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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
"Manu.manu" <manu...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:cb92ud$l1j$1...@news.newsland.it...
> Vorrei rifare l'impianto elettrico del mio appartamento situato in un
> condominio però gli operai che sono venuti per il preventivo, mi hanno
> detto che non c'è la messa a terra e che il condominio deve provvedere a
> portarla fino al mio appartamento. Come faccio a convincere il condominio
> a fare i lavori visto che si rimanda sempre? Non c'è una legge che obbliga
> l'amministratore ad eseguirli anche senza il consenso del condominio?
> Mi fate sapere? Grazie
>
> --
Legge n° 46 del 05/03/1990
Non lasciarti ingannare dal termine entro cui adeguare gli impianti
riportato nella legge perché ci sono state diverse proroghe anche se mi pare
che siano ormai tutte scadute. In ogni caso se fai una ricerca in rete
troverai diverso materiale utile.
Mario
> Vorrei rifare l'impianto elettrico del mio appartamento situato in un
> condominio però gli operai che sono venuti per il preventivo, mi hanno
> detto che non c'è la messa a terra e che il condominio deve provvedere a
> portarla fino al mio appartamento.
In base a quale legge norma o decreto!
Come faccio a convincere il condominio
> a fare i lavori visto che si rimanda sempre? Non c'è una legge che obbliga
> l'amministratore ad eseguirli anche senza il consenso del condominio?
L'amministratore cura esclusivamente le parti comuni,non gli
impianti
privati,dal contatore in poi qualsiasi opera' sara' esclusivamente
a tuo carico.
Se il condominio non e'dotato degli appositi pozzetti con i
dispersori di terra quelli si possono essere costruiti condominialmente,
cio' non toglie che puoi farlo anche tu indivudualmente.
Ci sono problemi tecnici legati alla sezione dei conduttori che
consigliano questa seconda ipotesi.
ciaofelix:-)
Il condominio deve realizzare l'impianto disperdente (picchetti infissi nel
terreno) e mettere a disposizione nel locale contatori o in altra zona
comune la barra equipotenziale a cui collegare il proprio conduttore di
protezione.
>
> Come faccio a convincere il condominio
> > a fare i lavori visto che si rimanda sempre? Non c'è una legge che
obbliga
> > l'amministratore ad eseguirli anche senza il consenso del condominio?
>
> L'amministratore cura esclusivamente le parti comuni,non gli
> impianti
> privati,dal contatore in poi qualsiasi opera' sara' esclusivamente
> a tuo carico.
>
> Se il condominio non e'dotato degli appositi pozzetti con i
> dispersori di terra quelli si possono essere costruiti condominialmente,
> cio' non toglie che puoi farlo anche tu indivudualmente.
>
> Ci sono problemi tecnici legati alla sezione dei conduttori che
> consigliano questa seconda ipotesi.
> ciaofelix:-)
>
>
Non è consigliabile in un condominio con masse che possono essere in comune
(tubazioni dell'acqua e del riscaldamento se centralizzato) realizzare più
impianti disperdenti. Inoltre se la signora abita al primo piano dove
realizza l'impianto di terra? Cioè dove mette i dispersori (picchetti)?
Inoltre appunto perché molto spesso ci sono problemi nel far transitare più
conduttori in tubazioni esistenti si realizza un solo montante di terra
comune a tutti i condomini anziché ognuno il suo.
In ogni caso consiglio alla signora di rivolgersi ad un elettricista
competente od a un professionista per far valere le sue ragioni.
Mario
bene...hai dei riferimenti (legislazione) ?
>
> Non è consigliabile in un condominio con masse che possono essere in comune
> (tubazioni dell'acqua e del riscaldamento se centralizzato) realizzare più
> impianti disperdenti. Inoltre se la signora abita al primo piano dove
> realizza l'impianto di terra? Cioè dove mette i dispersori (picchetti)?
>
> Inoltre appunto perché molto spesso ci sono problemi nel far transitare più
> conduttori in tubazioni esistenti si realizza un solo montante di terra
> comune a tutti i condomini anziché ognuno il suo.
buono a sapersi.
Legge n° 46 del 5/3/90. Come detto basta fare una ricerca in rete e trovi
materiale a go go.
Mario
nn capisco 'che ci azzecca' (cit. A. Di Pietro) la 46/90 col condominio,
cmq se l'hai visto vuol dire che c'è...
grazie.
"blizzard" <bliz...@xyzt.freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:40D84951...@xyzt.freemail.it...
Legge n.46 del 05 marzo 1990
"Norme per la sicurezza degli impianti"
(Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 1990)
Art. 1. Ambito di applicazione.
1. Sono soggetti all'applicazione della presente legge i seguenti impianti
relativi agli edifici adibiti ad uso civile:
a) gli impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione e di
utilizzazione dell'energia elettrica all'interno degli edifici a partire dal
punto di consegna dell'energia fornita dall'ente distributore;
cut.
Penso che gli impianti elettrici delle parti comuni rientrino in quanto
sopra.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Dpr 447/91
Regolamento di attuazione della Legge 5 Marzo 1990 n. 46
in materia di sicurezza degli impianti
Art. 4
Progettazione degli impianti
cut..
a) per gli impianti elettrici di cui all'art. 1, comma 1, lettera a), della
legge, per tutte le utenze condominiali di uso comune aventi potenza
impegnata superiore a 6 kW
Cut
> Non è consigliabile in un condominio con masse che possono essere in comune
> (tubazioni dell'acqua e del riscaldamento se centralizzato) realizzare più
> impianti disperdenti. Inoltre se la signora abita al primo piano dove
> realizza l'impianto di terra? Cioè dove mette i dispersori (picchetti)?
Al piano terra presumo!
> Inoltre appunto perché molto spesso ci sono problemi nel far transitare più
> conduttori in tubazioni esistenti si realizza un solo montante di terra
> comune a tutti i condomini anziché ognuno il suo.
Non sono un elettrotecnico ma so che la sezione del dispersore di
terra
deve essere pari a quella della linea di alimentazione,se come
asseriscono
gli elettricisti consultati da Manu Manu la linea di terra e' a carico
del condominio,gradirei sapere di che sezione e fin dove dovrebbe
giungere secondo loro,ripeto che la predisposizione in zona contatori
potrebbe essere fatta dal condominio ma solo conoscendo tutte le potenze
in gioco,quindi se per ora e' solo lui a voler effettuare questa ope-
razione,che metta la palina,l'art 1102 glie lo consente senza partico-
lari autorizzazioni.
dimentichi qualcosa?
ovvero che il condominio ha piů impianti elettrici e ciascuno soggetto a
norme differenti
pertanto se l'impianto luce scala č stato effettuato prima del 1990 č
sufficiente che a monte esista il magnetotermico (salvavita)
metre per autoclave idraulica o ascensore i relativi impianti seguono
normative differenti e possono avere impianti differenti
di solito anche se il condominio č vecchio e non č soggetto all'obbligo
della messa a terra prevista nella 46/90 come impianto luci scale cosě non
č per quanto riguarda l'impianto ascensore che contrariamente alla regola
della comunione dei pozzetti di scarico a terra prevede un pozzetto a se
stante (di solito posizionato proprio nella fossa ascensore)
idem per quanto riguarda l'autoclave che solitamente ha il pozzetto proprio
nel vano tecnico ad essa destinato
questo perň non vuol dire che esista un impianto di messa a terra
condominiale ovvero messo a disposizione dei singoli condomini
per installare questo infatti serve apposita delibera in quanto non trattasi
di adeguamento alla 46/90
ma di innovazione non voluttuaria
p.s.
anche se sembra assurdo č vietato utilizzare la massa esitente per
l'impianto ascensore per usi domestici
L'unico impianto soggetto a norme differenti è l'impianto ascensore ed è
soggetto a norme differenti per la sola parte inerente l'impianto che
comanda
l'ascensore. La linea di alimentazione dal contatore fino al quadro
dell'ascensore è soggetta alla Norma CEI 64-8 come pure l'impianto
disperdente.
> pertanto se l'impianto luce scala è stato effettuato prima del 1990 è
> sufficiente che a monte esista il magnetotermico (salvavita)
Attenzione. Questo è vero fino ad un certo punto!
Dal DPR 447
"Si considerano comunque adeguati gli impianti elettrici preesistenti che
presentino i seguenti requisiti: sezionamento e protezione contro le
sovracorrenti, posti all'origine dell'impianto, protezione contro i contatti
diretti, protezione contro i contatti indiretti o protezione con
interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non
superiore a 30 mA"
Come vedi si deve anche verificare che le condutture siano protette dalle
sovracorrenti, tradotto che la sezione dei conduttori sia coordinata con
l'interrutore magnetotermico posto a protezione dell'impianto! Nel momento
in cui questo non è verificato, e spesso succede, si deve rifare
l'impianto... ne consegue che impianto nuovo... cioè non realizzato prima
del 90... niente deroga al solo salvavita.
> metre per autoclave idraulica o ascensore i relativi impianti seguono
> normative differenti e possono avere impianti differenti
L'impianto autoclave deve essere conforme alla CEI 64-8.
Come vedi tutti gli impianti elettrici di un condominio sono soggetti alla
Norma 64-8 ad esclusione dell'impianto elettrico dell'ascensore come sopra
detto e dell'eventuale centrale termica a metano che oltre ad essere
soggetta alla 64-8 è pure soggetta 31-30.
> di solito anche se il condominio è vecchio e non è soggetto all'obbligo
> della messa a terra prevista nella 46/90 come impianto luci scale così
non
> è per quanto riguarda l'impianto ascensore che contrariamente alla regola
> della comunione dei pozzetti di scarico a terra prevede un pozzetto a se
> stante (di solito posizionato proprio nella fossa ascensore)
Questa è una vecchia abitudine dettata dal fatto che gli "ascensoristi"
esigevano l'impianto disperdente sin da prima dell'entrata in vigore della
46/90 per il semplice fatto che applicavano bene le normative e non come gli
elettricisti che facevano quelo che volevano! Inoltre gli ascensoristi erano
obbligati ad applicare le normative anche perchè i loro impianti erano
soggetti sin da prima del 90 a collaudi e verifiche, mentre gli impianti
elettrici condominiali non erano soggetti a nessuna verifica, collaudo o
certificazione.
> idem per quanto riguarda l'autoclave che solitamente ha il pozzetto
proprio
> nel vano tecnico ad essa destinato
> questo però non vuol dire che esista un impianto di messa a terra
> condominiale ovvero messo a disposizione dei singoli condomini
Ricordo inoltre che avere nello stesso stabile più impianti di terra è molto
molto pericoloso. Potrebbe accadere che una persona sia in bagno e tocchi
con una mano un rubinetto collegato all'impianto autoclave con un suo
impianto di terra e con l'altra mano la carcassa della lavatrice collegata
ad un altro impianto di terra. Se i due impianti di terra si trovano a
potenziali diversi la persona potrebbe essere attraversata da corrente
elettrica!
> per installare questo infatti serve apposita delibera in quanto non
trattasi
> di adeguamento alla 46/90
> ma di innovazione non voluttuaria
La realizzazione dell'impianto disperdente è una innovazione voluttuaria! Da
quando in qua la sicurezza delle persone è una innovazione voluttuaria?
Supponiamo che nel mio appartamento non posso installare il solo
differenziale per quando detto sopra (sezione cavi troppo piccoli) e
rifaccio l'impianto ex novo. A questo punto devo rifarlo con il conduttore
di protezione e devo realizzare per forza l'impianto disperdente. Se abito
al primo piano dove lo realizzo l'impianto disperdente? Devo per forza
realizzarlo in una parte comune, ma se gli altri condomini si oppongono?
Supponiamo anche che mi lascino realizzare il mio impianti terra c'è sempre
il problema di cui sopra di avere + impianti di terra nello stesso stabile!
Aggiungiamo poi se un'altro condomino un domani si trova nella mia stessa
condizione che fa? Realizza un suo impianto di terra? Se nel condominio
siamo in 20? Realizziamo 20 impianti di terra?
> p.s.
> anche se sembra assurdo è vietato utilizzare la massa esitente per
> l'impianto ascensore per usi domestici
Oltre che assurdo pericoloso. Leggi sopra.
Giusto ma devo "invadere" delle parti comuni!
>
> > Inoltre appunto perché molto spesso ci sono problemi nel far transitare
più
> > conduttori in tubazioni esistenti si realizza un solo montante di terra
> > comune a tutti i condomini anziché ognuno il suo.
>
> Non sono un elettrotecnico ma so che la sezione del dispersore di
> terra
> deve essere pari a quella della linea di alimentazione,se come
> asseriscono
> gli elettricisti consultati da Manu Manu la linea di terra e' a
carico
> del condominio,
Le tue informazioni sono forse giuste e un poco confuse.
L'impainto di terra è costituito da:
Parte disperdente che sono i picchetti e corda di rame nuda che li unisce.
Le normative prevedono per questi componenti una dimansione minima
indipendentemente che l'impianto disperdente riguardi una villetta, un
condominio da 50 appartamenti o un capannone industriale.
Conduttori di protezione che sono i fili che collegano le masse, ad esempio
la carcassa della lavatrice, all'impianto disperdente di cui sopra. In
questo caso la sezione dei conduttori di protezione deve essere pari alla
sezione dei conduttori di fase. Questa regola vale fino ad una sezione di 25
mmq. Oltre questa sezione è consentito un conduttore di protezione pari a
metà del conduttore ti fase. Conduttori di protezione sono anche quei
conduttori che dall'eventuale barra equipotenziale nel vano contatori
salgono ad ogni singolo appartamento o quel conduttore che sempre
dall'eventuale barra equipotenziale nel vano contatori sale nel vano scale
ad uso comune di tutti.
Traduciamo nel caso pratico:
Voglio realizzare un conduttore di terra unico che sale nel vano scale ad
uso di tutti gli appartamenti. La domanda è: Di che sezione lo faccio? Se lo
faccio da 16 mmq sono tranquillo fino ad una sezione dei conduttori che dai
singoli contatori salgono agli appartamenti fino ad un asezione di 25
mmq!!!! Direi che nel 99,9 % dei casi sono coperto. Di solito i montanti
agli appartamenti arrivano ad un massimo si 6 - 10 mmq!
>gradirei sapere di che sezione e fin dove dovrebbe
> giungere secondo loro,
Di solito sui pianerottoli ci sono le scatole di derivazione comuni e dalla
scatola di derivazione parte il tubo che arriva nel singolo appartamento. Di
solito il montante di terra comune transita in questa scatola e da li in poi
è a carico del singolo condomino.
>ripeto che la predisposizione in zona contatori
> potrebbe essere fatta dal condominio ma solo conoscendo tutte le potenze
> in gioco,quindi se per ora e' solo lui a voler effettuare questa ope-
> razione,che metta la palina,
Come detto sopra non è complicato dimensionare un impianto di terra che
possa andar bene anche in futuro
>l'art 1102 glie lo consente senza partico-
> lari autorizzazioni.
> ciaofelix:-)
Questo non lo sapevo! Anche oggi ho imparato una cosa nuova. Grazie :-)
Mario
P.S. Ma tu sei il felix che scrive anche su italia.lecco.discussioni?
> >
> > Al piano terra presumo!
> Giusto ma devo "invadere" delle parti comuni!
Risolto con l'art 1102 del cc.
> Le tue informazioni sono forse giuste e un poco confuse.
Ti ho detto che non sono elettrotecnico ne elettricista ma
costruttore,e gli impianti commissionati prevedevano la messa a terra
distinta fra condomini e parti comuni.
E se le linee che vanno dal contatore individuale fino
all'abitazione sono proprieta' esclusiva del condomino,lo saranno anche in
fase di adeguamento successivo.
> L'impainto di terra è costituito da:
> Parte disperdente che sono i picchetti e corda di rame nuda che li unisce.
> Le normative prevedono per questi componenti una dimansione minima
> indipendentemente che l'impianto disperdente riguardi una villetta, un
> condominio da 50 appartamenti o un capannone industriale.
Guarda caso abbiamo completato in questi giorni un'impianto di
Pubblica Illuminazione composto da 60 pali,e dopo le misurazioni
si e' reso necessario incrementare il numero dei dispersori.
> Conduttori di protezione che sono i fili che collegano le masse, ad esempio
........................................................................
> Come detto sopra non è complicato dimensionare un impianto di terra che
> possa andar bene anche in futuro
Sei esperto nel ramo,ma resta il problema del diritto condominiale.
> >l'art 1102 glie lo consente senza partico-
> > lari autorizzazioni.
> > ciaofelix:-)
> Questo non lo sapevo! Anche oggi ho imparato una cosa nuova. Grazie :-)
> Mario
> P.S. Ma tu sei il felix che scrive anche su italia.lecco.discussioni?
No! ciaofelix:-)
"felix." <fdisc...@bbip.it> ha scritto nel messaggio
news:cbbeit$mlc$1...@news.newsland.it...
> Mario Scola ha scritto:
>
>
> > >
> > > Al piano terra presumo!
>
> > Giusto ma devo "invadere" delle parti comuni!
>
> Risolto con l'art 1102 del cc.
>
>
>
> > Le tue informazioni sono forse giuste e un poco confuse.
>
> Ti ho detto che non sono elettrotecnico ne elettricista ma
> costruttore,e gli impianti commissionati prevedevano la messa a terra
> distinta fra condomini e parti comuni.
> E se le linee che vanno dal contatore individuale fino
> all'abitazione sono proprieta' esclusiva del condomino,lo saranno anche in
> fase di adeguamento successivo.
Giusto si tratta di parti private, ma nessuno vieta, anzi le norme lo
prevedono, di realizzare il montante di terra comune. In ogni caso ripeto
che l'impianto disperdente (picchetti per intenderci) deve essere unico per
l'intero stabile!
>
> > L'impainto di terra è costituito da:
>
> > Parte disperdente che sono i picchetti e corda di rame nuda che li
unisce.
> > Le normative prevedono per questi componenti una dimansione minima
> > indipendentemente che l'impianto disperdente riguardi una villetta, un
> > condominio da 50 appartamenti o un capannone industriale.
>
> Guarda caso abbiamo completato in questi giorni un'impianto di
> Pubblica Illuminazione composto da 60 pali,e dopo le misurazioni
> si e' reso necessario incrementare il numero dei dispersori.
Ok avete aumentato il numero di dispersori per abbassare il valore di
resistenza di terra ma la dimensione dei dispersori poco influisce sul
valore della resistenza di terra. Un picchetto di dimensioni doppie non
equivale all'installazione di due picchetti "normali". Le dimensioni minime
sono dettate dal fatto che il metallo a contatto con il terreno viene
intaccato. Dunque la norma di preoccupa che siano utilizzate dimensioni tali
che garantiscano una certa durata agli impianti di terra.
In ogni caso mi pare strano che abbiate dovuto aumentare l'impianto di
terra. Suppongo che a protezione dell'impianto di illuminazione ci siano
degli interruttori differenziali. Per stare dalla partre della ragione
supponiamo che i differenziali siano da 0,3A ciò significa che la resistenza
di terra deve essere inferiore a 166 ohm ( resistenza massima = 50/0,3 dove
50 sono i volt massimi tollerati dalla normativa in caso di guasto e 0,3 è
il valore della corrente differnziale del dispositivo installato). Dunque o
avete realizzato un impianto dispertende molto poverello oppure lo avete
realizzato in un terreno molto sassoso.
>
> > Conduttori di protezione che sono i fili che collegano le masse, ad
esempio
> ........................................................................
> > Come detto sopra non è complicato dimensionare un impianto di terra che
> > possa andar bene anche in futuro
>
> Sei esperto nel ramo,ma resta il problema del diritto condominiale.
Giusto... e mi accontento di fare il tecnico!
Qui scrivo perchè mi piace confrontarmi e imparare nuove cose... vedi l'art
1102 da te citato
> Giusto si tratta di parti private, ma nessuno vieta, anzi le norme lo
> prevedono, di realizzare il montante di terra comune. In ogni caso ripeto
> che l'impianto disperdente (picchetti per intenderci) deve essere unico per
> l'intero stabile!
Concordo su questo punto!
> > Guarda caso abbiamo completato in questi giorni un'impianto di
> > Pubblica Illuminazione composto da 60 pali,e dopo le misurazioni
> > si e' reso necessario incrementare il numero dei dispersori.
> Ok avete aumentato il numero di dispersori per abbassare il valore di
..........................................................................
.........................................................................
ci siano
> degli interruttori differenziali.
Si piu' di uno poiche il tratto e' plurisezionato.
Per stare dalla partre della ragione
> supponiamo che i differenziali siano da 0,3A ciò significa che la resistenza
> di terra deve essere inferiore a 166 ohm ( resistenza massima = 50/0,3 dove
> 50 sono i volt massimi tollerati dalla normativa in caso di guasto e 0,3 è
> il valore della corrente differnziale del dispositivo installato). Dunque o
> avete realizzato un impianto dispertende molto poverello
Una palina ogni palo d'illuminazione e rame nudo da 35mm interconnesso
in tutto l'impianto
oppure lo avete
> realizzato in un terreno molto sassoso.
Si ma riempito con sabbia piuttosto igroscopica.
Ma non mi mettere in croce! :-) Gia' ci pensa l'impresa che esegue
per mio conto la parte elettrica,a farmi domande imbarazzanti!! PP
Per non parlare di ENEL e Impiegati Comunali addetti alla P.Ill.ne
che cambiano disposizioni ad ogni loro venuta.......!!
> >
> > Sei esperto nel ramo,ma resta il problema del diritto condominiale.
> Giusto... e mi accontento di fare il tecnico!
> Qui scrivo perchè mi piace confrontarmi e imparare nuove cose... vedi l'art
> 1102 da te citato
Questo e' la *CHIAVE* per muoversi in un condominio!
Non ti voglio mettere in croce ;-) ma ho sentito richieste talmente
strampalate da parte di impiegati comunali, ASL, ENEL ecc. ecc. che manco ti
immagini. L'unico modo per "smontare" le loro richieste assurde era chiedere
il preciso riferimento Normativo o di Legge che avvallava la loro richiesta.
In ogni caso in bocca al lupo... e se proprio devo essere sincero mi pare
assurdo che un impianto con 60 paline e circa 500 metri di corda di rame
nuda non riesca a soddisfare il coordinamento per la protezione dai contatti
indiretti!
Ciao
Mario
> > Ma non mi mettere in croce! :-) Gia' ci pensa l'impresa che esegue
> > per mio conto la parte elettrica,a farmi domande imbarazzanti!! PP
> > Per non parlare di ENEL e Impiegati Comunali addetti alla P.Ill.ne
> > che cambiano disposizioni ad ogni loro venuta.......!!
> Non ti voglio mettere in croce ;-) ma ho sentito richieste talmente
> strampalate da parte di impiegati comunali, ASL, ENEL ecc. ecc. che manco ti
> immagini. L'unico modo per "smontare" le loro richieste assurde era chiedere
> il preciso riferimento Normativo o di Legge che avvallava la loro richiesta.
Sono 40anni che bisticcio con questi *figuri* senza responsabilita'
in genere me la cavo dicendo: Verbalizziamo? E tutto si appiana.
> In ogni caso in bocca al lupo... e se proprio devo essere sincero mi pare
> assurdo che un impianto con 60 paline e circa 500 metri di corda di rame
> nuda non riesca a soddisfare il coordinamento per la protezione dai contatti
> indiretti!
Peggio! 1500 metri (e' una lottizzazione) ma pare che tutto si
stia risolvendo,oggi sono sceso a Pescara e l'impiantista me lo
ha confermato.
>Vorrei rifare l'impianto elettrico del mio appartamento situato in un
>condominio però gli operai che sono venuti per il preventivo, mi hanno
>detto che non c'è la messa a terra e che il condominio deve provvedere a
>portarla fino al mio appartamento. Come faccio a convincere il condominio
>a fare i lavori visto che si rimanda sempre? Non c'è una legge che obbliga
>l'amministratore ad eseguirli anche senza il consenso del condominio?
>Mi fate sapere? Grazie
consiglio di chiedere su it.industria.elettrotecnica.normative, dovrebbero
abbondare le risposte
MazE
--
per rispondere raddoppiate z & t - double z & t to reply