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Caminetto in Condominio

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Franco

unread,
Jan 3, 2001, 7:57:53 AM1/3/01
to
Ci sono regole particolari da applicare,
oppure è consentito "costruire/montare" un caminetto
nel propio appartamento senza problemi ?

duedue

unread,
Jan 11, 2001, 3:56:44 PM1/11/01
to
Se sei all'ultimo piano, in alto, non hai problemi. Per correttezza avvisa
per iscritto l'amministratore. naturalmente le spese sono tutte a tuo carico
e devi far pulire bene quando finiscono il lavoro che deve essere fatto a
regola d'arte perché, se si verificano infiltrazioni sul soffitto dovrai
provvedere da solo.
L'unico problema potrebbe venirti dall'ufficio tecnico del comune, perché ci
sarebbe una modifica della facciata.

ciaociao, antonio
"Franco" <franc...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:MPG.14bd403a5...@news.interbusiness.it...

Franco

unread,
Jan 25, 2001, 4:44:18 AM1/25/01
to
e se non sono all'ultimo piano ?

In article <93l6pq$sv9$1...@lacerta.tiscalinet.it>, due...@duedue.it says...

duedue

unread,
Jan 25, 2001, 12:54:14 PM1/25/01
to
Per quanto ne so io rimani senza caminetto, a meno che quello o quelli che
stanno sopra di te non ti permettano di passare nella loro proprietà con la
tua canna fumaria, sul loro balcone per es., dando origine in pratica a una
servitù.
Se i rapporti sono buoni, potrebbero anche permettertelo, altrimenti...
pace.
E' superfluo dire che tutte le spesedi modifica e ripristino sarebbero a
carico tuo ed è superfluo altresì ricordarti che dovrebbero essere chieste
le autorizzazioni in comune per la modifica alla facciata.

Chi acquista una casa in costruzione dovrebbe sempre PRETENDERE il camino
dal costruttore dove lo vuole lui, altrimenti minacciare di non acquistare o
non acquistare davvero. In fase di costruzione infatti il direttore dei
lavori può accontentare l'acquirente creando lui le servitù per chi sta
sopra, dopo è difficile avere ciò che si vorrebbe.
Parlo per esperienza personale. Il costruttore aveva previsto la canna
fumaria solo in un angolo dove sono situate le cucine dei vari appartamenti
e mi disse che non era possibile accontentarmi e farmelo in salotto, per cui
ci rinunciai proprio al camino. Oggi che i miei capelli sono ormai bianchi
(!) avrei cambiato costruttore. Sopra di me ho un altro condomino e, anche
se mi farebbe tanto piacere perché un camino in salotto mi rallegrerebbe la
casa, non mi sogno nemmeno di chiedergli di poter occupare parte del suo
balcone con una mia canna fumaria, perché so già che non mi autorizzerebbe.
Tutti i condomini dell'ultimo piano invece, nel nostro condominio ci sono
tre blocchi, nel tempo hanno realizzato il camino dove hanno voluto,
avvisando semplicemente l'amministrazione.
Questa è la mia esperienza che ti metto a disposizione. Farebbe piacere
anche a me saperne di più se qualcuno vuole intervenire. In particolare mi
interesserebbe conoscere il parere dell'ing. Peduto, di cui apprezzo gli
interventi precisi e chiari.

Saluti, ciaociao, antonio


"Franco" <franc...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio

news:MPG.14da13dc1...@news.interbusiness.it...

Franco

unread,
Jan 26, 2001, 2:28:28 AM1/26/01
to
non basta attaccarsi alla canna fumaria condominiale usata per la cucina?

In article <94ppef$v8f$1...@pegasus.tiscalinet.it>, due...@duedue.it says...

Ing. Francesco Peduto

unread,
Jan 26, 2001, 7:02:06 AM1/26/01
to
> Farebbe piacere
> anche a me saperne di più se qualcuno vuole intervenire. In particolare mi
> interesserebbe conoscere il parere dell'ing. Peduto, di cui apprezzo gli
> interventi precisi e chiari.

Grazie per gli immeritati apprezzamenti.
Il problema è decisamente spinoso. Scarterei subito l'ipotesi di far passare
canne fumarie per le case dei condomini soprastanti perchè mi sembra di
impossibile accettabilità da parte dei "perforati". L'ipotesi da prendere in
considerazione è quella di apposizione di una canna fumaria sulla facciata
del fabbricato, che scarica i fumi sul terrazzo di copertura.
In tale ipotesi, i problemi che si pongono sono:
1) Autorizzativo. Buona parte dei regolamenti edilizi comunali, consentono
tale intervento con la cosiddetta D.I.A. (Dichiarazione Inizio Attività). E
quindi, salvo particolari vincoli estetici, architettonici o altro sulla
facciata, il problema amministrativo si risolve facilmente.
2) Rapporti tra condomini. Qui iniziano le dolenti note. Ma secondo me non
sono problemi insormontabili, anche se bisogna valutare caso per caso.
Innanzitutto è da sottolineare che la tompagnatura esterna del fabbricato
costituente nel complesso la cosiddetta "facciata" è proprietà comune di
tutti i condomini, ed a norma del codice civile (1102) "ciascun partecipante
può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non
impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro
diritto". Dunque appoggiare una canna fumaria sulla facciata, sotto
l'aspetto del diritto di proprietà, appare come un uso della cosa comune
lecito, che non necessita del consenso degli altri condomini, purchè non si
impedisca ad altri di fare altrettanto. E quand'è che si impedisce ad altri
di fare altrettanto? Bisogna vedere caso per caso; se ad esempio si va ad
occupare l'unico posto dove è possibile mettere la canna, è chiaramente leso
il diritto degli altri. E' giurisprudenza abbastanza consolidata che "Un
condomino può appoggiare una canna fumaria ad un muro perimetrale nelle
seguenti condizioni: non sia alterata la consistenza e la destinazione del
muro, non siano pregiudicati i concorrenti diritti, non siano compromesse le
stabilità, la sicurezza ed il decoro architettonico dell'edificio. (Cass.
13.3.1969 n. 804)". Riguardo al decoro architettonico, la questione si fa
delicata e opinabile, e non resta che valutare caso per caso. Se la facciata
è un prospetto principale di un palazzo di lusso in una importante via di un
centro storico, sarà difficile sostenere che non lede il decoro. E'
comprensibile che la lesione al cosiddetto "decoro architettonico" è meno
"sostenibile" man mano che ci si sposta dal centro alla periferia, da
facciate principali a retrostanti, da palazzi di lusso a case popolari, da
facciate attintate di recente senza verande caldaie ecc. a prospetti già
inguaiati con interventi vari per i quali magari nessuno ha avuto niente da
dire fin'ora. In termini molto crudi, se la facciata fa già pena per
precedenti interventi più o meno abusivi, sarà poi difficile sostenere che
la canna fumaria lede il già inesistente decoro. Se poi la canna fumaria,
anzichè avere forma tonda ha forma quadrata, ed è addossata alla facciata ed
attintata con lo stesso colore in modo tale da mimetizzarla per quanto
possibile, non è poi tanto semplice sostenere che lede il decoro. Ad ogni
modo il problema c'è e va tenuto presente.
2b) Distanze legali dalle costruzioni. Al riguardo c'è una sentenza del
Tribunale di Milano del 6.3.1992 che sostiene che è illecita l'apposizione
di canne fumarie a distanza non legale da finestre e balconi. Le distanze in
questione sono cm 75 per le vedute oblique (finestre) e metri 3 per quelle
dirette (balconi). Il principio è sancito per tutelare la possibilità di
veduta degli altri condomini, di modo che ad esempio, chi si affaccia alla
finestra abbia di fianco la canna fumaria a non meno di cm 75; se la canna
si trovasse ad una distanza minore (es. 20 cm), è innegabile che sarebbe
leso il diritto di veduta obliqua. Ma tale regola sancita dal Tribunale, è
stata superata dalla Cassazione (3105 del 11/5/81), che sostiene che
l'obbligo di rispettare le distanze legali non sussiste per l'ipotesi di
costruzione di una canna fumaria. Mi lascia perplesso la conclusione della
Cassazione e mi convince di più il ragionamento del Tribunale, ma ovviamente
le sentenze del Tribunale non hanno valore di principio giurisprudenziale. E
quindi vale ciò che dice la Cassazione; ma se fosse possibile rispettare le
distanze di cui alla sentenza del Tribunale, tanto meglio.
L'ultimo aspetto che può impedire l'installazione è quello delle
2c) immissioni. E' appena il caso di dire che se sul tetto del fabbricato
insiste un piano attico (cioè in concreto un appartamento rientrante
rispetto al cornicione e con antistante un terrazzo a livello), non è
possibile installare la canna fumaria, perchè il poveretto che abita lassù,
dovrebbe tenere finestre e balconi sprangati ogni volta che quello di sotto
accende il focolare domestico. Quindi è possibile l'installazione nel caso
di tetti piani non accessibili, o comunque configurati in modo tale che le
esalazioni non si immettano in case di altri.
In conclusione, pur essendoci il diritto dell'uso della cosa comune da parte
di tutti, la questione presta il fianco a numerosi punti deboli. Ritengo
quindi che, se non ci sono i condomini che fanno le cosiddette "questioni di
principio", sarebbe il caso di tentare la soluzione di apporre una canna del
tipo multiplo che consenta l'immissione di più camini, in modo da
ripartire le spese e soprattutto da evitare che il dissenziente faccia
"questioni di principio". Anche avendo ragione, se si possono evitare le
liti è sempre meglio per tutti.
Siccome effettivamente la questione è di interesse generale, sarebbe gradita
l'opinione anche degli altri frequentatori abituali e non. Saluti.


Ing. Francesco Peduto

unread,
Jan 26, 2001, 7:03:35 AM1/26/01
to
No. La dimensione del foro (in genere 10 cm,) non garantirebbe il necessario
tiraggio. Inoltre si affumicherebbe tutta la facciata e il fumo penetrerebbe
nelle finestre soprastanti.
Saluti.

Matteo

unread,
Jan 26, 2001, 7:58:48 AM1/26/01
to
"Franco" <franc...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:MPG.14db4582a...@news.interbusiness.it...

> non basta attaccarsi alla canna fumaria condominiale usata per la cucina?

Sai cosa significa "attaccarsi alla canna del gas"?
E' un'espressione padana che rende bene il concetto.
Lavori a regola d'arte e certificati? Mai, meglio la morte.

duedue

unread,
Jan 26, 2001, 4:37:40 PM1/26/01
to
> In conclusione, pur essendoci il diritto dell'uso della cosa comune da
parte
> di tutti, la questione presta il fianco a numerosi punti deboli. Ritengo
> quindi che, se non ci sono i condomini che fanno le cosiddette "questioni
di
> principio", sarebbe il caso di tentare la soluzione di apporre una canna
del
> tipo multiplo che consenta l'immissione di più camini, in modo da
> ripartire le spese e soprattutto da evitare che il dissenziente faccia
> "questioni di principio". Anche avendo ragione, se si possono evitare le
> liti è sempre meglio per tutti.
> Siccome effettivamente la questione è di interesse generale, sarebbe
gradita
> l'opinione anche degli altri frequentatori abituali e non. Saluti.
>
>

Non mi sbagliavo e ringrazio sentitamente l'ing. Peduto!

La lunga risposta, come al solito chiara e precisa, mi ha fatto balenare
qualche possibile soluzione che proporrò a un amico ingegnere per vedere se
si possono superare quelle che ho sempre ritenuto difficoltà insormontabili.
Io non posso allacciarmi al camino piazzato dai costruttori nell'angolo di
cucina perché è troppo distante (circa 10 metri) e fatto male, tanto che i
camini realizzati non hanno un buon "tiraggio".
L'angolo da me scelto in salotto però potrebbe permettermi di "salire" con
una canna obliqua, di forma quadrata, per il primo tratto, in modo da
evitare di passare sul balcone del condomino sovrastante, e poi salire
dritta per il piano superiore (io sono al secondo piano e sopra di me c'è il
terzo e poi la terrazza su cui non c'è attico). Per il tratto lungo il quale
sale diritta potrebbe essere integrata lungo il bordo delle finestre che
danno luce alla scala ed essere quindi mimetizzata molto bene. Sarebbe anche
distanziata più di 75 cm dalla porta del condomino che sta su di me.
Si tratta però della facciata principale con un precedente negativo perché
non è stato permesso dai condomini di far salire la canna fumaria per la
metanizzazione del condominio. Abbiamo dovuto chiamare un tecnico competente
che ha studiato una soluzione alternativa per cui i tubi del metano
saliranno sul terrazzo e scenderanno nella parte posteriore dove verranno
piazzate le canne fumarie ch in questo modo non si vedranno sulla facciata.
Non mi faccio grandi illusioni quindi, ma non è detto che, studiata bene la
situzione, non ne parli in assemblea nel futuro.

Mi auguro che il lungo chiarimento dell'ing. Peduto sia stato utile anche a
Franco, saluti, ciaociao, antonio


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