On 2016-07-16, Matteo Ceredi <
ceredima...@gmail.com> wrote:
> Il giorno giovedì 14 luglio 2016 19:33:59 UTC+2, Matteo Ceredi ha scritto:
>> Abito in un condominio con garage sotterranei,
>> A causa della rottura di un tubo dell'acqua potabile nel percorso dal
>> contatore ad un appartamento al piano terra, mi sono trovato 20 cm di
>> acqua nel mio garage con il pavineto coperto da terra/sabbia e intonaco
>> che si stacca fino a quasi 30 cm da terra, a causa dell'acqua.
Ha la nostra solidarieta'.
>> Ora il guasto e' stato riparato ma l'amministratore non vuol sentire
>> parlare di risarcimento danni
>> Ho perso due giorni di lavoro per tentare di asciugare alla meglio il
>> garage ed inoltre il materiale cartaceo che era a terra e' da buttare,
>> ma anche alcuni computer e vario materile elettronico.
>> Per precauzione ho fotografato tutto il garage ed anche il materile
>> danneggiato ma non so' come procedere per ottenere un qualche rimborso
>> danni.
>> Il responsabile e' il condominio ?
No.
>> Il tubo si e' rotto in unì'area comune prima di
>> "entrare nell'appartamento",
Irrilevante: il fondo servente non e' tenuto a contribuire ai costi di
passaggio di un utilizzo solo individuale.
>> oppure mi devo "rivolgere" al proprietario dell'appartamento coinvolto ?
Esatto.
> La riparazione e' stata fatta da unn idraulico chiamato dall'amministratore.
Irrilevante. E' stata una scelta del proprietario quella di accettare
l'intervento dell'amministrazione condominiale su un proprio impianto
*personale*. Solo qualora, cio' si imposto dal regolamente condominiale
(questo puo' avere senso nel caso di impianti che utilizzano condotte
condominiali, come nel caso dei cavi elettrici che vanno dalla sala
contatori/punti di presa alle derivazioni dei piani da cui poi entrano
negli appartamenti), la responsabilita' e quindi i costi sono a carico
del condominio, che poi potra' rifarsi sul proprietario servito, qualora
non ci siano responsabilita' per errori degli impiantisti precedenti.
Nel caso descritto non ritengo siano in gioco condotti condominiali,
quindi escludo ogni responsabilita' della gestione condominiale.
In ogni caso, e' il regolamente condominiale a dirimere la questione,
se menziona con una frase del tipo:
"tutte le tratte di impianti a servizio esclusivo individuale sono da
considerarsi condominiali fino al punto di entrate nella proprieta'
individuale"
che peraltro deve anche disciplinare cosa succede nelle tratte in cui
si entra in "altra" proprieta' individuale ... insomma la faccenda e'
decisamente farraginosa, NON trattandosi di impianti comuni anche alla
proprieta' che viene "attraversata".
> La società che si occupa dell'acqua potabile non ne voleva sapere dal
> momento che la rottura si e' verificata dopo il contatore cioe' nel
> tratto dal contatore agli appartamenti.
Se cio' e' stabilito dal regolamento comunale o contrattuale (se l'azienda
e' privata), cosi' e'.
L'equivoco incorso in chi in buona fede ha dichiarato la competenza
condominiale sta nel fatto che in non pochi condomini, la polizza RCA
obbligatoria per la responsabilita' civile della prorieta' comune
condominiale viene estesa (con ignorante supina accettazione anche da
chi non vuole) anche ai danni subiti dai proprietari stessi, come nel
caso descritto. Questo significa che il proprietario di quel tubo
(CHIARISCO: il tubo in questione, che dal contatore va all'appartamento
al piano terra e' di proprieta' ESCLUSIVA del proprietario di
quell'appartamento, e chiunque ci metta le mani senza autorizzazione
scritta del proprietario rischia una denuncia penale, chiaro ?!!)
mentre da un lato e' obbligato a pagare i danni causati dalla perdita,
puo' chiedere l'intervento in solido della assicurazione condominiale.
Ovviamente tramite l'intervento dell'amministratore (l'assicurazione
condominiale non e' tenuta a rispondere direttamente alle richieste del
singolo condomino, ma forse qualche maggiore e seria assicurazione
potrebbe farlo, attivandosi per ottenere l'assenso dell'amministratore).
Quindi, ricapitolando: il responsabile in prima istanza e' il proprietario
del tubo, e non e' il condominio. Ma il proprietario del tubo, se esiste
polizza assicurativa che copre il danno descritto, puo' chiedere
l'intervento della assicurazione condominiale, passando quindi la questione
all'amministratore.
Percio', il danneggiato mettera' in mora il condomino proprietario, che
chiedera' all'amministratore di intercedere, il quale attivera'
l'assicurazione, il cui perito prendera' contatto con il danneggiato per
la quantificazione dei danni e l'eventuale risarcimento.
Attenzione: se l'assicurazione non risponde o non offre un risarcimento
adeguato, l'azione giudiziaria va fatta contro il condomino proprietario!
In ogni caso, in tale frangente, avra' incaricato un avvocato, che
queste cose le sapra', anche se potrebbe tentare una transazione con
l'assicurazione (potrebbe essere piu' rapido di una causa civile verso
il "responsabile").