Puo' essere che ci sia qualche scapestrato che, se non costretto a pagare
personalmente, lasci correre i rubinetti, magari solo per raffreddare
l'anguria d'estate o sciaquare il bucato fatto a mano senza fare fatica.
Ma la normalita' delle persone oggi si rende conto che ad 1 euro al
metrocubo (quando si include anche il canone depuratore e fognatura)
l'acqua non e' piu' un bene da sciallare. Quindi nel complesso e'
improbabile un calo dei consumi della entita' da lei ipotizzata.
> A prescindere dalla convenienza economica o meno,
> vengono a cessare tutti i mugugn che inevitabilmente ci sono adesso.
Quello delle questioni di principio (ma io pago di piu' di lui ...) e'
tutt'altra faccenda e non e' stata in alcun modo toccato dall'OP.
Puo' essere che stia valutando quanto gli costa "la soddisfazione"
per decidere se vale la pena.
> Circa i costi, conoscendo il punto di ingresso dell'acqua fredda
> (presumo che la domanda dell'OP verta questo) il costo non dovrebbe
> superare 100 euro per appartamento.
Se e' fortunato. 100 Euro e' il MINIMO tra manodopera e costo del
misuratore. Almeno nella meta' piu' a Nord dell'Italia. Tra evasione
e sfruttamento suppongo che altrove la manodopera incida molto meno.
Forse dovremo chiedere l'OP da che parte d'Italia scrive.
> Poichè SICURAMENTE all'ingresso della
> conduttura nell'appartamento è stato installato un rubinetto
> intercettore,
*sicuramente* un tubo. Anche questa e' una domanda che dobbiamo porre
all'OP e qualsiasi presunzione assoluta come fatta da lei non ha
alcuna plausbilita'.
Anzi, se vogliamo essere "intelligenti", la probabilita' che oggi manchi
il contatore individuale e' indizio di abitazioni NON recenti e quindi
rientra nella mia esperienza, in casi frequenti in cui il rubinetto
intercettore e' murato, spuntando solo la calottina cromata che copre
il perno quadro.
> conoscere dove intervenire è di una semplicità disarmante.
Certo ... nelle abitazioni recenti (diciamo dalla fine anni '80 in poi)
che pero' probabilmente sono gia' muniti di installazione per colonne
separate accentrate nello scantinato.
> Da evitare assolutamente il trasloco della colonna montante all'esterno
> del fabbricato come suggerito dall'ing. Deboni.
La solita ignoranza di chi si crede "allenatore della domenica" ed in
realta' non sa nulla di fisica tecnica. In occasione di un periodo di
inverni particolarmente rigidi, mi e' capitato non poche volte di essere
chiamato ad intervenire per l'acqua non arrivava nell'appartamento.
In sostanza, i tubi erano posizionati nei sottopassi, e grazie all'effetto
galleria, le correnti d'aria raffreddavano cosi' efficacemente i tubi
che congelavano in poco tempo se l'aria era anche solo a zero.
La soluzione banale e' stata di isolare i tubi (nota: i tubi antincendio,
che correvano paralleli, e la cui posa evidentemente e' stata concordata
con i tecnici dei vigili del fuoco, erano invece isolati con guaina
esterna in neoprene o gomma cellulare). Anzi, in un punto in cui c'era
una concentrazione di tubi (una quindicina) e' stata messo uno scatolato
di lamiera per racchiudere i tubi e all'interno riempito con lana di roccia.
Mai piu' avuto problemi.
Ebbene, il montante esterno non ha problemi maggiori dei tubi in galleria.
La questione molto semplice e' che un isolamento adeguato dei tubi
dell'acqua e' banale (e quindi economico) perche' ci basta assicurare
che nel punto piu' alto siano pochi gradi sopra lo zero, ovvero "non caldi".
La soluzione "popolare" puo' limitarsi ad usare i tubi infilati nei
tubi di neoprene ovvero gomma cellulare. Ma se si vuole salvaguardare
il decoro dell'edificio, vale anche la pena di formare una falsa colonna
con del cartongesso verde o di lastre di cemento e quindi in questo caso
si puo' risolvere con isolamento unico a riempitivo di lana di roccia.
Notare che, isolando dal lato esterno con uno scatolato, si sfrutta il
calore che continua a fluire dall'interno dei muri verso l'esterno,
trattenendolo nella colonna "creata" per i tubi.
Se lei invece ha pensato di segnalare che in ogni caso i tubi all'esterno
vanno isolati, ha fatto bene. Ma non si tratta di un problema, ed il costo
e' marginale rispetto alla posa totale del tubo. In ogni caso, qui nel
Nord Italia, si fa senza problemi: quando vede quei tubi che sembrano
coperti di gomma, non sono tubi del gas, ma tubi dell'acqua termicamente
isolati.
> Va bene per il gas, ma
> assolutamente non per l'acqua. Salvo che l' OP abiti in Tunisia o ancora
> più a sud.
Se continua cosi' non ci vuole tanto. Se i tubi isolati termicamente non
si sono congelati nel periodo di particolare raffreddamento di una
ventina di anni fai, in cui faceva freddo anche sottozero per settimane,
tanto meno congelano oggi. Che sia chiaro, che l'eventuale salto a
meno dieci gradi che dura pochi giorni non ha molto effetto sui tubi
dell'acquedotto che risentono di piu' della temperatura del terreno.
Quando fa sottozero per uno o due mesi, anche il terreno si raffredda
e quindi se l'acqua esce dal terreno a pochi gradi, come dire 5 Celsius,
e' evidente che basta poco, nel tratto libero, per farlo congelare, se
non viene isolato bene. Ma se per pochi giorni abbiamo sottozero, ma
il resto dell'inverno e' mite (come lo e' ormai per il terzo anno
consecutivo), il terreno fa da tampone termico, e l'acqua esce dai
tubi nel terreno anche a 10 Celsius, e quindi, se il percorso non e'
troppo lungo, ha ancora una capacita' termica di suo che e' sufficiente
un isolamento termico passabile. In ogni caso, specie se i tubi sono
di zincato (oggi si usano molti i tubi con anima di alluminio ma l'esterno
e' di plastica, isolante gia' di suo, anche se non a livelli eccelsi)
e' ovvio che occorre una guaina isolante termica.
> Sempre IMHO !!
Quando uno mi viene fuori con tanta certezza (il suo tono, un filo
sprezzante, stava per farmi usare un termine meno cortese) mi domando
da che zona scrive. Infatti l'Italia e' lunga e larga ed e' facile che
ci siano esperienze diverse (e magari lei dovrebbe rifletterci prima
di uscire con certezze del genere). La questione e' che DOVE FA FREDDO, la
necessita' di isolare i tubi scatta gia' se un tratto dell'acquedotto
o delle mandate individuali non viaggia rigorosamente all'interno, e
quindi e' irrilevante che il percorso sia anche fisicamente "esterno"
ai muri perimetrali. E tutto questo senza considerare che considerazioni
estetiche porterebbe a cercare di sfruttare rientranze o altri profili
non proprio sulla facciata come punto di passaggio dei tubi, percui
diventa facile poi "chiudere" la sezione attraversata dai tubi.
La soluzione proposta del cartongesso o delle lastre di cemento, si
presta bene per eventuale manutenzione futura, perche' si puo' smontare
senza una vera e propria demolizione.
In ogni caso, sono tutte ipotesi delle piu' varie, finche' l'OP non ci
da' una descrizione piu' reale della sua situazione locale. Altrimenti
si puo' scrivere di tutto e sbagliare lo stesso alla grande e resto
dell'idea, che senza ulteriori informazioni, il costo richiesto puo'
variare selvaggiamente da un minimo di 100 Euro (senza evasione fiscale
e sfruttamento dei lavoratori) fino anche a 500 Euro per appartamento.