le domande sono:
bastano i due terzi dei millesimi per approvare la delibera?
sapete che leggi e sentenze posso consultare?
il comune puo' non concedere l'autorizzazione necessaria per l'istallazione?
La giurisprudenza è controversa, a mio avviso si.
(ma la mia opinione è interessata, mi occupo proprio di questo, oltre ad
altro)
> sapete che leggi e sentenze posso consultare?
Riguardo a cosa?
Per la regolamentazione dal punto di vista delle emissioni radio la 381/98
oltre alle leggi regionali (se approvate)
Per l'installazione vera e propria il regolamento edilizio della tua città
Per come opporti all'installazione, mi spiace, non posso aiutarti (salvo il
tuo diritto di votare contro in sede di assemblea)
> il comune puo' non concedere l'autorizzazione necessaria per
l'istallazione?
Ovviamente sì, se non vengono rispettati i parametri sia edilizi che dal
punto di vista della protezione dai campi E.M.
Ora soddisfa una mia domanda, non vuoi l'antenna perchè?
Alessandro Pavan
> 1) basta la maggioranza degli intervenuti in assemblea (che rappresenti
almeno un terzo dei millesimi)
> a.g. <circ...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> 854nrs$24f$1...@nslave2.tin.it...
> > bastano i due terzi dei millesimi per approvare la delibera?
Non sono molto convinto su quanto affermato nel punto 1)
Puoi essere più preciso e supportare con qualche argomentazione magari
giurisprudenziale?
Ringrazio anticipatamente!
Un saluto da Lino Petrella
anche se un antenna cosi' sul tetto fa schifo.
Saluti Fabio
a.g. <circ...@tin.it> wrote in message 855nls$56j$1...@nslave2.tin.it...
Ciao Fabio
Matteo <mat...@tin.it> wrote in message
D3Hd4.6474$I3.6...@news.infostrada.it...
A quanto ne so, c'e' una sentenza del Tribunale civile di Monza (688 del
1999) che richiede una maggioranza qualificata (cioe' 2/3)
Ma una sentenza della Cassazione (3865 del 1993) riferita all'installazione
di cavi Sip, considerando la servitu' di passaggio dei cavi e il libero
accesso dei tecnici per la manutenzione e il controllo, chiedeva
l'unanimita'
L'impianto comunque deve avere l'autorizzazione della Asl e del Comune, ed
essere in regola con le prescrizioni comunali, regionali e nazionali
(Decreto min Ambiente 381/98)
enr
Le tue considerazioni sono valide in generale... nel caso in esame si sta
parlando di una impresa telefonica che installa un ripetitore e, dal tenore
della domanda non era scontato che si stesse parlando di un ....normale
contratto di affitto...
Anzi sono portato a credere il contrario.
Rimango in attesa di chiarimenti per continuare la discussione.
Chi vive sotto l'antenna è dentro al cono d'ombra. Se ti fai scappare
l'occasione, te la piantano sul palazzo di fronte: loro beccheranno i
quattrini e tu l'elettrosmog.
F.F.
P.S.: su l'elettrosmog e i suoi effetti sul cervello c'è un interessante
thread su it.scienza.fisica
" QUESITO
Con quale maggioranza l'assemblea condominiale approva la richiesta,
formulata da un gestore di telefonia mobile di installare una stazione radio
con relativa antenna? Va tenuto presente che: la stazione radio non serve
per le esigenze del condominio, ma di tutta la zona; l'antenna sporgerebbe
quatto metri oltre il tetto; il gestore pagherebbe un canone di affitto al
condominio.
RISPOSTA
Occorre l'assenso di tutti i condomini. Si tratta di impianto che non serve
oggettivamente le parti comuni dell'edificio; il servizio di telefonia
cellulare interessa soggettivamente gli utenti interessati ".
Ad maiora.
Saluti Fabio
<TOGLI_MAIUSCOLE_A...@mclink.it> wrote in message
857l06$44h$1...@news.mclink.it...
Purtroppo non posso certo postarlo qui, sia per motivi di scanner
mancante che ovviamente di copyright.
Se hai un amico progettista elettrico o elettricista "illuminato" puoi
provare a chiederglielo, altrimenti prova a telefonare alla rivista
stessa: guarda sul sito www.tne.it
MazE
--
per rispondere togliete gli "*" dall'email - remove "*" from address to reply
"2000: Siamo finalmente nell'ultimo anno del 2°millennio"
Fabio <arpze...@ROMAusa.net> wrote in message
8574nk$9v0$1...@news.flashnet.it...
Fabio <arpze...@ROMAusa.net> ha scritto nel messaggio
8585bi$muj$1...@news.flashnet.it...
ROMA - Dalla leucemia al morbo di Alzheimer, dalle cefalee alla depressione,
dall'epilessia ai linfomi. Colpa delle linee ad alta tensione, dei
cellulari, delle antenne radio e tivù? No, nessun allarmismo. Non c'è mezza
prova scientificamente attendibile che i campi elettromagnetici possano
provocare malattie o disturbi. A sostenerlo - proprio nel giorno in cui l'
Antitrust boccia l'utilità della "coccinella" - sono i più accreditati
scienziati che, sparsi per il mondo, si occupano di questo specifico
argomento: da Alan Preece, dell'Università di Bristol, in Gran Bretagna, a
Guglielmo D'Inzeo, professore alla Sapienza, da Mary McBride, direttore del
centro canadese di epidemiologia del cancro, a Ferdinando di Orio e Sergio
Tiberti, dell'Università dell'Aquila. L'occasione è quella del 1° congresso
medico internazionale, organizzato dalla Società italiana di Statistica
medica e dall'Università dell'Aquila, dedicato al problema degli effetti dei
campi elettromagnetici, che si è aperto ieri a Roma presso il Cnr.
Tutte le relazioni degli scienziati hanno avuto un minimo comune
denominatore: non esiste nessuna evidenza che possa indurre a ritenere che
la presenza di un'antenna nei pressi della propria abitazione o l'uso del
telefono cellulare sia da mettere in relazione a patologie di qualsivoglia
natura, dalle più banali cefalee alla leucemia. Se alcuni ricercatori hanno
messo in luce risultati discordanti è soltanto a causa della metodologia di
indagine, non replicabile e, quindi, non trasferibile alla vita quotidiana
delle persone. In alcuni casi, anzi, si sono potuti osservare esiti
sorprendenti, come in quello delle ricerche condotte da Preece, che ha
osservato come tra coloro che fanno un intenso uso del cellulare le funzioni
cognitive, almeno in termini di prontezza di riflessi, siano leggermente
superiori alla media.
«Per carità - spiega il professor Tiberti - non si dica che i campi
elettromagnetici fanno bene. Il fatto è che non esiste prova che facciano
alcunché». «Per i campi a bassa frequenza - dice la professoressa Girdinio,
dell'Università di Genova -, come quelli generati dalla rete dell'Enel e da
qualsiasi apparecchio elettrico, dal frullatore al computer, è possibile
escludere qualsiasi significativa correlazione con effetti nocivi per la
salute». E per quelli ad alta frequenza, generati da telefonini e stazioni
radiotelevisive? «La normativa italiana - dice il professor D'Inzeo -
stabilisce limiti di esposizione tra 20 e 90 volte più bassi di quelli
previsti dalla normativa europea. Possiamo dunque dire, con assoluta
certezza e tranquillità, che il rispetto della norma italiana costituisce
una garanzia assoluta».
«I soli effetti biologici dimostrati - aggiunge il professor Tiberti - sono
di origine termica. I campi elettromagnetici ad alta frequenza riscaldano.
Se così non fosse non esisterebbero i forni a microonde. Ma questo, che è un
effetto biologico e non necessariamente sanitario, accade soltanto per
densità di potenza enormemente più elevate di quelle che si osservano stando
a qualche decina di metri da un ripetitore tivù o da un'antenna radio base
dei telefoni cellulari. Anche per quel che riguarda l'uso dei telefonini,
una recente ricerca mostra come dopo una conversazione di una decina di
minuti, la zona intorno all'orecchio presenta un surriscaldamento di soli
0,18 gradi centigradi. Beh, basta fare un piano di scale di corsa perché il
nostro organismo accumuli energia termica in quantità ben superiori».
Insomma, un allarme del tutto ingiustificato nonostante il sottosegretario
all'Ambiente, Valerio Calzolaio, predichi comunque l'uso di criteri
precauzionali? «Pienamente ingiustificato - aggiunge la professoressa
Girdinio -. Nella vita quotidiana utilizziamo molti apparecchi che emettono
campi magnetici anche molto intensi, come i rasoi elettrici, la televisione,
il frigorifero, l'asciugacapelli, eppure ciò non ha mai creato allarme né
epidemie o malattie o disturbi di alcun genere».
Si chiama Sindrome di NIMB (Not In My Backyard) Non Nel Mio Giardino, ed č
cosě in tutto il mondo.
Non ci declassifichiamo quando non ce n'č bisogno.
Saluti, Massimiliano
>> IMHO
>Ogni tanto compare un'espressione gergale nuova. Sono l'unico che questa non
>l'ha capita?
no, no. anche io a suo tempo...
In My Honest Opinion
Per la precisione sarebbe "In My Humble Opinion",
cioe' "per il mio modesto parere".
> "2000: Siamo finalmente nell'ultimo anno del 2°millennio"
Eh eh eh, ci si riincontra (http://web.tiscalinet.it/mmog).
Ciao
--
baca...@bigZfoot.com (Togliere la "Z") - ICQ 8959259
- Il VERO Millennium Bug:
http://web.tiscalinet.it/mmog
- 1400+ bookmarks, CD da edicola, annunci modellismo e manifestazioni:
http://www.geocities.com/marmox