Mi chiedevo se io, come responsabile e gestore del sito, devo pagare qualche
diritto alla SIAE per il trattamento del formato MP3.
Mi spiego, esiste qualche tassa sul formato MP3 (come quelle sui CD vergini)
che deve essere pagata a prescindere dalle informazioni scritte nel file MP3
(una tassa sul supporto, diciamo)?
O la cosa vale solo per la divulgazione di materiale protetto da diritti
d'autore e registrato alla SIAE?
Ringrazio per il chiarimento.
Filippo
> Mi chiedevo se io, come responsabile e gestore del sito, devo pagare
> qualche diritto alla SIAE per il trattamento del formato MP3.
Non lo so, può darsi, ma se metti il sito (o forse anche solo gli MP3 ¹) su
un server americano, la siae si attacca, credo+spero.
--
Lo'oRiS, presidente della "Setta degli adoratori della tappa"
. /\ °
<* >
WEB!!! http://lano.webhop.net \/ ·
Per quel che ne so io: esiste una tasa sui supporti vergini, che viene
automaticamente aggiunta al costo del supporto, ma non esiste nessuna tassa
su un formato audio ! Ancora non siamo arrivati a questo scempio, solo che
la prossima volta č meglio che stai zitto, qualcuno della SIAE potrebbe
essere in ascolto e prendere ispirazione ! :-)
Dario
> la prossima volta è meglio che stai zitto, qualcuno della SIAE potrebbe
> essere in ascolto e prendere ispirazione ! :-)
>
Già :-))
Comunque, meglio che mi informi meglio. Visto che sarà un sito
esclusivamente per passione, non voglio incorrere in problemi legali
inutili...
Grazie.
--
Filippo
www.usatonline.com
Su Internet la tutela SIAE si estende solo e unicamente ai suoi iscritti.
>> O la cosa vale solo per la divulgazione di materiale protetto da diritti
>> d'autore e registrato alla SIAE?
>
>Su Internet la tutela SIAE si estende solo e unicamente ai suoi iscritti.
Direttiva 2001/29/CE ?
C'e' uno schema di Decreto legislativo che bolle
in pentola.
www.iusreporter.it/Testi/osservaautore.htm
Spero che non si arrivi a quell'obbrobio.
L'unica considerazione che posso fare su
uno degli aspetti della proposta e' che
mentre musicassette e videocassette
(come anche il formato MP3) sono nati
per l'uso di opere audiovisive e quindi
una certa logica c'e' nell'imporre una
tassa a favore della autori tramite la
SIAE, anche se il CD e' nato come CD-audio,
il CD-R e poi il CD-RW e' nato e per molto
tempo e' stato usato solo per l'archiviazione
di dati NON AUDIOVISIVI. Io ancora oggi
uso i CD-R per eseguire backup. Perche'
dovrei contribuire a quello che non mi
interessa (oltretutto la mia passione e'
la musica corale antica, su cui non girano
di fatto royalties ed i cori cantano gratis :-) ?
Ora, invece di lottare contro la pirateria,
vanno a rompere non solo a chi onestamente
paga i suoi CD, ma anche chi con l'audiovisivo
nulla ha a che fare. STIAMO PARLANDO
DI 85 CENTESIMI A CD VERGINE !!!!
Senza parlare che si vuole impedire a qualsiasi
tecnico onesto di studiare le tecniche di crittograzione,
magari per migliorarle, mentre state sicuri
che la malavita non ci' pensera due volte
a farlo. Con il risultato che l'utente informatico
medio non sara' in grado di difendersi dai
truffatori, mentre invece la malavita' avra'
conoscenze crittografiche di alto livello, magari
superiori di quello delle amministrazioni pubbliche
o delle forze dell'ordine (in Italia non mi pare che
i migliori vengano assunti dalle burocrazie).
Quindi al settore privato, che potenzialmente potrebbe
attingere ai migliori specialisti, sara' vietata ogni
ricerca sulla crittografia qualora sia possibile ipotizzare
che il campo ricercato possa anche lontanamente
riguardare il copyright. Negli Stati Uniti con la DMCA,
legge simile, gia' in vigore, una societa' che
produce radiocomandi per garage ha eliminato
un concorrente che produceva cloni, che una
volta erano leciti.
http://catless.ncl.ac.uk/Risks/22.50.html#subj9
Il boom del PC non ci sarebbe mai
stato con una legge del genere. Oggi sarebbero
solo di marca IBM, magari ancora con due floppy
(l'IBM a suoi tempi d'oro era famoso per far
avanzare la tecnologia con il contagocce).
Maledetti MP3, adesso tasserano anche
i servizi che i provider ci danno solo perche'
vengono usati per la meta' dagli utenti MP3.
Se il livello di tassazione sara' abbastanza alto,
ci potremo scordare la connessione gratuita
perche' i provider non riusciranno a starci
solo con le entrate degli inserzionisti.
Una legge cosi' proposta impedira' a chiunque
di usufruire gli audiovisivi con metodi diversi
da quelli previsti negli accordi commerciali.
Esempio: tutti potremo guardarci un DVD
su un PC con installato Windows della Microsoft,
ma nessuno, anche nonostante abbia
regolarmente pagato il suo DVD potra'
usufruirlo su un PC con installato Linux.
Perche' non esistendo applicazioni
commerciali su Linux per vedere i DVD,
qualche hacker ha dovuto scrivere il
programma per visualizzare i DVD leggittimi
acquistati sul proprio PC usando Linux.
Una vero salvagente per la Microsoft.
Tra parentesi hacker non e' pirata (almeno
non negli Stati Uniti, dove il termine e' nato).
Dire che un hacker e' un pirata e' come dire
che sicome alcuni marinai erano dediti
alla pirateria, allora una volta tutti i marinai
erano pirati !!! Allora tutti quelli che pasticciano
sul motore della propria auto, magari solo
per ripararla sono dei pirati !!!
Ho cercato un'esempio il piu' attendibile:
e' come una legge che dicesse che e' vietato
studiare una serrattura. E' vietato segare a meta'
una serrattura per vedere come e' fatta. E' vietato
al proprietario della serrattura di casa sua
fare delle copie delle chiavi di casa con
attrezzature diverse da quelle fornite dalla ditta
produttrice. Tutti gli artigiani duplicatori di chiavi
devono usare solo le macchine della ditta produttrice
della serrattura o ditte che hanno accordi commerciali
con la stessa (Microsoft). L'uso di macchine per fare
le chiavi usando macchine di ditte concorrenziali (Linux)
e' vietato. Si giustifica una legislazione
del genere dicendo che cosi' si rende piu'
difficile il lavoro agli scassinatori. MA SIAMO
IMPAZZITI ? Secondo voi se esistesse una legge
del genere uno scassinatore si fermerebbe
dal segare a meta' una serrattura per vedere
come e' fatta dentro ? O invece non e' piu' facile
che invece semplicemente si impedira' un
tecnico onesto di studiare una serrattura per farne
una migliore ?
Invece questo e' quello che sta accadendo
in ambito digitale. Siccome il mondo e' pieno di
scassinatori di case, invece di dare la caccia
agli scassinatori, si vieta lo smontaggio e lo
studio delle serratture. E si da un monopolio
di cartello ai piu' grossi produttori di serratture
e attrezzatture relative. MA SIAMO PAZZI ?
Se la legge passera' come proposta avra'
pesanti conseguenze negative a lungo termine
per la collettivita'.
Molti dimenticano che le leggi sul copyright
e sui brevetti non sono fatte principalmente
per tutelare gli autori o le societa' che ci
girano intorno. Alla collettivita' in prima istanza
non glienene fregherebbe niente di
inventori e autori. Se non esistesse
la collettivita' i primi a rimetterci sono proprio
inventori ed autori che non avrebbero
nessuno con cui condividere quanto
creato in cambio di un compenso.
Ma le societa' piu' avanzate hanno riconosciuto
nell'interesse collettivo il "premiare" i
creativi per incentivare ulteriore creativita'.
Ma la protezione concessa ai creativi
termina quando la collettivita' subisce
un danno superiore al vantaggio del singolo.
E fino adesso tale e' sempre stata la
giurisprudenza e la applicazione mediamente
sull'argomento brevetti e copyright.
Nel settore informatico invece si sta rovesciando
tutti questi presupposti!!! Si sta leggiferando
in modo da creare una rendita di posizione,
come dire un nuovo ceto "nobiliare". Probabilmente
giocando sulla diffusa "ignoranza" degli
aspetti specifici della materia su cui si leggifera.
Mi fermo qua! Con tutte le rogne che ci
sono nella nostra vita, anche questa ci
doveva capitare. Dovremo sudare sette
camice per spiegare alla massa "ignorante"
(nel senso di priva di conoscenze informatiche)
della gravita' e delle conseguenze di una tale
legislazione.
Pekilan
Hai sbagliato persona. Una legge del genere avrebbe ripercussioni benefiche
addirittura a livello penale che evidentemente non tutti colgono. Preferisco
di gran lunga l'ipotesi di pagare una tassa ed essere in regola che essere
svegliato alle 6 del mattino dalla Polizia Postale... Poi ognuno fa
ovviamente le battaglie che crede...
Cosa ha a che fare il DMCA o l' EUCD ?
Dario
>Non capisco bene una cosa: la proposta di legge cosa riguarda ?
>L'aumento del balzello da pagare sui supporti vergini e basta ?
>
>Cosa ha a che fare il DMCA o l' EUCD ?
Ha provvisioni simili.
Ho fatto alcuni esempi.
Non si tratta solo di pagare una tassa
sui supporti vergini e sull'uso di internet,
ma anche su vari pesanti divieti
di manipolazione anche di beni
regolamente acquistati ed entrati in
propria proprieta' per usi
ritenuti leciti in ambiti simili,
ma extrainformatici. Probabilmente
la molto bene preparata lobby
ha abbindolato il legislatore
ignorante della tecnica, se non
e' stato corrotto.
Pekilan
>> C'e' uno schema di Decreto legislativo che bolle
Come temevo. Un buon numero di utenti
e' in realta' allettato dalla proposta, perche'
crede di caversela con poco. Per cominciare,
nonostante il pagamento della tassa, resta
pur sempre vietata la duplicazione non autorizzata
(come e' giusto). Quindi la Polizia Postale a
casa tua potrebbe arrivare ugualmente.
Anche il fatto di far vivere di rendita delle
persone che non sono gli "autori" da tutelare
(burocrazia varia), lasciando perdere la questione
di principio e l'etica, non e' la fine del mondo.
Ma la cosa grave e' che mentre tu credi di dormire
tranquillo perche' paghi una tassa, con la stessa
legge, io potrei finire in galera, perche' cerco
di capire come funziona un'apparecchio per farne
uno migliore (non sto parlando di pirateria, ma
di concorrenza industriale, e neanche di spionaggio
industriale). Le disposizioni proposte sono cosi'
generiche che si applicano abbondantemente
fuori dal campo audiovisivo.
Torno all'esempio della serratura.
Ho avuto l'occasione di dovere sostituire
la serratura del mio garage che si trova in
un condominio con altri 150 garages,
perche' mi sono accorto che alcune
chiavi aprivano piu' garages.
Per mia curiosita' ho tagliato il vecchio
cilindro di ottone e ho scoperto che anche se la
chiave presentava quattro gole, il cilindro era
provvisto di solo 3 pistoncini. Ho avuto fatto una
bella chiaccherata con un ferramenta preparato.
E' cosi' ho avuto conferma che spesso le chiavi
che abbiamo in mano hanno piu' gole di quelle
necessarie. La prova e' stata che troncando
mezzo centimetro della chiave, continuava
a funzionare lo stesso. Il ferramenta mi ha dato
un depliant di una seria casa di serrature e su
di esso era riportato che con 3 pistoncini si
hanno solo 50.000 combinazioni. Ecco perche'
con 150 garages era facile che capitassero
alcune compatibili. Naturalmente il nuovo
cilindro che ho acquistato e' da 4 pistoncini
a cui corrispondono 1.500.000 combinazioni
(notare che la chiave nuova ha 5 gole,
l'ultima e' un'altra volta fasulla :-).
Se io non avessi tagliato il cilindro non avrei
scoperto quella che una volta sarebbe stata
considerata una truffa commerciale (come
puo' il cliente sapere che solo una parte
della chiave e' utilizzata e' il resto e' fasullo ?).
Ebbene con questa nuova legge, in campo
informatico, non posso tagliare l'equivalente
del "cilindro" informatico per vedere come e'
fatto e se e' adeguato alle mie esigenze.
Inoltre si rende giuridicamente vincolante
di fatto anche gli accordi di cartello. Esempio,
il metodo di regionalizzazione dei DVD non e'
previsto da nessuna legge. E' solo un'artificio
adottato dalle case editrici per diluire nel
tempo il rilascio delle copie. Ma fino a quando
l'acquisto dei DVD audiovisivi avviene senza
l'accettazione di licenze scritte da parte del
consumatore (come avviene invece per
il software), nessuna societa' commerciale
mi puo' impedire giuridicamente di acquistare
un DVD negli Stati Uniti e goderlo in Italia,
anche a costo di modificare il lettore per
sopprimere il blocco di regione. Infatti non ho
firmato nessun contratto con l'editore ne' con
il produttore del lettore.
Invece con la legge proposta e' un reato
anche disabilitare il blocco di regione o qualsiasi
futuro metodo di selezione del pubblico per
fasce, aree, etc. Cosa impedira' in futuro
alle case editrici o a chi ha interesse, distribuire
nei vari paesi DVD con dialoghi diversi
nella sostanza (indipendentemente dalla
lingua usata) ? Potete immaginare le conseguenze
se si tratta di documentari o enciclopedie ?
Adesso che le barriere linguistiche, per la
diffusione di alcune lingue comuni come
l'inglese e lo spagnolo stanno cadendo, si
vuole rinstaurare divisione della conoscenza ?
Il nazismo e' salito ha mantenuto il suo potere
una volta arrivato, grazie alla distorsione delle
informazioni.
Mi si potra' obbiettare che posso pur sempre
acquistare un lettore per ogni regione. Ma chi
mi dice che in futuro, una volta che la legge e'
in forza, sara' cosi' facile procurarsi un lettore di
un'altra regione ?
Gia' oggi e' problematico, qui in Italia, ottenere
un'abbonamento a Sky, se uno volesse
seguire la BBC via satellite, anche pagando.
Ho trovato sempre molto interessante di eventi
importanti, sentire quello che viene detto dalla
televisione di stato (o giu' di li') di un certo paese
alla gente del paese.
Questo diventera' sempre piu' difficile, e decrittare
i segnali per potere sapere che cosa' viene
veramente detto oltre confine, sara' pure reato.
Ma bravi. Una censura piu' efficace di questa
non si era neanche vista nel trentennio.
Forse sono troppo vecchio, forse la
senilita' mi sta faccendo diventare paranoico.
Non lo so. Spero solo tra dieci anni (se
soppravvivo :-) di non dovere dire:
"ve l'avevo detto ..."
Pekilan
Ahia questo è grave, gravissimo.
Finchè si trattava del balzello: è una cagata pazzesca a mio avviso, ma da
qualche punto di vista può anche essere comprensibile (la società civile non
paga le opere di ingeno? che sia allora la società civile ad accollarsi il
mantenimento degli autori, così suona l'idea imho)..
Ma quando hai a che fare con una libertà, quella di farci ciò che vuoi con
ciò che hai acquistato, allora le cose cambiano. Questa è una grossa
minaccia a tutta la società civile, un mostro legislativo, una porcata mai
vista. Lo scenario di cui hai parlato tu è corretto, qui si va oltre il
voler aiutare l' industria, qui si va oltre l' economia, qui si strozzano le
libertà individuali degli uomini, si negano diritti sacri e fondamentali, si
rinforzano lobby di monopolisti a scapito della vera e sana concorrenza:
insomma si crea un danno veramente grande ai consumatori, all' economia,
alla cultura, e chi più ce ne ha più ce ne metta...
In America il DMCA ha distrutto ogni possibilità di recupero, ma oramai l'
America (gli USA) è persa. Un paese che è nato come la patria delle libertà
è diventato un paese schiavo dei grandi monopolisti... ho molta fiducia
nell' Europa nel costituire un modello alternativo a questo scempio, ma
purtroppo in Europa c'è tanta, troppa gente, che pensa che gli USA siano
ancora il paese delle meraviglie.
Sveglia ragazzi !!!
Le libertà, con tanti sforzo conquistate dai nostri antenati nessuno ce le
regala.. Ci sarà sempre chi vorrà sovverchiarci, in modo subdolo,
abbindoilandoci, approfittando della nostra distrazione e della nostra
ingenuità, della nostra imbecillaggine, e questo ne è un esempio.
Dario
Un'eterna vigilanza è la condizione alla quale Dio ha concesso all'uomo la
libertà
John Philpot Curran
No. Perché la tassa forfettaria andrebbe a pagare direttamente i diritti
d'autore, esattamente come per la tassa che oggi c'è su videocassette e
musicassette. La copia personale, intesa come registrazione da radio e TV,
oggi è lecita propria per la tassa forfettaria, che non esiste a livello
digitale...
> Invece con la legge proposta e' un reato
> anche disabilitare il blocco di regione o qualsiasi
> futuro metodo di selezione del pubblico per
> fasce, aree, etc.
Dove è scritto questo nella proposta?
> Gia' oggi e' problematico, qui in Italia, ottenere
> un'abbonamento a Sky, se uno volesse
> seguire la BBC via satellite, anche pagando.
> Ho trovato sempre molto interessante di eventi
> importanti, sentire quello che viene detto dalla
> televisione di stato (o giu' di li') di un certo paese
> alla gente del paese.
> Questo diventera' sempre piu' difficile, e decrittare
> i segnali per potere sapere che cosa' viene
> veramente detto oltre confine, sara' pure reato.
E' la speranza. Se vuoi sapere cosa succede oltre confine ci sono centinaia
di canali FTA. Se vuoi Sky fai regolare abbonamento con uno dei dealer
italiani e non c'è alcun problema.
>Dove è scritto questo nella proposta?
Non riesco piu' a trovare la proposta che avevo
letto.
Ho solo la parte della direttiva che lo ha ispirato.
Articolo 6
Obblighi relativi alle misure tecnologiche
1. Gli Stati membri prevedono un'adeguata protezione giuridica
contro l'elusione di efficaci misure tecnologiche, svolta da
persone consapevoli, o che si possano ragionevolmente presumere
consapevoli, di perseguire tale obiettivo.
2. Gli Stati membri prevedono un'adeguata protezione giuridica contro
la fabbricazione, l'importazione, la distribuzione, la vendita, il
noleggio, la pubblicità per la vendita o il noleggio o la detenzione a
scopi commerciali di attrezzature, prodotti o componenti o la
prestazione di servizi, che:
a) siano oggetto di una promozione, di una pubblicità o di una
commercializzazione, con la finalità di eludere, o
b) non abbiano, se non in misura limitata, altra finalità o uso
commercialmente rilevante, oltre quello di eludere, o
c) siano principalmente progettate, prodotte, adattate o realizzate
con la finalità di rendere possibile o di facilitare l'elusione di
efficaci misure tecnologiche.
3. Ai fini della presente direttiva, per "misure tecnologiche" si
intendono tutte le tecnologie, i dispositivi o componenti che, nel
normale corso del loro funzionamento, sono destinati a impedire o
limitare atti, su opere o altri materiali protetti, non autorizzati
dal titolare del diritto d'autore o del diritto connesso al diritto
d'autore, così come previsto dalla legge o dal diritto sui generis
previsto al capitolo III della direttiva 96/9/CE. Le misure
tecnologiche sono considerate "efficaci" nel caso in cui l'uso
dell'opera o di altro materiale protetto sia controllato dai titolari
tramite l'applicazione di un controllo di accesso o di un procedimento
di protezione, quale la cifratura, la distorsione o qualsiasi altra
trasformazione dell'opera o di altro materiale protetto, o di un
meccanismo di controllo delle copie, che realizza l'obiettivo di
protezione.
La definizione e' cosi' estesa che un buon legale e' capace
di far includere anche la protezione di regione in quell'ambito.
Oltre a tutti gli altri esempi. Io posso capire che l'intenzione
era bloccare la pirateria. Ma cosi' congelano buona parte
dell'innovazione in ambito informatica. La pirateria si combatte
invece catturando i pirati.
>E' la speranza. Se vuoi sapere cosa succede oltre confine ci sono centinaia
>di canali FTA. Se vuoi Sky fai regolare abbonamento con uno dei dealer
>italiani e non c'è alcun problema.
Ops, ho detto Sky ? intendevo dire le trasmissioni
BBC sul satellite ove c'e' la Sky (astra 28 gradi E),
infatti parlavo di televisione di stato (la Sky e' privata).
In ogni caso sono ben disposto a pagare (non
e' mio interesse la pirateria; maledizione! possibile
che gia' ora sono cacciato in quel ghetto ? Hai subito
pensato che fossi uno di quelli che non vuole pagare!
Non ho nessuna voglia di provare il brivido del proibito
e la spesa non mi disturba), e'
che mi e' stato risposto che l'abbonamento
e' riservato solo ai residenti inglesi (ma forse
sono informato male ? forse i funzionari della
BBC non sanno dove vendono ?). In quanto
ai dealer italiani, non so se al di fuori del
pacchetto Sky e' possibile acquistare
il pacchetto BBC (che costa molto meno,
a livelli dell canone RAI italiano).
Quello che mi preoccupa, anche se adesso ci
fosse la reperibilita' in Italia, per quanto tempo ?
Ipotesi: adesso c'e' la disponibilita' perche'
tanto impedire con un divieto alla lunga favorisce
solo il mercato nero, quindi tanto vale vendere.
Ma se la legge rende un delitto tentare di vedere
quello che viene criptato, e non per motivi
economici (cioe' io voglio pagare, ma
non vengo ugualmente accettato), siamo
sicuri che non chiuderanno anche quel
rubinetto ? Sento aria di proibizionismo.
Pekilan
L'ho sempre detto e lo ripeto: non vedo nulla che possa vagamente essere
incluso nel problema della modifica regionale. Non c'č alcuna limitazione
nell'uso di materiale protetto da diritto d'autore che possa riferirsi
all'uso di una macchina diversa per la riproduzione. Se la riproduzione č
nello stesso paese e ne rispetta le regole, problemi non ce ne sono.
> BBC non sanno dove vendono ?). In quanto
> ai dealer italiani, non so se al di fuori del
> pacchetto Sky e' possibile acquistare
> il pacchetto BBC (che costa molto meno,
> a livelli dell canone RAI italiano).
No, non puoi, devi acquistare il pacchetto completo (almeno con i dealer
internazionali) ma rimane il fatto che le TV disponibili in chiaro sono
tantissime. Non penso che tu non voglia pagare, pensi che stia dipingendo un
futuro piů nero di quello che č.
> Ma se la legge rende un delitto tentare di vedere
> quello che viene criptato, e non per motivi
> economici (cioe' io voglio pagare, ma
> non vengo ugualmente accettato), siamo
> sicuri che non chiuderanno anche quel
> rubinetto ?
Questa č una scelta commerciale. Sky non ti puň vendere direttamente
l'abbonamento al di fuori del Regno Unito perché ha acquisito i diritti solo
per quella zona geografica. E francamente non ci vedo nulla di male.
> e' che mi e' stato risposto che l'abbonamento e' riservato solo ai
> residenti inglesi (ma forse sono informato male ? forse i funzionari
> della BBC non sanno dove vendono ?)
BBC in sè non so, ma per quanto riguarda Sky finchè era analogica bastava
avere il suo decoder e ti facevi spedire le smart card da "un amico in
inghilterra". Ora con Sky digital non si può più fare neanche questo, a
quanto ho capito - non chiedermi perchè però.
--
"People shouldn't need to be a mechanic to drive a car, but at
least must learn how to drive as expected by the law!!"
- Higuita, writing about OE users
> Sky non ti può vendere direttamente l'abbonamento al di fuori del Regno
> Unito perché ha acquisito i diritti solo per quella zona geografica.
ah, giusto... in effetti ha senso...
--
"In the streets on Halloween / The spirits will arise
Make your choice, it's hell or paradise"
- Helloween - Halloween
Purtroppo il futuro di questa legge è nero, nerissimo...
Negli USA dove questo scenario apocalittico è già realtà sono stati in molti
a muoversi contro (troppo pochi in realtà) il DMCA, se vuoi ti posto un po'
di link che ne parlano approfonditamente, e tra le mille schifezze
introdotte da questa ignobile legge c'è anche il serissimo problema della
libertà di modificare e "patchare" le protezioni, non è solo una questione
di non pagare, i mezzi legali per vietare che la gente "non paghi" già
esistono: inserirne di nuovi, più restrittivi, risulta essere
contrproducente: favorisce solo le grandissime multinazionali e distrugge la
concorrenza (l' anima vitale dell' economia, mai sentito parlare di
feudalesimo ? Beh è un po' quello che si rischia oggi se non si tengono gli
occhi aperti), limita le nostre libertà di consumatori, ci rende schiavi
delle tecnologie informatiche e non che i grandi del software vorranno
imporci, mandando a farsi friggere libertà di scegliere il prodotto che più
ci garba, lobertà di costruire il prodotto che più ci garba, libertà di
modificare il prodotto come più ci garba, privacy e tante altre belle cose
che i governi attuali sembrano ignorare del tutto.
Dario
Dove c'è libertà, quello è il mio paese
Benjamin Franklin
Si può benissimo. Basta acquistare un abbonamento in Inghilterra che non
richieda la permanente connessione alla linea telefonica (in sintesi: ti
devi pagare il decoder). Oppure rivolgersi a un dealer che fa la stessa
cosa.
Sì, tendo ad avere quel vizio... :OD
Scusami se rovino le tue belle parole, ma la verità è che tutte le recenti
modifiche sul diritto d'autore sono nate dalla precisa esigenza degli stati
(su pressione delle grandi aziende) di frenare un fenomeno: la copia non
autorizzata. Poi si può sicuramente criticare le leggi (e non parliamo di
come si finisce nel penale in Italia per una stupidaggine...), si può
sicuramente avere in antipatia le major, però il peccato originale c'è e si
perpetua quotidianamente. E' chiaro che se si continua a considerare il
lavoro intellettuale altrui come una cosa di cui ci si può appropriare senza
pagare per il semplice fatto che è "intangibile" ci saranno sempre più
pressioni per mandare in galera chi copia due CD. Anche alla luce di questo,
un balzello irrisorio è il benvenuto...
> Anche alla luce di questo,un balzello irrisorio è il benvenuto...
no, esageri. il DMCA è il male in assoluto, non può mai essere il
benvenuto: limita la libertà di chi tenta di fare le cose onestamente!
--
"People shouldn't need to be a mechanic to drive a car, but at
least must learn how to drive as expected by the law!!"
- Higuita, writing about OE users
No, scusami, devo insistere sul balzello (e solo su quello, le legislazioni
estere mi interessano poco). La tassa sui supporti non è nata per punire
l'onesta. E' nata per assolvere in maniera forfettaria ai diritti d'autore.
Ciò significa che l'autore che trasmette alla radio i suoi brani si vede
riconosciuto un compenso forfettario (e simbolico: quanto ti costa
registrare dalla radio digitale tutti i brani di una compilation o di un
album di un autore?). E l'utente è a posto. Preferiamo il "fair use", come
fanno negli USA? Va bene, ma così siamo tutti colpevoli...
> Spero che non si arrivi a quell'obbrobio.
[...]
complimenti, mail con ottimi contenuti :)
--
echo bash: echo: command not found
- Lorenzo Petrone
> Non lo so. Spero solo tra dieci anni (se
> soppravvivo :-) di non dovere dire:
> "ve l'avevo detto ..."
spero anch'io... spero...
--
"When the world is in darkness, four warriors will come..."
- Final Fantasy I
> No, scusami, devo insistere sul balzello (e solo su quello, le
> legislazioni estere mi interessano poco). La tassa sui supporti non è
> nata per punire l'onesta.
(1) frega una sega per cosa è nata, a me interessano gli effetti, e gli
effetti sono disastrosi anche su cose che non c'entranon nulla ma proprio
nulla con la musica.
(2) le legislazioni estere non ti interessano? bè, in europa vogliono far
passare l'EUCD che è una copia del DMCA... faresti bene ad interessarti...
--
"There are very few personal problems that cannot be solved
through a suitable application of high explosives"
Evidentemente non hai idea di come funzionino le indagini della polizia
postale, i sequestri cautelari e i conseguenti processi, altrimenti
benediresti la regolarizzazione della copia personale.
> benediresti la regolarizzazione della copia personale.
eh? di che stai parlando?
della tassa sui supporti?
non vedo cosa c'entri con quello che hai detto...
il punto è questo:
la gente copia la musica.
la siae pretende più soldi dalla gente indipendentemente da, e decide di
tassare i supporti per la musica.
i supporti per la musica sono gli stessi per i dati.
anche chi li usa solo per i dati è tassato.
ora, indipendentemente dal fatto che tassare i supporti musicali sia giusto
o meno, non c'è NESSUNA GIUSTIFICAZIONE a tassare anche cose che non
c'entrano.
ci sono troppi pirati della strada? aumenti le multe al peggio se sei
proprio stronzo aumenti le tasse per tutte le auto, ma non aumenti le tasse
scolastiche!!!
--
"Judge a tree from its fruit, not from the leaves."
- Euripedes
>> > Sky non ti può vendere direttamente l'abbonamento al di fuori del Regno
Forse era ironico :-).
Torniamo alla BBC. La BBC ha scelto di criptare
sul satellite per garantirsi il pagamento del canone
(proseguendo una costante scelta inglese:
non indurre in tentazione: ad esempio in autobus
si sale davanti e l'autista non parte se non mostravi
il biglietto o soldi, dico mostravi, perche' non se
se e' ancora cosi'. In Italia invece, abolito il bigliettaio
(chi se lo ricorda ? :-) ci sono solo i controllori e
solo poche volte l'autista
e' il tipo da chiedere di vedere il biglietto) .
Ritornando alla BBC, come in Italia e' possibile
vedere la RAI senza pagare Stream o simili,
nel Regno Unito, agli abbonati e' possibile
vedere la BBC senza abbonarsi a Sky.
Ma cosa succede fuori dal Regno Unito ?
Ammettiamo che ci sia questo problema dei
diritti. Ma qui non si tratta di un problema economico.
Perche' l'utente estero e' disposto a pagare.
Ma di una scelta "politica" (passatemi il termine)
che non vuole estendere il suo bacino di ascolto.
Quindi siamo in presenza di un "divieto" per
motivazioni di libero arbitrio (e oltre tutto che
credo vadano a violare alcune convenzioni
internazionali). Ora messa in questi termini, salvo
che emetta una legge apposita, che "diritto" ha
il legislatore italiano di agire su un italiano che
"forza" il divieto, senza scopo di lucro (cioe'
non per risparmiare, questo mi fa venire una
idea, contestualmente al forzamento del
segnale, si potrebbe, anno dopo anno, effettuare
una "donazione" di pari ammontare del canone
alla BBC. A questo punto su quale fondamento si
basa la sanzione ? Sul volere forzare una censura
di fatto, anche se non stabilita per legge ?
Perche' la prestazione e' pagata al fornitore
che non deve fare null'altro per cedere la
sua prestazione (questa e' una caratteristica
delle trasmissioni, o dei servizi PUSH come
li chiamano oggi).
Io penso che l'interesse collettivo di garantire
la diffusione delle informazioni superi il
libero arbitrio di alcuni burocrati di non volere
gestire un rapporto commerciale piu' "complicato".
Pekilan
>Scusami se rovino le tue belle parole, ma la verità è che tutte le recenti
>modifiche sul diritto d'autore sono nate dalla precisa esigenza degli stati
>(su pressione delle grandi aziende) di frenare un fenomeno: la copia non
>autorizzata.
Molto italiano. Molto pilatesco.
Osservato che' non si frena sicuramente
la copia non autorizzata, anzi come dici tu,
diventa piu' tranquilla.
Voglio soffermarmi anche sull'aspetto tassa.
Ti faccio un paragone "reale".
Tempo fa, oggi molto meno (e sono contento),
l'evasione fiscale tra artigiani e commercianti era
piu' alta e diffusa rispetto ad altre categorie.
Ebbene quale e' stata la scelta del legislatore ?
Invece di andare a caccia degli evasori o piu'
intelligentemente, come fatto oggi, rendere
l'evasione piu' difficile, ha fatto una semplice
presa d'atto e stabilito dei parametri per
l'accesso ai servizi collettivi basandosi su
quelle statistiche.
Risultato: io, come studente lavoratore
artigiano, con 7 milioni ero gia' fuori dalla
fascia sociale (diritto al pasto alla mensa,
diritto al posto nella casa dello studente),
mentre il mio coetaneo, studente lavoratore
anche lui, ma dipendente, poteva arrivare
fino ad 11 milioni annui prima di uscire
dalle agevolazioni. Se tieni conto che
lavoravo per aziende (e non per privati)
che (giustamente) volevano tutti la fattura,
e quindi il mio reddito era "reale", mi
domandavo per che cosa dovevo
essere punito. In altri parole: era una
provocazione ed un invito ad evadere
appena possibile (tanto pagavo gia' ?).
Oltre all'offesa di essere trattato come un
delinquente (tu sei un'evasore perche'
fai parte di una categoria di famigerati
evasori) anche il tentativo di umiliarmi
cercando di farmi rinunciare a principi
inculcatimi da una cultura anglosassone.
Tornando ai diritti d'autore, allora,
quale e' la morale della proposta di legge ?
Voi che pagate regolarmente, non perche'
siete obbligati o perche' avete paura,
ma perche' avete una cosa (che anche
oggi non e' cosi rara) che si chiama onesta',
ebbene voi, pagate una seconda volta
al posto di chi non vuole pagare.
Poi c'e' un'altra considerazione, qualcuno
ha fatto il calcolo dell'ammontare che sara'
incassato ? Ho l'impressione, anche per
il fatto che il CDR non e' usato solo per
la musica, che si tratti di una somma enorme,
che va ben oltre all'ammontare spettante
agli autori.
Io la vedo cosi'. Una volta era normale
che all'autore andassi solo una royalty
striminzita dato che i costi per la riproduzione
e distribuzione erano elevati.
Le nuove tecnologie hanno reso questi costi
di riproduzione e distribuzione a livelli
irrisori. E' chiaro che tutta una struttura
organizzativa, fabbriche di stampaggio,
tipografie, imballaggi, autotrasporti (e
qui si risparmia energia :-), sono diventati
da un momento all'altro obsoleti.
Oggi sarebbe veramente possibile che
il 95% dell'entrata da pagare per l'ascolto
di un pezzo vada all'autore. Ma se prima
si trattava del 5% (non so se le percentuali
medie sono queste, ma solo per spiegare
cosa penso) questo vuole dire una riduzione,
a pari prodotto audio, una diminuzione di
20 volte del prezzo.
Naturalmente nessuna industria (come entita')
ama scomparire o ridursi drasticamente. Ed
ecco che cosa c'e' veramente dietro alla
tassa. Le somme sono calcolate in modo
da mantenere quel 5% agli autori e il 95% alle
case discografiche che nulla hanno a che fare
con il diritto che si vuole tutelare.
Come dire: posso scaricarmi via internet
l'ultimo pezzo di successo al costo di 1000 lire
di diritti all'autore e 5 lire per la gente che gli
gira intorno ? Si! Ma debbo ugualmente pagare
alla casa discografica che "poteva" scritturarlo
la somma di 19000 lire che una volta servivano
allo stampaggio, confezionamento, distribuzione
(questo mi fa venire in mente che anche i
commercianti hanno interesse a frenare internet)
anche se non piu' necessari. Bel modo di vivere
di rendita.
Posso concedere che nel caso dei film il
discorso e' diverso: la produzione del film ha
dei costi che non sono paragonabili alla
produzione di un pezzo audio. E quindi i costi
di distribuzione non sono ancora significativi.
Ma i film hanno un'uso diverso dall'audio.
Mentre il pezzo audio si ascolta in continuazione
e ripetutamente, il film, visto una paio di volte, poi ?
Ho comperato vari DVD, appena usciti, preso
anche dall'entusiasmo del nuovo. Ma poi ho
smesso. Perche' ? Perche' mi sono accorto che
dopo averli guardato una volta, li ho messi
da parte. Che senso ha ? E' piu' conveniente
andare al cinema! E' da un'anno che non acquisto
piu' DVD. E neanche mi sogno di scaricarli
da internet, anche se oggi i masterizzatori di DVD
sono abbordabili (350 euro). Ma chi me lo fa fare
di impegnare il mio computer per giorni (ADSL, ma stiamo
parlando di gigabyte, anche se compressi a tali livelli
a portarli ad una qualita' di poco superiore al VHS),
di spendere i soldi per il supporto, di fare la
copia, tutto per guardare per svagarmi per 2 ore.
E' peggio dei lavori forzati. Piuttosto vado al
cinema.
Quindi: per il settore audio, credo che piu'
gli autori si voglia foraggiare chi sugli autori
ci viveva.
Per il settore video, le prestazioni attuali
di internet, combinate con il tipo di usufruibilita'
mi fanno domandare: ma quanti DVD
sono prodotti per via pirata dallo scarico
via internet ?
In ambedue i casi, perche' invece case
discografiche e cinematografiche non si organizzano
per permettere lo scarico da internet a pagamento ?
Se applicano i costi reali per l'audio piu' un'utile (1 euro
per canzone ?) quanta gente per vari motivi:
a) il pezzo e' sicuramente di quell'autore
b) non contiene virus
c) e' registrato bene e non compresso eccessivamente
d) non si tratta di un file fasullo
etc,
Non preferira' scaricare l'ultima novita' direttamente
dal sito discografico di marca ?
E' chiaro che, a pari condizioni, il fatturato delle
case crollera', ma dove sta scritto che quando
una industria e' obsoleta, bisogna continuare
ad acquistare i suoi servizi ? Oggi quanti ancora
vanno dall'arrottino ? Perche' non mettere una
tassa sulla produzione di ombrelli, forbici e coltelli
per mantenere gli arrottini senza lavoro ?
Se riesci a convincermi che il 95% delle entrate
prodotte da quest'approccio legislativo, vanno
agli autori e non a mantenere lo status quo, allora
ti do' ragione. Tieni conto che i costi del servizio
tassato sono a carico dell'utente non delle case
discografiche.
Pekilan
??? Scusami, ma è esattamente il contrario. Qui pagano tutti. Qui chiunque
acquisti una VHS o un videoregistratore paga (perché ricordo che la legge
per la copia privata è in vigore da 10 anni e passa...). Ed è un forfait: o
mi dici che tu non hai MAI copiato una VHS da un amico, un CD, registrato
qualcosa dalla TV o dalla radio, oppure hai usufruito anche tu del
forfait...
> Poi c'e' un'altra considerazione, qualcuno
> ha fatto il calcolo dell'ammontare che sara'
> incassato ? Ho l'impressione, anche per
> il fatto che il CDR non e' usato solo per
> la musica, che si tratti di una somma enorme,
> che va ben oltre all'ammontare spettante
> agli autori.
Si paga il 10% del 30%. Ho fatto un esempio in un altro post ma ne rifaccio
uno più facile facile. Copia 4 CD da un tuo amico: valore totale commerciale
72 euro. Valore dei CD dati che acquisti: vogliamo fare 7 euro? Ammontare
della tassa: 20 centesimi. Rapporto valore commerciale/devoluzione agli
autori: 1 a 360.
Tralascio il resto perché si tratta di discutere i fondamenti di un'economia
libera e non di parlare di diritto. In questa sede mi interessa parlare di
leggi. E in questo senso siamo qui a lamentarci di un forfait ridicolo
quando c'è gente che rischia il penale se usa Office acquistato originale
con una sola licenza su due PC...
Sì, perché è FORFETTARIO! Chi acquista un CD-ROM può farne diversi usi, fra
i quali riempiriselo di MP3, filmati MPEG, ecc. ecc. Non so, provo a
spiegare il concetto di forfettario. Tu ti fai una compilation di 70 brani
MP3 su CD-ROM. Sono di 70 album diversi. Se avessi dovuto comprare i 70
diversi album avresti speso (70*18 euro) 1260 euro. Ovviamente non hai
nessuna intenzione di farlo, ma altrettanto ovviamente gli aventi diritto
desiderano recuperare qualche soldo. Risultato: per quel CD-ROM paghi in
maniera forfettaria i tuoi 50 centesimi. E' un forfait: così come con 50
centesimi è evidente che non assolvi in maniera dignitosa ai diritti
d'autore per 70 diversi brani, è anche evidente che quei 50 centesimi li
paghi su supporti che mai userai per incidere musica o filmati. Scusami, ma
è molto il concetto di tassa: c'è chi paga centinaia di milioni l'anno e non
usufruisce dei servizi statali, c'è le tasse non le paga e sfrutta la
massimo i servizi dello stato. Ma poi, io mi chiedo, la tassa su supporti
analogici e strumenti di registrazione audio e video esiste da 10 (dieci)
anni. Perché nessuno fino a oggi si è lamentato? E' un forfait, santa pace,
è nella sua natura essere iniquo: così come non vengono chiesti 1260 euro
per una compilation di 70 brani, ti viene chiesto mezzo euro (o meno ancora)
per un CD-ROM che usi per fare il backup del tuo disco fisso.
Tre considerazioni a proposito:
1) Un fatto come quello della pirateria non giustifica leggi liberticide
inutili, semmai giustifica un impegno maggiore da parte delle forze dell'
ordine a far rispettare leggi che già esistono.
2) Il problema che qui si discute non è il balzello, quello per quanto possa
essere antipatico, e per quanto la legge possa essere fatta male, in linea
di principio può essere sostenibile, il problema che si discute ora è la
libertà di poter creare e vendere sistemi che eludono le protezioni che i
grandi del software e del multimedia cercano invano di imporci. Questo tipo
di limitazione nasconde dei pericoli gravi, gravissimi per cui sono portato
a dire in tutta onestà che preferisco vedere cadere le major una ad una (che
poi il vero motivo della loro crisi non sta nè nella pirateria, nè nel file
sharing, ma sta in una crisi strutturale inevitabile dell' intero settore e
nella loro stupidaggine) in nome di una libera concorrenza nel settore (la
"vera" economia, quella che produce progresso), e di maggiore libertà per
gli utenti.
Dario
> > i supporti per la musica sono gli stessi per i dati.
> > anche chi li usa solo per i dati è tassato.
>
> Sì, perché è FORFETTARIO! Chi acquista un CD-ROM può farne diversi usi,
non c'entra con quello che ho scritto
> filmati. Scusami, ma è molto il concetto di tassa: c'è chi paga centinaia
> di milioni l'anno e non usufruisce dei servizi statali, c'è le tasse non
un discorso sono tasse sul reddito o simili, ma i proventi di imposte
specifiche su un prodotto dovrebbero ricadere solo su quel prodotto lì.
> le paga e sfrutta la massimo i servizi dello stato. Ma poi, io mi chiedo,
> la tassa su supporti analogici e strumenti di registrazione audio e video
> esiste da 10 (dieci) anni. Perché nessuno fino a oggi si è lamentato? E'
perchè i supporti analogici sono usati, diciamo nel 99.99% dei casi, per
memorizzare appunto musica e film - le cose per cui sono tassati.
invece i supporti digitali sono usati, diciamo nel 95% dei casi, per
memorizzare DATI, STRAM^H^H^H^H^H simpatici e FOTT^H^H^H^H graziosi DATI,
che con Jennifer Lopez non c'entrano UNA BENEAMATA FAVA.
> un forfait, santa pace, è nella sua natura essere iniquo: così come non
allora, ti ripeto, mettiamo una tassa sullo sport e ci andiamo a pagare il
risanamento ambientale. a me va benissimo.
--
"Look alive private, we're in some serious shit. We're bugging out, NOW!
Move your ass to the Com room, i'll brief you from there"
- Aliens vs. Predator
> Forse era ironico :-).
no :)
> Ammettiamo che ci sia questo problema dei
> diritti. Ma qui non si tratta di un problema economico.
> Perche' l'utente estero e' disposto a pagare.
> Ma di una scelta "politica" (passatemi il termine)
> che non vuole estendere il suo bacino di ascolto.
In effetti è vero, non l'avevo pensata sotto questo punto di vista... devo
parlare meno e pensare di più ;)
--
"Life? What life? Life is for wussies, computers are for real men."
- Andy
Scusami, allora spiegami una cosa: volendo permettere la copia personale di
audiovisivi su CD-ROM, e volendo quindi pagare una misera di diritti agli
autori, cosa tassiamo? Chiediamo che chi compra un CD-ROM dichiari cosa ne
vuole fare? Mi sembra che la tua idea sia che nel dubbio non si tassi nulla,
è così?
In realtà è proprio quello che si discute. NOn mi sembra di aver sentito
nessuno qui dentro, oltre a me, dire che è positivo o accettabile.
> , il problema che si discute ora è la
> libertà di poter creare e vendere sistemi che eludono le protezioni che i
> grandi del software e del multimedia cercano invano di imporci.
Posto che la protezione regionale dei DVD non ricade in nessuna legge (ho
chiesto riferimenti specifici, non ne ho ottenuti), qual è il problema nel
voler impedire che qualcuno aggiri per esempio il Macrovision? Che viene
limitata la copia personale? Bene, è ciò che sostengo io. Ma ripeto, le
leggi non nascono per altri motivi se non per combattere la pirateria. Il
che non giustifica leggi liberticide, semplicemente rende un po' meno aulico
il discorso che viene fatto a livello mondiale sulla libertà di espressione.
Anche perché l'abuso della libertà (quello della copia personale) è il primo
passo alla sua restrizione.
Lo è, mi spiace per te. Magari non parli tutte le settimane coi responsabili
di prodotto di Channel 5, Sky One e Paramount, però non è difficile capirlo
lo stesso... Del resto avrai visto che la stessa RAI cripta il segnale per
tutti gli eventi su cui non ha i diritti di trasmissione all'estero...
> Perche' l'utente estero e' disposto a pagare.
> Ma di una scelta "politica" (passatemi il termine)
> che non vuole estendere il suo bacino di ascolto.
> Quindi siamo in presenza di un "divieto" per
> motivazioni di libero arbitrio (e oltre tutto che
> credo vadano a violare alcune convenzioni
> internazionali).
Fammi capire. La BBC si ripaga solo e unicamente col canone (saprai che non
esiste pubblicità su BBC in televisione). Ovviamente BBC non può richiedere
il pagamento di una canone che è in realtà una tassa ai cittadini al di
fuori del Regno Unito. Non essendo una pay per view, chiaramente non può
neanche rilasciare abbonamenti nel senso più stretto del termine. Qullo che
chiedi è che la BBC diffonda in chiaro il suo segnale anche a chi non paga?
Davvero non capisco. Quello che chiedi è che le società che hanno i diritti
oppure non *possono* per statuto o per legge, oppure semplicemente non
intendono (siamo in un libero mercato: nessuno obbliga nessuno a trasmettere
nulla...) avere un mercato all'estero non siano tutelate a livello europeo.
In sostanza, visto che tanto BBC non può prendere una lira dal signore di
Brescia, lasciamo che il signore di Brescia veda la BBC e non paghi nulla
mentre il signore di Brighton si paga il suo canone...
> qual è il problema nel voler impedire che qualcuno aggiri per esempio il
> Macrovision? Che viene limitata la copia personale? Bene, è ciò che
> sostengo io.
> Ma ripeto, le leggi non nascono per altri motivi se non per combattere la
> pirateria.
??? scusa, ma sto cominciando seriamente a pensare che ti ho davvero
sopravvalutato...
mi sembra un delirio...
allora per impedire che la gente usi i coltelli per commettere omicidî
vietiamo i coltelli? e se su internet ci sono i pedofili vietiamo internet?
ah, i cellulari vengono utilizzati per azionare le bombe... vietiamo anche
i cellulari, và!
viva la censura, su! che cazzo ce ne facciamo della libertà, tanto abbiamo
la CASA delle libertà che ci pensa per noi... (non che l'opposizione sia
tanto meglio...)
> Il che non giustifica leggi liberticide
invece tu le stai proprio giustificando
> Anche perché l'abuso della libertà (quello della copia personale) è il
> primo passo alla sua restrizione.
ci sei o ci fai? io devo pagare per reati commessi da altri?
--
"Windows is definitely not compatible with me"
- Hein Zelle
> Qullo che chiedi è che la BBC diffonda in chiaro il suo segnale anche a
> chi non paga?
non hai capito nulla.
lui vuole poter pagare per vedere la BBC.
e credo voglia anche aver il diritto di vederla gratis NEL CASO ¹ loro non
accettino di farsi pagare. anzi, in questo caso sarebbe persino disposto a
fare COMUNQUE a loro delle donazioni.
ma, dimmi, tu LEGGI le cose a cui rispondi?
¹ e SOLO in quel caso.
--
"Chocobos ignore humans who don't look like they'll give them greens"
- Final Fantasy 7
> Scusami, allora spiegami una cosa: volendo permettere la copia personale
> di audiovisivi su CD-ROM,e volendo quindi pagare una misera di diritti
> agli autori, cosa tassiamo?
alla siae, non agli autori. è diverso e lo sai bene.
> Chiediamo che chi compra un CD-ROM dichiari cosa ne vuole fare? Mi sembra
eventualmente.
> che la tua idea sia che nel dubbio non si tassi nulla, è così?
certo.
--
"What's wrong with C++ ?"
"The ++"
- Lorenzo Petrone
Ma quali reati commessi da altri? E' una tassa, santa pace, sai cos'è? E'
una cosa che colpisce in maniera indiscriminata una certa utenza. Non guardi
MAI la RAI? La tassa di possesso sulla TV la paghi lo stesso. Stai pagando
per reati commessi da altri? Certo che no. E' evidentemente passata la falsa
nozione che un'imposta sui supporti (che esiste già! Esiste da 10 anni!)
serve a "punire". Non c'è punzione, c'è pagamento dei diritti in maniera
forfettaria. Se compri 100 CD, non paghi le tasse perché gli altri rubano,
le paghi perché assolvi così ai diritti d'autore. Usi i CD solo per farti
copie del tuo disco fisso? Peccato. Non guardi MAI la RAI? Peccato. E' lo
stesso concetto, non capisco perché sia così difficile da afferrare...
Questo lo può già fare. Sei tu che non leggi, ho già chiarito che BBC è
captabile a pagamento fuori dal Regno Unito...
"Se vuoi Sky fai regolare abbonamento con uno dei dealer italiani e non c'è
alcun problema". E' quello che ho scritto ieri. Evitiamo di entrare in
polemica, per favore.
Ok, abbiamo chiarito la posizione. Visto che io invece sono per la
retribuzione del lavoro altrui (diretta, o quando è troppo complesso tramite
le associazioni preposte), mi sta bene pagare qualche centesimo per ogni
copia personale che faccio.
Ehm erano due... :-)
Dario
Io non ho un parere preciso sulla questione balzello, ritengo che non sia
una grande idea, almeno nel modo in cui è applicato attualemnte, ma è una
possibilità, in linea di principio, attuabile per scaricare il costo della
"copia libera" su tutta la società.
> Posto che la protezione regionale dei DVD non ricade in nessuna legge (ho
> chiesto riferimenti specifici, non ne ho ottenuti),
Rientrerebbe in questa proposta di legge che Filippo ha denunciato, è per
questo che qui ne stiamo discutendo.
> qual è il problema nel
> voler impedire che qualcuno aggiri per esempio il Macrovision?
I problemi sono tanti, ti faccio un paio di esempi:
senza il DeCss, un programma che elude una ridicola protezione utilizzata
per criptare i dvd, oggigiorno gli utenti Linux non avrebbero mai potuto
vedere un DVD, nè sarebbe stato possibile rendere un programma che legge DVD
di tipo OpenSource. In Norvegia (?) c'è stato anche un processo contro il
ragazzino che invento il codice, per fortuna il processo è terminato con la
totale assoluzione del ragazzo, con una legge tipo DMCA o EUCD il ragazzino
sarebbe ora in galera.
Altro esempio: basterebbe per una qualsiasi azienda dichiarare che produce
spyware, dichiarare che il software è inteso per la protezione anti-copia
per costringerci
a tenerci lo spyware in quanto ogni sua modifica verrebbe punita.
Insomma diciamocelo chiramente: le protezioni anticopia sono una stronzata,
non hanno mai funzionato e mai funzioneranno, le grosse software house et
similia cercano di imporcele solo per limitare l anostra libertà nella
"scelta" dei prodotti, basta poco, un cartello tra Microsoft, Sony e
chennesò io per obbligarci tutti ad utilizzare 1 player di un certo formato,
1 sistema operativo, 1 certo tipo di hardware. E la libera concorrenza ? E
la nostra libertà di poter scegliere ?
Il fatto è che siamo anche abituati a cartelli di questo genere (il DVD è un
esempio) e finora ci siamo ben difesi grazie a queste semplici libertà che
ci vengono concesse di poter "scegliere".
Una legge tipo l'EUCD non farà un graffio alla pirateria, quella seria,
comandata da mafie e sfruttatrice di lavoro nero (in tutti i sensi), verà
solo a rompere i coglioni a chi, come il ragazzino norvegese, voleva
esercitare il suo diritto di "scegliere" cosa è meglio per lui.
> Ma ripeto, le
> leggi non nascono per altri motivi se non per combattere la pirateria.
Questo in alcuni casi può esserne il pretesto, ma a volte una legge nasconde
intenzioni ben più pericolose, che lo stesso legislatore per complicità ,
per distrazione o per ignoranza trascura.
> Anche perché l'abuso della libertà (quello della copia personale) è il
primo
> passo alla sua restrizione.
Su questo discordo al 10000%, non credo ci possa essere abuso in libertà di
espressione, credo nella libertà di espressione come un fondamento di
qualunque paese che si consideri civile, e sono disposto a cederne molto
poca solo in pochi casi,e la copia personale non è uno di essi. Ma qui siamo
OT.
Dario
Vorrei ricordarvi che l'estremismo in difesa della libertà non è vizio.
Inoltre lasciate che vi ricordi anche che la moderazione nel perseguire la
giustizia non è una virtù
Senatore Barry Morris Goldwater
> Visto che io invece sono per la retribuzione del lavoro altrui
anch'io, ma solo chi usufruisce paga.
<flame>
se degli imbecilli non riescono a farsi pagare per quello che fanno, sono
stracazzacci loro.
</flame>
scusa per il flame :)
--
"When the world is in darkness, four warriors will come..."
- Final Fantasy I
> "Se vuoi Sky fai regolare abbonamento con uno dei dealer italiani e non
> c'è alcun problema"
o capito, ma nè d+ nè stream avevano sky, quando ho controllato...
alternative?
--
"When the world is in darkness, four warriors will come..."
- Final Fantasy I
> Dario
guarda, di fronte a come esponi te le cose, io faccio solo ridere, ora me
ne sto zitto e lascio fare a te, tanto mi sembra di condividere il tuo
pensiero al 100%
--
"Un deja-vu!" - "Veramente a casa mia si chiamano GATTI"
- Lorenzo Petrone
> ntemente non hai idea di come funzionino le indagini della polizia
> postale, i sequestri cautelari e i conseguenti processi, altrimenti
> benediresti la regolarizzazione de
Non mi risulta che in nessuna proposta sia stata legalizzata la copia
personale, quella resta illegale lo stesso.
In compenso si vogliono rendere illegali un sacco di altre cose. Come il
fatto che io mi possa vedere su Linux un DVD americano regolarmente
acquistato usando un programma che se ne strafrega delle protezioni
regionali.
Ciao
Simone
> voler impedire che qualcuno aggiri per esempio il Macrovision? Che viene
> limitata la copia personale? Bene, è ciò che sostengo io. Ma ripeto, le
Si, viene limitata la tua possibilita` di usufruire come meglio credi di
un contenuto che hai pagato e che ti appartiene. Questo e` quello che
prevede l'EUCD, anche se certo, la scusa e` che i poveri autori non
riescono a campare.
> leggi non nascono per altri motivi se non per combattere la pirateria. Il
> che non giustifica leggi liberticide, semplicemente rende un po' meno aulico
> il discorso che viene fatto a livello mondiale sulla libertà di espressione.
> Anche perché l'abuso della libertà (quello della copia personale) è il primo
> passo alla sua restrizione.
Veramente Jack Valenti si e` lasciato scappare che il problema e` che la
MPAA non poteva permettere a tutti di poter controllare come vengono
usufruiti i contenuti (mi sono perso la citazione, se qualcuno ce l'ha la
tiri fuori).
Ciao
Simone
La copia personale è legittima nel momento in cui esiste una tassa
forfettaria. E' legittima dal '92 per le trasmissioni audiovisive, per
proprietà transitiva è legittima nel momento in cui esiste una tassa sul
supporto digitale per gli stessi audiovisivi.
Un dealer italiano... Futurosat, per esempio. Ma ce ne sono molti: io ho due
abbonamenti e da quando li ho richiesti a quando li ho ricevuti sono passati
8 giorni.
Ma questo poi è un problema relativo. Se BBC non può, per statuto o per
legge, chiedere soldi a un italiano, perché dovrebbe regalargli i suoi
programmi? Ci vuole un po' di realismo...
Francamente non vedo il punto. Se non vuoi lo spyware, non lo installi. Si
ravvisano eventualmente gli estremi per una violazione della privacy? Ancora
meglio.
> Insomma diciamocelo chiramente: le protezioni anticopia sono una
stronzata,
> non hanno mai funzionato e mai funzioneranno,
Funzionano eccome, basta che siano infrangibili. La pirateria televisiva è
inesistente in Inghilterra, da qualche mese lo è anche in Italia, Francia e
Spagna. Credo sia giusto difendere il diritto per un'azienda di proteggere
il proprio materiale. Sia ben inteso, questo non deve ledere le "libertà".
Ma per libertà intendo che non è ammissibile che un CD audio non sia
copiabile (dal momento che sul supporto si pagherà una tassa), e non è
ammissibile che un software non sia copiabile (dal momento che esiste il
diritto alla copia di sicurezza). Il DeCSS è un caso limite, che però va
visto anche nell'ottica del diritto di mantenere propria una tecnologia. Ma
ripeto, la legislazione USA in materia non mi piace per niente, io sto
parlando solo ed esclusivamente di imposta forfettaria.
> Questo in alcuni casi può esserne il pretesto, ma a volte una legge
nasconde
> intenzioni ben più pericolose, che lo stesso legislatore per complicità ,
> per distrazione o per ignoranza trascura.
Le intenzioni sono quelle che ho esposto. Semmai i risultati sono
pericolosi, e la legge che abbiamo oggi sul diritto d'autore ne è la
dimostrazione. *PER QUESTO* insisto che si deve accettare un prelievo
forfettario (che trovo legittimo nei confronti degli autori) per combattere
una legge che mette in galera per cose futili.
> Su questo discordo al 10000%, non credo ci possa essere abuso in libertà
di
> espressione,
Quindi sei contro il divieto di ricostituzione del partito fascista, sei a
favore delle intrusioni nei sistemi informatici per veicolare un messaggio,
sei a favore della decodificazione di un sistema di protezione per poter
rivendere il materiale decodificato sul mercato nero? Oppure anche secondo
te esistono dei limiti alla libertà di espressione?
Non c'è alcuna perdita di tutela. Invece di acquistare due lettori di DVD,
ne acquisto uno solo modificato. "Quindi" mi sembra un po' esagerata questa
interpretazione.
> Si, viene limitata la tua possibilita` di usufruire come meglio credi di
> un contenuto che hai pagato e che ti appartiene.
Non ti appartiene, ti viene concesso in licenza. Non puoi farne ciò che vuoi
perché lo paghi in funzione della licenza che ottieni. Acquisti un DVD per
uso domestico, lo paghi un tot. Acquisti lo stesso materiale di partenza per
la diffusione in un cinema, lo paghi un tot ben diverso.
> Veramente Jack Valenti si e` lasciato scappare che il problema e` che la
> MPAA non poteva permettere a tutti di poter controllare come vengono
> usufruiti i contenuti (mi sono perso la citazione, se qualcuno ce l'ha la
> tiri fuori).
Le associazioni delle major sono deprecabili, questo non significa che il
legislatore non debba tutelare gli autori.
> Non ti appartiene, ti viene concesso in licenza.
bè, fanculo, allora i produttori di generi alimentari possono mettersi a
produrre cibo ma non lo vendono, lo concedono in licenza, e lo puoi
mangiare solo se sei di pura razza ariana, altrimenti ti arrestano.
daiiiii......
*pensa con la tua testa!*
--
echo bash: echo: command not found
>Ed è un forfait: o
>mi dici che tu non hai MAI copiato una VHS da un amico, un CD, registrato
>qualcosa dalla TV o dalla radio, oppure hai usufruito anche tu del
>forfait...
E' questo il punto. Non ho nemmeno un registratore
VHS e non ho neanche la TV. Ho registrato molta
musica classica dalla radio, ma su cassette al cromo.
Non ho voglia di barcamenarmi a capire come
collegare la radio alla scheda audio e quale
programma usare per metterlo in formato per CD,
anche se potrei farlo perche' ho altre cose migliori
da fare.
>Si paga il 10% del 30%. Ho fatto un esempio in un altro post ma ne rifaccio
>uno più facile facile. Copia 4 CD da un tuo amico: valore totale commerciale
>72 euro. Valore dei CD dati che acquisti: vogliamo fare 7 euro? Ammontare
>della tassa: 20 centesimi. Rapporto valore commerciale/devoluzione agli
>autori: 1 a 360.
Appunto: valore commerciale 72 euro. Ma il fatto che
non ci sono piu' i costi che giustificavano quel 72 euro ?
E che secondo me erano la parte preponderante ?
>Tralascio il resto perché si tratta di discutere i fondamenti di un'economia
>libera e non di parlare di diritto. In questa sede mi interessa parlare di
>leggi. E in questo senso siamo qui a lamentarci di un forfait ridicolo
>quando c'è gente che rischia il penale se usa Office acquistato originale
>con una sola licenza su due PC...
In una economia libera, lo stato non interviene.
Leggiti Adam Smith. Il forfati non e' ridicolo perche'
conferma dei precedenti. Lo stato impone un
dazio a nome di alcune societa' private.
Cosi' come e' fatta ed applicata oggi la norma,
dubito che neanche la meta' arrivi agli autori.
E non si tratta di una tassa perche' chi incassa
non e' lo Stato. In questo caso, lo Stato fa
solo da esattore (al contrario dell'IVA) per
i privati. E questo lo trovo scandaloso.
Anzi, gia' che ci siamo, anche la SIAE non va'.
Non mi risulta che negli Stati Uniti, ad
esempio, esiste un'ente esattore per
conto degli autori ed editori (gia', i poveri
editori ... ) Scusa, per caso presti la tua
consulenza per qualche societa' editrice ?
Pekilan
>Ma quali reati commessi da altri? E' una tassa, santa pace, sai cos'è? E'
>una cosa che colpisce in maniera indiscriminata una certa utenza. Non guardi
>MAI la RAI? La tassa di possesso sulla TV la paghi lo stesso.
La pago nel contesto che la RAI fornisca un servizio pubblico
(lasciamo perdere se poi si comporta come una concorrente
di Mediasat, preocupandosi piu' dei suoi inserzionisti per
favore fatturato).
Cosa completamente diversa.
>E' evidentemente passata la falsa
>nozione che un'imposta sui supporti (che esiste già! Esiste da 10 anni!)
>serve a "punire". Non c'è punzione, c'è pagamento dei diritti in maniera
>forfettaria.
Come gia' detto, il metodo e' sbagliato, ma almeno con l'analogico
si poteva ragionevolmente sostenere che si trattava al 99% di
uso audio.
>Se compri 100 CD, non paghi le tasse perché gli altri rubano,
>le paghi perché assolvi così ai diritti d'autore.
Che non e' un servizio pubblico. Ricordo che la parte
della RAI come servizio pubblico non e' nel trasmettere
film o canzoni, ma informazioni.
E non mi risulta che il settore daziato qui assolva
al diritto di informazione.
>Usi i CD solo per farti
>copie del tuo disco fisso? Peccato. Non guardi MAI la RAI? Peccato. E' lo
>stesso concetto, non capisco perché sia così difficile da afferrare...
Non capisco come tu possa confondere
l'ascolto di musica con un servizio pubblico.
L'art.21 della Costituzione parla di manifestazione libera
del proprio pensiero non del proprio umore.
Ed e' l'art.21 che giustifica il canone RAI.
Pekilan
>Francamente non vedo il punto. Se non vuoi lo spyware, non lo installi. Si
>ravvisano eventualmente gli estremi per una violazione della privacy? Ancora
>meglio.
Non hai scelta, lo spyware e' incorporato nel
programma che ti serve, ad esempio, per
vedere il film DVD.
Informati riguardi al funzionamento interno di XP,
a completa insaputa dell'utente. In tutti questi
interventi non stiamo "ipotizzando", stiamo
"estrapolando" da realta' passate e presenti.
>Funzionano eccome, basta che siano infrangibili.
Non esistono. Prima o poi crollano. Mi ricordi
la corsa nel '800 quando facevano le corazze
delle navi sempre piu' spesse e i proiettili
sempre piu' potenti. Alla fine hanno vinto i proiettili.
Oggi le corazzate sono in disuso e si preferisce
la difesa attiva.
Ebbene, la tattica giusta e' la stessa. La protezione
non serve, devono usare forme di difesa attiva.
Io ho fatto alcuni esempi nel thread. Fornisci
un servizio ad un prezzo accettabile rispetto
ai costi. Se i tuoi costi sono troppo elevati,
modifica la tua struttura finche' i tuoi costi non
siano compatibili con lo stato dell'arte della
tecnica. Se non lo fai, sei destinato a scomparire.
Questa e' la legge della libera economia.
L'intervento dello Stato puo' solo prolungare
l'agonia, con gravi danni per tutti, anche
fuori da chi ha interesse nel settore.
Dove invece, non hai supporti statici,
puoi ad esempio cambiare continuamente
e repentinamente i codici (difesa attiva).
La tecnica e' sempre la stessa, non stare
le fermi passivamente aspettando il colpo,
ma scartare, o evitare completamente.
>La pirateria televisiva è
>inesistente in Inghilterra, da qualche mese lo è anche in Italia, Francia e
>Spagna.
Come sempre, a parte l'esagerazione (inesistente),
non dice nulla sui motivi. Ti faccio un'esempio cosa intendo
dire che la tua osservazione non dice nulla.
In Svizzera, da tempo, c'e' un servizio statale
che fornisce eroina (non metadone) ai drogati.
Con ottimi risultati, la mortalita' e' scesa drasticamente.
Ma proprio il suo successo viene usato dai detrattori
per dimostrare il suo fallimento. Battuta dei detrattori:
"la percentuali di drogati da eroina in Svizzera non e'
diminuita da quando e' in corso l'esperimento".
Ovvio, non sono morti! Controprova: l'eta' media dei
drogati eroinomani in Svizzera e' molto piu' alta
che in altri paesi e riescono a fare anche una vita decente.
Quindi dire: "la pirateria e' drasticamente diminuita"
non dice nulla. Esempio, e' diminuito il costo del pacchetto ?
La gente si e' stufata di tutta la scomodita', specie
aumentando la frequenza di cambiamento dei codici ?
Non e' stata la legge a provocare il calo (posto
che ci sia stato, secondo me dobbiamo attendere
ancora per avere dati statisticamente significativi.
Vorrei ricordare che il 2001-2002 e' stato un'anno
disastroso per la nuova economia e gli effetti
non e' chiaro fino a dove sono arrivati.
>Credo sia giusto difendere il diritto per un'azienda di proteggere
>il proprio materiale.
Senza altro, ma non colpendo indiscriminatamente.
A scuola abbiamo tutti studiato storia (spero).
Ebbene ogni qualvolta che una istituzione od
un governo abidcasse ai suoi compiti, adottando
metodi indiscriminati per ottenere il rispetto
di regole e principi che dichiarava volere difendere,
il risultato e' sempre stato (prima o poi) il
calpestamento di queste regole e principi.
E lo dimostri quando affermi: pagando la royalty (non
e' una tassa) abituiamo tutti a considerare normale
prendere un CD, scaricarlo su internet e poi
distribuirlo a tutti gli amici, tanto e' tutto pagato ?
Il guaio e' che questo poi giustifica anche lo stesso
comportamento in campo informatico (e' difficile
vedere la differenza per un non esperto).
E poi anche nella vita di tutti i giorni (prendersi
i meriti di altri, etc, cioe' una "forma mentis"
che io trovo disonesta).
>Sia ben inteso, questo non deve ledere le "libertà".
>Ma per libertà intendo che non è ammissibile che un CD audio non sia
>copiabile (dal momento che sul supporto si pagherà una tassa), e non è
>ammissibile che un software non sia copiabile (dal momento che esiste il
>diritto alla copia di sicurezza). Il DeCSS è un caso limite, che però va
>visto anche nell'ottica del diritto di mantenere propria una tecnologia.
Frase criptica, cosa vuoi dire ?
..snip..
>dimostrazione. *PER QUESTO* insisto che si deve accettare un prelievo
>forfettario (che trovo legittimo nei confronti degli autori) per combattere
>una legge che mette in galera per cose futili.
Non e' una cosa futile, e' furto!
Non ti sembra di essere incoerente ?
>Quindi sei contro il divieto di ricostituzione del partito fascista,
Infatti e' un divieto sbagliato. Il divieto deve
essere contro la costituzione di un qualsiasi
partito che promuova proposte contraria
alla nostra costituzione (con una certa
elasticita' a favore della liberta' di pensiero).
..snip..
>sei a favore della decodificazione di un sistema di protezione per poter
>rivendere il materiale decodificato sul mercato nero?
Assolutamente no. E qui elaboro: sei veramente
convinto che il divieto "giuridico" e non la
evoluzione tecnica frenerano il mercato nero ?
Adesso che forse si prepara a legalizzare la droga
e regolamentare la prostituzione, vogliamo procurare
alla malavita un nuovo ambito in cui agire ?
Dove ci sono divieti, chi prospera, corrompe
e ... alla fine ... uccide ?
>Oppure anche secondo
>te esistono dei limiti alla libertà di espressione?
I limiti devono essere dove inizia la liberta'
dell'altro, non la sua comodita'.
Non voglio riciclarmi in nuove forme di lavoro ?
Mi faccio mantenere dalla collettivita'!
Cosi' interpreto tutta questa vicenda.
Pekilan
>Non ti appartiene, ti viene concesso in licenza. Non puoi farne ciň che vuoi
>perché lo paghi in funzione della licenza che ottieni. Acquisti un DVD per
>uso domestico, lo paghi un tot. Acquisti lo stesso materiale di partenza per
>la diffusione in un cinema, lo paghi un tot ben diverso.
Perfetto: la maggior parte delle licenze dice e le norme americane
confermano (visto che sono il modello che viene seguito)
che lo scopo della licenza e' impedire che colui che la accetta
possa trarre un'utile economico (exploiting) tramite il
supporto acquistato per uso personale (cioe' non per il cinema
o, per il noleggio, altro esempio). La norme americane dicono,
anzi dicevano (pre-DMCA) che io con il contenuto del mio CD o DVD
in casa mia potevo farci quello che voglio, anche se la licenza dice
il contrario, basta che tutto quello che faccio non lo
esterno poi al di fuori della mia abitazione e non lo uso
per guadagnare, ad esempio, trasformando la mia casa in
una mini-sala, etc. Quindi finche' io non scarico su internet, non
noleggio, non faccio visionare ad estranei o amici a pagamento,
etc. io ci posso fare quello che voglio, anche decriptarlo e
guardarmelo con Linux, se puta caso non ho una copia
pirata di Windows perche' sono una persona onesta. Questo
regolamentazione era molto sensata e naturale. Ora con la DMCA
e' stata infranta. Io vedo due casi. O piu' che rapidamente la
DMCA viene revocata o drasticamente amputata, o nel prossimo
decennio vedremo gli Stati Uniti trasformarsi veramente da
democrazia a potenza imperiale. E lo dicono gli americani,
infatti non tutti hanno votato Bush e non si fanno abbindolare
dalle statistiche di gradimento. Non che la DMCA da sola
possa provocare questa trasformazione, ma essa e' una
cartina di tornasole di quello che pensa il nuovo potere
delle liberta' civili.
Ieri ho visto un documentario interessante sulla rete TV
statale tedesca. Scene di vita di una portaerei americana,
che pattugliava le vie navali che portano all'Irak. Il comandante
con soddisfazione annunciava che il 95% delle navi
che passavano veniva fermate. Poi in un'altro punto del
servizio, un'altro diceva con soddisfazione che anche
se non trovavano nulla di illegale (chi lo stabilisce che
cosa e' illegale), in ogni caso le navi restavano sequestrate
per circa una settimana. Cosa e' nuova forma di sanzioni
economiche ? (una nave ferma costa, e il costo si
scarica sugli irakeni). Quello che mi disturba e' che esiste
un diritto marittimo internazionale e non ho capito a che
titolo la flotta americana sequestra il 95% delle navi
commerciali in rotta verso l'Irak. Ho l'impressione che si
tratta del diritto del piu' forte. Ed anche, anzi, proprio, perche'
sono filo-americano, questo mi disturba moltissimo.
E' chiaro che se l'Europa segue questa linea (quella
della DMCA), mi disturba ancora di piu'. Anche per la
sospetta suddittanze ad esigenze economiche americane.
Se combiniamo questo a tutte le basi americane site
in Europa, con la Russia ormai solo un'ombra di
quello che era prima, questo mi da' fortemente da pensare.
Sarei piu' tranquillo se oggi la Nato venisse sciolta.
Non sono ne' un comunista, ne' un nazionalista,
sono solo preoccupato.
Pekilan
Chiedo anche a te: volendo istituire il concetto di copia personale sul
diigtale, come fare? Chiediamo a chi compra i CD cosa ne vuole fare?
> >Usi i CD solo per farti
> >copie del tuo disco fisso? Peccato. Non guardi MAI la RAI? Peccato. E' lo
> >stesso concetto, non capisco perché sia così difficile da afferrare...
> Non capisco come tu possa confondere
> l'ascolto di musica con un servizio pubblico.
Non capisco piuttosto io come non si possa comprendere il concetto di
imposta forfettaria. Una categoria chiede di essere tutelata. Lo stato
prende atto che è impossibile entrare nelle case delle persone e verificare
cosa fanno di ogni supporto che hanno. Lo stato istitiuisce un'imposta
forfettaria sui supporti. Fine. E questo succede 10 anni fa. E nonostante ci
siano tantissime persone che registrano su cassetta il proprio compleanno,
la nonna che va al mare, ecc. ecc. nessuno si scandalizza.
Ma quali costi? Parliamo di diritto d'autore. Non è che una cosa intangibile
diventa automaticamente gratuita. O mi vuoi forse dire che un CD da 36 euro
deve portare all'autore 10 centesimi se viene copiato?
> Anzi, gia' che ci siamo, anche la SIAE non va'.
> Non mi risulta che negli Stati Uniti, ad
> esempio, esiste un'ente esattore per
> conto degli autori ed editori (gia', i poveri
> editori ... ) Scusa, per caso presti la tua
> consulenza per qualche societa' editrice ?
Esiste, esiste anche negli USA, solo che non è obbligatoria l'iscrizione e
non ha le stesse funzioni della SIAE. Comunque, che vi devo dire? Fate le
vostre battaglie per risparmiarvi i vostri 4 centesimi a supporto e rimanete
punibili in qualsiasi momento. Evidentemente è difficile comprendere sia il
concetto di pagamento del diritto d'autore, sia il concetto di forfait.
Pensando, ovviamente, di star facendo la lotta alle major, quando in realtà
date allo stato strumenti per punirvi in qualsiasi istante...
Guardo, penso così con la mia testa che sono l'unico a pensarla così qui
dentro. Mi spiace, non sto a spiegare il concetto di licenza, non ne ho
proprio voglia. Se pensi che vendere una pagnotta di pane e un software
siano la stessa cosa non ho voglia di dimostrarti diversamente. Siamo su
it.diritto.internet: certe cose le dò per scontate.
Come ho già detto, se ci sono gli estremi per la violazione della privacy
basta fare una bella segnalazione al Garante.
> >Funzionano eccome, basta che siano infrangibili.
> Non esistono. Prima o poi crollano.
E allora? Nel frattempo se ne svilupperà un altro. L'importante è che siano
solidi, un po' come le codifiche attuali per la trasmissione satellitare.
> Io ho fatto alcuni esempi nel thread. Fornisci
> un servizio ad un prezzo accettabile rispetto
> ai costi.
Questa è fantasia. E mi stupisce che lo dica una persona che vuol sembrare
ferrata in materia. Parla con gli autori di software che chiedono magari
solo una cartolina in cambio dei loro programmi...
> L'intervento dello Stato puo' solo prolungare
> l'agonia, con gravi danni per tutti, anche
> fuori da chi ha interesse nel settore.
La protezione antipirateria di Sky non ha bisogno dello stato, idem quella
di CanalPlus. Funzionano, semplicemente. E davvero trovo una barzelletta
pensare che chi copia non lo farebbe se tutto costasse un po' meno.
Comunque, evviva, finalmente siamo arrivati al punto principale: avere le
cose aggratis. Altro che libertà di pensiero ed espressione: se costa
troppo, lo pirato.
> >La pirateria televisiva è
> >inesistente in Inghilterra, da qualche mese lo è anche in Italia, Francia
e
> >Spagna.
> Come sempre, a parte l'esagerazione (inesistente),
Cioè? Che esagerazione sarebbe?
> >dimostrazione. *PER QUESTO* insisto che si deve accettare un prelievo
> >forfettario (che trovo legittimo nei confronti degli autori) per
combattere
> >una legge che mette in galera per cose futili.
> Non e' una cosa futile, e' furto!
> Non ti sembra di essere incoerente ?
Non capisco. Trovi giusto mettere in galera una persona perché ha installato
Office su due macchine invece che su una?
> >Quindi sei contro il divieto di ricostituzione del partito fascista,
> Infatti e' un divieto sbagliato. Il divieto deve
> essere contro la costituzione di un qualsiasi
> partito che promuova proposte contraria
> alla nostra costituzione (con una certa
> elasticita' a favore della liberta' di pensiero).
Irrilevante. Sempre un limite alla libertà di espressione è. Evidentemente
tu vedi dei limiti alla libertà di espressione (o meglio, degli abusi) e di
questo almeno mi rallegro.
Non so veramente più come dirlo: a me interessa parlare di legislazione
italiana e nello specifico di un'imposta forfettaria sui supporti (che
esiste da 10 anni). Concordo sul fatto che la legislazione USA in materia è
terribilmente restrittiva delle libertà. Ma non ho capito perché mentre
parlo di un diritto degli autori a vedere riconosciuto un lavoro e di un
diritto dei fruitori di poter pagare un forfait per l'uso personale, mi
viene ribattuto che negli USA non c'è libertà. E allora? Sto parlando di
altro...
>
> Esiste, esiste anche negli USA, solo che non è obbligatoria l'iscrizione
> e non ha le stesse funzioni della SIAE. Comunque, che vi devo dire? Fate
> le vostre battaglie per risparmiarvi i vostri 4 centesimi a supporto e
> rimanete punibili in qualsiasi momento. Evidentemente è difficile
> comprendere sia il concetto di pagamento del diritto d'autore, sia il
> concetto di forfait. Pensando, ovviamente, di star facendo la lotta alle
> major, quando in realtà date allo stato strumenti per punirvi in
> qualsiasi istante...
Non mi sembra comunque che se passa l'aumento del forfait (che c'era già
ma era un'imposta aggiuntiva accettabile, non paragonabile a costo del
supporto) automaticamente io che copio un divx di star trek (magari
neanche passato in italia) su un cd pagato 2 euro invece che 50 cent sono
a posto ed in regola
--
Roberto Tagliaferri<-> r.tagliaferri@(forse)tosnet.it
Sentito da una programmatrice:
"Ma vi capita mai nella vita reale, tipo mentre
rifate il letto di dire 'Ho sbagliato, pigio ctrl-Z'?"
Grazie ! :-)
Dario
Purtroppo le cose non sono così semplici come può sembrare: chiariamoci è un
esempio, non è l' unico motivo per cui una legge stile DMCA può essere
dannosa, quindi come esempio va preso.
Allora siamo tutti avvezzi a cose di questo tipo: scarichi il programma X,
il programma X contiene spyware a non finire, applichi la patch per
eliminare lo spyware.
Un domani potresti essere costretto a tenerti il programma con tutti gli
spyware perchè potrebbe essere vietato applicare patch in nome appunto delle
leggi anticopia.
Allora dici: si ma il programma nessuno ti obbliga ad installarlo.
Purtroppo siamo anche avvezzi a cose di questo tipo: cartelli, o
simil-cartelli tra aziende produttrici di software che impongono un certo
standard, non aperto, quindi brevettato e non implementabile
liberamente,(Microsoft è il papà degli standard "chiusi") e fanno sì che
tale standard sia usufruibile solo da chi vuole il cartello, non esistono
alternative perchè non esiste libertà di poter implementare la stessa cosa
senza pagare milioni alle aziende del cartello.
Esempi di questo tipo ce ne sono parecchi nell' industria informatica
odierna.
Metti insieme le due cose: o ti tieni lo spyware, o devi rinunciare
totalmente a poter usufruire di quel tipo di standard.
Ripeto è un esempio, futuribile, di cui però si ravvisano in forma più lieve
i sintomi già oggi.
> > Insomma diciamocelo chiramente: le protezioni anticopia sono una
> stronzata,
> > non hanno mai funzionato e mai funzioneranno,
>
> Funzionano eccome, basta che siano infrangibili.
Una cosa è una protezione elaborata in modo "infrangibile", una cosa è una
legge che vieti l' elusione della protezione:
Esistono tecnologie "infrangibili", almeno sotto certe ipotesi, (ad esempio
che non ci sia qualcuno corrotto all' interno del sistema), e lì non ho
nulla da lamentarmi, se una certa azienda è riuscita ad elaborare un sistema
infrangibile non posso che farle i miei complimenti. Ma se un sistema non è
infrangibile preferisco dare a tutti la libertà di poterlo infrangere:
insisto però su un concetto "libertà di Infrangere" un sistema per me
significa individuare un modo per scavalcare la protezione e comunicarlo
agli altri, al limite anche vendere apperecchietti o programmi per farlo, ma
non significa nel modo più assoluto "libertà di poter usufruire dei
contenuti" del sistema.
Oggigiorno è vietato usufruire dei contenuti di un sistema protetto, quindi
la legge a proposito esiste già.
Quello che non è vietato, e che qui si sta discutendo è che è possibile
"studiare", diffondere e costruire-implementare sistemi che elimino la
protezione.
Nel momento in cui questo verrà vietato sai cosa succederà ?
Invece che punire coloro che guardano Stream a scrocco (le leggi per farlo
già ci sono) si puniranno persone come il ragazzino del DeCss, persone come
il professore americano che durante una conferenza mostrò pubblicamente i
limiti della protezione degli e-book, si punirà insomma la libera ricerca,
la libertà di lavorare, smanettare, studiare e divulgare i propri studi sui
sistemi di protezione da altri elaborati.
Con una legge simil DMCA il mio libro di Reti di Telecomunicazioni verrebbe
messo al bando,ed il suo autore arrestato, perchè si mostrano i limiti del
sistema di crittografia DES usato per i bancomat.
Insomma si metterebbe a repentaglio una parte della nostra cultura e
tecnologia che riguarda i sistemi di protezione in nome di una falsa
sicurezza, ed in nome di grossi multinazionali che finirebbero per avere uno
strumento in più per poter schiacciare la concorrenza distruggendo ancora un
po' di più la nostra economia.
Dico insomma sotanzialmente che una legge stile DMCA che vieti lo studio e
la divulgazione di sistemi per la sprotezione infici due cose:
1) le nostre libertà individuali, il che non è poco...
2) l' economia libera, molto cara a coloro che apprezzano leggi liberticide
in nome del vil danaro.
> La pirateria televisiva è
> inesistente in Inghilterra, da qualche mese lo è anche in Italia, Francia
e
> Spagna.
SECA 2?
> Credo sia giusto difendere il diritto per un'azienda di proteggere
> il proprio materiale.
Infatti io non dico di fare una legge opposta tipo "è vietato mettere
protezioni", tuttavia dico di non inserire leggi che dicono "è vietato
studiare le protezioni".
> Sia ben inteso, questo non deve ledere le "libertà".
Appunto
> Ma
> ripeto, la legislazione USA in materia non mi piace per niente, io sto
> parlando solo ed esclusivamente di imposta forfettaria.
Perfetto, riguardo il balzello: ripeto non ho nulla da obbiettare, non in
questa sede, io sto parlando della possibilità di introdurre un divieto a
studiare e costruire sistemi che eludano i sistemi di protezioni inventati
dalle aziende.
Se sei d' accordo con me su questo concetto opure non ne vuoi discutere
allora chiudiamo il thread. Se hai qualcosa da obbiettare a riguardo allora
discutiamone, ma abbandoniamo almeno per il momento la questione "tassa sui
supporti".
> Le intenzioni sono quelle che ho esposto. Semmai i risultati sono
> pericolosi, e la legge che abbiamo oggi sul diritto d'autore ne è la
> dimostrazione. *PER QUESTO* insisto che si deve accettare un prelievo
> forfettario (che trovo legittimo nei confronti degli autori) per
combattere
> una legge che mette in galera per cose futili.
Su questo concordiamo appieno. Anche io preferisco una tassa per mantenere
gli autori piuttosto che la galera per chi copia.
Ma non è questo il discorso che volevo affrontare.
> > Su questo discordo al 10000%, non credo ci possa essere abuso in libertà
> di
> > espressione,
>
> Quindi sei contro il divieto di ricostituzione del partito fascista,
Più o meno... Partendo dal presupposto che sono di idee diametralmente
opposte ai fascismi e totalitarismi di qualsiasi tipo, suppongo che la legge
contro la ricostruzione del partito fascista sia stata guidata più dalla
paura del momento che dal raziocinio: insomma se un domani fondo un partito
che si chiama partito Darista in cui propongo valori essenzialmente uguali a
quelli fascisti (se di "valori" si vuole parlare) non è la stessa cosa ?
Cambia il nome ma non la sostanza...
(potrei qui aggiungere, ma finirei per appiccare un flame:"ma scusate, l'
ex-MSI o Forza-Nuova non sono partiti in cui una alta percentuale di persone
si ritrova perfettamente negli ideali del fascismo ? Quello di inizio secolo
? e allora ?")
> sei a
> favore delle intrusioni nei sistemi informatici per veicolare un
messaggio,
Poteri esserlo..
> sei a favore della decodificazione di un sistema di protezione per poter
> rivendere il materiale decodificato sul mercato nero?
No, per me una delle differenze fondamentali tra il bene ed il male la fa la
parola "lucro".
> Oppure anche secondo
> te esistono dei limiti alla libertà di espressione?
Esistono, devono esistere. Tuttavia devono essere le minime indispensabili.
Su cosa si sintenda per "minime indispensabili" non è una cosa semplice, sta
al nostro buon senso decidere di volta in volta, ed i "buoni sensi" delle
persone non sono tutti uguali, per questo è importante parlarne, per cercare
di arrivare ad una soluzione che convinca tutti. Poi arriva il legislatore e
fa obbrobri teribili, e noi abbiamo il dovere morale di portestare.
Ma questa è un' altra storia... ovvero è un altro topic...
Dario
Una sola battuta rapida : "vai fare la denuncia al garante sui Windows Xp !"
:- )
Dario
Intervengo io: "parlamm' e nun ce capaimm'" ! (ricordate mai dire gol?)
Tutti sti discorsi sulla protezione, sugli USa, sul DMCA non hanno nulla a
che fare con il balzello.
Quella è un' altra storia.
Tutti questi discorsi hanno a che fare con una porposta, a quanto pare
inclusa nella stessa legge che dovrebbe aumentare il prezzo del forfait sui
supporti vergini, proposta di vietare lo studio, la divulgazione e vendita
di sistemi hardware e software che eludino i sistemi di protezione, cosa che
già avviene negli USA grazie al DMCA, e che potrà avvenire in tutta Europa
se verrà approvato l'EUCD. Più o meno è quello che ho capito io su questa
porposta di legge, di cui si parla all' inizio nel thread.
Dario
Basta legge la normativa che riguarda la copia personale. La "copia
personale" sarebbe legittima nei casi consentiti, il che non significa la
riproduzione di materiale su cui non si ha alcun diritto di copia. Significa
poter registrare dalla radio, dalla TV, dal CD di un amico. Ovviamente
riproduzione personale e senza scopo di lucro. Il caso del divx è
interessante: giurisprudenza in materia?
Evidentemente sono stato frainteso. Il fatto che voglia pagare un balzello
per avere il diritto inalienabile di copiare un CD da un amico per il mio
uso personale non significa che mi schieri dalla parte delle major. Anzi...
In sostanza: se chiudo la casa con un lucchetto poco forte, è giusto che
qualcuno venga a vedere come si rompe, dica ad altri come si rompe e venda
apparecchietti per romperli. Così, solo a scopo di studio, poi chiaramente
entrare in casa mia sarebbe un reato. E' così?
> Quello che non è vietato, e che qui si sta discutendo è che è possibile
> "studiare", diffondere e costruire-implementare sistemi che elimino la
> protezione.
Qual è l'interesse nello studio di questa cosa? Non è una domanda retorica.
> Con una legge simil DMCA il mio libro di Reti di Telecomunicazioni
verrebbe
> messo al bando,ed il suo autore arrestato, perchè si mostrano i limiti del
> sistema di crittografia DES usato per i bancomat.
Vero. Infatti non ho detto che sia giusto, ho detto che ci sono
problematiche da comprendere. Condivido in questo senso buona parte di
quello che dici.
> > La pirateria televisiva è
> > inesistente in Inghilterra, da qualche mese lo è anche in Italia,
Francia
> e
> > Spagna.
>
> SECA 2?
Soprattutto NDS, direi.
> Ma non è questo il discorso che volevo affrontare.
Io sì. :O) Comunque ci siamo capiti, mi sembra.
> Più o meno... Partendo dal presupposto che sono di idee diametralmente
> opposte ai fascismi e totalitarismi di qualsiasi tipo, suppongo che la
legge
> contro la ricostruzione del partito fascista sia stata guidata più dalla
> paura del momento che dal raziocinio
Ok. Capisco la tua posizione e la rispetto pur non condividendola.
> > sei a favore della decodificazione di un sistema di protezione per poter
> > rivendere il materiale decodificato sul mercato nero?
>
> No, per me una delle differenze fondamentali tra il bene ed il male la fa
la
> parola "lucro".
Ma è sempre libertà di espressione, o forse non lo è perché c'è scopo di
lucro?
> Esistono, devono esistere. Tuttavia devono essere le minime
indispensabili.
Grazie. Siamo più d'accordo di quanto non pensiamo. :O)
> Basta legge la normativa che riguarda la copia personale. La "copia
> personale" sarebbe legittima nei casi consentiti, il che non significa
> la riproduzione di materiale su cui non si ha alcun diritto di copia.
> Significa poter registrare dalla radio, dalla TV, dal CD di un amico.
> Ovviamente riproduzione personale e senza scopo di lucro. Il caso del
> divx è interessante: giurisprudenza in materia?
Ammetti comunque che se io pago un supporto 2 euro invece che 50 cent
perchè i soldi in più vanno ai danneggiati dalla copia io *pretendo*,
avendo pagato i danni, che i cocci siano miei (in questo caso mi vedo
l'svcd sul player di casa senza scassamenti legali).
Altrimenti questi sono soldi che vanno in cassa a non si sa chi (perchè
effettivamente chi prenderà i soldi è un mistero) senza però avere nessun
effetto rpatico. E' come se io pago il condono ma se mi fanno un
controllo mi inc...no lo stesso
Pagare un supporto 2 euro invece che 50 cent mi sembra fuori dal normale. Si
tratta del 10% sul 30% del venduto. Tra l'altro non è neanche automatico
l'aumento di prezzo (il rivenditore può rivalersi ovviamente direttamente
sull'acquirente, ed effettivamente è fuori discussione che lo faccia).
Comunque sono in linea di massima d'accordo, come dico da tempo. Il discorso
del film non ancora disponibile nei canali ufficiali è particolare,
sicuramente la copia personale di materiale non sottratto illecitamente deve
essere liquidata con la tassa in questione. IMO, ovviamente.
>> Appunto: valore commerciale 72 euro. Ma il fatto che
>> non ci sono piu' i costi che giustificavano quel 72 euro ?
>> E che secondo me erano la parte preponderante ?
>
>Ma quali costi? Parliamo di diritto d'autore. Non è che una cosa intangibile
>diventa automaticamente gratuita. O mi vuoi forse dire che un CD da 36 euro
>deve portare all'autore 10 centesimi se viene copiato?
Ripeto: dei 36 euro del CD quanti andavano
originariamente all'autore ? 36 euro ? No.
Per litigare diciamo X. Ebbene su internet,
all'autore andrebbe poco piu' di X (qualche
spesa all'incasso rimane ancora).
Invece tu dici che devono dare i 36 euro.
E, di grazia tutti i soldi risparmiati (percentuali
commerciali, materia prima, costi industriali
e di trasporto, costi amministrativi, etc.), grazie
ai costi sostenuti dall'utente (modem,
telefonata, PC, il supporto stesso, etc.)
a chi ed a che titolo dovrebbero andare ?
>> Anzi, gia' che ci siamo, anche la SIAE non va'.
>> Non mi risulta che negli Stati Uniti, ad
>> esempio, esiste un'ente esattore per
>> conto degli autori ed editori (gia', i poveri
>> editori ... ) Scusa, per caso presti la tua
>> consulenza per qualche societa' editrice ?
>
>Esiste, esiste anche negli USA, solo che non è obbligatoria l'iscrizione
Ed e' questo il punto su cui non ci troviamo.
E' la "obbligatorieta'" che non ha nulla a che
fare con il libero mercato e di rimando con
la democrazia.
>e non ha le stesse funzioni della SIAE. Comunque, che vi devo dire? Fate le
>vostre battaglie per risparmiarvi i vostri 4 centesimi a supporto
Erano 85 centesimi, non 4. Che gioco fai ?
In ogni caso leggiti questo, ci sono dei spunti interessanti:
http://www.dirittodautore.it/quaderni.asp?mode=3&IDQ=32
>e rimanete punibili in qualsiasi momento.
Non "rimanete", tu "rimani", io non faccio
copie pirate di materiale multimediale.
>Evidentemente è difficile comprendere sia il
>concetto di pagamento del diritto d'autore, sia il concetto di forfait.
Hai letto la legge ? Per aiutarti ti do' il riferimento:
http://www.siae.it/bg.asp?click_level=1400.0300&link_page=bg_DA_Nazionale.htm&level=1400.0300
Ci vuole un po' di paziena, ma vale la pena.
>Pensando, ovviamente, di star facendo la lotta alle major, quando in realtà
>date allo stato strumenti per punirvi in qualsiasi istante...
Come e' giusto quando si ruba l'opera
di altri. E questo dovrebbe valere anche per Gates
http://it.wikipedia.com/wiki.cgi?Bill_Gates
(salvate la pagina, perche' non durera' molto :-)
gia' proprio lui, della serie "senti chi parla" :-),
quando aveva 13 anni poteva andare il rovistare
nei cestini per recuperare i listati scartati
dai programmatori, ma poi ... :-)
Pekilan
>Non capisco piuttosto io come non si possa comprendere il concetto di
>imposta forfettaria.
Il fatto e' che NON e' una imposta !!!
E' una royalty a favore di entita' private!!!
Mi e' evidente che devi avere interessi
personali nella vicenda (altrimenti non
faresti in modo da apparire "ottuso")
e credo che tu non sia un'autore
Io sono un programmatore (ottengo cosi'
la mia pagnotta quotidiana) e quindi
rientro nella categoria degli autori
(nell'ultimo aggiornamento della legge).
Quindi a sentire te, apparentemente
mi tiro adosso la zappa.
Pekilan
>> Non hai scelta, lo spyware e' incorporato nel
>> programma che ti serve, ad esempio, per
>> vedere il film DVD.
>
>Come ho già detto, se ci sono gli estremi per la violazione della privacy
>basta fare una bella segnalazione al Garante.
E' come, prima devo potere smontare il
programma per verificare la presenza dello
spyware (e' cosi' il cerchio si chiude :-) !!!
>E allora? Nel frattempo se ne svilupperà un altro. L'importante è che siano
>solidi, un po' come le codifiche attuali per la trasmissione satellitare.
Dinamici, non solidi. In ogni caso il problema
non e' la codifica (ogni e' lecito che faccia i
propri interessi, nel rispetto del diritto e dei
diritti dei suoi clienti). E' la legge. Tu pare
confondi, interessi privati, metodi tecnologici e
legislazione che hanno scopi e obbiettivi diversi.
L'interesse collettivo (che si vorrebbe
tutelato dalle leggi, almeno nelle democrazie)
spesso possono scontrarsi con l'interesse
del privato. La legge dovrebbe mediare.
In questo caso la legge invece assume il
pubblico come gabelliere dei privati !!!
A quando un'imposta per finanziare la FIAT ?
(il guaio e' che forse lo faranno).
>> Io ho fatto alcuni esempi nel thread. Fornisci
>> un servizio ad un prezzo accettabile rispetto
>> ai costi.
>
>Questa è fantasia. E mi stupisce che lo dica una persona che vuol sembrare
>ferrata in materia. Parla con gli autori di software che chiedono magari
>solo una cartolina in cambio dei loro programmi...
Spiegati, cosa intendi una cartolina ?
Io non mangio cartoline, mangio panini.
>> L'intervento dello Stato puo' solo prolungare
>> l'agonia, con gravi danni per tutti, anche
>> fuori da chi ha interesse nel settore.
>
>La protezione antipirateria di Sky non ha bisogno dello stato, idem quella
>di CanalPlus. Funzionano, semplicemente.
Ci sei arrivato. :-) Senza intervento della legge,
che del resto puo' "vietare" ma non "impedire".
Sai la differenza tra "non devi fare" e
"non puoi fare" :-) (anche se molti italiani
dicono, ad esempio, "non puoi parcheggiare
in divieto di sosta" come se ci fosse un'impedimento
fisico e non dicono "non devi parcheggiare in
divieto di sosta" che invece e' semanticamente giusto.
>E davvero trovo una barzelletta
>pensare che chi copia non lo farebbe se tutto costasse un po' meno.
Stai scherzando ? Ma pensi veramente che la
maggior parte della gente sia stupida ? La maggior
parte si muove secondo una logica di costi e
beneficio.
>Comunque, evviva, finalmente siamo arrivati al punto principale: avere le
>cose aggratis.
Sei tu a parlare di "gratis"
>> Non e' una cosa futile, e' furto!
>> Non ti sembra di essere incoerente ?
>
>Non capisco. Trovi giusto mettere in galera una persona perché ha installato
>Office su due macchine invece che su una?
Si, se e' censurato. Esattamente come
per ogni altro furto di lieve entita' (come il shoplifting).
Capisco che e' difficile accettarlo proveniendo
da un periodo di far west selvaggio.
Tolleranza zero, non vuole dire che uno deve
essere massacrato, ma vuol dire che deve subire
il suo processo, pagare i danni, ed anche solo
essere ammonito, se e' la prima volta.
Perche' gli sia chiaro che e' un furto.
Quello che semmai posso disapprovare e' che
nel frattempo (da quando viene preso in
castagna a quando subisce la condanna,
cioe' per anni) gli sequestrano il computer anche
se per lui era uno strumento di lavoro,
togliendogli i mezzi di sostentamento.
Ho letto che questo e' accaduto anche
in casi in cui non avevo logica attinenza
con il reato contestato.
>Irrilevante. Sempre un limite alla libertà di espressione è. Evidentemente
>tu vedi dei limiti alla libertà di espressione (o meglio, degli abusi) e di
>questo almeno mi rallegro.
Mi fermo per non prolungare l'OT.
Pekilan
>In sostanza: se chiudo la casa con un lucchetto poco forte, č giusto che
>qualcuno venga a vedere come si rompe, dica ad altri come si rompe e venda
>apparecchietti per romperli. Cosě, solo a scopo di studio, poi chiaramente
>entrare in casa mia sarebbe un reato. E' cosě?
Di nuovo hai girato l'asse del problema.
L'esempio e' questo: tu chiudi la casa con un
lucchetto poco forte. E fin qui ci siamo.
Ed e' giusto che qualcuno altro che abbia un
lucchetto "identico" come il tuo, (NON il tuo!)
lo possa rompere per vedere come e' fatto.
I ladri (i pirati informatici) rompono il TUO luchetto
e quello di altri. Sperimentatori (hacker informatici)
invece, possono legalmente (per gli hacker e' un
po' piu' complicato proprio per l'ignoranza diffusa
del sapere informatico tra i tecnici del diritto)
rompere un lucchetto da loro acquistato
per vedere se e' veramente valido (cosi' da
decidere se comperare altri) oppure per vedere dove
migliorarlo per renderlo piu' robusto.
Questo e' l'esempio giusto. La tua copia del
programma te la toccano solo i malviventi,
per esempio, per fregarti i tuoi codici di credito.
Altre persone possono mettere le mani alla loro
copia del programma per capire invece quanto
sono sicuri i propri codici di credito.
Se anche metti una legge che condanna allo
squartamento (grida manzoniane) chi modifica
un codice programma, i malviventi continueranno
a rompere i tuoi lucchetti e a manomettere le
tue copie dei programmi. Invece gli onesti
smetterano di farlo con i loro lucchetti e con
le loro copie e l'unici che restano a migliorare
il prodotto sarebbe il produttore. Ma proprio in campo
informatico si e' visto RIPETUTAMENTE e
CONTINUAMENTE che il produttore spesso
dedica poco o nulla tempo a migliorare i suoi
programmi se non viene pressato od aiutato
da persone esterne.
Quindi come sostieni tu, sembra che sia l'utenza,
sia il produttore subiscono danni da tutti quelli
che rompono lucchetti, mentre invece, in realta'
molti rompono i PROPRI lucchetti, fornendo informazioni
al produttore per farne di migliori e quindi anche
a tuo guadagno. Se invece sei un ladro, e' ovvio
che la cosa non ti va giu', perche' ti rende tutto
piu' difficile.
Non e' un caso che le societa' specializzate in
nella sicurezza dei sistemi informatici, assumano
proprio hackers (che ripeto non sono pirati informatici)
per provare e migliorare il loro software.
Qualche hacker potrebbe anche essere
un pirata informatico, ma non vale l'assunto inverso.
>> Quello che non č vietato, e che qui si sta discutendo č che č possibile
>> "studiare", diffondere e costruire-implementare sistemi che elimino la
>> protezione.
>
>Qual č l'interesse nello studio di questa cosa? Non č una domanda retorica.
Varie. Uno l'ho gia' detto: permettere l'accesso alle
informazioni o ai dati "legalmente pagati" anche con
mezzi "leciti" ma non "commercialmente" supportati dal prodotto.
Un'altro per dimostrare la vulnerabilita' eventuale
nei confronti della malavita. Esempio: se un hacker riesce
a rompere la codifica di protezione all'accesso alle carte di
credito usate dal sistema bancario e' importante che la
banche lo sappiano perche' c'e' la forte probabilita'
che anche qualche pirata informatico ci sia riuscito.
La differenza e' che l'hacker (almeno una volta, oggi
probabilmente, stara' zitto) avvisava il sistema della
debolezza, anche se in modo estemporaneo, come
mandando dei messaggi scherzosi o faccendo dei pesci
d'aprile, ma senza creare danni. Invece il pirata informatico
se ne' stara' ben zitto a vendere le informazioni al giro
della malavita. In questo caso, il sistema bancario se ne'
potrebbe accorgere solo quando vi sono stati estesi danni
economici a carico dei suoi clienti.
Anche se per gli amministratori di sistema e' doloroso
ammetterlo, ma stroncare gli hacker non gli proteggera'
dai pirati informatici. Ora e' chiaro che un hacker non
invitato dal sistema bancario, rischia grosso, perche'
in prima istanza il suo accesso non autorizzato potrebbe
sembrare un atto di pirateria. Sara' l'intelligenza delle
parti a decidere il seguito. Ma non si puo' negare che
il ragazzino che cerca di entrare solo per sfida non puo'
essere punito come un delinquente e dovrebbe subire
solo le conseguenze dei danni che ha provocato, non
delle vulnerabilita' che ha evidenziato.
Esempio: albergo ospita presidente americano. Altissima
protezione. Un ragazzino per sfida riesce ad entrare
nell'albergo ed avvicinarsi al presidente con una scatoletta
vuota e dentro c'e' scritto: questa e' una bomba.
Lo condanneresti come un'attentatore (posto che sia ancora
vivo :-) ? O fatte le debite indagini,
ti limiteresti a fargli una ramanzina e lo mandi via ?
Naturalmente il direttore responsabile sara' furioso
per essere stato sconfitto. Ma se fossi il presidente,
sarei grato, perche' il ragazzino ha rivelato una falla
nella rete.
Come sempre si dovrebbe guardare le motivazioni
e la legge, per i reati comuni, tiene conto di questo.
Invece queste norme specifiche per il campo
informatico sono indiscriminate e di fatto ottengono
di reprimere principalmente i comportamenti corretti.
Pekilan
A parte che non ho nessuna voglia di litigare, qui non si sta parlando del
costo del prodotto originale acquistato in digitale. Qua si parla di una
tassa su un supporto. Tu sempre hai un CD con 70 brani musicali in MP3: che
arrivino da un CD originale o scaricati da Internet poco importa. Credi che
il 10% sul 30% sia un balzello così alto per quei 70 brani?
> >Esiste, esiste anche negli USA, solo che non è obbligatoria l'iscrizione
> Ed e' questo il punto su cui non ci troviamo.
> E' la "obbligatorieta'" che non ha nulla a che
> fare con il libero mercato e di rimando con
> la democrazia.
Bisogna chiarire. In realtà non è obbligatoria neanche l'iscrizione alla
SIAE. Il punto è che la SIAE è di fatto un ente parastatale. E sono
d'accordo che è una schifezza.
> >e rimanete punibili in qualsiasi momento.
> Non "rimanete", tu "rimani", io non faccio
> copie pirate di materiale multimediale.
Guarda, la cosa poco importa. Essendo di fatto in un regime di reato penale,
senza l'imposta sul digitale ogni supporto ottico di fatto è potenzialmente
prova di un reato. Tra l'altro se hai un CD senza bollino e non puoi
provarne l'acquisto regolare, sai bene che stai possedendo un CD pirata,
anche se il CD il bollino non ce l'ha perché acquistato in Svizzera...
> Hai letto la legge ? Per aiutarti ti do' il riferimento:
>
http://www.siae.it/bg.asp?click_level=1400.0300&link_page=bg_DA_Nazionale.ht
m&level=1400.0300
> Ci vuole un po' di paziena, ma vale la pena.
La legge la conosco bene. E tra l'altro non è assolutamente vero che è
necessario possedere la copia originale per riprodurla, perché l'imposta
vale anche per trasmissioni radiofoniche e audiovisive...
Scusami, ma anche ammettendo che un prelievo che autorizza la legge non sia
un'imposta, qual è il problema? E' forfettario. Qual è il problema? Che non
vuoi pagare nulla per copiare la musica? Oppure che vuoi pagare ma non così
(e che soluzioni proponi)? E infine, perché saltate fuori adesso quando sono
10 (dieci) anni che vige già la legge sulla copia privata? Perché ve ne
siete accorti solo ora?
Ma scusa, tu pensi che leggi siano fatte solamente per il "pubblico"?
Ovviamente no. Nascono anche per tutelare gli interessi dei privati, o delle
aziende. Trovi scandalosa una legge che tuteli il diritto d'autore? Trovi
scandalosa una legge sugli ecoincentivi?
> >La protezione antipirateria di Sky non ha bisogno dello stato, idem
quella
> >di CanalPlus. Funzionano, semplicemente.
> Ci sei arrivato. :-) Senza intervento della legge,
Quindi in sostanza rivendichi il non diritto per il privato a essere
tutelato dalla legge. Una sorta di legge del più forte: se un privato sa
costruire un sistema di difesa perfetto buon per lui, altrimenti se è più
piccolo e ha meno soldi da investire affari suoi. Una sorta di logica in
favore della grande impresa: sopravvive chi ha più soldi da investire per la
protezione dei suoi diritti.
> Stai scherzando ? Ma pensi veramente che la
> maggior parte della gente sia stupida ?
Ma dai, su, ma che in modo vivi? Ma secondo te se il cittadino medio può
avere una cosa originale a un costo ribassato e la stessa cosa gratis, cosa
sceglie? Come hai ben detto tu, il problema di scopiazzare è legato al
prezzo: se costasse di meno... Ma poi, anche se fosse. Ma tu una Ferrari la
rubi perché costa troppo?
> Quello che semmai posso disapprovare e' che
> nel frattempo (da quando viene preso in
> castagna a quando subisce la condanna,
> cioe' per anni) gli sequestrano il computer anche
> se per lui era uno strumento di lavoro,
> togliendogli i mezzi di sostentamento.
> Ho letto che questo e' accaduto anche
> in casi in cui non avevo logica attinenza
> con il reato contestato.
"Ho letto". Ma allora non hai davvero mai visto un sequestro. Non hai mai
affrontato la polizia postale, anche indirettamente. Da qui nasce la
spocchia del "io non ho fatto nulla, non pago prima". In Italia, la legge
che apprezzi perché è "tolleranza zero" (ma quando mai? Ma se le centrali
per la produzione di materiale pirata sono continuamente in funzione...) dà
carta bianca a chi può non solo mettere in galera per un abuso di licenza
(un problema "amministrativo", per diamine) ma può rovinargli la vita se
solo il disgraziato si è trovato in mezzo a qualcosa con cui non ha nulla a
che vedere. E mi vieni a fare il discorso che se le cose costassero meno...
Qui c'è un problema di libertà, molto più grave di quello che c'è in altri
paesi. Si introduce un balzello per limitarlo e la gente si indigna.
Più o meno...
Il fatto è semplice: dato che limitare una libertà così importante come
quella di esprimersi liberamente, anche su cose "scomode", è un fatto che
limita parecchio la nostra civiltà, quando ho a che fare con situazioni in
cui l' informazione è strettamente correlata con il danno materiale (vedi l'
esmpio del lucchetto) preferisco andare a punire direttamente il danno
materiale, senza inficiare le libertà che riguardano l' informazione. Detto
in altre parole se è vero che "prevenire è meglio che curare", in questo
caso, quando ho a che fare con diritti così importanti, preferisco curare e
basta: punire direttamente il danno e non le sue premesse. Sono un
garantista io..
> > Quello che non è vietato, e che qui si sta discutendo è che è possibile
> > "studiare", diffondere e costruire-implementare sistemi che elimino la
> > protezione.
>
> Qual è l'interesse nello studio di questa cosa? Non è una domanda
retorica.
Studio di sistemi di crittografia, di sicurezza e tante altre belle cose che
possono rendere il nostro un mondo migliore...
Beh il problema è che il confine tra "studio" di scienze assolutamente
innocue come la crittografia o simili, e l' applicazione malintenzionata, è
veramente labile. Per questo ripeto, onde evitare di limitare la libertà di
studio che è importantissima, preferisco agire direttamente sul danno
materiale e non prevenire agendo sulla libertà di informazione.
Il fatto è che una persona di buon senso, come te o me, è in grado di
distinguere tra uno studio vero e proprio, ed un atto semi-criminale, ma
purtroppo nel mondo le persone di buon senso sono una netta minoranza, e
spesso, troppo spesso, finiscono per prevalere gli interessi economici,
neanche della collettività, ma solo dei "grandi" dell' informazione... e gli
esempi già oggi sono tanti, troppi...
Insomma io ho "paura" ad intaccare diritti che ritengo tanto importanti,
specie se il motivo è sostanzialmente di carettere economico, ho paura
perchè ho poca fiducia negli uomini.
> > Ma non è questo il discorso che volevo affrontare.
>
> Io sì. :O) Comunque ci siamo capiti, mi sembra.
Si: una cosa è il balzello, un' altra cosa sono le protezioni.
> > No, per me una delle differenze fondamentali tra il bene ed il male la
fa
> la
> > parola "lucro".
>
> Ma è sempre libertà di espressione, o forse non lo è perché c'è scopo di
> lucro?
E' sempre libertà di espressione, ma almeno con il "lucro" le finalità sono
esplicite..
Dario
Un'eterna vigilanza è la condizione alla quale Dio ha concesso all'uomo la
libertà
John Philpot Curran
> In sostanza: se chiudo la casa con un lucchetto poco forte, è giusto che
> qualcuno venga a vedere come si rompe, dica ad altri come si rompe e
> venda apparecchietti per romperli. Così, solo a scopo di studio, poi
> chiaramente entrare in casa mia sarebbe un reato. E' così?
????
Se TU compri un lucchetto, dovresTI aver il diritto di smontarlo e vedere
com'è fatto, farci delle modifiche eventualmente, e poi rimontarlo.
--
"Out of environment space"
- MS-DOS Command Interpreter
. /\ °
<* >
WEB!!! http://lano.webhop.net \/ ·
> Comunque, evviva, finalmente siamo arrivati al punto principale: avere le
> cose aggratis. Altro che libertà di pensiero ed espressione: se costa
> troppo, lo pirato.
È non è del tutto sbagliato, se ci pensi.
Esempio - tizio si vuole comprare due CD. Costassero un prezzo ragionevole,
metti 10€ l'uno, se li comprerebbe entrambi. Ma - oh! - il prezzo è
demenziale, 20€ a cd! Tizio non se ne compra uno: non ne compra nessuno dei
due e li copia, e spende i 20€ in qualche altro prodotto i cui produttori
non si sono bevuti il cervello.
--
"When the world is in darkness, four warriors will come..."
- Final Fantasy I
> Pagare un supporto 2 euro invece che 50 cent mi sembra fuori dal normale.
> Si tratta del 10% sul 30% del venduto.
come?
io qualche settimana fa ho pagato dei cd vergini 30 (trenta) centesimi
l'uno... come dici che è possibile che se ci metti sopra un pizzo di 50
centesimi il prezzo rimanga invariato?
--
"User has performed an invalid operation and will be terminated"
- Lorenzo Petrone, Windows 2020 Cyberpunk Edition
> Cosi' come e' fatta ed applicata oggi la norma,
> dubito che neanche la meta' arrivi agli autori.
--------------------------------------------------------------------------
Nonostante sia nell'ambiente da molti anni non ho mai ben capito neanche
io perché tutti i musicisti alla fine si iscrivano alla SIAE (o meglio
ne chiedano l'ammissione, che viene fatta per esame addirittura!).
Posso capire per quelli che sanno che ci guadagneranno da vivere ma per
il restante 100% proprio non lo so.
- Leandro Noferini <lnoferin_at_cybervalley_punto_org>
--------------------------------------------------------------------------
> Anzi, gia' che ci siamo, anche la SIAE non va'.
ovvio
--
"Life? What life? Life is for wussies, computers are for real men."
- Andy
> Se pensi che vendere una pagnotta di pane e un software siano la stessa
> cosa non ho voglia di dimostrarti diversamente.
Ho fatto l'esempio sbagliato.
Intendevo dire che è assurdo questo "concedere in licenza L'USO dei
programmi".
Io ti pago, poi col tuo programma, *ad uso personale*, faccio QUELLO CHE
VOGLIO. Così la vedo.
(quello che dico vale per tutte le opere "non tangibili").
Anzi, anche di più, è sempre il solito vecchio discorso del "cosa pago".
Io ti compro un cd con dentro del materiale fatto da te, no? Quanto lo
pago, 20€? Quanto di costa produrlo? 1€ a dir tanto? Io cosa ho pagato?
Con 1€ ti ho pagato le spese di produzione, con 19€ ti ho pagato il tuo
lavoro.
Bene.
Mi si rompe il cd. Giustamente, non ho pagato 19€ per niente, vorrei
un'altra copia. Quanto ti costa fare un altra copia? 1€? Quanto mi chiedi?
20€? PERCHÈ??? Io il tuo lavoro l'ho già pagato, mi si è rotto SOLO il
supporto, e PRETENDO di pagare solo quello. Perchè non c'è una legge che si
occupa di questo?
NO, non venirmi a dire che ho il diritto a fare una copia, perchè i dvd, le
cartucce delle console, ed alcuni cd ben protetti, NON me li posso copiare.
E comunque INDIPENDENTEMENTE dalla copiabilità o no, dal fatto che potevo
copiarlo e non l'ho fatto, mi dovrebbe essere garantito il pagare una sola
volta i diritti d'autore, e se si rompe il supporto di ripagare *SOLO* il
supporto.
--
"People shouldn't need to be a mechanic to drive a car, but at
least must learn how to drive as expected by the law!!"
- Higuita, writing about OE users
> Chiedo anche a te: volendo istituire il concetto di copia personale sul
> diigtale, come fare? Chiediamo a chi compra i CD cosa ne vuole fare?
Non vedo cosa c'entri il fatto che io mi possa fare una copia personale,
col fatto che devo pagare un pizzo per farlo.
> Non capisco piuttosto io come non si possa comprendere il concetto di
> imposta forfettaria. Una categoria chiede di essere tutelata. Lo stato
AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!! MA SEI DI COCCIO!!!!!!!!!!
Questo pizzo è messo su prodotti che NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI, NON
C'ENTRANO UNA CIPPA con quello che "si vuole proteggere".
Ma davvero non capisci? Anch'io sto cominciando ad avere il dubbio che fai
lo gnorri...
--
"When the world is in darkness, four warriors will come..."
- Final Fantasy I
>> Ripeto: dei 36 euro del CD quanti andavano
>> originariamente all'autore ? 36 euro ? No.
>> Per litigare diciamo X. Ebbene su internet,
Ops... volevo dire "Per NON litigare diciamo X"
... ha piu' senso :-))
>Bisogna chiarire. In realtà non è obbligatoria neanche l'iscrizione alla
>SIAE. Il punto è che la SIAE è di fatto un ente parastatale. E sono
>d'accordo che è una schifezza.
Ma la royalty sarebbe obbligatoria ...
>Guarda, la cosa poco importa. Essendo di fatto in un regime di reato penale,
>senza l'imposta sul digitale ogni supporto ottico di fatto è potenzialmente
>prova di un reato.
Ti sbagli, e' il contenuto che fa il reato, non il
supporto. Non e' il possesso di una borsa
che fa il reato, ma la refurtiva ivi contenuta.
>Tra l'altro se hai un CD senza bollino e non puoi
>provarne l'acquisto regolare, sai bene che stai possedendo un CD pirata,
Anche non la royalty obbligatoria, il CD senza bollino
e' pirata. Non sono state abrogate le norme
relative.
Ciao,
Pekilan
>> A quando un'imposta per finanziare la FIAT ?
>> (il guaio e' che forse lo faranno).
>
>Ma scusa, tu pensi che leggi siano fatte solamente per il "pubblico"?
>Ovviamente no. Nascono anche per tutelare gli interessi dei privati, o delle
>aziende. Trovi scandalosa una legge che tuteli il diritto d'autore? Trovi
>scandalosa una legge sugli ecoincentivi?
UUUAHHH !!! ci rinuncio .... sob! sob!
>> Stai scherzando ? Ma pensi veramente che la
>> maggior parte della gente sia stupida ?
>
>Ma dai, su, ma che in modo vivi? Ma secondo te se il cittadino medio può
>avere una cosa originale a un costo ribassato e la stessa cosa gratis, cosa
>sceglie?
La maggior parte della gente non considera
gratis il proprio tempo, lavora 10 ore al
giorno (se includi anche i tempi di
trasferimento e accessori) e non ha
tanto tempo libero da buttare via.
Sei un disoccupato ? :-)
>prezzo: se costasse di meno... Ma poi, anche se fosse. Ma tu una Ferrari la
>rubi perché costa troppo?
Neanche' ci penso a rubare una Ferrari!
A parte che non mi interessa (quindi potresti
dire che faccio presto a dirlo) sono
convinto che cosi' la societa' non funziona.
Si chiama autoregolamentazione: io non
faccio una cattiveria a te perche' so che in
cambio tu non fai una cattiveria a me (che
potrebbe essere anche di tipo diverso).
Naturalmente le cose si complicano se uno
continua a subire soprusi, potrebbe decidere
che non ha piu' interesse a seguire le regole.
In qual caso l'unica cosa che lo frena e' la forza
pubblica. Ma io non sono ancora arrivato a quel punto :-).
>"Ho letto". Ma allora non hai davvero mai visto un sequestro. Non hai mai
>affrontato la polizia postale, anche indirettamente.
Ho abbastanza fantasia per estrapolare
i comportamenti prepotenti verificati qualche volta
con i tutore del ordine in una eventualita' in cui
siano insieme in un gruppo esaltato e
ti sfondino la porta di casa ....
>Da qui nasce la
>spocchia del "io non ho fatto nulla, non pago prima". In Italia, la legge
>che apprezzi perché è "tolleranza zero" (ma quando mai? Ma se le centrali
>per la produzione di materiale pirata sono continuamente in funzione...)
Strano, io ho l'impressione che invece ci siano
un mucchio di occhi chiusi.
Pekilan
>> In sostanza: se chiudo la casa con un lucchetto poco forte, è giusto che
>> qualcuno venga a vedere come si rompe, dica ad altri come si rompe e venda
>> apparecchietti per romperli. Così, solo a scopo di studio, poi chiaramente
>> entrare in casa mia sarebbe un reato. E' così?
>
>Più o meno...
Scherzi ? !
>Il fatto è semplice: dato che limitare una libertà così importante come
>quella di esprimersi liberamente, anche su cose "scomode", è un fatto che
>limita parecchio la nostra civiltà,
Ripeto, stai scherzando ? !!! Liberta' importante
quella di appropriarsi del lavoro di altri ?
>quando ho a che fare con situazioni in
>cui l' informazione è strettamente correlata con il danno materiale (vedi l'
>esmpio del lucchetto) preferisco andare a punire direttamente il danno
>materiale, senza inficiare le libertà che riguardano l' informazione. Detto
>in altre parole se è vero che "prevenire è meglio che curare", in questo
>caso, quando ho a che fare con diritti così importanti, preferisco curare e
>basta: punire direttamente il danno e non le sue premesse.
Francamente non ho capito cosa stai dicendo
o sei si' ti chiedo di riconsiderare le tue affermazioni ...
>Sono un garantista io..
Il garantista chiede il processo,
NON l'assoluzione del condannato.
Pekilan
Non capisco cosa è che non condividi, ho letto i tuoi post e mi sembrava che
l apensassimo più o meno allo stesso modo: sto dicendo che studiare e
diffondere le informazioni sul lucchetto per me è giusto, rubare no.
> >Il fatto è semplice: dato che limitare una libertà così importante come
> >quella di esprimersi liberamente, anche su cose "scomode", è un fatto che
> >limita parecchio la nostra civiltà,
> Ripeto, stai scherzando ? !!! Liberta' importante
> quella di appropriarsi del lavoro di altri ?
Cosa c'entra ? Non stiamo capendo..
> >quando ho a che fare con situazioni in
> >cui l' informazione è strettamente correlata con il danno materiale (vedi
l'
> >esmpio del lucchetto) preferisco andare a punire direttamente il danno
> >materiale, senza inficiare le libertà che riguardano l' informazione.
Detto
> >in altre parole se è vero che "prevenire è meglio che curare", in questo
> >caso, quando ho a che fare con diritti così importanti, preferisco curare
e
> >basta: punire direttamente il danno e non le sue premesse.
> Francamente non ho capito cosa stai dicendo
> o sei si' ti chiedo di riconsiderare le tue affermazioni ...
Cos'è che non hai capito, mi sembra così limpido, lo esprimo con altre
parole:
Ci sono dei casi in cui la diffusione di certe informazioni (ad esempio sui
sistemi di protezione) può avere una diretta ricaduta su crimini annessi
facilitandoli (ad esempio mostro in giro come forzare un lucchetto).
Si potrebbe essere a questo punto tentati di proibire il circolo di tali
informazioni (quello che viene proposto nella legge del post)
Tuttavia tale proibizione tozzerebbe con un diritto fondamentale che è
quello della libertà di espressione.
Che si fa allora ?
Secondo me si deve rinunciare al divieto garantendo in questo modo il
diritto alla libertà di espressione per due motivi:
1) tanto i mezzi per combattere i ladri già ci sono, questo sul divieto all'
informazione è uno strumento "preventivo".
2) Ho il timore, a mio avviso fondato visto quello succede oggi nel mondo,
che un divieto di questo genere, per quanto ben elaborato finisca per essere
usato dai "grandi" dell' informazione per soverchiare i piccoli concorrenti
e gli utenti più maliziosi distruggendo di fatto un' economia libera nonchè
certi nostri semplici diritti.
> >Sono un garantista io..
> Il garantista chiede il processo,
> NON l'assoluzione del condannato.
Il garantista è colui che parte dal presupposto che si è innocenti fino a
prova contraria.
Dario
Potenzialmente prova di un reato, ho detto. Ti ricordo che siamo in uno
stato in cui la Finanza per trovare gli evasori del tributo sul possesso del
televisore chiese l'elenco degli abbonati a Blockbuster... Ogni passo verso
il diritto dell'utente dovrebbe essere benvenuto, in tal senso.
Cosa ti devo dire? Chiamalo pizzo. Non capisci il concetto di forfait? Amen,
speravo che su questo NG fosse già chiaro.
E allora perché invece trovi giustificabile farlo? Dici che per evitare la
pirateria bisogna abbassare i prezzi. Ma quando mai? Per evitare la
pirateria ci vogliono le leggi, visto che la gente non è in grado di
autoregolamentarsi. Semmai per vendere di più bisogna abbassare i prezzi.
E' tuttaltro che assurdo. Io sviluppo un software che mi costa, poniamo,
10.000 euro. Iinvece di vendertelo a 30.000 euro, te lo concedo in licenza a
30 euro. Non vedo l'assurdità, anzi...
> Mi si rompe il cd. Giustamente, non ho pagato 19€ per niente, vorrei
> un'altra copia. Quanto ti costa fare un altra copia? 1€? Quanto mi chiedi?
> 20€? PERCHÈ??? Io il tuo lavoro l'ho già pagato, mi si è rotto SOLO il
> supporto, e PRETENDO di pagare solo quello. Perchè non c'è una legge che
si
> occupa di questo?
>
> NO, non venirmi a dire che ho il diritto a fare una copia, perchè i dvd,
le
> cartucce delle console, ed alcuni cd ben protetti, NON me li posso
copiare.
Bravo, io questa obiezioni la porto avanti, su questo NG, da 6 anni circa.
Sul materiale su cui già si pagano tasse per la copia personale o su
materiale per il quale esiste un diritto di copia di backup non dovrebbe
esistere protezione alcune.
> E comunque INDIPENDENTEMENTE dalla copiabilità o no, dal fatto che potevo
> copiarlo e non l'ho fatto, mi dovrebbe essere garantito il pagare una sola
> volta i diritti d'autore, e se si rompe il supporto di ripagare *SOLO* il
> supporto.
E' un'interpretazione che rispetto. Non la condivido nella misura in cui
puoi fare tu una copia di sicurezza (e credo sia giusto che una cosa del
genere sia delegata all'utilizzatore finale), ma la comprendo.
>
> E' un'interpretazione che rispetto. Non la condivido nella misura in cui
> puoi fare tu una copia di sicurezza (e credo sia giusto che una cosa del
> genere sia delegata all'utilizzatore finale), ma la comprendo.
Però se si rompe un cd di dreamweaver pagando il supporto te lo rendono
(se non riordo male volevanop 49 euro), basta avere la licenza
Il problema piccolo piccolo è che se si volesse EFFETTIVAMENTE col
balzello tutelare i diritti si dovrebbe balzellare:
Le fotocopiatrici (tanto costano molto)
la carta (potrebbe essere usata da una fotocopiatrice!)
le macchine fotografiche usa e getta (e se vado al louvre e faccio le
copie delle opere?)
Le pellicole fotografiche (idem)
E' chiaro che alcune sono provocazioni (il louvre!) ma mi sembra che il
fenomeno fotocopie sia abbastanza rilevante. Invece tassano gli hard disk
Io non ho mai detto che il balzello sia nato con lo scopo di favorire
l'utente. Dico che di fatto migliora una situazione davvero pessima. Le
fotocopie sono già state regolamentate bene, mi sembra, mentre sulle
pellicole non ho ben capito il punto.
Dato che le foto sono comunque tutelate dal diritto d'autore e dato che
con una macchina fotografica se sono bravo riesco a fare una copia non
distinguibile dall'originale, si dovrebbe balzellare anche tutto quello
che riguarda la fotografia: pellicole, macchine fotografiche, flash,
obiettivi e anche (perchè no?) le pile...