Salve a tutti,
un condomino del nostro palazzo (sei famiglie su 3 piani, tutte collegate
all'autoclave) si ostina a chiedere che la spesa di energia elettrica
necessaria al funzionamento dell'autoclave idraulica venga ripartita non
solo in base al consumo di acqua di ciascun condomino, ma anche in base alla
radice quadrata dell'altezza dei piani. A questo riguardo ha fornito un
testo dal quale ha tratto questo metodo di suddivisione: "Edizioni di
Legislazione Tecnica", pag.163.
A parte il fatto che sembra sia stata cancellata la prima riga del
paragrafo, effettivamente si legge che non ci sono norme precise a riguardo,
e viene quindi proposto un "metodo" di ripartizione per i condoměni, che non
prevede la ripartizione in base alle varie quote come avviene per gli
acquedotti che servono piů comuni, ma in via equitativa in base alla radice
quadrata delle quote.
Considerate che l'ultima bolletta dell'enel era di 15 euro e comprendeva
anche il consumo di energia elettrica per la scala e che le tabelle dei
millessimi che abbiamo sono solo la A e la B e che non c'č un "preciso"
riferimento all'autoclave, ma solo alla ripartizione delle spese per
l'energia elettrica. Un ingegnere ed anche amministratore di professione ha
detto che per lui la pompa dell'autoclave (data la bassa potenza) si attiva
e consuma lo stesso quantitativo di energia sia che l'acqua venga prelevata
da chi abita al primo piano sia da chi abita all'ultimo.
Chi ha ragione?
Grazie per la pazienza,
Massimo
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