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Cassette della posta sulla pubblica via... (lungo)

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Ulx

unread,
Nov 13, 2013, 4:26:04 AM11/13/13
to
E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
il contrario di tutto.
L'uff. postale da qualche settimana continua a lasciare un avviso
nell'androne del palazzo, accanto alle cassette postali condominiali, in
cui cita il D.M. del 2008 e la necessita' di adeguare le cassette
postali spostandole sulla pubblica via, in luogo accessibile senza dover
suonare (che negli ultimi 50 anni andava bene...).
1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?
2. Ancora piu' a monte, la cassetta delle lettere e' obbligatoria?
3. La cassetta e' condominiale o privata del singolo condomino?
4. Se fosse obbligatorio spostarle all'esterno, si dovra' pagare anche
la tassa comunale per occupazione di suolo pubblico? (le cassette
proiettano un ombra...); e se un passante ci sbatte contro e si fa male?
il condominio dovra' dotarsi anche di una assicurazione apposita?
5. Ma Poste puo' rifiutarsi di consegnare la posta? sotto quali
condizioni? Mi risulta che non esiste alcuna sanzione per chi
contavviene al citato D.M. del 2008...
6. Poste puo' minacciare di non consegnare la corrispondenza?
In caso di mancata consegna da parte di Poste, il portalettere dovra'
mettere in cassetta un avviso di "giacenza in ufficio di corrispondenza
non recapitata per mancanza di cassetta": un controsenso!

Max max

unread,
Nov 13, 2013, 5:03:01 AM11/13/13
to
Il 13/11/2013 10.26, Ulx ha scritto:
> E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
> il contrario di tutto.

Quel dm è abbastanza illegittimo in parte qua, non può stabilire un obbligo.
Certo se il postino suona e nessuno apre la posta non viene consegnata.
Ma non può non suonare.
Tieni presente che in molte grandi città è impossibile mettere le
cassette fuori e le poste non rompono, ma avete voluto il federalismo ?
(è anche questo purtroppo)

Ulx

unread,
Nov 13, 2013, 5:21:48 AM11/13/13
to
>> E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
>> il contrario di tutto.
>
> Quel dm è abbastanza illegittimo in parte qua, non può stabilire un
> obbligo.

Non mi pare che il DM "obblighi" ...; ma oltretutto tale legge puo'
essere retroattiva su edifici gia' esistenti? e in ogni caso, non sono
previste sanzioni...

Ma ancora piu' a monte, c'e' l'obbligo di avere una cassetta?

> Certo se il postino suona e nessuno apre la posta non viene consegnata.
> Ma non può non suonare.

...giusto, ma se suona ha almeno "provato" a consegnarla (e non e'
riuscito per ovvi motivi); cosa ben diversa e' se si rifiuta a priori di
provare a consegnare "perche' manca la cassetta esterna" (..o perche'
non gli piace il colore del palazzo, o perche' Giove e' in congiunzione
con Venere...)

Bernardo Rossi

unread,
Nov 13, 2013, 5:56:22 AM11/13/13
to
On Wed, 13 Nov 2013 10:26:04 +0100, Ulx <NOSPA...@NOSPAMlibero.it>
wrote:

>1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?

C'e' scritto da qualche parte nel regolamento postale.
Voi non siete obbligati a mettere la cassetta sulla pubblica via, ma
il postino non e' obbligato ad entrare nella proprieta' privata
(androne, scale, vialetto ecc.)
Se lo faceva finora, era solo per farvi un favore, e quindi puo'
rifiutarsi di farlo.
Anche perche' e' una questione di assicurazione del postino, la quale
non vige per le proprieta' private.


--

Byebye from Verona, Italy

Bernardo Rossi b.r...@tin.it

Ulx

unread,
Nov 13, 2013, 6:29:51 AM11/13/13
to
> Voi non siete obbligati a mettere la cassetta sulla pubblica via, ma
> il postino non e' obbligato ad entrare nella proprieta' privata
> (androne, scale, vialetto ecc.)

...pero' e' "obbligato" a "tentare" la consegna...

> Se lo faceva finora, era solo per farvi un favore, e quindi puo'
> rifiutarsi di farlo.

..ma puo' rifiutarsi anche di suonare e chiedermi di scendere a prendere
la lettera?

> Anche perche' e' una questione di assicurazione del postino, la quale
> non vige per le proprieta' private.

.. nel portone vale sempre l'assic. condominiale, dopo che ho
"autorizzato" il postino a entrare..

Bernardo Rossi

unread,
Nov 13, 2013, 6:46:04 AM11/13/13
to
On Wed, 13 Nov 2013 12:29:51 +0100, Ulx <NOSPA...@NOSPAMlibero.it>
wrote:


>..ma puo' rifiutarsi anche di suonare e chiedermi di scendere a prendere
>la lettera?

Puoi dire a tutti coloro che ti spediscono lettere di fare solo
raccomandate.

w

unread,
Nov 13, 2013, 7:20:54 AM11/13/13
to
Certo che come "troll" ne hai di fantasia....

--- news://freenews.netfront.net/ - complaints: ne...@netfront.net ---

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 13, 2013, 10:18:05 AM11/13/13
to
On Wed, 13 Nov 2013 10:22:44 +0100, Ulx wrote:

> E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
> il contrario di tutto.

Perche' e' una questione di "conformarsi" o di "ubbidienza al potere".
Trovera' chi si arrampica sugli specchi per giustificare l'obbedienza
totale e chi candidamente sconfessa il gioco sporco con poche parole.

> L'uff. postale da qualche settimana continua a lasciare un avviso
> nell'androne del palazzo, accanto alle cassette postali condominiali, in
> cui cita il D.M. del 2008 e la necessita' di adeguare le cassette
> postali spostandole sulla pubblica via, in luogo accessibile senza dover
> suonare (che negli ultimi 50 anni andava bene...).

La mafia della burocrazia: ad ex-colleghi statali non si rifiuta una
circolare anomina (e' in grado di dirmi il numero, ovvero il protocollo
del DM ?)

> 1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?

NO!

> 2. Ancora piu' a monte, la cassetta delle lettere e' obbligatoria?

NO!

> 3. La cassetta e' condominiale o privata del singolo condomino?

Chiaramente, lei si riferisce ad una multiproprieta', ovvero ad un
casellario postale multiplo.
Infatti, se le cassette sono individuali (seppure componibili), ogni
cassetta e' privata, anche se era stata fornita a suo tempo dal condominio.

L'unico caso contrario e' se nel regolamento condominiale e' esplicitamente
specificato che le cassette sono di proprieta' del condominio e cedute
in uso perpetuo al singolo condomino: allora sono condominiali.

Se invece si tratta di un casellario postale (ovvero una struttura a
blocchi che contiene piu' spazi con sportellino, allora e' chiaramente
di proprieta' comune ai nominativi indicati. Sempre, ovviamente, salvo
che nel regolamento non sia precisato diversamente.

> 4. Se fosse obbligatorio spostarle all'esterno, si
> dovra' pagare anche la tassa comunale per occupazione di suolo pubblico?

Se occupa lo spazio pubblico, puo' anche essere: ma su questo deve
chiedere al SUO comune, perche' ci sono piu' di ottomila regolamenti e
sindaci diversi in Italia.

> (le cassette proiettano un ombra...); e se un passante ci sbatte contro
> e si fa male?

Se c'e' un pericolo oggettivo (spigoli acuti non protetti), c'e' la
responsabilita' dei proprietari.

> il condominio dovra' dotarsi anche di una assicurazione
> apposita?

Se non ha R.C., conviene, anche se non esiste un "obbligo" (neanche per la
solita R.C. condominiale).

> 5. Ma Poste puo' rifiutarsi di consegnare la posta?

Certamente. Salvo risponderne al mittente. Molti non hanno ben chiaro
che il cliente non e' il destinatario (che tante volte va a sbraitare
negli uffici senza capire che il motivo per cui le Poste, specie in
passato, poteva fare muro di gomma e' che, per quanto riguarda la
ricezione, il destinatario non ha pagato nulla, quindi non e' il cliente).

> sotto
> quali condizioni?

Cosa intende con questa domanda ?

> Mi risulta che non esiste alcuna sanzione per chi
> contavviene al citato D.M. del 2008...

Infatti, perche' non e' obbligatoria.

> 6. Poste puo' minacciare di non
> consegnare la corrispondenza?

SI! Come qualsiasi bullo puo' minacciare.

> In caso di mancata consegna da parte di
> Poste, il portalettere dovra' mettere in cassetta un avviso di "giacenza
> in ufficio di corrispondenza non recapitata per mancanza di cassetta":
> un controsenso!

Perche' sarebbe un controsenso ?

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 21, 2013, 3:21:58 AM11/21/13
to
On Wed, 13 Nov 2013 10:26:04 +0100, Ulx wrote:

> E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
> il contrario di tutto.

Perche' e' una questione di "conformarsi" o di "ubbidienza al potere".
Trovera' chi si arrampica sugli specchi per giustificare l'obbedienza
totale e chi candidamente sconfessa il gioco sporco con poche parole.

> L'uff. postale da qualche settimana continua a lasciare un avviso
> nell'androne del palazzo, accanto alle cassette postali condominiali, in
> cui cita il D.M. del 2008 e la necessita' di adeguare le cassette
> postali spostandole sulla pubblica via, in luogo accessibile senza dover
> suonare (che negli ultimi 50 anni andava bene...).

La mafia della burocrazia: ad ex-colleghi statali non si rifiuta una
circolare anomina (e' in grado di dirmi il numero, ovvero il protocollo
del DM ?)

> 1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?

NO!

> 2. Ancora piu' a monte, la cassetta delle lettere e' obbligatoria?

NO!

> 3. La cassetta e' condominiale o privata del singolo condomino?

Chiaramente, lei si riferisce ad una multiproprieta', ovvero ad un
casellario postale multiplo.
Infatti, se le cassette sono individuali (seppure componibili), ogni
cassetta e' privata, anche se era stata fornita a suo tempo dal condominio.

L'unico caso contrario e' se nel regolamento condominiale e' esplicitamente
specificato che le cassette sono di proprieta' del condominio e cedute
in uso perpetuo al singolo condomino: allora sono condominiali.

Se invece si tratta di un casellario postale (ovvero una struttura a
blocchi che contiene piu' spazi con sportellino, allora e' chiaramente
di proprieta' comune ai nominativi indicati. Sempre, ovviamente, salvo
che nel regolamento non sia precisato diversamente.

> 4. Se fosse obbligatorio spostarle all'esterno, si
> dovra' pagare anche la tassa comunale per occupazione di suolo pubblico?

Se occupa lo spazio pubblico, puo' anche essere: ma su questo deve
chiedere al SUO comune, perche' ci sono piu' di ottomila regolamenti e
sindaci diversi in Italia.

> (le cassette proiettano un ombra...); e se un passante ci sbatte contro
> e si fa male?

Se c'e' un pericolo oggettivo (spigoli acuti non protetti), c'e' la
responsabilita' dei proprietari.

> il condominio dovra' dotarsi anche di una assicurazione
> apposita?

Se non ha R.C., conviene, anche se non esiste un "obbligo" (neanche per la
solita R.C. condominiale).

> 5. Ma Poste puo' rifiutarsi di consegnare la posta?

Certamente. Salvo risponderne al mittente. Molti non hanno ben chiaro
che il cliente non e' il destinatario (che tante volte va a sbraitare
negli uffici senza capire che il motivo per cui le Poste, specie in
passato, poteva fare muro di gomma e' che, per quanto riguarda la
ricezione, il destinatario non ha pagato nulla, quindi non e' il cliente).

> sotto
> quali condizioni?

Cosa intende con questa domanda ?

> Mi risulta che non esiste alcuna sanzione per chi
> contavviene al citato D.M. del 2008...

Infatti, perche' non e' obbligatoria.

> 6. Poste puo' minacciare di non
> consegnare la corrispondenza?

SI! Come qualsiasi bullo puo' minacciare.

> In caso di mancata consegna da parte di
> Poste, il portalettere dovra' mettere in cassetta un avviso di "giacenza
> in ufficio di corrispondenza non recapitata per mancanza di cassetta":
> un controsenso!

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 21, 2013, 3:24:21 AM11/21/13
to
On Wed, 13 Nov 2013 11:56:22 +0100, Bernardo Rossi wrote:

> On Wed, 13 Nov 2013 10:26:04 +0100, Ulx <NOSPA...@NOSPAMlibero.it>
> wrote:
>
>>1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?
>
> C'e' scritto da qualche parte nel regolamento postale. Voi non siete
> obbligati a mettere la cassetta sulla pubblica via, ma il postino non e'
> obbligato ad entrare nella proprieta' privata (androne, scale, vialetto
> ecc.)
> Se lo faceva finora, era solo per farvi un favore, e quindi puo'
> rifiutarsi di farlo.

Vero. Ma TNT si offre di sostituire Poste Italiane. E suona alla porta.

felix

unread,
Nov 26, 2013, 9:40:40 AM11/26/13
to
Ulx <NOSPA...@NOSPAMlibero.it> ha scritto:

> E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
> il contrario di tutto.
> L'uff. postale da qualche settimana continua a lasciare un avviso
> nell'androne del palazzo, accanto alle cassette postali condominiali,
> suonare (che negli ultimi 50 anni andava bene...).
> 1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?
> 2. Ancora piu' a monte, la cassetta delle lettere e' obbligatoria?
> 3. La cassetta e' condominiale o privata del singolo condomino?
> 4. Se fosse obbligatorio spostarle all'esterno, si dovra' pagare anche
> la tassa comunale per occupazione di suolo pubblico? (le cassette
> proiettano un ombra...); e se un passante ci sbatte contro e si fa
male?


Basterᅵ montare le cassette a filo muro o recinzione, incassandole!
felix.


--
Video meliora proboque deteriorea sequor

felix

unread,
Nov 26, 2013, 10:57:56 AM11/26/13
to
Roberto Deboni DMIsr <ne...@analisienergie.it> ha scritto:

> Wed, 13 Nov 2013 10:26:04 +0100, Ulx wrote:
>
> > E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa, ma trovo tutto e
> > il contrario di tutto.
>
> Perche' e' una questione di "conformarsi" o di "ubbidienza al potere".
> Trovera' chi si arrampica sugli specchi per giustificare l'obbedienza
> totale e chi candidamente sconfessa il gioco sporco con poche parole.
>
> > L'uff. postale da qualche settimana continua a lasciare un avviso
> > nell'androne del palazzo, accanto alle cassette postali condominiali,
in
> > cui cita il D.M. del 2008 e la necessita' di adeguare le cassette
> > postali spostandole sulla pubblica via, in luogo accessibile senza
dover
> > suonare (che negli ultimi 50 anni andava bene...).
>
> La mafia della burocrazia: ad ex-colleghi statali non si rifiuta una
> circolare anomina (e' in grado di dirmi il numero, ovvero il protocollo
> del DM ?)
>
> > 1. Ma davvero c'e' l'obbligo di "adeguarsi"?
>
> NO!

http://www.elabor.eu/documenti-a-risorse/133-decreto-9-aprile-2001-
accesibilita-delle-cassette-postali-in-condominio.html

ciaofelix.

Claudio_F

unread,
Nov 26, 2013, 12:42:41 PM11/26/13
to
Il 13/11/2013 10:26, Ulx ha scritto:
> L'uff. postale da qualche settimana continua a lasciare un avviso...

Leggo: "Art. 46 - Ubicazione
Le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla
pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvi accordi
particolari con l’ufficio postale di distribuzione.
"

Al di là di tutto quanto si è detto (aspetti pratici e logistici), e
tralasciando il fatto che nessuno potrebbe più abbonarsi ad alcuna
rivista / catalogo o altro spediti per posta (che già in molti condomini
è impossibile), come la mettiamo piuttosto con l'aspetto privacy e
informazioni terribilmente sensibili (vedi lettere dell'ospedale, banca,
assicurazioni ecc)???

A me da già fastidio il rettangolino trasparente delle buste della
banca... ma ad una cassetta esterna alla portata dei civilissimi
concittadini non affiderei neppure una cartolina.

Poi, al di là del fatto che le cassette degli altri verrebbero usate
come cestini delle immondizie (e anche questo già succede nel singolo
condominio di persone assolutamente civili), come si potrebbe dimostrare
di aver/non aver ricevuto qualcosa, o che qualcosa (capisciammè...)
trovato nella propria cassetta non appartiene a noi?

Cioè, al di là degli aspetti "tecnici", intravvedo un potenziale
mostruoso casino di dispetti, vandalismi, furti di dati sensibili ecc.

Troppo pessimista?

w

unread,
Nov 26, 2013, 12:57:14 PM11/26/13
to
NO troppo ITALIAN..OTA.:-(((((

w

unread,
Nov 26, 2013, 12:59:15 PM11/26/13
to
Strano....di "fascisti" nemmeno l'ombra.:-))))

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 26, 2013, 3:53:26 PM11/26/13
to
che indica cosa ?

Primo: un Ministero non puo' leggiferare, al massimo regolamentare,
ove una LEGGE del Parlamento abbia stabilito un OBBLIGO, in questo
caso di "POSSESSO DI UN CASSETTA DELLA POSTA".

Bene, che sia chiaro per tutti: NON ESISTE ALCUNA LEGGE CHE OBBLIGHI
DI ESSERE IN POSSESSO DI UNA CASSETTA PER LA POSTA.
Chi ha l'animo "fascista" (ordine ed obbedienza) restera' sconvolto, ma
cosi' e'.

Del resto, non potevano neanche stabilire sanzioni, che infatti non
ci sono. Pero' ... leggete piu' avanti.

Quello che possono fare i ministeri e' solo REGOLAMENTARE cio' che e'
stato disposto da una Legge del Parlamento.

Ed e' cio' e' stato fatto con due decreti di diversi ministeri che
regolamenta: "Condizioni Generali per l'Espletamento dei Servizi
Postali" In sostanza sono le regole che le aziende che espletano
il servizio postale devono rispettare, come deliberato dal Parlamento.


Secondo: abbiamo prima il Decreto 9 Aprile 2001 del Ministero delle
Comunicazioni, pubblicato sulla GU n.95 del 2001.
Ma era una evidente violazione dei diritti dei cittadini. Ebbene, a
tutti che leggete (specialmente i mercenari di certe associazioni, che
continuano a tenere pubblicato sui siti il DM del 2001, perche' non
prevede un fondamentale diritto del cittadino o condomino), questo
decreto e' stato totalmente soppiantato dal Decreto 1 Ottobre 2008
del Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato sulla GU n.242 del
2008 (da non confondere con un altro DM pubblicato sul n.252/2008).

Cosa c'e' di diverso tra i due DM ?

Che il primo e' una eclatante violazione dei diritti costituzionali
dei cittadini, permettendo in sostanza al postino di fare quello che
vuole della posta ordinaria. Come infatti e' avvenuto in certi casi
finiti sulla cronaca.

Nel DM del 2001, all'art.45 scrivono

"DEVONO essere installate [...] cassette accessibili al portalettere".

Saltiamo descrizione e posizionamento ed andiamo all'art.48

"I titolari di cassette non conformi alle specifiche richieste da Poste
italiane provvedono ai necessari adattamenti entro un termine concordato
con l’ufficio richiedente."

Che pare quasi intimidatorio, e lascia in sospeso cosa avviene alla
posta in caso contrario. Ricordate sopra, quando osservavo che non c'erano
sanzioni ? Ebbene, a questo punto il cittadino viene intimidito con la
minaccia che la posta semplicemente non venga piu' consegnata, senza
tanti complimenti. E cosi' hanno fatto svariati postini.

Infatti all'art.49

"La posta non recapitata, ove previsto, rimane in giacenza presso
l'ufficio di distribuzione per il tempo di seguito indicato [...]
Il servizio di giacenza, ove conseguente a mancato recapito, puo'
prevedere il pagamento di un corrispettivo.
Trascorsi i termini di giacenza, se non e' possibile o dovuta la
restituzione al mittente, gli invii vengono distrutti.

Il problema e' che il cittadino non ha modo di sapere se c'e' posta per
lui.

Ovviamente la cosa non e' passata inosservata, almeno ai pochi libertari
ancora rimasti a Roma. Ci sono voluti 7 anni, ma alla fine un altro
ministero, sempre su disposizione del Parlamento, ha corretto la porcata
aggiungendo all'articolo (ora ridotto a comma dentro un art.21) questa
frase:

"In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale previo
AVVISO DI GIACENZA."

Questo elimina il ricatto dei postini, che fino al 2008 minacciavano di
non consegnare la posta se le cassette mancano o non sono di loro
gradimento. OGGI non e' piu' permesso.
Se manca la cassetta sulla pubblica VIA, il postino DEVE lasciare un
avviso che c'e' posta all'ufficio postale. E la posta deve essere
consegnata senza fare pagare al destinatario.

Ha fatto bene ad evidenziare questa pagina Web che insiste a mostrare il
vecchio decreto, che termina con un sibillino:

"I titolari di cassette non conformi alle specifiche richieste da Poste
italiane provvedono ai necessari adattamenti entro un termine concordato
con l’ufficio richiedente."

SENZA l'aggiunta in vigore (una imposizione verso Poste Italiane):

"In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale previo
AVVISO DI GIACENZA."

Perche' gli amministratori di condominio insistono con il mostrare
il vecchio decreto del 2001 ? Perche' se un condomino legge la frase
subito sopra, capisce subito che si puo' anche vivere senza cassetta
postale, gestendo la posta come i pacchetti sono gestiti dai corrieri:
se c'e' la persona si consegna subito, altrimenti si lascia avviso ed
il destinatario andra' a ritirarla all'ufficio.

Ma ai mercenari questo non sta bene, perche' incassano fino al 5%
dell'ammontare delle installazioni di nuove cassette postali, un
centinaio di euro guagagnati facili con al massimo una ramanzina rivolta
ai condomini per una decina di minuti in assemblea.

w

unread,
Nov 26, 2013, 6:07:05 PM11/26/13
to
Il 26/11/2013 21:53, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
(cuT)
>
> Perche' gli amministratori di condominio insistono con il mostrare
> il vecchio decreto del 2001 ? Perche' se un condomino legge la frase
> subito sopra, capisce subito che si puo' anche vivere senza cassetta
> postale, gestendo la posta come i pacchetti sono gestiti dai corrieri:
> se c'e' la persona si consegna subito, altrimenti si lascia avviso ed
> il destinatario andra' a ritirarla all'ufficio.
>
> Ma ai mercenari questo non sta bene, perche' incassano fino al 5%
> dell'ammontare delle installazioni di nuove cassette postali, un
> centinaio di euro guagagnati facili con al massimo una ramanzina rivolta
> ai condomini per una decina di minuti in assemblea.
>
Attento caro signor ingegnere DEBONI lei è passibile di querela
e di risarcimento danni per la continua diffamazione su questo NG
rivolta a coloro che lei chiama in modo spregiativo "mercenari" e
" fascisti".

felix

unread,
Nov 27, 2013, 11:25:49 AM11/27/13
to
w <no_spam_cesti...@libero.it> ha scritto:

> Il 26/11/2013 21:53, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> (cuT)

> > il destinatario andra' a ritirarla all'ufficio.
> >
> > Ma ai mercenari questo non sta bene, perche' incassano fino al 5%
> > dell'ammontare delle installazioni di nuove cassette postali, un
> > centinaio di euro guagagnati facili con al massimo una ramanzina rivolta
> > ai condomini per una decina di minuti in assemblea.
> >
> Attento caro signor ingegnere DEBONI lei è passibile di querela
> e di risarcimento danni per la continua diffamazione su questo NG
> rivolta a coloro che lei chiama in modo spregiativo "mercenari" e
> " fascisti".
>
Ed aggiungo:

Un decreto ministeriale (d.m.), nell'ordinamento giuridico italiano, � un atto
amministrativo (cd. di alta amministrazione) emesso da un ministro nell'ambito
delle materie di competenza del suo dicastero.

Esso ha forza di legge e, nel sistema delle fonti del diritto, pu� rivestire il
carattere di fonte normativa secondaria, laddove ponga un regolamento. Quando
questo tipo di atto � emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri prende
la denominazione di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
(d.P.C.m.).
felix >

felix

unread,
Nov 27, 2013, 11:33:23 AM11/27/13
to
Un decreto ministeriale (d.m.), nell'ordinamento giuridico italiano, � un
atto
amministrativo (cd. di alta amministrazione) emesso da un ministro
nell'ambito
delle materie di competenza del suo dicastero.

Il Decreto Ministeriale......:
Esso ha forza di legge e, nel sistema delle fonti del diritto, pu� rivestire
il
carattere di fonte normativa secondaria, laddove ponga un regolamento. Quando
questo tipo di atto � emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri
prende
la denominazione di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
(d.P.C.m.).
felix





Claudio_F

unread,
Nov 27, 2013, 12:16:03 PM11/27/13
to
Il 26/11/2013 18:57, w ha scritto:
> NO troppo ITALIAN..OTA.:-(((((

O beh, sai, la cassetta (interna) della posta usata per i residui altrui
nel rispettabile condominio "dove sicuramente nessuno fa queste cose"
era la mia, e sempre mio era l'estratto conto della banca lasciato nella
cassetta esterna della pubblicità condominiale...


Max max

unread,
Nov 27, 2013, 12:28:27 PM11/27/13
to
Il 27/11/2013 17.25, felix ha scritto:

> Esso ha forza di legge

No

> e, nel sistema delle fonti del diritto, pu� rivestire il
> carattere di fonte normativa secondaria, laddove ponga un regolamento

Che significa che non ha forza di legge.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 27, 2013, 5:33:49 PM11/27/13
to
> Un decreto ministeriale (d.m.), nell'ordinamento giuridico italiano, è
> un atto
> amministrativo (cd. di alta amministrazione) emesso da un ministro
> nell'ambito
> delle materie di competenza del suo dicastero.
>
> Il Decreto Ministeriale......:
> Esso ha forza di legge e, nel sistema delle fonti del diritto, può
> rivestire il
> carattere di fonte normativa secondaria, laddove ponga un regolamento.

>>> laddove ponga un regolamento <<<<

un REGOLAMENTO!!!

Ovvero che "regola" cio' che e' stato stabilito ALTROVE (in Parlamento).

Ma vedo che sorvolate sulla modifica FORZATA dal Parlamento nel 2008:

"In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale
previo AVVISO DI GIACENZA."

che mi pare cambi profondamente le conseguenze della scelta di NON
avere una cassetta postale.

La questione non e' peregrina, ne di questione di principio. Considerate
quartieri tipo "bronx" ove le cassette sono ripetutamente vandalizzate
(certi quartieri in citta' universitarie, ma anche in altre citta' ove
le forze dell'ordine girano solo in blindati ...) ed il contenuto, se
va bene, distrutto, se va male, rubato (con il rischio che informazioni
delicate possano essere abusate).
Una soluzione semplice e' quella di non avere alcuna cassetta postale
ed il postino lascia semplicemente giu' un avviso. Vantaggi:

a) non c'e' nulla da distruggere (e le cassette costano care)
b) al massimo rubano l'avviso, ma la posta e' al sicuro, specialmente
i dati riservati ivi contenuti: la spedizione torna indietro o al peggio
viene distrutta: molto meglio che se finisse nelle mani di malintenzionati.

> Quando questo tipo di atto è emanato dal Presidente del Consiglio dei
> ministri prende
> la denominazione di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
> (d.P.C.m.).

Che cosa c'entra il d.P.C.m. ?!!!

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 27, 2013, 7:17:13 PM11/27/13
to
Attento, sig.W, la formulazione personale e dileggiante utilizzata nei
miei confronti le potrebbe costare una querela per ingiuria. Il "caro"
se lo puo' tenere. E l'appellarmi con il mio nome, oltretutto in
stampatello e' chiaramente spregiativo. Ci sono alcune sentenze della
Cassazione che spiegano che l'insulto, l'ingiuria, non e' detto sia nella
scelta di parole ingiuriose, ma di come anche parole isolatamente innocue
vengono associate insieme.


In quanto alla diffamazione, se qualche mercenario vuole farsi avanti con
nome e cognome, affermando: "io sono uno di quelli insultati", faccia pure,
che lo querelo per calunnia, perche' la definizione che utilizzo e'
corretta. Ho anche spiegato il perche' e con quale significato utilizzo
tale termine. Mi ripeto per chi e' tardo di memoria, oppure e' nuovo:

"Abbiamo due tipi di amministratori condominiali: il "condomino" e quello
"esterno". In varie situazioni (ad esempio, quando si tratta del problema
del conflitto di interessi oppure della discussioni di aspetti delicati
in assemblea, per cui si dovrebbe mandare l'amministratore FUORI dalla
sala), occorre distinguere tra le due figure. La proposta di scrivere
amministratore-condomino verso amministratore-professionista e' stata da
me bocciata per il semplice motivo che ci troviamo ad implicare che
l'amministratore-condomino non possa essere un professionista, quando
sappiamo invece che molti condomini sono professionisti e quindi se
fanno gli amministratori sono amministratori-professionisti, anche se non
lo fanno di mestiere. Cio' che distingue invece indubbiamente gli
amministratori che lo fanno "per lavoro" e' che sono pagati per farlo,
ovvero secondo il corretto uso del dizionario, svolgono una attivita'
mercenaria. Il che toglie ogni dubbio. Ogni volta che utilizzo il
termine "mercenario" percio' e' quando voglio ricalcare la presenza di un
conflitto di interessi, come il caso descritto, in cui l'amministratore,
che in teoria dovrebbe essere ASSOLUTAMENTE indifferente alle scelte
assembleari sulle cassette postali, ha in realta' l'incentivo della
percentuale (mi riferisco a quella concordata nella offerta di incarico,
non alla cresta, che pure spesso c'e' e che triplica "l'incentivo") sui
lavori. E' cosi' accaduto a me, ove mi sono trovato a litigare con un
amministratore che voleva forzare la votazione a favore delle cassette
sulla strada (MA CHE CAVOLO GLIENE FREGAVA ?!!! --> riposto, e' il mio
dovere di amministratore ... anche questo e' logica "fascista" che
spieghero' sotto o se preferite, in certi casi, da "kapo").

In quanto al termine "fascista" ho spiegato piu' volte che non lo utilizzo
come riferimento ad una associazione presunta ad Ordine Nuovo oppure
alla estrema destra, ne tanto meno come insulto, come spesso viene
utilizzato dalla sinistra verso persone che disprezzano.
Quando scrivo "fascista" intendo invece proprio l'adesione culturale
ai principi dello stato fascista, senza la violenza degli squadristi,
olio di ricino, magnanelli ed il simbolismo del fascio littorio e di un
capo unico (il duce). Se togliete queste cose, quello che resta e' una
struttura statale che pare essere il modello dell'Italia di oggi.
Ed i cittadini oggi, cresciuti per la maggior parte nel dopo guerra,
in una scuola che mi sembra non sapevano insegnare i principi democratici
(perche' gli insegnanti a suo tempo NON LI CONOSCEVANO) esprimono spesso
questa cultura; non e' facile spiegare cio' in cui si e' immersi, ma
provo con alcune frasi che ritengo tipiche della cultura fascista
(senza volere dare del "fascista" come "insulto" a nessuno):

a) me ne frego
b) cosa fa lo Stato per me
c) cio' che non e' espressamente permesso e' vietato
d) fino a prova contraria, il cittadino e' un bugiardo
e) il cittadino e' colpevole fino a quando non dimostra la sua innocenza

Spero di essere riuscito almeno a scalfire le certezze di chi non ha
mai conosciuto altra societa' che quella in cui vive (qualcuno lo
definisce: provincialismo, ma sono stufo di leggere che la gente si
sente insultata).


E non dimentico, che chiederei conto al giudice se e' lecito citare
una legge superata, che, stranamente, considerando il conflitto di
interesse per cui ogni lavoro in piu' e' un guadagno per il mercenario,
favorisce il mercenario nel fare credere al condomino ignaro che la
cassetta postale sarebbe obbligatoria, quando in realta', dal 2008
vale l'alternativa:

"In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale
previo AVVISO DI GIACENZA."

che non ha nulla di strano, perche' e' come da sempre viene gestita
la consegna delle spedizioni da parte dei corrieri.
Anzi, proprio su questo punto e' intervenuto un altra regolamentazione
(ripeto "regolamentazione") verso il servizio universale:

DM del 7 Ottobre 2008, pubblicato su GU n.252/2008

art.2
1. Il criterio di distribuzione degli uffici postali e' costituito
dalla distanza massima di accessibilita' al servizio, espressa in
chilometri percorsi dall'utente per recarsi al punto di accesso piu'
vicino, per popolazione residente.
2. Con riferimento all'intero territorio nazionale, il fornitore
del servizio universale assicura:
un punto di accesso entro la distanza massima di 3 chilometri dal
luogo di residenza per il 75% della popolazione;
un punto di accesso entro la distanza massima di 5 chilometri dal
luogo di residenza per il 92,5% della popolazione;
un punto di accesso entro la distanza massima di 6 chilometri dal
luogo di residenza per il 97,5% della popolazione.
3. Il fornitore del servizio universale assicura l'operativita' di
almeno un ufficio postale nel 96% dei comuni italiani.
4. Nei comuni con unico presidio postale non e' consentito
effettuare soppressioni di uffici postali.
5. Nei comuni di cui al comma 4 e' assicurata un'apertura non
inferiore a tre giorni e a diciotto ore settimanali.

Che serve proprio ad evitare che il cittadino che utilizzi la scelta
del ritiro allo sportello, sia costretto a fare viaggi di decine di km.

Ulx

unread,
Nov 28, 2013, 5:50:07 AM11/28/13
to
> E' da un po' di giorni che cerco di capirci qualcosa

Con le mie richieste non avevo intenzione di aprire un dibattito, ma
semplicemente capire se le "pippe mentali" che mi faccio io sono solo
indizio di demenza senile...
dalle risposte e controrisposte sembra che qualcun altro ha afferrato le
mie perplessita' e allora ben venga il confronto: mi salvo tutto (anche
le stronzate) e cerco di tirar giu' un documento da sbattere in faccia
al direttore dell'ufficio postale di zona, nonche' ai soliti condomini
rompip... che sicuramente alla prossima riunione avanzeranno "la
necessita' di adeguamento".

w

unread,
Nov 28, 2013, 6:32:17 AM11/28/13
to
CVD lei ha la coda di paglia....la dimostrazione ? La sua nevrosi
ossessiva alla ricerca di una giustificazione.
Che poi scrivere il suo cognome in maiuscolo si diffamazione o insulto
è a dire poco aberrante.

Gi_pll

unread,
Nov 28, 2013, 6:51:53 AM11/28/13
to
"Ulx" ha scritto nel messaggio news:l7774p$t87$1...@virtdiesel.mng.cu.mi.it...

Le tue non sono pippe, ciᅵ non toglie che io, postino, non posso passare
mezz'ora a suonare enne campanelli e magari non ricevere risposta. Che poi
molti citofoni di oggi prevedono che venga digitato un numero quindi premere
la chiamata e prima di poterne digitare un altro bisogna attendere il tempo
di azzeramento; comunque, se per ogni condominio devo perdere anche solo 5
minuti in piᅵ, ora di sera... E questo ᅵ un fatto.
Anche nel mio condominio, le cassette sono ai piedi delle scale e per
accedervi deve suonare al cancello esterno e attraversare un cortile; per
ora lo fanno ma mi sono trovato a giungere al cancello e assistere al
postino che salmodiava perchᅵ su quattro campanelli suonati nessuno aveva
risposto.

Come dicevo, le tue non sono pippe, i vandali ci sono; ma quelli che passano
in strada in qualche condominio abitano e sono usi praticare le stesse
"attivitᅵ" anche dove abitano.

Sarebbe sufficiente installare delle cassette adeguate, cioᅵ capienti, in
modo che non sporga nulla, sul versante strada e il problema ᅵ risolto.
Non trovo una buona soluzione andare a sbattere in faccia qualche cosa a
qualcuno, soprattutto quando non si ᅵ certi della ragione; e io, pur non
contando nulla, non sono convinto che la ragione non stia dalla parte delle
poste.
Cordialitᅵ
Gi

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 29, 2013, 4:05:50 AM11/29/13
to
E' sufficiente che utilizzi lo stesso DM in vigore >>oggi<< (che pone
"regole" alle Poste Italiane, mica ai destinatari) ove all'art.21 si
aggiunge:

"In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale
previo AVVISO DI GIACENZA."

Informi che ha intenzione di avallarsi della facolta' di ritirare
personalmente la posta presso Poste Italiane, dietro ritiro dell'avviso di
giacenza, che obbligatoriamente Poste Italiane deve lasciare, a meno di
non volere ESSA violare il regolamento in oggetto.

Se ha veramente forza di legge, applichiamo tutti i commi, non solo quelli
che fanno comodo ad azzeccagarbugli di mestiere e interessati ad
incrementare il proprio giro d'affari (dalle Poste ai tirapiedi a pagamento).

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 29, 2013, 4:12:28 AM11/29/13
to
On Thu, 28 Nov 2013 12:51:53 +0100, Gi_pll wrote:

> "Ulx" ha scritto nel messaggio
> news:l7774p$t87$1...@virtdiesel.mng.cu.mi.it...
>
> Le tue non sono pippe, ciò non toglie che io, postino, non posso passare
> mezz'ora a suonare enne campanelli e magari non ricevere risposta.

Il regolamento (nota bene: obbligatorio per il gestore del servizio) dispone
chiaramente all'art.21 che:

"In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale
previo AVVISO DI GIACENZA."

Il postino non deve neanche suonare, ripeto NON DEVE suonare, ma
semplicemente lasciare giu' l'avviso, che puo' essere un semplice stampato
con lo spazio per il nominativo del destinatario.

> Che
> poi molti citofoni di oggi prevedono che venga digitato un numero quindi
> premere la chiamata e prima di poterne digitare un altro bisogna
> attendere il tempo di azzeramento;

Tutto inutile, perche' il regolamento non lo prevede.
Il postino ha da suonare il campanello solo per il caso di raccomandate
ed in quel caso dovrebbe portarsi alla porta del destinatario, per
essere certo della consegna all'interno corretto.

> comunque, se per ogni condominio devo
> perdere anche solo 5 minuti in più, ora di sera... E questo è un fatto.

Ed e' un fatto che il regolamento (obbligatorio per Poste Italiane)
dispone altro.

> Anche nel mio condominio, le cassette sono ai piedi delle scale e per
> accedervi deve suonare al cancello esterno e attraversare un cortile;
> per ora lo fanno ma mi sono trovato a giungere al cancello e assistere
> al postino che salmodiava perché su quattro campanelli suonati nessuno
> aveva risposto.

Ed allora prepara una mazzetta di avvisi e li infila in una fessura del
cancello.

> Come dicevo, le tue non sono pippe, i vandali ci sono; ma quelli che
> passano in strada in qualche condominio abitano e sono usi praticare le
> stesse "attività" anche dove abitano.

Ed e' meglio che spariscano gli avvisi piuttosto che i contenuti
riservati delle missive.

> Sarebbe sufficiente installare delle cassette adeguate, cioè capienti,
> in modo che non sporga nulla, sul versante strada e il problema è
> risolto.

A parte i costi, il problema non e' risolto. A me hanno "divelto" lo
sportello, cosa farebbe in tal caso ?

> Non trovo una buona soluzione andare a sbattere in faccia
> qualche cosa a qualcuno, soprattutto quando non si è certi della
> ragione; e io, pur non contando nulla, non sono convinto che la ragione
> non stia dalla parte delle poste.

Ma ha letto l'art.21 del DM del 2008, in vigore oggi ?
Inoltre, ha mai ricevuto consegne dai corrieri: ha trovato strano la
presenza di un avviso che le dava facolta' di andare a ritirare di
persona la spedizione presso gli uffici ?

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 29, 2013, 4:32:15 AM11/29/13
to
On Fri, 29 Nov 2013 03:05:50 -0600, Roberto Deboni DMIsr wrote:

...snip...

> E' sufficiente che utilizzi lo stesso DM in vigore >>oggi<< (che pone
> "regole" alle Poste Italiane, mica ai destinatari) ove all'art.21 si
> aggiunge:
>
> "In MANCANZA, il ritiro dell'invio avverra' presso l'ufficio postale
> previo AVVISO DI GIACENZA."
>
> Informi che ha intenzione di avallarsi della facolta' di ritirare
> personalmente la posta presso Poste Italiane, dietro ritiro dell'avviso
> di giacenza, che obbligatoriamente Poste Italiane deve lasciare, a meno
> di non volere ESSA violare il regolamento in oggetto.
>
> Se ha veramente forza di legge, applichiamo tutti i commi, non solo
> quelli che fanno comodo ad azzeccagarbugli di mestiere e interessati ad
> incrementare il proprio giro d'affari (dalle Poste ai tirapiedi a
> pagamento).

Avevo gia' raccontato la mia esperienza, ma ripetere non fa danno:

Sono rimasto per quasi due anni senza cassetta della posta sulla strada e
questo nella condizione peggiore: ovvero sulla strada c'erano un numero di
cassette postali pari al numero dei campanelli (un abuso della assemblea
condominiale riuscito perche' la spesa di una impugnazione sarebbe
semplicemente stato superiore al vantaggio del rispetto della legge, del
proprio diritto - questo a causa di troppi giudici che paiono preferire
la compensazione delle spese).

Quale e' stato il problema ? Che il servizio di consegna, trovando
cassette senza nome, potrebbe pensare che semplicemente il destinatario
mancante si sia trasferito, quindi il postino si potrebbe anche ritenere
sollevato dal dovere di lasciare giu' un avviso di giacenza.
Nel mio caso, avevo la fortuna di un postino scrupoloso, che quando c'era
anche posta ordinaria, mi suonava il campanello per avvisarmi che aveva
lasciato sopra le cassette della posta. Peccato che qualche condomino
"fascista", quelli che "secondo loro tutti devono seguire le regole" ove
naturalmente le regole, come tanti kapo, le fanno loro, estendendo ed
esagerando quelle di eventuali regolamenti dello Stato, poi mi apriva o
peggio sottraeva la posta (questo metodo di giustizia gestita in proprio
non e' affatto diversa dai metodi squadristi, ove un manipolo prendeva
direttamente nelle proprio mani cio' che ritenevano un problema di
mancato rispetto delle regole - le loro).

In ogni caso, avendo presente il fatto (come varie volte ho gia' scritto)
che il vero "cliente" di Poste Italiane e il mittente (e' lui che paga) e
non il destinatario, ho semplicemente sollevato il problema con le mie
controparti, informandoli che la posta mi veniva distrutta o persa perche'
non consegnatmi. Nota bene: evitavo di finire in mora, perche' visionavo
le fatture on-line, pagandole sempre in tempo. Ebbene, alcuni fornitori
hanno reagito, cambiando la spedizione da Poste Italiane a TNT !
Ciononostante, le consegne erano incerte. Ho fatto nuovamente presente il
problema e ... sorpresa, ogni volta che passava il "postino" TNT, mi
suonava il campanello, portandomi la missiva fino al portone.

Ecco, se qualcuno si domanda dei vantaggi del libero mercato, sono questi:
se il gestore incombente non ha il monopolio, ed il suo servizio non
funziona (sono i mittenti che si arrabbiano se i soldi che spendono non
forniscono il risultato desiderato), i mittenti (almeno le aziende, che non
avendo una mentalita' da suddito, sono piu' pronte a trovare altre soluzioni)
si rivolgono altrove.

Il problema dell'Italia non sono i "duci" (o i "Berlusconi") ma una nazione
con tanti cittadini aderenti alla filosofia di uno stato fascista, pronti
a gettare al vento i diritti che li sono concessi dalle liberalizzazioni,
dal libero mercato.

Se invece piu' persone ragionassero come Ulx o il sottoscritto, oggi i casi
sarebbero due:

a) Poste Italiane avrebbe perso una importante fetta di mercato della
spedizione di lettere

b) Poste Italiane, rendendosi conto del rischio, ignora i "suggerimenti"
del regolamento ministeriale e torna al servizio come sempre fatto

Scusate, ma se questa "cieca e zelante" adesione di massa ad un semplice
suggerimento di un regolamento ministeriale senza alcuna forza di legge,
non e' prova che la cultura imperante in Italia oggi e' sostanzialmente
ispirata dagli ideali fascisti, cosa e' allora il fascismo ?

Max max

unread,
Nov 30, 2013, 2:46:01 PM11/30/13
to
Il 29/11/2013 10.32, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> Scusate, ma se questa "cieca e zelante" adesione di massa ad un semplice
> suggerimento di un regolamento ministeriale senza alcuna forza di legge,
> non e' prova che la cultura imperante in Italia oggi e' sostanzialmente
> ispirata dagli ideali fascisti

No, è prova che gli italiani sono fessi. Verificata dai politici che
votano invece di prenderli a pernacchie quando li vedono.

w

unread,
Nov 30, 2013, 3:39:57 PM11/30/13
to
Dal nome dubito che tu sia straniero ?

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Nov 30, 2013, 5:01:57 PM11/30/13
to
Provi a domandarsi che tipo di cittadino sarebbe gradito in uno stato
fascista. Uno zelante fino alla cecita' morale nel seguire anche direttive
informali oppure un cittadino critico, osteggiante, contestatore ?

f.riz...@gmail.com

unread,
Feb 13, 2014, 7:25:33 PM2/13/14
to

f.riz...@gmail.com

unread,
Feb 13, 2014, 7:43:19 PM2/13/14
to
C'è un D.M. del 2001 e un altro del 2008 che OBBLIGA il cittadino (coscientemente, senza l'ingiunzione di penali, in maniera assolutamente libera) a facilitare il lavoro del portalettere che è costretto ( è un diritto imprescindibile del cittadino Italiano ricevere la posta) ogni fottutissima mattina a romperVi i coglioni per mettervi una cazzo di lettera in cassetta.
Questo problema riguarda solo i condomini perché qualsiasi privato "singolo" possiede una cassetta esterna.
Non si capisce il perché ma i poveri hanno paura che gli "rubino la posta" (!!!!!!!!!!!!!!?), l'avvocato no... Nemmeno il Conte non ne ha.. E neanche il presidente del consiglio... Quelli delle Case Ina sì! Ma che cazzo vi cambia vorrei tanto sapere??? Cosa avete voi di speciale rispetto al resto dell'umanità??

Sarebbe gradita risposta intelligente,realista e non scontata. Grazie

Francesco, postino.

Max max

unread,
Feb 18, 2014, 4:48:59 PM2/18/14
to
Il 14/02/2014 01.43, f.riz...@gmail.com ha scritto:
> C'è un D.M. del 2001 e un altro del 2008 che OBBLIGA il cittadino

Non è tecnicamente un obbligo

> Sarebbe gradita risposta intelligente,realista e non scontata. Grazie

Se per decenni il servizio ha funzionato altrimenti non c'è ragione di
cambiare imbruttendo ulteriormente le città per far piacere ad un
postino pigro.

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Mar 10, 2014, 11:42:36 PM3/10/14
to
On Thu, 13 Feb 2014 16:43:19 -0800, f.rizzato82 wrote:

> C'è un D.M. del 2001 e un altro del 2008 che OBBLIGA il cittadino
> (coscientemente, senza l'ingiunzione di penali, in maniera assolutamente
> libera) a facilitare il lavoro del portalettere

singolare ?
Ho l'impressione che non abbia presente che oggi sono "i portalettere" ...

> che è costretto ( è un
> diritto imprescindibile del cittadino Italiano ricevere la posta)

Dove e' scritto ? Mai sentito di un tale diritto. Conosco il diritto
del mittente ad ottenere il servizio per cui ha pagato.
Conosce altresi il diritto del destinatario alla segretezza del
contenuto.
Ma che il destinatario abbia il diritto ad un servizio che non ha
pagato (almeno non in prima persona) ... ?

> ogni
> fottutissima mattina a romperVi i coglioni per mettervi una cazzo di
> lettera in cassetta.

E' il suo lavoro. Le modalita' le dedice il suo datore di lavoro.
Che le decide in base alle esigenze dei clienti: i mittenti (e quanto
sono disposti a spendere).

> Questo problema riguarda solo i condomini perché
> qualsiasi privato "singolo" possiede una cassetta esterna.

Non e' vero. Nei centri storici, ma anche le ville fuori citta'
non hanno cassetta esterna, ma il postino sa che suonando, arriva
un maggiordomo che allunga la mano per ritirare buste e pacchi.

> Non si
> capisce il perché ma i poveri hanno paura che gli "rubino la posta"
> (!!!!!!!!!!!!!!?), l'avvocato no... Nemmeno il Conte non ne ha..

Ha il suo personale di servizio di fiducia.
Ma non solo i conti. Ci sono condomini (non certamente INA casa)
che hanno il portiere che ritira la posta. In questo caso il
postino e' totalmente grato, perche' e' il portiere che risolve
il dilemma delle buste male indirizzate oppure con nuovi destinatari
nel condominio.

> E
> neanche il presidente del consiglio... Quelli delle Case Ina sì! Ma che
> cazzo vi cambia vorrei tanto sapere??? Cosa avete voi di speciale
> rispetto al resto dell'umanità??

Nulla. Ma sappiamo di avere una scelta. E possiamo imporla ai nostri
destinatari. Se vogliono comunicare con noi, possono scegliere
distributori postali che forniscono un servizio "in piu'" rispetto
al "degradato" (perche' cio' e' un servizio postale che non e'
piu' porta-a-porta nei grossi centri residenziali) servizio delle
"nuove" Poste Italiane.

Due considerazioni:

a) di fronte alla mia protesta che le fatture non arrivavano (ero l'unico
che non aveva la cassetta fuori), Edison mi ha fatto consegnare le fattura
a mano tramite TNT (suonando per avvisarmi della consegna)

b) se piove, le raccomandate il postino continua a consegnarle al
portoncino della scala, sotto il porticato (che si trova a 50 metri
dalle cassette, ben dentro la proprieta') Evidentemente capisce che
non si puo' firmare una raccomandata sotto la pioggia dirompente.

> Sarebbe gradita risposta intelligente,realista e non scontata.

Sufficientemente realista ?

Ripeto: c'e' concorrenza, c'e' una scelta. C'e' chi il servizio continua
farlo porta-a-porta. Perche' mi devo accontentare di un minimo comune
denominatore ?

Aggiungo un nota: una volta il vostro regolamento specificava che la
corrispondenza a firma va consegnata presso l'abitazione. E
l'abitazione non e' nell'adrone della scala. Se poi l'indirizzo e'
completo: tipo Scala X, int.Y, non ha scelta.

Pero' una domanda viene naturale: chi decide quando il postino lascia
l'avviso di pendente ritiro ingiustificatamente ?
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