazzi tuoi!
>>
>> Nessun reato. Il fatto che abbia un amico nella magistratura
>> non cambia che sta solamente avvisando di volere esercitare un
>> suo DIRITTO.
>
> Mi scusi ma dissento. Non ci sarebbe stato reato se avesse detto "la
> denuncio" oppure "ci metto l'avvocato". Ma il dichiarare amicizie nella
> magistratura (vere o millantate non importa) sottointende il dichiarare
> di poter avere un trattamento di favore in un'eventuale procedimento
> giudiziario contro caio.
>
>>
>>
>>> oppure:
>>
>>> tizio dice a caio: rimetti a posto tutto come stava prima (parliamo lite
>>> tra vicini) o chiamo il mio amico nella mucipale e ti faccio vedere io!
>>
>> Nessun reato se nel "ti faccio vedere io" (come da contesto) non c'e'
>> nessuna avvisaglia che si intenda un "farsi giustizia da se".
>> Se all'amico della municipale chiamato e' richiesto di fare
>> quello che rientra nei suoi compiti istituzionali, non si
>> tratta di minaccia, ma di avviso della intenzione di fare
>> valere un proprio diritto, o financo, di essere intenzionati
>> ad esercitare il proprio dovere di cittadino ligio che denuncia
>> atti contro la collettivita'.
>
> Stessa cosa: se avesse detto "chiamo la Municipale e ti faccio vedere
> io" non ci sarebbe stata minaccia. Ma "chiamo il mio *amico* della
> municipale" lascia presupporre un trattamento di favore per tizio contro
> caio.

Oppinabile. Lo deve provare lei, e quindi non e' un reato,
almeno fino a prova contraria.

>>> o ancora:
>>> il classico: tu non sai chi conosco io! fai come ti dico o sono cazzi
>>> tuoi!
>>
>> Dipende fortemente dal contesto e dalla storia passata delle
>> parti. Il nodo della questione e' cosa si potrebbe intendere
>> per "chi" e' la figura conosciuta.
>>
>> Se il contesto ed il tipo di persone rientra nel novero
>> di quello di figure istituzionali, e si puo' solo inferire
>> un ricorso a soluzioni previste nell'esercizio delle
>> funzioni delle figure a cui si fa riferimenti, allora si
>> rientra negli esempi precedenti: non c'e' reato.
>>
>> Se invece la "figura" non meglio definita e' un notorio
>> capomafia o altro personaggio uso a metodi non legali, allora
>> la minaccia ci sta tutta.
>>
>> Sostanzialmente la minaccia si ha quando prometto una azione
>> illegale, non quando prometto l'esercizio di un mio diritto.
>> Similmente come per la definizione di "ricatto": non c'e'
>> ricatto quando prometto l'esercizio di una mia diritto.
>> C'e' il ricatto quando prometto di violare la legge.
>
> Precisamente. Si deve minacciare una cosa ingiusta.

Esatto.

> Ma non occorre farlo
> esplicitamente. Dichiararsi amici di qualcuno che sarà colui
> che dovrà intervenire in tale circostanza significa in pratica
> dare l'idea che quel qualcuno agirà in maniera non imparziale.

Solo in un mondo dove "colui che dovranno intervenire" sono
notoriamente dei corrotti.

Non sto neanche a leggere, perche' implica, da parte
dell'accusatore, l'insulto verso le figure istituzionali.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Sep 12, 2018, 11:38:28 PM9/12/18
to
On 11/09/18 08:45, Unilì wrote:
> Dopo dura riflessione, Roberto Deboni DMIsr ha scritto :
>
>>
>>> Ma non occorre farlo
>>> esplicitamente. Dichiararsi amici di qualcuno che sarà colui
>>> che dovrà intervenire in tale circostanza significa in pratica
>>> dare l'idea che quel qualcuno agirà in maniera non imparziale.
>>
>> Solo in un mondo dove "colui che dovranno intervenire" sono
>> notoriamente dei corrotti.
>>
>> Non sto neanche a leggere, perche' implica, d̶a̶ ̶p̶a̶r̶t̶e̶ ̶d̶e̶l̶l̶'̶a̶c̶c̶u̶s̶a̶t̶o̶r̶e̶,̶
>> ̶l̶'̶i̶n̶s̶u̶l̶t̶o̶ ̶v̶e̶r̶s̶o̶ ̶l̶e̶ ̶f̶i̶g̶u̶r̶e̶ ̶i̶s̶t̶i̶t̶u̶z̶i̶o̶n̶a̶l̶i̶.̶
>
>> dover leggere una sentenza della Cassazione che mi da torto
> (fix)
>
> https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_16566.asp
>
> (la parte sopra il "fix" ovviamente l'ho messa io).

Puo' scrivere quello che vuole, ma resta una "citazione sporca"
(dirty quoting) un modo spregevole si di insultare, sia di
prepotenza con la tastiera (il "distorcere" lo scritto altrui
e' il massimo del violenza, equivalente a strappare dalle
mani lo scritto altrui, e riscriverlo a modo proprio).
Non lo faccia se non vuole uno scontro permanente.

> Lei con la scusa del diffamare le figure istituzionali ha smesso di
> "leggere" ma soprattutto di quotare quando il post era praticamente
> finito e mancava solo la sentenza della Cassazione:
>
>
> ==== dal sito linkato ====
>
> Cassazione: 'tu non sai chi sono io' è reato di minaccia. E' irrilevante
> l'indeterminatezza del male minacciato

E' un esempio della deriva fascista anche nel sistema giudiziario.
A chi afferma che i giudici non sbagliano mai, faccio notare
quanto ballerina e' la loro giurisprudenza.

"te la farò pagare"

Questo e' sicuramente minaccia, e non ha alcuna rassomiglianza
con il "tu non sai chi sono io". MA PERDIANA! Io posso dirlo,
con intenzione di difesa attiva, non aggressiva come il "te
la faro' pagare". Cioe 'un "tu non sai chi sono io" e'
anche plausibilmente da intendere come un "io mi so difendere
dalle aggressioni" (per conoscenze, o altro) che e' un "diritto
di chiunque", non solo un privilegio dei giudici.

> La vicenda presa in esame dai giudici di Piazza Cavour riguarda una lite
> intercorsa tra due donne per via di un parcheggio.
>
> Durante la lite l'imputata aveva detto alla persona offesa che non aveva
> capito con chi aveva a che fare e che glie l'avrebbe fatta pagare.

Questa e' chiaramente una minaccia, ma non per il "non avere
capito con chi aveva a che fare", ma perche' seguita dalla
promessa di un reazione attiva.

> Aveva
> anche aggiunto che non gli conveniva mettersi contro di lei avendo un
> fidanzato avvocato.

Questa frase, fuori dal contesto precedente di una reazione,
e' una condizione ambigua. Il fatto di avere un fidanzato
avvocato non significa automaticamente "te la faro pagare",
ma e' come l'esibizione di colori di certi insetti, cioe'
il messaggio e' "io sono pacifico, ma se mi mangi non ti
piacera'"

> L'imputata aveva tentato di difendersi mettendo in risalto il carattere
> generico delle parole pronunciate che, a suo dire, non sarebbero idonee
> a determinare nel soggetto passivo un qualunque stato di timore.

Ed invece si': "te la faro' pagare" non lascia alcun dubbio
sulle intenzioni.

> Una tesi che non ha fatto breccia nei giudici di Piazza Cavour secondo i
> quali neppure il fatto che le due donne si siano lasciate andare ad
> intemperanze verbali reciproche può fa venir meno l'autonoma rilevanza
> di espressioni intimidatorie.
>
> Vedi anche nella sezione guide legali: "il reato di minaccia"

Leggendo le sue argomentazioni, rifiutandomi ancora di saltare al
suo sito (ma quando imparerete che la rete non e' il verbo ?)
mi pare evidente che lei ha travisato notevolmente la portata
della sentenza dei giudici, che in ogni caso, ripeto; non sono
infallibili.

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