On Mon, 07 Jul 2014 11:29:11 -0700, carla wrote:
> Come dicevo siamo certi che l'atteggiamento dell'amministratore sia
> illegale e che il condomino sia dalla parte della ragione sia moralmente
> che legalmente.
Affermazioni che lasciano il tempo che trovano. Per esempio, lei scrive
"illegale" ma ho la sensazione che non ne comprenda il significato.
Ad esempio: "continui controlli , richiami e richieste pretestuose di
ogni genere" non sono illegali se semplicemente "richieste".
Illegale e' se sfonda la porta di casa per fare il controllo
Illegale e' se il richiamo e' fatto con la compagnia di alcuni sgherri
che magari placcano la vittima mentre viene fatto il richiamo.
Illegale e' se la richiesta prestestuosa e' seguita da azioni fisiche
che le rendono esecutive, violando la liberta' di azione e pensiero
della vittima.
Ma lei non mi pare che abbia descritto azioni criminali di questo genere.
> Quello che vi chiedevamo era cosa succedeva nel caso il condomino riesca
> a far valere le sue buone ragioni presso il tribunale di volontaria
> giurisdizione.
>
> I giudici per lo più nominano un amministratore giudiziario a tempo
> indeterminato o a tempo determinato ?
Dipende, non c'e' una regola scritta, non c'e' nessun procedura definita.
I giudici valutano la situazione come descritta dalle parti, ma poi
dipende anche dalla provincia, ovvero dalle direttive del Presidente
del Tribunale (e' sorprendente constatare come in una Italia dove pare
prevalere l'ideologia di un centralismo statale, proprio la magistratura
funziona in modo equivalente ad una federazione a livello provinciale).
> Nel condominio, salvo clamorosi
> imprevisti ( deleghe ), non dovrebbero esserci situazioni di stallo,
> ovvero una situazione di ineleggibilità pacifica di un nuovo
> amministratore...
Questa frase e' totalmente criptica nella sua semantica. In altre
parole non si capisce nulla.
> Nella vostra esperienza avete mai sentito parlare di qualcuno rimosso
> dal tribunale ?
In giurisprudenza i casi "eccezionali" come quello della revoca, sono
rigorasamente "caso per caso", percio' le descrizioni degli effetti di
sentenze passate (oltre che delle disposizioni accessorie ivi descritte)
dipendono fortemente dalla condizioni di contorno. Che e' quello che
abbiamo cercato di capire con le domande a cui non ha risposto.
> Cosa è successo dopo ?
Questa poi e' proprio una domanda senza senso.
Prima di tutto l'amministratore giudiziario compira' il suo mandato,
cercando di sistemare la magagne lasciate dal revocato. Poi, alla
scadenza, l'assemblea elegge un nuovo amministratore (ho dei dubbi
che sia eticamente accettabile la proroga assembleare di un
amministratore giudiziario, sarebbe come deliberare il proseguimento
di una dittatura - seppure "buona" - ... ma il mondo e' vario ...).