Vorrei iniziare a fare qualche lavoro e il proprietario mi darebbe già
la chiave, anche senza vero contratto. La prima cosa che vorrei fare è
l'allacciamento ENEL poichè manca il contatore. A chi spetta questa
spesa non proprio esigua (circa 500€)?
Io ovviamente mi farei carico delle spese del nuovo contratto di
fornitura intestato a me, ma le spese di allacciamento penso spettino al
proprietario, visto che è una modifica sostanziale relativa all'immobile
che rimane anche dopo il contratto di locazione (non mi posso mica
portare via il contatore...)
Chi ha ragione? C'è qualche normativa esplicita da mostrare al proprietario?
Salve pozz,
scusami la franchezza ma io non farei nulla prima del rogito.
Fossi in te aspetterei un momento.
La spesa del contatore ENEL spetta al proprietario, a te il consumo
dell'energia elettrica.
Unica eccezzione: un ottimo rapporto col proprietario.
Ciao
Alberto
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Il problema è che a Giugno mi sposo e vorrei iniziare il prima possibile
a fare qualcosa (pitturazione, installazione antifurto, mobili, ecc). Il
proprietario mi ha fatto capire che per il rogito bisogna aspettare
ancora qualche settimana.
Cosa potrebbe succedere se iniziassi a sistemare la casa prima del
rogito? Dici che potrebbero nascere dei guai nel caso il rogito non
andasse a buon fine?
> La spesa del contatore ENEL spetta al proprietario, a te il consumo
> dell'energia elettrica.
Lo immaginavo. Esiste qualche normativa, sentenza, chiarimento ufficiale
da poter indicare al proprietario?
> Unica eccezzione: un ottimo rapporto col proprietario.
Nel senso che nel caso di ottimo rapporto col proprietario mi accollerei
io le spese dell'allacciamento? Non se ne parla proprio... :)
Perchè mi consigli anche tu di aspettare il rogito? Io non vorrei
abitare prima del rogito (e quindi del contratto di affitto), vorrei
solo iniziare a fare qualche lavoro. Abiterò sicuramente dopo il rogito
e il contratto registrato.
L'unico dubbio/paura è che il rogito possa non andare, per un qualche
motivo, in porto e quindi mi ritroverei con le chiavi di un appartamento
che non potrei in teoria abitare non avendo contratto vero.
Anche se, c'è da dire, che abbiamo sottoscritto, tramite agenzia, una
promessa di locazione (ebbene sì, il proprietario ha chiesto all'agenzia
di affittare un immobile di cui non è ancora proprietario...)
Beh, non è detto che un appartamento per essere abitabile abbia
necessariamente l'impianto/contatore del gas, o mi sbaglio? Ci sono
ancora appartamenti con riscaldamento centralizzato e cucina a bombola.
Non so se la "luce" rappresenta una conditio sine qua non per
l'abilitabilità di un appartamento. Se sì, probabilmente è necessario
avere il contatore presente che, quindi, spetta al proprietario.
> La voltura sarà poi fatta , da te ,a tuo nome ed a tue spese.
In realtà avevo pensato di far fare al proprietario solo l'allacciamento
(che dovrebbe essere tecnicamente solo l'installazione del contatore).
Successivamente avrei fatto attivare a mio nome una utenza presso l'ENEL.
Dici che è meglio far procedere all'allacciamento/attivazione da parte
del proprietario e successivamente fare una voltura? Alla fine non si
paga di più, dovendo fare una voltura in più?
> Perchè mi consigli anche tu di aspettare il rogito? Io non vorrei abitare
> prima del rogito (e quindi del contratto di affitto), vorrei solo iniziare
> a fare qualche lavoro.
In questo modo stai facendo lavori in una casa non tua. Poi, per carità,
l'attuale proprietario sarà anche la persona più onesta di questo mondo, non
lo metto in dubbio, ma, come si dice, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
> Anche se, c'è da dire, che abbiamo sottoscritto, tramite agenzia, una
> promessa di locazione (ebbene sì, il proprietario ha chiesto all'agenzia
> di affittare un immobile di cui non è ancora proprietario...)
>
Ecco, già questo non mi ispira molto, fossi in te comincerei a fare lavori
DOPO il rogito, e una volta che l'attuale proprietario abbia fatto
installare contatori e quanto altro necessario per dichiarare abitabile
l'appartamento.
Ci ho pensato, se non andasse a buon fine il contratto di locazione
avrei perso denaro per i lavori, ma si tratta di poca cosa (devo solo
pitturare e installare, da solo, l'antifurto che posso portarmi via).
In realtà quello che perdo maggiormente è il tempo.
> Poi, per carità,
> l'attuale proprietario sarà anche la persona più onesta di questo mondo, non
> lo metto in dubbio, ma, come si dice, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
I proprietari sono noti come gente ricca, ma onesta. Non penso a qualche
fregatura da parte loro, ma ad un qualche contrattempo o qualche
problema non dipendente da loro che può portare ad un fallimento del
rogito o simile.
Tra l'altro qualcuno mi diceva che quel palazzo è in edilizia
convenzionata e quindi gli appartamenti potevano essere venduti solo a
persone senza casa (infatti sarà intestata alla figlia) e addirittura
qualcuno diceva, ma non ne sono sicuro, che c'era l'obbligo di non
affittare l'appartamento per un certo tempo, cosa negata sia dai
proprietari sia dall'agenzia (che, in qualche modo, è legata al
costruttore).
>> Anche se, c'è da dire, che abbiamo sottoscritto, tramite agenzia, una
>> promessa di locazione (ebbene sì, il proprietario ha chiesto all'agenzia
>> di affittare un immobile di cui non è ancora proprietario...)
> Ecco, già questo non mi ispira molto, fossi in te comincerei a fare lavori
> DOPO il rogito,
Io penso che loro l'abbiano fatto in buona fede in quanto si ritengono
praticamente già proprietari. A quanto pare è stato il costruttore che,
per motivi fiscali, ha chiesto il ritardo del pagamento ai futuri
proprietari che potevano pagare già da prima.
> e una volta che l'attuale proprietario abbia fatto
> installare contatori e quanto altro necessario per dichiarare abitabile
> l'appartamento.
E qui ritorniamo alla domanda originale. Quando si affitta un immobile,
questo deve essere dichiarato abitabile. L'abitabilità però viene data
mediante un certificato da qualcuno, giusto? E questa abitalibilità
presuppone l'installazione di un contatore dell'ENEL (allacciamento)?
> > Unica eccezzione: un ottimo rapporto col proprietario.
> Nel senso che nel caso di ottimo rapporto col proprietario mi accollerei
> io le spese dell'allacciamento? Non se ne parla proprio... :)
No , nel senso di ottimo rapporto che porta ad avere
reciproca .
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Il fallimento del costruttore non lo escluderei, conoscendone la fama di
"intrallazzista". Però il palazzo è finito e molte famiglie già ci
abitano. Non penso che il fallimento del costruttore possa obbligare le
famiglie ad andare via. Magari dovranno pagare loro la restante parte
delle "cartacce" (forse dei certificati di abitabilità e simili).
Il proprietario, in linea teorica, non potrebbe ripensarci perchè ha
sottoscritto una promessa di locazione con me.
> Il proprietario, in linea teorica, non potrebbe ripensarci perchè ha
> sottoscritto una promessa di locazione con me.
>
E' vero, però non esserne troppo sicuro, potrebbe rinunciare alla
caparra da te versata per un affitto piu' vantaggioso o per altro.
D'altronde un contratto vero non è stato ancora stipulato.
Ciao w
al di la di tutto, comunque se non ha rogitato, difficile che gli attivino
un contatore...
alberto
> Se il costruttore fallisce i creditori privilegiati , tra questi le banche,
> saranno quelli che costringeranno gli attuali proprietari a ripagare
> in parte il loro appartamento .......e sai quante famiglie ,purtroppo,
> in passato ( e penso anche di recente ) si sono trovate coinvolte,
> con il risultato di perdere l' appartamento ed i relativi soldi investiti.
> Tieni inoltre presente che il tuo attuale locatore , non avendo rogitato,
> attualmente non è nemmeno proprietario di quell'appartamento.
La legge è cambiata. Se è prima casa, non c'è stato nero e l'acquirente
era in buona fede non è soggetto ad azione revocatoria.
> al di la di tutto, comunque se non ha rogitato, difficile che gli attivino
> un contatore...
L'Enel ti attiva senza problemi. Mica controllano di chi è la casa.
L'unica cosa è che se chiedi un contratto da residente dovrai provare,
entro tot mesi, che sei effettivamente residente lì.
In ogni caso è buona norma chiedere il contatore prima del rogito (se il
proprietario è d'accordo) per evitare di perdere tempo dopo (anche se
l'Enel è abbastanza rapida in queste cose).
Per il gas è più complicato perché servono le certificazioni ma se il
proprietario te le dà prima del rogito non ci sono problemi nemmeno a
farsi abilitare quello.
Come no!!! Non sei al corrente che attualmente hanno inviato a tutti i
clienti la " Dichiarazione dei dati catastali identificativi dell'immobile
presso cui è attivata la fornitura di energia elettrica " in base all'art.
1,
comma 333, Legge n°311 del 30/12/2004 ?
> E' vero la legge è cambiata , ma la nuova legge sul fallimento n° 80 del 14
> maggio 2005 prevede ,se il contratto di compravendita è stato stipulato
> nell'
> anno prima della dichiarazione del fallimento (prima il termine era
> biennale)
> , che può essere dichiarato invalido e l'appartamento messo all'asta.
> Non è valido, come dici tu,se la prima casa il proprietario o un suo
> famigliare
> lo abitano , ma in questo caso l'hanno affittato.
Sta sicuro che se è edilizia convenzionata e l'hanno intestata alla
figlia è sicuramente prima casa e quindi la figlia trasferirà (in modo
ovviamente farlocco) lì la sua residenza :)
Quindi?
Non capisco il nesso tra le due cose.
La casa può essere di tua proprietà ma non accatastata oppure può non
essere tua ma regolarmente accatastata.
Da nessuna parte c'è scritto che per attivare un contratto con l'Enel
devi essere proprietario dell'immobile.
> Farlocco per farlocco..... vorrà dire che se vorrà dimostrare che lì vi
> abita
> dovrà avere dei consumi di luce,acqua e gas e quindi intestarsi anche
> tutte le utenze.
E' molto probabile che andrà a finire così. D'altronde se è come dice
pozz non vedo molte alternative.
> Inoltre occorre fare il " farlocco" anche con il fisco.
> Hai ragione comunque noi Italiani siamo bravi a fare i " farlocchi".!!!
E' davvero triste che una famiglia benestante, che compra una casa come
investimento per darla in locazione, si metta a fare questi giochini per
evadere le imposte.
> Ora per attivare una utenza , ti fanno compilare detto modulo, il quale
> ovviamente andrà ad aggiornare il " data base" dell'A.d.E..
> Su questo modulo fra i vari dati vi è pure quello in cui si chiede la
> qualifica del cliente : 1-proprietario; 2-affittuario/altro diritto
> sull'immobile;
> ecc, ecc.
> Come vedi i controlli sono stati messi in atto....che poi diano i loro
> frutti,
> questo non lo sò !!!
Ma dove sta il problema???
La casa la compra di sicuro, ha già in mano il compromesso, ha le schede
catastali, se il proprietario è d'accordo per quale motivo non dovrebbe
chiedere il contatore Enel qualche settimana prima del rogito????
E' una procedura assolutamente normale!
> Se tutto viene fatto alla luce del sole è una normale procedura.
Guarda che il primo passo è uguale sia se fai le cose regolarmente, sia
se le fai disonestamente.
Il contatore lo dovrà richiedere il futuro proprietario, sia nel caso in
cui poi la dia in locazione regolarmente, sia nel caso in cui faccia
risultare residente la figlia in modo farlocco.
E' lo step successivo che varierà in base a cosa vorranno fare i
proprietari (lasciare tutto intestato alla figlia per gli illeciti
benefici fiscali oppure fare la voltura quando arriva il nuovo inquilino).
Noi però ci fermiamo un passo prima. Mette il contatore a nome del nuovo
proprietario (la figlia) così almeno c'è la luce (per la voltura ci
vogliono 24 ore) poi si metteranno d'accordo su cosa fare in seguito.
Mi sono perso nel frattempo la vostra discussione. Ho recuperato subito.
In effetti si tratta di edilizia agevolata, ma non ho capito bene in che
termini. Ci sono alcuni immobili in edilizia completamente
sovvenzionata, altri in edilizia convenzionata libera, altri agevolata.
Non so bene la differenza, a parte che la prima è quella delle case
popolari (quindi non è il mio caso).
In realtà il padre, se non ho capito male, farà subito una donazione
alla figlia. Quindi sembra che comprerà lui, pur avendo già prima casa.
Forse nell'edilizia agevolata è possibile per il padre pagare, in modo
agevolata, la prima casa alla figlia se la dona in un certo tempo, chissà.
La cosa che non mi torna è proprio la questione residenza. Se la figlia
dovesse trasferire lì la residenza, come posso farlo io che sono in
locazione? Sicuramente da qualche controllo si capirebbe il trucco.
Inoltre, in questo tipo di edilizia, non c'è spesso l'obbligo, da parte
del proprietario, di non affittare l'immobile? Supponendo che lo facesse
con tanto di contratto registrato (perchè è quello che mi ha ripetuto in
continuazione), cosa potrebbe succedere?
Che casino...
> Mi sono perso nel frattempo la vostra discussione. Ho recuperato subito.
>
> In effetti si tratta di edilizia agevolata, ma non ho capito bene in che
> termini. Ci sono alcuni immobili in edilizia completamente
> sovvenzionata, altri in edilizia convenzionata libera, altri agevolata.
> Non so bene la differenza, a parte che la prima è quella delle case
> popolari (quindi non è il mio caso).
>
> In realtà il padre, se non ho capito male, farà subito una donazione
> alla figlia. Quindi sembra che comprerà lui, pur avendo già prima casa.
> Forse nell'edilizia agevolata è possibile per il padre pagare, in modo
> agevolata, la prima casa alla figlia se la dona in un certo tempo, chissà.
>
> La cosa che non mi torna è proprio la questione residenza. Se la figlia
> dovesse trasferire lì la residenza, come posso farlo io che sono in
> locazione? Sicuramente da qualche controllo si capirebbe il trucco.
> Inoltre, in questo tipo di edilizia, non c'è spesso l'obbligo, da parte
> del proprietario, di non affittare l'immobile? Supponendo che lo facesse
> con tanto di contratto registrato (perchè è quello che mi ha ripetuto in
> continuazione), cosa potrebbe succedere?
>
> Che casino...
>
Attenzione se si tratta di edilizia agevolata il proprietario di un
appartamento
è soggetto a delle restrizioni e quindi non può affittarla da subito.
Normalmente ciò avviene dopo un certo numero di anni ed a volte se la
cooperativa dà il benestare.
Occorre quindi reperire una copia della convenzione con il Comune che molte
volte i proprietari non hanno. Recati presso l'Ufficio Tecnico del Comune e
chiedi una copia. In essa troverai tutti i vincoli che gravano
sull'immobile.